REGIONE BOLZANO (Prov.) L.P. n. 64, 30-12-1988

PROGRAMMI DIDATTICI PER LA SCUOLA PRIMARIA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

BUR della Regione Bolzano (Prov.) n. 8 del 21 febbraio 1989


Testo aggiunto da:

L.R. Bolzano (Prov.) n. 1 del 2004, art. 18


Il Consiglio Provinciale ha approvato

Il Presidente della Giunta Provinciale

promulga la seguente legge


I Parte

CARATTERI E FINI DELLA SCUOLA

ELEMENTARE


ALLEGATO 1

ALLEGATO A)

Programmi didattici per la scuola elementare in lingua tedesca della Provincia autonoma di Bolzano

[...]

In Provincia di Bolzano, per i compiti civili e sociali che la scuola deve assumersi per rispondere adeguatamente tra l' altro alle richieste presentate dalla situazione locale, acquistano rilevanza l' attaccamento alla propria terra, la partecipazione consapevole alla cultura locale come pure il sincero rispetto delle convinzioni altrui. Ne consegue l'adeguato riconoscimento anche dei valori cristiani; e più generalmente religiosi, nella vita dei singoli e della società .

[...]

Educazione alla convivenza democratica

Il fanciullo sarà portato a rendersi conto che << tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali >> (art. 3 Cost.).

La scuola è impegnata ad operare perché questo fondamentale principio della convivenza democratica non venga inteso come passiva indifferenza e sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti, che attuino valori riconosciuti.

Il fanciullo, quando inizia la sua esperienza scolastica, ha già cumulato un patrimonio di valori e di esperienze relative a comportamenti familiari, civici, religiosi, morali e sociali. La scuola ha il compito di sostenere l' alunno nella progressiva conquista della sua autonomia di giudizio, di scelte e di assunzione di impegni e nel suo inserimento attivo nel mondo delle relazioni interpersonali, sulla base dell'accettazione e del rispetto dell'altro, del dialogo e della partecipazione al bene comune, eventualmente espresso da decisioni di maggioranza.

[...]

La scuola elementare, nell'accogliere tutti i contenuti di esperienze, di cui l'alunno è portatore, contribuisce alla formazione di un costume di reciproca comprensione e di rispetto anche in materia di credo religioso.

La scuola statale non ha un proprio credo da proporre nè un agnosticismo da privilegiare.

Essa riconosce il valore della realtà religiosa come un dato storicamente, culturalmente e moralmente incarnato nella realtà sociale di cui il fanciullo ha esperienza e, in quanto tale, la scuola ne fa oggetto di attenzione nel complesso della sua attività educativa, avendo riguardo per l'esperienza religiosa che il fanciullo vive nel proprio ambito familiare ed in modo da maturare sentimenti e comportamenti di rispetto delle diverse posizioni in materia di religione e di rifiuto di ogni forma di discriminazione.



[...]

IV Parte I PROGRAMMI - INDICAZIONI PRATICHE

[...]

La vita scolastica

Nella vita scolastica i fanciulli acquistano un senso di sicurezza e confidenza soprattutto se gli eventi e le esperienze positive sono ricorrenti. Nella giornata scolastica si alternano preghiera e canto, riflessione e dialogo, feste e cerimonie, partecipazione a recite teatrali, escursioni didattiche e gite scolastiche.

Soprattutto il cambio delle stagioni e le feste religiose offrono lo spunto per stabilire un collegamento tra la vita scolastica e quella extrascolastica.

[...]

Indicazioni didattiche

E' indispensabile che l'insegnante tenga conto del grado di sviluppo del fanciullo. Per questo l'educazione musicale deve partire dalle esperienze acquisite a casa e nella scuola materna.

[...]

Un'intonazione precisa, una ripresa giusta da parte degli alunni ed un inizio contemporaneo sono importanti. L' educazione del senso di percezione ritmica e melodica come pure l'educazione della voce e della dizione servono soprattutto alla comprensione e alla raffigurazione linguistica e melodica della canzone. I testi di alcune canzoni più note per bambini, canzoni popolari e religiose dovrebbero essere imparati a memoria.

