REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE L.R. n. 20, 26-08-1988

NORME IN MATERIA DI ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA

BUR n. 40 del 6 settembre 1988



Legge abrogata da:

L.R. Trentino Alto Adige n. 10 del 1998, art. 19


Il Consiglio Regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta Regionale

promulga la seguente legge


TITOLO I

Norme generali


ARTICOLO 1

Norme applicabili

1. Le norme della presente legge si applicano alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) aventi sede nella regione Trentino – Alto Adige. Per quanto nella medesima non previsto, continuano ad applicarsi le disposizioni della legge 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modificazioni, nonchè i regolamenti emanati per la sua esecuzione.


ARTICOLO 2

Classificazione

1. Le IPAB aventi sede e operanti nel territorio della regione sono classificate in tre categorie, sulla base dei seguenti criteri:

a) ambito territoriale dell' attività istituzionale;

b) caratteristiche dei servizi forniti;

c) volume del bilancio;

d) numero dei dipendenti previsti in pianta organica e a rapporto convenzionale.


2. Le istituzioni sono assegnate alle singole categorie, sulla base dei punteggi complessivi conseguiti con l' applicazione dei coefficienti numerici stabiliti nella tabella allegata.


3. L'assegnazione ad una categoria è disposta dalla Giunta della Provincia autonoma nel cui territorio ha sede l' istituzione ed è soggetta a revisione ogni quinquennio.


4. Si procede altresì a revisione della categoria assegnata in caso di fusione o di altra riforma dell'istituzione, ovvero, su domanda dell'istituzione o del Comune in cui essa ha sede, quando, per intervenuta modificazione di uno o più degli elementi di cui al comma 1, debba essere disposta l' assegnazione ad una nuova categoria.


ARTICOLO 3


Legge abrogata da:

L.R. Trentino Alto Adige n. 3 del 1996, art. 71


Statuto

1. Le IPAB hanno un proprio statuto.


2. Lo statuto è approvato con deliberazione della Giunta regionale ed è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.


3. Esso deve contenere:

a) l'indicazione dei fondatori e dati riassuntivi sull'origine dell'ente;

b) l'indicazione degli scopi dell'ente, in armonia con le intenzioni dei fondatori, e dell'ambito di esplicazione dell'attività ;

c) indicazione dei mezzi necessari per il raggiungimento degli scopi;

d) la composizione, i criteri di nomina e la durata in carica degli organi di amministrazione;

e) le norme generali di amministrazione e le altre eventuali disposizioni relative alla vita dell'ente.


4. Qualora l' istituzione abbia, per il raggiungimento dei propri fini, la disponibilità di beni immobili appartenenti ad altri enti, lo statuto deve riportare l'indicazione di tali beni, i quali rimangono vincolati senza limiti di tempo alle funzioni assistenziali esercitate dall'istituzione stessa. Al vincolo è data pubblicità mediante apposita annotazione nel Libro fondiario. Il vincolo può essere estinto o modificato con provvedimento motivato della Giunta provinciale.


ARTICOLO 4

Organi di amministrazione

1. Salva diversa previsione delle tavole di fondazione, gli organi di amministrazione delle IPAB, disciplinati dai rispettivi statuti sono composti:

a) da un numero di membri non superiore a nove, per le istituzioni della prima categoria;

b) da un numero di membri non superiore a sette, per le istituzioni della seconda categoria;

c) da non più di cinque membri, per le istituzioni della terza categoria.


2. Le Amministrazioni degli enti pubblici locali e delle Province autonome, chiamate a nominare componenti degli organi di amministrazione di IPAB, scelgono i propri rappresentanti fra persone aventi competenza o esperienza in materia di servizi sociali, di amministrazione pubblica o di gestione aziendale. Della presenza di tali requisiti è dato atto nel provvedimento di nomina.


3. Salva diversa disposizione delle tavole di fondazione o degli statuti, la durata del mandato degli organi di amministrazione è fissata in cinque anni.


4. La costituzione e il rinnovo degli organi di amministrazione, nonchè la surroga dei membri cessati per qualsiasi causa, sono disposti con deliberazione della Giunta provinciale.


