REGIONE BOLZANO (Prov.) L.P. n. 48, 06-12-1983

PROGRAMMI, ORARI DI INSEGNAMENTO E PROVE DI ESAME PER LA SCUOLA MEDIA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

BUR della Regione Bolzano (Prov.) n. 67 del 27 dicembre 1983



Testo modificato da:

L.R. Bolzano (Prov.) n. 6 del 2000


Il Consiglio Provinciale ha approvato

Il Presidente della Giunta Provinciale

promulga la seguente legge


I PARTE

Caratteri e fini della scuola media

[...]

ALLEGATO 1

ALLEGATO A

PROGRAMMA DI INSEGNAMENTO E DI ESAME PER LA SCUOLA MEDIA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

PREMESSA GENERALE


ARTICOLO UNICO

1. - Il dettato costituzionale

La Costituzione italiana sancisce all' art. 34 che << l' istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita >> e all' art. 3 che << è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l' uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l' effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all' organizzazione politica, economica e sociale del Paese >>.

Al raggiungimento di queste finalità è diretta e ordinata la scuola media nella sua impostazione educativa e didattica, nelle sue strutture, nei suoi contenuti programmatici.


2. - Gli interventi legislativi

La scuola media discende da interventi legislativi che appartengono ad un unico disegno riformatore. La legge 31 dicembre 1962, n. 1859, ha istituito la scuola media unica, obbligatoria, gratuita, secondaria di primo grado.

La legge 16 giugno 1977, n. 348, ha perfezionato il processo di unificazione eliminando il principio della facoltatività, estendendo in pari tempo l' area del discipline obbligatorie tutte aventi uguale valore e dignità, e introducendo notevoli innovazioni nella impostazione dell'educazione linguistica, dell' educazione scientifica e dell' educazione tecnica.

La legge 4 agosto 1977, n. 517, ha rafforzato la capacità democratica delle strutture della scuola media, ponendo al centro dei suoi interventi la programmazione educativa e didattica dalla quale discendono i nuovi criteri di organizzazione del lavoro scolastico, nuovi strumenti valutativi e corrispondenti iniziative di integrazione e di sostegno.

Gli interventi legislativi del 1977 sviluppano i principi ispiratori della riforna del 1962, sia mettendo a disposizione più adeguate strutture per un servizio scolastico finalizzato alla promozione umana e culturale di tutto il popolo, sia eliminando quelle strutture che si erano dimostrate inadeguate (classi d' aggiornamento e classi differenziali).


3. - Principi e fini generali della scuola media

Come scuola per l' istruzione obbligatoria, la scuola media risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino in generale di tutto il popolo, potenzia la capacità di partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro sviluppo.

La scuola media, secondo la legge istitutiva, << concorre a promuovere la formazione dell'uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l' orientamento dei giovani ai fini della scelta dell' attività successiva >>.

a) Scuola della formazione dell' uomo e del cittadino.

La scuola media è formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni (etniche, religiose, sociali, intellettive, affettive, operative, creative, ecc.). Essa favorisce, anche mediante l' acquisizione di conoscenze fondamentali specifiche, la conquista di capacità logiche, scientifiche, operative e delle corrispondenti abilità e la progressiva maturazione della coscienza di sè e del proprio rapporto con il mondo esterno.

b) Scuola che colloca nel Mondo.

La scuola media aiuta pertanto l' alunno ad acquisire progressivamente una immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale, a riconoscere le attività con cui l' uomo provvede alla propria sopravvivenza e trasforma le proprie condizioni di vita, a comprendere il rapporto che intercorre fra le vicende storiche ed economiche, le strutture, le aggregazioni sociali e la vita e le decisioni del singolo.

Le esperienze e le conoscenze che la scuola media è tenuta o fornire offrono, in questo quadro, un ruolo di primaria importanza anche ai fini dell'orientamento.

c) Scuola orientativa.

La scuola è orientativa in quanto favorisce l' iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale tramite un processo formativo continuo cui debbono concorrere unitariamente le varie strutture scolastiche e i vari aspetti dell' educazione.