[...]

L'educazione linguistica, l' insegnamento storico - sociale, geografico ed ambientale, l'educazione motoria e all'immagine nonché quella religiosa sono in stretta correlazione con l' educazione al suono e alla musica.

[...]

I. Natura e finalità

1. L'insegnamento della Religione si colloca nel quadro delle finalità della scuola elementare in aderenza a quanto è stabilito nella premessa generale dei presenti programmi didattici. All'interno del progetto educativo della scuola, l' insegnamento della religione si realizza con specifiche ed autonome attività di insegnamento - apprendimento, in stretto riferimento ed in conformità alla dottrina della Chiesa, alle consolidate tradizioni locali nelle quali ha trovato espressione privilegiata il Cristianesimo nella dimensione cattolica.

L'insegnamento della Religione trova il suo fondamento giuridico nelle dichiarazioni basilari e nelle modalità enunciate agli artt. 35 - 38 del DPR n. 89 del 10 febbraio 1983, concernente le norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino - Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Bolzano.

Tale normativa, che viene a riconfermare la disciplina vigente in questa regione, è stata recepita nell'accordo di revisione del Concordato Lateranense tra lo Stato Italiano e la Santa Sede (legge n. 121 del 25 marzo 1985) attraverso il chiaro disposto del punto 5, sub c) del protocollo addizionale, che, parte integrante dello stesso, dà alla disciplina vigente nelle regioni di confine copertura concordataria e ancoraggio internazionale e pattizio.

2. L'insegnamento della religione intende favorire lo sviluppo della personalità degli alunni nella dimensione religiosa attraverso il graduale incontro con i valori della religione e della fede nella loro espressione storica, culturale e sociale, nonché mediante la conoscenza e il rispetto delle posizioni che le persone variamente adottano in ordine alla realtà religiosa. Pertanto promuove anche la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuisce a dare specifica risposta al bisogno di significato di cui essi sono portatori. A tal fine l'insegnamento della religione persegue un primo accostamento, culturalmente fondato, alla storia e ai contenuti della Rivelazione cristiana, introduce alla conoscenza delle fonti, delle espressioni e delle testimonianze storico - culturali del cattolicesimo; propone la comprensione e l'apprezzamento dei valori che il messaggio cristiano porta con sè , valori che hanno particolarmente contribuito al definirsi della realtà storico – culturale locale; allarga in modo progressivo l'orizzonte degli alunni, facendo loro acquisire conoscenze relative anche ad altre esperienze religiose a partire da quelle presenti in Alto Adige.

3. L'insegnamento della religione si realizza in un rapporto di continuità con l'azione educativa delle famiglie di cui rispetta la scelta e gli orientamenti.

Esso inoltre si svolge secondo criteri di continuità con l'educazione religiosa nella scuola materna e l' insegnamento della religione nella scuola media, in modo da stabilire, negli obiettivi, nei contenuti e nei criteri metodologici - didattici, una progressione che corrisponde ai processi di maturazione della personalità degli alunni.


II. Obiettivi e contenuti

L'insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare intende sviluppare nel fanciullo e per il fanciullo i valori della religione e della fede.

1. Nel corso della scuola elementare, l'alunno sarà reso capace gradualmente di:

- cogliere la dimensione religiosa nell'esistenza e nella storia, in particolare a riguardo dei grandi perché della vita, e conoscere le risposte che offre il cristianesimo;

- accostarsi alla natura e alla vita come dono di Dio da accogliere e custodire con rispetto e responsabilità ;

- maturare atteggiamenti di attenzione, di stupore e di domanda, di fronte alla realtà percepita nel suo significato più profondo;

- conoscere la persona, la vita e il messaggio di Gesù Cristo, centro della religione cristiana, testimoniato dalla Scrittura ed annunciato dalla Chiesa;

- riconoscere i principali segni della religione cattolica (avvenimenti, luoghi, tempi, manifestazioni, riti) e comprenderne il significato religioso ed umano;

- conoscere le manifestazioni maggiori della vita comunitaria di una parrocchia e conoscere l'anno liturgico;

- apprezzare la ricchezza dei valori etici cristiani nella vita della persona e della società ;

- sapersi avvicinare con un metodo corretto alla Bibbia e in particolare ai Vangeli, fonte privilegiata per la conoscenza del messaggio cristiano;

- apprendere gli elementi essenziali del linguaggio religioso mediante il quale la religione cattolica esprime i suoi contenuti;

- dimostrare rispetto nei confronti delle persone che vivono scelte religiose diverse, o che non aderiscono ad alcune credo religioso.