5. Nel provvedimento della Giunta provinciale è fissato il termine entro il quale il presidente dell'organo uscente provvede alla convocazione per l' insediamento del nuovo. Da quest'ultima data ha decorrenza il mandato. L'organo scaduto rimane comunque in carica fino all'insediamento del nuovo.


ARTICOLO 5

Incompatibilità e decadenza

1. Non possono ricoprire la carica di amministratore di un' IPAB coloro che si trovano in una delle situazioni che costituiscono causa di ineleggibilità e incompatibilità per l' elezione degli organi dell'amministrazione comunale secondo la legislazione regionale.


2. Possono far parte degli organi di amministrazione di un' IPAB gli ecclesiastici e i ministri del culto.


3. Non possono in ogni caso ricoprire la carica di amministratore di un' IPAB i consiglieri del Comune in cui ha sede l' istituzione.


4. Gli amministratori che si trovino in una delle condizioni previste ai commi precedenti decadono dalla carica, qualora non ne rimuovano la causa entro dieci giorni dalla notifica della nomina da parte della Giunta provinciale.


5. La decadenza è pronunciata dalla Giunta provinciale su iniziative dell'amministrazione dell'ente, dell'autorità comunale o d' ufficio.


ARTICOLO 6


Gruppi linguistici

1. Salva la diversa previsione delle tavole di fondazione, la composizione degli organi di amministrazione delle IPAB della provincia di Bolzano deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici esistenti nel territorio in cui l' istituzione esplica, a sensi dello statuto, la propria attività secondo i criteri di cui all' articolo 23, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio 1973,

n. 49.


ARTICOLO 7

Compensi

1. Al presidente dell' IPAB è corrisposta un' indennità di carica onnicomprensiva fissata dall'organo di amministrazione nei limiti seguenti:

a) fino a lire 400 mila mensili per le istituzioni della prima categoria;

b) fino a lire 300 mila mensili per le istituzioni della seconda categoria;

c) fino a lire 200 mila mensili per le istituzioni della terza categoria.


2. Ai membri dell'organo di amministrazione spetta, per ogni giornata di partecipazione alle riunioni, un gettone di presenza stabilito dall'organo di amministrazione in misura non superiore a lire 25

mila.


3. Al presidente e ai membri dell'organo di amministrazione compete inoltre l' indennità di missione nei casi e secondo le modalità previste per gli amministratori comunali, nonchè il rimborso delle spese forzose sostenute a causa del mandato, comprese quelle di cui all' articolo 10 della legge regionale 30 agosto 1979, n. 4, nei limiti e secondo i criteri stabiliti per gli amministratori dei comuni.


ARTICOLO 8

Controlli

1. Il controllo di legittimità e di merito sugli atti delle IPAB è esercitato dalla Giunta provinciale.


2. Sono soggetti al controllo di merito, oltre che a quello di legittimità , i seguenti atti:

a) i bilanci e le loro variazioni;

b) i regolamenti, ivi comprese le deliberazioni di approvazione e di variazione delle piante organiche, nonchè il recepimento degli accordi di lavoro;

c) le locazioni per un periodo eccedente i nove anni;

d) le deliberazioni relative a trasformazioni o diminuzioni di patrimonio, alla costituzione di diritti reali su beni immobili, nonchè quelle relative a mutui e prestiti;

e) le deliberazioni delle istituzioni di prima e seconda categoria a stare in giudizio nelle liti che in prima istanza sono di competenza del Tribunale e tutte le deliberazioni a stare in giudizio per le istituzioni della terza categoria, fatta eccezione per i provvedimenti conservativi nei casi di urgenza.


3. Le deliberazioni di cui al precedente comma devono essere fatte pervenire alla Giunta provinciale entro quindici giorni dalla data di adozione dell'atto.


4. Le medesime deliberazioni divengono esecutive qualora la Giunta provinciale, entro il trentesimo giorno dall' invio, non ne abbia pronunciato e comunicato l' annullamento per motivi di legittimità o non ne abbia chiesto il riesame per motivi di merito.