La possibilità di operare scelte realistiche nell' immediato e nel futuro, pur senza rinunciare a sviluppare un progetto di vita personale, deriva anche dal consolidamento di una capacità decisionale che si fonda su una verificata conscenza di sè .

d) Scuola secondaria nell' ambito dell' istruzione obbligatoria.

Successiva alla scuola primaria, la scuola media si colloca all' interno del processo unitario di sviluppo della formazione, che si consegue attraverso la continuità dinamica dei contenuti e delle metodologie, nell' arco della istruzione obbligatoria; essa persegue con sviluppi originali, conformi alla sua natura di suola secondaria di primo grado, il raggiungimento di una preparazione culturale di base e pone le premesse per l' ulteriore educazione permanente e ricorrente. Come tale non è finalizzata all' accesso alla scuola secondaria di secondo grado pur costituendo il presupposto indispensabile per ogni ulteriore impegno scolastico.


4. - Strutture partecipative per la collaborazione tra famiglia e scuola previste dalle vigenti leggi provinciali.

Le strutture partecipative di una scuola non ancorata ad un' unica interpretazione della realtà , ma effettivamente aperta a tutti i fermenti e agli apporti del mondo esterno, debbono consentire alla scuola media di sviluppare in modo del tutto particolare la propria azione educativa in stretta cooperazione con le le famiglie, raccogliendo le loro indicazioni per quanto riguarda le scelte educative fondamentali: a tal fine dovranno essere vitalizzate le occasioni di incontro offerte dai consigli di classe, dal consiglio d' istituto, dalle assemblee dei genitori, dai periodici incontri docenti - genitori. Dovranno essere altresì utilizzate tutte le occasioni e le strutture per un proficuo rapporto fra la scuola e le comunità territoriali, anche per il tramite del consiglio distrettuale.


5. - La professionalità dei docenti nella scuola media Agli insegnati si richiede una specifica capacità professionale al fine di assicurare la loro iniziativa responsabile nelle scelte didattiche e nella programmazione degli itinerari di apprendimento anche per realizzare un proficuo dialogo educativo.

In relazione all' ampliamento delle responsabilità , nel rispetto dei nuovi compiti a lui assegnati dai decreti delegati, si pone per il docente l' esigenza di una approfondita preparazione non solo sul piano culturale specifico, ma anche su quello didattico.

Da ciò la necessità di un aggiornamento – come diritto e dovere - che permetta al docente non solo di adeguare le proprie conoscenze ma anche di acquisire gli strumenti necessari per affrontare con competenza i propri compiti.


6. - La libertà d' insegnamento e i diritti degli alunni La libertà d' insegnamento è garantita ai docenti dall' art. 4 della legge 30 luglio 1973, n. 477, esplicitato nell' art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 417 che recita: << nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà d' insegnamento. L' esercizio di tale libertà è inteso a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni. Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi >>.

Vengono qui chiaramente indicati gli spazi di una interpretazione realmente democratica del principio della libertà d' insegnamento per il docente, il quale, mentre è protagonista delle scelte didattiche, è tenuto contemporaneamente, nel rispetto dei diritti degli alunni, ad operare per raggiungimento dei livelli educativi e culturali suggeriti dai programmi.



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IV PARTE Le discipline come educazione Metodologie dell' apprendimento

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2. - Le articolazioni di una educazione unitaria

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h) Educazione religiosa

Nel processo evolutivo e culturale dell'educazione, promosso e perseguito dalla scuola obbligatoria del preadolescente, trova la sua funzione e collocazione l' educazione religiosa proposta nei suoi motivi specifici ed autentici di esigenza e di esperienza spirituale e umana, e nei suoi aspetti affettivi, intellettuali, etici e sociali ordinati a promuovere la fratellanza, la giustizia e la pace tra gli uomini, illuminate dal trascendente.


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Programmi di religione per la scuola media

Natura, finalità e obiettivi

L' insegnamento della religione si inserisce nella finalità della scuola e concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell'uomo, favorendo lo sviluppo della personalità dell'alunno nella dimensione religiosa, << nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato >> (decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417).

L' insegnamento della religione tende all'educazione della coscienza religiosa, in relazione allo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno, e al suo contesto storico e ambientale. Esso sollecita nel preadolescente il risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione del mondo e gli ideali che ispirano l' agire dell'uomo nella storia; nello stesso tempo offre all' alunno i riferimenti religiosi e culturali essenziali, perché a quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta personale.