2. Fanno diretto riferimento agli obiettivi proposti alcuni nuclei tematici, qui di seguito indicati.

Al centro come contenuto fondamentale e principio di interpretazione sta la figura e l'opera di Gesù Cristo, secondo la testimonianza della Bibbia e l' intelligenza di fede della Chiesa.

a) Gli interrogativi che anche l' alunno si pone di fronte alla realtà del mondo e ai fatti umani più significativi, quali la nascita, la morte, l'amore, la sofferenza, il futuro dell'uomo, aprono alla scoperta di Dio e trovano in Lui piena risposta.

Gesù Cristo rivela il volto di Dio creatore e padre universale dal quale la vita ed ogni cosa traggono origine, senso e speranza. Alla luce di questa rivelazione bibliocristiana si leggono le grandi tappe del disegno di Dio nella storia: nella creazione, il principio; nella Pasqua di Cristo, la salvezza; nella vita eterna, il compimento.

b) Di Gesù di Nazaret si pongono in risalto gli aspetti fondamentali che lo rivelano nella sua profonda umanità e suscitano, fin dalla sua nascita, l'interrogativo sul mistero della sua persona.

Uomo tra gli uomini, partecipe della storia e della vita del popolo ebraico, Gesù porta a compimento con le sue opere e le sue parole le promesse di Dio a Israele; si manifesta Figlio di Dio e Salvatore e introduce al mistero trinitario di Dio. Amico dei piccoli e dei poveri, va incontro a chi soffre e a chi ha bisogno di perdono: insegna a tutti ad amare Dio come Padre e il prossimo come se stessi.

Nella Pasqua offre la vita, risorge da morte il terzo giorno, dona lo Spirito Santo alla sua Chiesa, che egli ha fondato e mandato nel mondo.

c) La vita della comunità cristiana e la sua presenza nella storia, nell'ambiente e nel mondo si coglie attraverso il segno dell'annuncio del vangelo, della celebrazione liturgica e sacramentale, del servizio di carità e della testimonianza offerta dalle figure dei santi.

Assume, inoltre, grande importanza la conoscenza del linguaggio con cui i cristiani esprimono i contenuti della loro religione: i simboli di fede, la preghiera, le feste, l' arte, la religiosità popolare, le tradizioni religiose radicate nella cultura locale. La chiesa manifesta così la sua realtà di popolo di Dio, animato dallo Spirito Santo, guidato dai Pastori, segno e strumento di salvezza, di unità e di pace per tutti gli uomini.

d) Il Vangelo di Cristo predicato dalla Chiesa rivela il progetto di Dio sull'uomo, di cui promuove i genuini valori. In questo ambito si evidenziano i tratti principali della morale cristiana: il comandamento dell'amore, e alla sua luce il decalogo, fondamento del rapporto dell'uomo con Dio e degli uomini fra di loro; la dignità della persona e il valore della vita, a partire dai piccoli e dai poveri, e quindi il rifiuto di ogni discriminazione; la comune convivenza nella giustizia, nella solidarietà e nella pace.


III. Indicazioni metodologiche

Il programma per l' insegnante della religione intende servire tali finalità ed obiettivi attraverso la parola, il canto, la celebrazione, il gioco ed altre forme creative di espressione. L'insegnamento della religione tende a corrispondere all'età evolutiva degli alunni, ad essere rapportato ai loro problemi di vita e a fondarsi su modelli significativi concreti.

Questo insegnamento opera una stretta correlazione tra messaggio biblico, messaggio di fede ed esperienza di vita. Esso cerca di essere particolarmente aperto verso la famiglia. L'insegnamento religioso – secondo le tradizioni di questa provincia - è pure aperto alla vita della comunità parrocchiale.