5. Le IPAB, nei termini di cui al comma 3, inviano alla Giunta provinciale un elenco di tutte le altre deliberazioni adottate.


6. la Giunta provinciale, entro il termine di dieci giorni dal ricevimento dell'elenco, può chiedere copia delle deliberazioni medesime. In tal caso l' esecutività di esse rimane sospesa dalla data del pervenimento all' IPAB della richiesta fino a venti giorni successivi al ricevimento delle deliberazioni da parte della Giunta provinciale, entro il quale termine può esserne disposto l' annullamento per motivi di legittimità .


7. Sono fatti comunque salvi gli effetti già prodotti dalle deliberazioni annullate.


8. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legislazione regionale in tema di controllo sugli atti dei comuni.


ARTICOLO 9

Registro delle IPAB

1. Presso l' ufficio competente per materia di ciascuna Provincia autonoma è tenuto il registro delle IPAB.


2. Nel registro sono inseriti e mantenuti aggiornati i seguenti dati relativi ad ogni istituzione:

a) la denominazione;

b) la sede;

c) le finalità e la concreta attività svolta;

d) la composizione degli organi di amministrazione;

e) gli estremi dei provvedimenti di erezione e di approvazione dello statuto.


3. La Regione, ai fini della tenuta del registro, trasmette alle Province autonome di Trento e di Bolzano copia dei provvedimenti di approvazione degli statuti e delle modificazioni ad essi apportate.


4. Ai fini del coordinamento, le Province autonome comunicano alla Regione i provvedimenti adottati in ordine alla vita giuridica delle istituzioni.


TITOLO II

Personale


ARTICOLO 10

Legge abrogata da:

L.R. Trentino Alto Adige n. 10 del 1998. art. 19


Regolamento organico

1. Le IPAB, che hanno personale proprio, ne disciplinano l' ordinamento mediante speciale regolamento.


2. Con il regolamento è determinata la pianta organica del personale. In essa è previsto un unico ruolo del personale, distinto in qualifiche funzionali determinate sulla base del contenuto e della complessità delle prestazioni, del grado di professionalità e d' autonomia operativa richiesto e delle connesse responsabilità .


3. Il regolamento, in armonia con la presente legge e con i principi contenuti nella legislazione regionale relativa allo stato giuridico e trattamento economico dei dipendenti dei comuni e nel rispetto degli accordi di cui all' articolo 17, disciplina le modalità e le procedure per l' assunzione del personale dipendente, l' orario di lavoro, i diritti, le attribuzioni, i doveri, le responsabilità , il trattamento economico, le sanzioni per le infrazioni, il procedimento disciplinare e la cessazione del rapporto.


ARTICOLO 11

Legge abrogata da:

L.R. Trentino Alto Adige n. 10 del 1998, art. 19

L.R. Trentino Alto Adige n. 3 del 1996, art. 71


Assunzioni

1. L' assunzione del personale avviene mediante concorso pubblico per titoli, per esami o per titoli ed esami, secondo quanto stabilito dal regolamento organico di cui all' articolo 10.


2. Sono fatte salve le particolari normative di settore concernenti il personale insegnante delle istituzioni che gestiscono scuole di qualsiasi grado.


3. Il personale destinato a mansioni elementari, per le quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, può essere assunto mediante chiamata diretta in conformità alle disposizioni della legge regionale 3 giugno 1988, n. 11.


4. Le IPAB possono prevedere nel regolamento che non oltre il 50 per cento, arrotondato per difetto, dei posti d' organico vacanti, riferiti alle singole qualifiche funzionali, siano riservati a favore dei dipendenti già in servizio.


5. La copertura dei posti di cui al precedente comma avviene mediante concorso interno per esami ovvero mediante riserva nei concorsi pubblici di un numero di posti non superiore alla metà di quello messo a concorso. Ai concorsi sono ammessi i dipendenti appartenenti a qualifica immediatamente inferiore a quella messa a concorso purchè , se sprovvisti del titolo di studio per tale ultima qualifica, siano in possesso del titolo richiesto per l' accesso a quella ricoperta ed abbiano in essa non meno di quattro anni di servizio.