Attraverso la gradualità delle mete educative, l' insegnamento della religione promuove il superamento dei modelli infantili, l' accostamento obiettivo al fatto cristiano, la interiorizzazione dei valori e la coerenza morale, in vista di una personale maturazione della propria identità in rapporto a Dio, creatore e padre universale e, in rapporto alle realtà culturali e sociali.

L' educazione religiosa favorisce gli atteggiamenti spirituali che abilitano l' alunno ad affrontare la problematica religiosa: l' apertura al senso di Dio e ai valori dello spirito, il gusto del vero e del bene, il superamento di ogni forma d' intolleranza e di fanatismo, la solidarietà con chi è fisicamente o socialmente svantaggiato.

La stessa educazione linguistica del preadolescente trae vantaggio dalla educazione religiosa, in quanto attraverso l' acquisizione delle forme e delle categorie proprie del linguaggio religioso, l'alunno è abilitato a comunicare sul piano dei valori fondamentali e ad esprimere la sua realtà interiore, anche in dialogo con differenti credenze e culture.


Indicazioni programmatiche

L' attività didattica si svolge tenendo sempre presente il nucleo essenziale del cristianesimo: il Vangelo di Gesù Cristo morto e risorto. Attorno a questo naturale nucleo unificatore, si presentano con serietà critica le verità e i valori che sono patrimonio della tradizione cristiana: la vita dell'uomo è risposta a una vocazione personale di Dio Creatore e Padre, e non si esaurisce nella morte ma si compie nella vita eterna; la Chiesa è segno e strumento della comunione degli uomini con Dio e tra loro; il messaggio cristiano riguarda un cammino di liberazione per l' uomo e per tutti gli uomini, verso una libertà che è dono di Dio e impegno personale.

Nell'ambito del programma annuale e dell'intero ciclo, l' insegnamento svolge un piano unitario secondo alcune direttrici costanti: il riferimento sistematico alle tappe fondamentali della storia della salvezza e, in particolare, al Nuovo Testamento; il richiamo alla storia della diffusione del cristianesimo dalle origini al nostro tempo; il riferimento obiettivo ai << segni >> che testimoniano oggi la fede e la esprimono nella comunità cristiana; la conoscenza degli orientamenti del Consiglio Ecumenico Vaticano II.

Tale accostamento alle fonti e alla tradizione cristiana si sviluppa tenendo conto dell'esperienza viva del preadolescente e della sua esigenza di confrontarsi soprattuto con valori vissuti, con persone ed eventi storici.


Indicazioni metodologiche

L' insegnamento della religione si svolge, a partire dall'esperienza vissuta, in risposta ad esigenze fondamentali dell'uomo e del preadolescente, come documentazione diretta sulle fonti della tradizione cristiana, come ricerca storica sul cristianesimo nella propria regione, in Italia e in Europa, come confronto aperto e << dialogo >> con altre forme e tradizioni religiose culturalmente rilevanti.

Poichè nella educazione religiosa è direttamente coinvolta la persona dell' alunno, si avrà cura di sollecitare la sua partecipazione attiva nel rilevare i problemi religiosi, nel discernere e apprezzare i valori, sviluppando in ciascun preadolsecente le sue capacità conoscitive, come pure l' ascolto, l' intuizione e la contemplazione.

L' insegnamento si avvale a tal fine delle tecniche e dei sussidi didattici ritenuti più validi, tenuto conto delle finalità e delle metodologie proprie della scuola.


Suddivisione del programma

Le indicazioni programmatiche per i singoli anni hanno valore di orientamento e comportano sempre alcune esigenze quali: la necessità che la programmazione didattica tenga presenti ogni anno gli obiettivi e la visione globale dell' intero ciclo; che si tenga conto della fasi della significativa evoluzione fisio - psicologica e spirituale del preadolescente; che vengano valorizzati e armonizzati interessi ed esperienze emergenti, riportandoli, per quanto è possibile, al confronto con le fonti secondo alcune prospettive unitarie della tradizione cristiana.