Il programma per l'insegnamento della religione tende anche ad aprirsi al piano di insegnamento globale della scuola elementare; si tratta sempre dell'ambiente del fanciullo, che deve essere illuminato dalla religione e dalla fede; così molti testi, canti, immagini, disegni potranno trovare in genere un' applicazione nell'insegnamento.

L'introduzione dei mezzi audiovisivi nella didattica è particolarmente importante per l' insegnamento religioso nella scuola elementare: serie di diapositive, diapositive sonorizzate, dischi, audiocassette, immagini, ecc.


1.1 Primo ciclo

Meta dell'insegnamento della religione nel primo ciclo è di promuovere i primi approcci alla dimensione religiosa della vita.

I fanciulli imparano a capire ed aprirsi al fatto che:

- nella nostra vita vi sono doni piccoli e grandi da riscoprire in continuazione;

- anche la nuova situazione di scolarità ha il carattere di un dono;

- nella vita percorsa dalla fede nella nostra terra si può cogliere il dono di Dio: i fanciulli scoprono come essa si è diffusa, come è giunta a noi e in quali forme essa si manifesta;

- che tutte le cose create vengono da Dio (creazione);

- Dio si manifesta nella sua creazione ed anzitutto in Gesù Cristo (Natale e Pasqua);

- Gesù porta il messaggio del Padre.

I fanciulli imparano a conoscere e capire che

- gli uomini sono educati da Gesù ad avere fiducia in Dio e a sentirsi da Lui protetti;

- Gesù ha radunato attorno a sè degli uomini (battesimo, chiesa);

- i cristiani hanno molte ragioni per fare festa con Lui (penitenza, eucarestia; anno liturgico).


1.2 Secondo ciclo

Meta dell'insegnamento religioso nel secondo ciclo è lo sviluppo maggiormente articolato e approfondito degli elementi costitutivi della religione e della fede:

- nell'esperienza di una comunità fiduciosa;

- nel capire che Dio sceglie e guida il suo popolo nell'Antico e Nuovo Testamento;

- nell'apertura verso i grandi personaggi di questo popolo (Mosè , Abramo, Davide, Geremia, Giovanni Battista, Maria, Paolo, ...) che trovano in Gesù il loro pieno compimento;

- nei precetti principali di una vita di fede (amore di Dio e del prossimo, i dieci comandamenti);

- nel processo di rinnovamento al quale sono chiamati i cristiani nella loro convenzione a Cristo, nella loro partecipazione responsabile alla vita della Chiesa e ai problemi della società e del mondo;

- nella comprensione che Religione e fede non sono solo giustificare dall'intelligenza e dall'iniziativa dell'uomo, bensì primariamente dallo spirito e dall'azione di Dio, che assume forma concreta nella vita, morte e resurrezione di Cristo e nella sua Chiesa (Pasqua, Pentecoste).


[...]


I PARTE

CARATTERI E FINI DELLA SCUOLA

ELEMENTARE

ALLEGATO 2

ALLEGATO B)

Programmi didattici per la scuola elementare in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano

[...]

In Provincia di Bolzano, per i compiti civili e sociali che la scuola deve assumersi per rispondere adeguatamente tra l'altro alle richieste presentate della situazione locale, acquistano rilevanza l'attaccamento alla propria terra, la partecipazione consapevole alla cultura locale come pure il sincero rispetto delle convinzioni altrui. Ne consegue l' adeguato riconoscimento anche dei valori cristiani; e più generalmente religiosi, nella vita dei singoli e della società .

[...]

Educazione alla convivenza democratica

Il fanciullo sarà portato a rendersi conto che " tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personale e sociali" (art. 3 Cost.).

La scuola è impegnata ad operare perché questo fondamentale principio della convivenza democratica non venga inteso come passiva indifferenza e sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti, che attuino valori riconosciuti.

Il fanciullo, quando inizia la sua esperienza scolastica, ha già cumulato un patrimonio di valori e di esperienze relative a comportamenti familiari, civici, religiosi, morali e sociali. La scuola ha il compito di sostenere l' alunno nella progressiva conquista della sua autonomia di giudizio, di scelte e di assunzione di impegni e nel suo inserimento attivo nel mondo delle relazioni interpersonali, sulla base dell'accettazione e del rispetto dell'altro, del dialogo e della partecipazione al bene comune, eventualmente espresso da decisioni di maggioranza.