6. Per far fronte ad esigenze di carattere temporale e straordinario può essere assunto personale mediante contratto a tempo determinato. Il contratto non può avere durata superiore ad un anno ed è rinnovabile fino al limite complessivo di due anni.


ARTICOLO 12

Rapporti speciali

1. Con riferimento alle esigenze complessive di funzionalità dei servizi forniti dall' istituzione, può essere assunto personale religioso, sulla base di specifiche convenzioni con i rispettivi ordini ed organizzazioni confessionali.


2. Ove non sia diversamente previsto nel regolamento organico, il personale medico o tecnico – sanitario, di cui sia necessaria l' opera, può essere assunto sulla base di specifica convenzione con strutture operanti nel servizio sanitario nazionale, o, in via subordinata, mediante contratto, nel rispetto della normativa vigente.


3. Per la gestione di attività diverse dal perseguimento dei fini istituzionali e strumentali ad essi, l'IPAB può assumere personale a contratto secondo le norme che regolano le specifiche attività .


ARTICOLO 13

Volontariato

1. L' IPAB può utilizzare personale volontario, eventualmente organizzato in associazioni operanti secondo la disciplina vigente a livello provinciale.


2. L'opera è prestata senza oneri per l' amministrazione, fatti salvi quelli relativi all'allestimento e gestione di strutture e attrezzature, al vitto e alloggio del personale, quelli relativi all'assicurazione per la responsabilità civile derivante da infortuni o danni subiti o arrecati durante la permanenza in servizio, nonchè alle spese vive necessarie per la gestione del servizio, nei limiti previsti dalla disciplina vigente a livello provinciale.


3. L' IPAB assicura inoltre il personale, che opera in attività per le quali la legge prevede tale obbligo, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.


ARTICOLO 14

Orario ridotto

1. L' IPAB in relazione alle dimensioni organiche, alle modalità d' espletamento dell'attività ed ai servizi erogati, può prevedere, nella pianta organica posto da coprire mediante rapporto ad orario ridotto.


2. L' orario di lavoro di detto personale non può essere inferiore alle metà di quello previsto per il personale a tempo pieno. Può essere ridotto ulteriormente fino a dodici ore settimanali per il personale addetto a mansioni elementari, per le quali è richiesto il solo requisiti della scuola dell'obbligo.


3. I posti di ruolo ad orario ridotto non possono comunque superare il limite del 25 per cento dei posti complessivi di ruolo previsti in organico.


4. Nei limiti dei posti disponibili nella pianta organica, il personale può ottenere, su richiesta, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno ad orario ridotto e da orario ridotto a tempo pieno.


5. Il personale ad orario ridotto non può essere impiegato in prestazioni di lavoro straordinario, salvo casi eccezionali.


6. Al personale con rapporto ad orario ridotto si applicano tutte le disposizioni previste per il personale con rapporto a tempo pieno, comprese quelle relative all'accesso all'impiego, alla progressione economica, ai diritti, ai doveri ed alle incompatibilità .


7. Al personale con rapporto ad orario ridotto spetta il trattamento economico, comprese l' indennità integrativa speciale e tutte le competenze fisse e periodiche, in misura proporzionalmente ridotta rispetto a quello previsto per il rapporto a tempo pieno.


8. Le quote aggiunte di famiglia, in quanto dovute, spettano per intero.


ARTICOLO 15

Gruppi linguistici

1. Salva diversa disposizione delle tavole di fondazione, i posti previsti nelle piante organiche delle IPAB della provincia di Bolzano sono coperti nel rispetto della proporzionale linguistica quale è rappresentata nel consiglio di amministrazione.


2. A tal fine i concorsi e le altre procedure di assunzione sono effettuate con riserva di posti a favore di ciascuno dei gruppi.


3. Nei concorsi previsti dal comma precedente, i posti riservati ad un gruppo che non siano assegnati per mancanza di concorrenti idonei, sono coperti da aspiranti dell'altro gruppo secondo l'ordine della graduatoria.