Agli alunni si propone come tema generale l' incontro con la persona e il mistero di Gesù il Cristo nella storia della salvezza.

Tra le risposte che le grandi religioni danno alle domande fondamentali dell'uomo, la testimonianza religiosa documentata nella Bibbia presenta caratteri di assoluta originalità , in riferimento all'antico popolo d' Israele e alle speranze dell'uomo di ogni tempo. A questa storia, vista nelle sue tappe fondamentali e nel suo compiersi nella venuta di Gesù di Nazaret, si orienta lo studio e la ricerca degli alunni.

Nel proporre la vita di Gesù , si metteranno in luce i lineamenti della sua personalità che meglio lo rilevano nella sua perfetta umanità e si darà insieme risalto all'interrogativo inquietante: << Chi è mai costui? >>. La risposta a questo interrogativo è nella scoperta della divinità di Cristo. In lui si rivela vitalmente il mistero di Dio e il mistero dell'uomo.

Documento fondamentale di studio è uno dei tre Vangeli sinottici, con opportuni riferimenti agli altri libri del Nuovo Testamento e secondo i criteri di una corretta esegesi.

Si richiameranno altresì i segni e le testimonianze che rendono oggi attuale e presente il mistero di Cristo nelle comunità cristiane e nella Chiesa, con particolare riguardo alla storia e alla tradizione religiosa della propria regione.

Agli alunni si propone inoltre, come tema generale, di approfondire il senso dell'appartenenza a Cristo nella Chiesa, quale si esprime in particolare nell'itinerario della << iniziazione cristiana >> (battesimo, cresima, eucarestia) e nel sacramento della riconciliazione.

La coscienza che l' alunno ha di se stesso e della propria crescita fisica, culturale e spirituale, si approfondisce a confronto con la vocazione personale e comunitaria dell'uomo nel disegno della salvezza voluta da Dio.

Attraverso la testimonianza documentata della vita delle prime comunità cristiane e della chiesa oggi, il preadolescente potrà conoscere gli elementi essenziali della salvezza cristiana: la parola di Dio, il sacramento, la comunità ecclesiale. Dinanzi a essi l' educazione religiosa promuoverà nell'alunno una coscienza riflessa, in vista di scelte e impegni personali e consapevoli.

Si promuove un accostamento sistematico, sebbene parziale, al libro degli Atti degli Apostoli, con opportuni riferimenti ai Vangeli e all' Antico Testamento. L' attività didattica si arricchisce di riferimenti concreti alle tappe fondamentali della diffusione del Vangelo nel nostro territorio e in Europa.

Si offre anche una prima inquadratura storica e una illustrazione del Concilio Vaticano II, con riferimenti ai principali documenti. In tutti i riferimenti alla storia della Chiesa si ponga in risalto l'azione primaria delle Spirito Santo e la risposta degli uomini.

Infine come tema generale viene trattata la vita nello Spirito Santo, in relazione alle concrete situazioni del preadolescente.

Dallo Spirito Santo, dono di Cristo risorto, viene la vita. Egli è la fonte della libertà e dell'amore.

Perciò la vita morale è adesione libera al comandamento nuovo dell'amore con il quale Cristo ha portato a compimento la legge antica. In questa prospettiva cristiana, l' educazione religiosa propone anche la ricerca e l' interiorizzazione dei valori perenni proclamati nel Decalogo. Nella medesima prospettiva si farà emergere anche il significato morale delle altre leggi positive.

Attraverso riferimenti culturali e storici documentati saranno affrontati, dal punto di vista morale e religioso, alcuni problemi che in varia misura gli alunni avvertono, ad esempio, l' educazione affettiva e sessuale, la giustizia sociale, i problemi della edificazione della pace nella libertà .

Documento fondamentale di studio è il << Discorso della montagna >> di Gesù secondo Matteo(cfr. capitoli 5- 7) nel contesto del Nuovo Testamento. La conoscenza della Bibbia si arricchirà di più ampi riferimenti all'Antico Testamento, in particolare ai racconti della creazione, al libro dell'Esodo ed ad uno dei profeti.

L' indagine storica e la documentazione sulle fonti si arricchirà anche di altri riferimenti al Concilio e al recente magistero.


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TP