Un positivo clima di comunicazione e l'atmosfera di fiducia informano la vita della comunità scolastica.

In Provincia di Bolzano la disponibilità alla comunicazione, basata sulla tolleranza ed il reciproco rispetto, acquista un significato del tutto particolare ai fini della convivenza dei gruppi linguistici. [...]

La scuola elementare, nell'accogliere tutti i contenuti di esperienze, di cui l' alunno è portatore, contribuisce alla formazione di un costume di reciproca comprensione e di rispetto anche in materia di credo religioso.

La scuola statale non ha un proprio credo da proporre nè un agnosticismo da privilegiare.

Essa riconosce il valore della realtà religiosa come un dato storicamente, culturalmente e moralmente incarnato nella realtà sociale di cui il fanciullo ha esperienza e, in quanto tale, la scuola ne fa oggetto di attenzione nel complesso della sua attività educativa, avendo riguardo per l'esperienza religiosa che il fanciullo vive nel proprio ambito familiare ed in modo da maturare sentimenti e comportamenti di rispetto delle diverse posizioni in materia di religione e di rifiuto di ogni forma di discriminazione.


[...]


IV PARTE PROGRAMMI

[...]

Per la religione la scuola elementare offre a tutti gli allievi uguali opportunità di conoscenza, di comprensione e di rispetto dei valori religiosi.

Nello sviluppo complessivo del programma e negli obiettivi della programmazione, è indispensabile che la scuola elementare preveda un graduale accostamento al mondo del lavoro ai livelli consentiti dalle esperienze proprie dell'età .

Questo approccio culturale obbedisce, altresì, alle caratteristiche psicologiche proprie dell'età in chiave di operatività , di manipolazione.


[...]

Il rapporto di intenzione tra il fanciullo e l'ambiente è fondamentale per qualsiasi attività espressiva e comunicativa che, in ogni caso, deve scaturire dall'esigenza di manifestare i contenuti dell'esperienza razionale ed affettiva.

Si tratta di un rapporto che non può essere compromesso da e stereotipi retorici e banalizzanti.

Allo scopo di stimolare le attività espressivo – comunicative si possono prendere in considerazione:

- le esperienze vissute (per esempio, giochi, eventi quotidiani, avventure, viaggi, feste, cerimonie familiari, religiose e tradizioni locali);

[...]

I. Natura e finalità

1. L'insegnamento della Religione si colloca nel quadro delle finalità della scuola elementare in aderenza a quanto è stabilito nella premessa generale dei presenti programmi didattici. Esso è assicurato secondo le motivazioni e modalità enunciate agli art. 35- 38 del DPR n. 89 del 10 febbraio 1983, concernente le norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino - Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Bolzano. Tale normativa, che viene a riconfermare la disciplina vigente in questa regione è stata recepita, nell'accordo di revisione del Concordato Lateranense tra lo Stato Italiano e la Santa Sede (L. n. 121 del 25 marzo 1985) attraverso il chiaro disposto del punto 5, sub c) del protocollo addizionale, che, parte integrante dello stesso dà alla disciplina vigente nelle regioni di confine copertura concordataria e ancoraggio internazionale e pattizio. All'interno del progetto educativo della scuola, l'insegnamento della religione si realizza con specifiche ed autonome attività di insegnamento - apprendimento, che riguardano gli elementi essenziali della religione cattolica in conformità alla dottrina della Chiesa in stretto riferimento alle consolidate tradizioni locali nelle quali ha trovato espressione privilegiata il Cristianesimo nella dimensione Cattolica.

2. L'insegnamento della religione intende favorire lo sviluppo della personalità degli alunni nella dimensione religiosa attraverso la graduale riflessione sulla realtà religiosa nella sua espressione storica, culturale e sociale, nonchè mediante la conoscenza e il rispetto delle posizioni che le persone variamente adottano in ordine alla realtà religiosa. Pertanto promuove anche la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuisce a dare specifica risposta al bisogno di significato di cui essi sono portatori.