ARTICOLO 16

Bilinguismo

1. L' assunzione in servizio presso le IPAB della provincia di Bolzano è subordinata alla conoscenza della lingua italiana e di quella tedesca adeguata alle esigenze del servizio.


2. Si applicano, ai fini dell'accertamento della conoscenza delle lingue italiana e tedesca, le norme contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e successive modifiche.


ARTICOLO 17

Disciplina in base ad accordi

1. Sono disciplinati in base ad accordo sindacale stipulato su base provinciale fra le organizzazioni rappresentative delle IPAB delle province di Trento e di Bolzano e le organizzazioni sindacali dei dipendenti maggiormente rappresentative a livello provinciale:

a) il trattamento economico iniziale e la sua progressione;

b) l' identificazione delle qualifiche funzionali, in rapporto ai profili professionali e alle mansioni;

c) l'orario di lavoro, la sua durata e distribuzione, nonchè i procedimenti di rispetto;

d) il trattamento per lavoro straordinario, le ferie ed il trattamento di missione;

e) l'attuazione delle garanzie e delle libertà sindacali, nel limite delle leggi vigenti;

f) gli aspetti organizzativi ed attuativi della formazione e dell'aggiornamento professionale;

g) l'igiene e la sicurezza del lavoro.


2. L' accordo sindacale può prevedere che al direttore amministrativo - segretario delle istituzioni classificate nella prima categoria, sulla base di un punteggio almeno doppio rispetto a quello minimo previsto per la madesima categoria, sia riservato un livello funzionale - retributivo di inquadramento differenziato.


ARTICOLO 18


Direttore amministrativo - segretario

1. Il direttore amministrativo - segretario è il dipendente di grado più elevato dell'istituzione, salvo che la particolare attività e l' organizzazione previste dallo statuto non richiedano la presenza di figure professionali specifiche.


2. Fatte salve altre funzioni attribuitegli dalla legge, dallo statuto e dal regolamento organico, egli assiste alle riunioni del consiglio di amministrazione, ne redige e sottoscrive i verbali, autentica e rilascia copia degli atti dell' istituzione, esprime parere sulla legittimità delle deliberazioni adottate dal Consiglio di amministrazione.


3. L' assunzione del direttore amministrativo – segretario è effettuata attraverso pubblico concorso, salvo che l' istituzione non si avvalga di personale comunale ai sensi dell' articolo 31 della legge 17 luglio 1890, n. 6972.


4. Per l' ammissione al concorso è richiesto il diploma di laurea in discipline giuridiche, economiche, politiche, sociali o statistiche. Sono altresì ammessi i dipendenti di ruolo della stessa o di altre istituzioni, i quali si trovino nella condizione di cui al comma 5 dell' articolo 11. Per l' ammissione al concorso nelle IPAB di seconda e terza categoria della provincia di Bolzano, in ragione delle esigenze connesse con il bilinguismo, è richiesto il requisito della scuola media superiore.


5. Le modalità e i requisiti per l' assunzione delle figure professionali specifiche previste al comma I sono disciplinati dal Regolamento organico di cui all'articolo 10, in conformità ai principi del presente articolo.


TITOLO III

Contabilità


ARTICOLO 19

Esercizio finanziario

1. L' esercizio finanziario delle IPAB inizia il 1o gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.


2. L' esercizio finanziario delle istituzioni che in ragione della loro specifica attività sono tenute ad approvare bilanci con differenti scadenze, è uniformato a tali scadenze.


3. Le IPAB redigono annualmente un bilancio di previsione e un conto consuntivo.


4. Il bilancio preventivo è redatto in termini di competenza sulla base di un modello approvato con deliberazione della Giunta regionale. In esso può essere previsto l' utilizzo di codici meccanografici ai fini dell'identificazione di capitolo di entrata e di spesa.


5. La gestione finanziaria è unica; sono vietate le gestioni di fondi al di fuori del bilancio.


6. In relazione a differenziate funzioni delle IPAB, possono essere previsto nei bilanci specifici conti di gestione o appositi prospetti dimostrativi come allegati al bilancio.