A tal fine l'insegnamento della religione persegue un primo accostamento, culturalmente fondato, alla storia e ai contenuti della Rivelazione cristiana;

introduce alla conoscenza delle fonti, delle espressioni e delle testimonianze storico - culturali del cattolicesimo;

propone la comprensione e l' apprezzamento dei valori che il messaggio cristiano porta con sè , valori che hanno particolarmente contribuito al definirsi della realtà storico - culturale locale; allarga in modo progressivo l'orizzonte degli alunni, facendo loro acquisire conoscenze relative anche ad altre esperienze religiose a partire da quelle presenti in Alto Adige.

3. L'insegnamento della religione si realizza in un rapporto di continuità con l'azione educativa delle famiglie di cui rispetta le scelte e gli orientamenti. Esso inoltre si svolge secondo criteri di continuità con l' educazione religiosa nella scuola materna e l'insegnamento della religione nella scuola media, in modo da stabilire, negli obiettivi, nei contenuti e nei criteri metodologico - didattici, una progressione che corrisponde ai processi di maturazione della personalità degli alunni.


II. Obiettivi e contenuti

1. Nel corso della scuola elementare, l'alunno sarà reso capace gradualmente di: - cogliere la dimensione religiosa nell'esistenza e nella storia, in particolare a riguardo dei grandi perché della vita, e conoscere le risposte che offre il cristianesimo; - accostarsi alla natura e alla vita come dono di Dio da accogliere e custodire con rispetto e responsabilità ;

- maturare atteggiamenti di attenzione, di stupore e di domanda, di fronte alla realtà percepita nel suo significato più profondo; - conoscere la persona, la vita e il messaggio di Gesù Cristo, centro della religione cristiana, testimoniato dalla Scrittura ed annunciato dalla Chiesa; - riconoscere i principali segni della religione cattolica (avvenimenti, luoghi, tempi, manifestazioni, riti) e comprenderne il significato religioso ed umano; - conoscere le manifestazioni più significative di vita comunitaria nella parrocchia e conoscere l'anno liturgico; - apprezzare la ricchezza dei valori etici cristiani nella vita della persona e della società ; - sapersi avvicinare con un metodo corretto alla Bibbia e in particolare ai Vangeli, fonte privilegiata per la conoscenza del messaggio cristiano; - apprendere gli elementi essenziali del linguaggio religioso mediante il quale la religione cattolica esprime i suoi contenuti; - dimostrare rispetto nei confronti delle persone che vivono scelte religiose diverse, o che non aderiscono ad alcun credo religioso.

2. Fanno diretto riferimento agli obiettivi proposti alcuni nuclei tematici, qui di seguito indicati.

Al centro come contenuto fondamentale e principio di interpretazione sta la figura e l' opera di Gesù Cristo, secondo la testimonianza della Bibbia e l' intelligenza di fede della Chiesa.

a) Gli interrogativi che anche l' alunno si pone di fronte alla realtà del mondo e ai fatti umani più significativi, quali la nascita, la morte, l'amore, la sofferenza, il futuro dell'uomo, aprono alla scoperta di Dio e trovano in Lui piena risposta.

Gesù Cristo rivela il volto di Dio creatore e padre universale dal quale la vita ed ogni cosa traggono origine, senso e speranza. Alla luce di questa rivelazione biblico - cristiana si leggono le grandi tappe del disegno di Dio nella storia: nella creazione, il principio; nella Pasqua di Cristo, la salvezza; nella vita eterna, il compimento.

b) Di Gesù Di Nazaret si pongono in risalto gli aspetti fondamentali che lo rivelano nella sua profonda umanità e suscitano, fin dalla sua nascita, l' interrogativo sul mistero della sua persona.

Uomo tra gli uomini, partecipe della storia e della vita del popolo ebraico. Gesù porta a compimento con le sue opere e le sue parole le promesse di Dio a Israele; si manifesta Figlio di Dio e Salvatore e introduce al mistero di Dio.

Nella Pasqua offre la vita, risorge da morte il terzo giorno, dona lo spirito Santo alla sua Chiesa, che egli ha fondato e mandato nel mondo.

c) La vita della comunità cristiana e la sua presenza nella storia, nell'ambiente e nel mondo si coglie attraverso il segno dell'annuncio del vangelo, della celebrazione liturgica e sacramentale, del servizio di carità e della testimonianza offerta dalle figure dei santi.

Assume, inoltre, grande importanza la conoscenza del linguaggio con cui i cristiani esprimono i contenuti della loro religione: i simboli di fede, la preghiera, le feste, l' arte, la religiosità popolare, le tradizioni religiose radicate nella cultura locale. La chiesa manifesta così la sua realtà di popolo di Dio, animato dallo Spirito Santo, guidato dai Pastori, segno e strumento di salvezza, di unità e di pace per tutti gli uomini.

d) Il vangelo di Cristo predicato dalla Chiesa rivela il progetto di Dio sull'uomo, di cui promuove i tratti principali della morale cristiana: il comandamento dell'amore, e alla sua luce il decalogo, fondamento del rapporto dell'uomo con Dio e degli uomini fra di loro; la dignità della persona e il valore della vita, a partire dai piccoli e dai poveri, e quindi il rifiuto di ogni discriminazione; la comune convivenza nella giustizia, nella solidarietà e nella pace.


III. Indicazioni metodologiche

1. Alla capacità progettuale degli insegnamenti è affidato il compito di definire e di attuare la programmazione secondo finalità , obiettivi e contenuti del programma, prevedendo opportuni momenti di verifica degli itinerari percorsi.

A questo scopo si propongono i seguenti criteri:

- valorizzazione della esperienza (personale, sociale, culturale, religiosa) dall'alunno, come punto di partenza ed elemento di confronto, da cui far emergere interrogativi e sollecitazioni per un processo di ricerca che, attraverso l'osservazione, la presa di coscienza e la problematizzazione, favorisca l' ampliamento e l' approfondimento dell'esperienza stessa; uso graduale dei principali documenti: la Bibbia quale testo fondamentale anche in relazione alla tradizione e alla cultura del nostro Paese; i più importanti documenti ecclesiali, con particolare riferimento al Concilio Vaticano II; - lettura dei segni della vita cristiana presenti nell'ambiente: luoghi e edifici; espressioni artistiche letterarie, arti figurative, canto, musica, tradizioni, usi e costumi; ricorrenze e feste legate all'anno liturgico e alla storia locale, simboli e segni liturgici; - incontro con persone che hanno vissuto o vivono in maniera significativa i valori religiosi: Maria madre di Gesù , S. Benedetto patrono d'Europa, San Francesco e Santa Caterina da Siena patroni d' Italia, altre figure di Santi, particolarmente quelli locali come San Cassiano e San Vigilio patroni della diocesi di Bolzano – Bressanone, il beato Enrico da Bolzano, San Corbiniano, santa Notburga domestica, beato Freinademetz, e testimoni contemporanei sia nell' ambito del cristianesimo che in quello di altre religioni, comunque significativi.

2. L'adozione di questi criteri consente una costante correlazione tra esperienza degli alunni e dato cristiano. Tale correlazione, rivelando appunto la dimensione religiosa dell'esperienza, permette di cogliere la portata umanizzatrice della stessa proposta cristiana.

3. Nella programmazione e nell'organizzazione delle attività didattiche si deve tener conto delle indicazioni contenute nella premessa ai presenti programmi didattici per la scuola elementare in provincia di Bolzano, concernenti gli alunni con difficoltà di apprendimento o portatori di handicap.

4. L'acquisizione delle conoscenze e dei valori religiosi verrà favorita dall'uso di metodologie di lavoro e dallo svolgimento di attività tipiche dell'esperienza scolastica (lettura dei testi, conversazione, esplorazione dell'ambiente, attività di ricerca personale e di gruppo, forme di drammatizzazione ecc.) e prevede l' uso di diversi tipi di linguaggio (verbale, iconico, musicale, ecc.) Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio simbolico per l'importanza che esso assume nell'esplorazione e nell'espressione della dimensione religiosa. L'impostazione delle unità didattiche dovrà essere improntata a correttezza metodologica, privilegiando i procedimenti di ricerca volti a confermare o meno le ipotesi di partenza, possibilmente fatte emergere dal vissuto degli alunni, pur non escludendo le integrazioni culturali che l' insegnante ritiene necessarie per un più consistente e appropriato conseguimento di obiettivi specifici e generali.