ARTICOLO 20

Testo modificato da:

L.R. Trentino Alto Adige n. 4 del 1991, art. 1


Servizi di tesoreria

1. Le IPAB appartenenti alla prima e alla seconda categoria hanno un servizio di tesoreria proprio.


2. Si applicano a tale riguardo le disposizioni previste dagli articoli 96 e seguenti del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale 19 gennaio 1984, n. 6/ L, come integrato con la legge regionale 13 febbraio 1986, n. 1.


3. Il servizio di tesoreria delle IPAB appartenenti alla terza categoria è affidato di regola all'esattore comunale, salvo che la Giunta provinciale non ne autorizzi l' affidamento ad un tesoriere speciale, con l' applicazione delle norme di cui al comma 2.


ARTICOLO 21


Contratti

1. Si applica alle IPAB la disciplina dei contratti stabilita per i Comuni dagli articoli 73 e seguenti della legislazione regionale concernente l' ordinamento dei Comuni raccolta in Testo Unico con decreto del Presidente della Giunta regionale 19 gennaio 1984, n. 6/ L.


2. L' istituzione può procedere a trattativa privata, oltre che nelle ipotesi previste dalla normativa stabilita per i Comuni, quando l' oggetto dei contratti abbia un valore inferiore a lire 40 milioni per le IPAB della prima categoria, a lire 30 milioni per le IPAB della seconda categoria ed un valore inferiore a lire 20 milioni per quelle appartenenti alla terza categoria.


3. Le opere, le forniture e i lavori di eguale natura devono formare oggetto di un unico contratto senza artificiose separazioni. Quando si tratti di spese continuative, l' ammontare del contratto si desume dalla ragione composta del prezzo e della durata di esso.


ARTICOLO 22


Servizio di economato

1. L'IPAB può prevedere un servizio di economato per le piccole spese e per i servizi gestiti in economia.


2. Il servizio è disciplinato da apposito regolamento in cui sono stabiliti l' ammontare massimo delle anticipazioni periodiche, la cauzione ed eventualmente le entrate che l' economo è autorizzato ad incassare.


3. L' economo è personalmente responsabile della regolarità dei pagamenti e delle somme ricevute in anticipazione fino al loro discarico.


4. La durata del servizio di economato coincide con quella dell'esercizio finanziario.


ARTICOLO 23


Conto consuntivo

1. Il conto consuntivo delle IPAB è redatto sulla base di un modello approvato con deliberazione della Giunta regionale.


ARTICOLO 24


Revisori

1. Le IPAB sottopongono il conto consuntivo e quello finanziario del tesoriere all'esame di un collegio dei revisori.


2. Il collegio dei revisori è composto di tre membri, nominati dal consiglio comunale del comune sede dell'istituzione, esperti in materia giuridicocontabile, scelti fra i propri membri o fra i cittadini residenti.


3. Il consiglio comunale può nominare un unico collegio di revisori per tutte o per più istituzioni aventi sede legale nel comune.


4. Nel caso di riunione in consorzio o di altre forme associative fra IPAB aventi sede in comuni diversi, il collegio dei revisori è nominato dalla Giunta provinciale.


5. Il collegio stesso è nominato per la durata di tre anni.


ARTICOLO 25


Approvazione del conto consuntivo

1. Il conto del tesoriere, completato a cura degli uffici dell'istituzione con l' indicazione dei residui attivi e passivi e con lo stato dei capitali, è sottoposto all'esame dei revisori entro cinque mesi dalla chiusura dell'esercizio al quale si riferisce.


2. Il collegio effettua l' esame entro i successivi trenta giorni.


3. Decorso tale termine, il conto consuntivo viene comunque deliberato dal consiglio di amministrazione dell'istituzione.


4. Decorsi sette mesi dalla chiusura dell'esercizio senza l' approvazione del conto, vi provvede la Giunta provinciale mediante commissario speciale.


5. La deliberazione dell'organo di amministrazione concernente l' approvazione del conto, è soggetta al controllo di legittimità .


TITOLO IV

Estinzione e modificazioni istituzionali


ARTICOLO 26


Estinzione

1. Può essere disposta l' estinzione di un' IPAB:

a) quanto essa sia rimasta totalmente priva di patrimonio;

b) quando, per la perduranmte inattività , l' assoluta esiguità del patrimonio e per le altre condizioni oggettivi, non siano applicabili gli strumenti di riforma previsti dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972.


2. Si applicano, per quanto concerne la proposta ed il procedimento di estinzione, le norme previste per le riforme delle IPAB dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972.


3. L' estinzione può essere altresì promossa dalla Giunta provinciale.


4. L' estinzione è disposta dalla Giunta della Provincia autonoma nel cui territorio ha sede l'istituzione, previo parere del comitato consultivo previsto dalla legge regionale 29 maggio 1962, n. 9, il quale si esprime anche sulla destinazione del patrimonio.


5. Il provvedimento della Giunta provinciale è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello della pubblicazione.


ARTICOLO 27


Destinazione del patrimonio e del personale


1. Il patrimonio residuo dell' IPAB estinta e l' eventuale personale sono trasferiti ad altra IPAB avente sede ed operante nel comune o al Comune stesso, tenendo conto della volontà fondazionale.


2. Il provvedimento della Giunta provinciale con cui è disposta l' estinzione individua l' ente destinatario di cui al comma precedente.


3. Il patrimonio trasferito al Comune mantiene comunque il vincolo di destinazione a favore dei servizi assistenziali e sociali. Il provvedimento della Giunta provinciale relativo al trasferimento dispone anche in ordine al vincolo.


4. Il vincolo sugli immobili è reso pubblico mediante annotazione nel Libro fondiario, all'atto dell'iscrizione del trasferimento.


5. La Giunta provinciale, su motivata richiesta del Comune, può disporre, con propria deliberazione, l' estinzione o la modificazione del vincolo.


ARTICOLO 28


Riforme

1. Fino all'entrata in vigore delle leggi di riordino del settore, in tutti i procedimenti riguardanti il riconoscimento e le riforme delle IPAB, nei quali, ai sensi della legge 17 luglio 1890, n. 6972, è richiesto il parere del Consiglio di Stato, i provvedimenti relativi sono adottati sentito il parere del Comitato consultivo di cui alla legge regionale 29 maggio 1962, n. 9.


TITOLO V

Norme finali e transitorie


ARTICOLO 29


Indagine conoscitiva

1. La Regione, d' intesa con le Province autonome di Trento e di Bolzano, svolge un' indagine conoscitiva sulle IPAB al fine di definire la posizione giuridica, di verificare la conformità dell'attività svolta alla volontà fondazionale e alle norme statutarie; promuove, ove necessario, l'approvazione degli statuti o la loro revisione.


2. la Giunta regionale provvede in tale contesto a dichiarare in sede amministrativa, se un' istituzione o altro ente morale abbia la natura ed i caratteri di IPAB, ai sensi dell'articolo 1 della legge 17 luglio 1890, n. 6972.


3. Il provvedimento di cui al comma precedente è adottato previo parere del Comitato consultivo di cui alla legge regionale 29 maggio 1962, n. 9.


ARTICOLO 30


Vincolo di destinazione dei beni ECA

1. La destinazione a favore dei servizi assistenziali e sociali, prevista per i beni degli enti comunali di assistenza trasferiti ai Comuni ai sensi dell' articolo 2 della legge regionale 25 febbraio 1982, n. 2, è annotata nei Libri fondiari con la formula << vincolo di destinazione a favore dei servizi assistenziali e sociali, ai sensi dell' articolo 2 della legge regionale 25 febbraio 1982, n. 2 >>.


2. La richiesta di annotazione è rivolta al competente ufficio del Libro fondiario da parte del Comune destinatario dei beni, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. In difetto provvede la Giunta provinciale.


3. la Giunta provinciale, su richiesta motivata del Comune, può disporre l' estinzione o la modificazione del vincolo.


ARTICOLO 31


Prima classificazione IPAB

1. Nella prima applicazione della presente legge, la Giunta provinciale provvede alla classificazione delle IPAB, secondo quanto disposto nell'articolo 2, entro nove mesi dall'entrata in vigore.


ARTICOLO 32


Estensione alla gestione ECA

1. Le norme della presente legge si applicano anche alle gestioni degli enti comunali di assistenza, prorogate ai sensi dell' articolo 5 della legge regionale 25 febbraio 1982, n. 2.


La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Trento, 26 agosto 1988


ALLEGATO 1


Allegato

(Titolo dedotto)

Coefficienti e punteggi per la classificazione delle IPAB (art. 2)


TABELLA

ARTICOLO UNICO

Coefficienti per la classificazione

1. Ambito territoriale

L' ambito territoriale è rappresentato dall' area geografica, rapporto alla popolazione, nella quale si trovano i soggetti nei confronti dei quali l' ente esplica la propria attività istituzionale secondo quanto stabilito dalle norme statutarie.

Punteggio:

- ambito territoriale con meno di 5.000 ab. punti 5

- ambito territoriale fino a 10.000 ab. punti 10

- ambito territoriale fino a 30.000 ab. punti 15

- capoluogo o ambito territoriale superiore a

30.000 ab. punti 20

2. Caratteristiche dei servizi

Le caratteristiche dei servizi forniti attengono alla tipologia, alla qualità e al contenuto delle prestazioni assistenziali, istituzionalmente assicurate dall' IPAB Punteggio:

- ospitalità totale, per autosufficienti (case rip. - convitti - convalescº - ric. hand. lievi) punti 1 X p. 1

- ospitalità parziale per autosuff. (asili

- assist. diurna) punti 0,50 X p. 1

- ospitalità totale per non autosuffº

(case rip. - ist. hand. gravi - ecc.) punti 1,70 X p. 1

- ospitalità parziale non autosuff. punti 0,85 X p. 1

- servizi extraresidenziali di assistenza domiciliare punto 0,30

- servizi di centro diurno (mensa - pasi a dom. ecc.) punti 0,05

I coefficienti relativi ai servizi extraresidenziali di assistenza domiciliare e di centro diurno sono valutati per soggetto in ragione di anno e sono attribuiti in base alla media dei punteggi dell' ultimo quinquennio.

3. Volume di bilancio

Per il volume di bilancio si fa riferimento all' importo globale annuo delle spese correnti.

Gli importi sottoriportati si intendono annualmente modificati in relazione alla variazione degli indici di modificazione del costo della vita quale risulta dai dati ISTAT.

Punteggi:

- ogni 10.000.000 lire per spese correnti

(con arrotondamento al punto inf.) punti 1

4. Numero dei dipendenti

Per il numero dei dipendenti si fa riferimento ai dipendenti di ruolo, a quelli assunti in base a convenzione e a quelli con rapporto a orario ridotto.

Punteggi:

- per ogni dipendente punti 4

Nota: per i rapporti a orario ridotto si applica un punteggio corrispondente al rapporto fra orario a tempo pieno e a orario ridotto.


Punteggi per la classificazione

1. Sono assegnate:

- alla prima categoria le istituzioni che conseguono, in base ai coefficienti di cui alla tanella non meno di punti 500;

- alla seconda categoria con meno di punti 220;

- alla terza categoria meno di punti 220.

2. Sono in ogni caso assegnate alla seconda categoria, rispettivamente alla terza categoria, le istituzioni che, relativamente al volume di bilancio, conseguono un punteggio inferiore a 80 e 40 punti.

3. Per le istituzioni che svolgono attività assistenziale senza ospitalità o comunque non abbiano un numero definito di soggetti destinatari dell' attività , l' assegnazione avviene senza l' applicazione dei coefficienti relativi alle << caratteristiche dei servizi >>.

4. I punteggi per l' assegnazione alle categorie sono di conseguenza ridotti a:

- prima categoria non meno di 250;

- seconda categoria non meno di 120:

- terza categoria meno di 120.


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