5. L'insegnante di religione, nel quadro degli obiettivi educativi e didattici indicati dai presenti programmi della scuola elementare, procurerà che lo specifico insegnamento della religione trovi coordinamento nell'azione formativa con gli altri insegnamenti curricolari. A tal fine si ritengono particolarmente necessari i momenti di programmazione e verifica in comune fra l' insegnante di religione e quelli delle altre aree disciplinari a livello di classe e di interclasse. Tutto ciò che nella prospettiva di far acquisire agli alunni quella competenza cognitiva e quelle motivazioni personale che scaturiscono da un insegnamento della religione inteso anche come mediazione culturale.


IV. Scansione per cicli

1. In coerenza con l'organizzazione didattica della scuola elementare anche l' insegnamento della religione terrà conto della scansione in due cicli.

Gli obiettivi e i contenuti tematici, sopra indicati, riguardano comunque l' intero corso della scuola elementare e vanno pertanto globalmente considerati sia nel primo che nel secondo ciclo. La particolare accentuazione dell'uno e dell'altro tema seguirà i criteri di gradualità pedagogica propria dei ritmi di maturazione e di apprendimento degli alunni e del rapporto con i programmi delle altre discipline.

2. In particolare:

a) Nel primo ciclo, attraverso la promozione di un clima educativo e la predisposizione di un favorevole ambiente di apprendimento che stimolino la fiducia, l' iniziativa e la curiosità creativa dell'alunno, si favorirà l'insorgere in lui di un atteggiamento di osservazione, scoperta e ammirazione della realtà che lo circonda. Si curerà il suo accostamento guidato e graduale alle manifestazioni ambientali di vita religiosa, organizzando possibilità di esperienze nell'ambito dell'attuazione di piccole unità di ricerca finalizzate. In particolare si dovrà privilegiare l'approccio al prossimo storico, geografico e sociale mediante l'attivazione di ricerche, interviste, visite guidate e attraverso la produzione di grafici, cartelloni, la raccolta di espressioni linguistiche, artistiche e di semplici monografie. Il lavoro rivestirà ancora carattere predisciplinare e mirerà a far superare all'alunno la fase egocentrica, fantastica e magica circa l'idea della religione, creando così le premesse affinché egli giunga a comprendere che anche la fede religiosa è questione di libere scelte, di conoscenza, di volontà , impegno e capacità critica.

b) Nel secondo ciclo si approfondiranno in prospettiva più disciplinare ed organica le tematiche precedentemente affrontate. L'accostamento al fatto religioso sarà più meditato e critico, sostenuto dalla maggior capacità dell'alunno di individuare e strutturare concetti, nonché di assumere comportamenti più autonomi. In considerazione del contesto socio - culturale e storico di questa terra si curerà : l' acquisizione di prime idee e capacità esplicative circa il rapporto delle persone con l' ambiente culturalmente religioso; i rapporti di persone diverse con espressioni religiose diverse e il loro evolversi nel tempo; l' analisi dei valori religiosi atti a rispondere ai principali problemi e a soddisfare le esigenze della società , come la convivenza, lo sviluppo per tutti, il sostegno dei più deboli.

E' alla luce di queste indicazioni che l' insegnante, nel predisporre la programmazione educativo - didattica, articolerà e specificherà opportunamente gli obiettivi e i contenuti sopra evidenziati al secondo paragrafo.


ALLEGATO 3

ALLEGATO C)

Programmi didattici per la scuola elementare delle località ladine della Provincia autonoma di Bolzano


ORDINAMENTO DIDATTICO

Parte generale I Parte CARATTERI E FINI DELLA SCUOLA ELEMENTARE

[...]

In Provincia di Bolzano, per i compiti civili e sociali che la scuola deve assumersi per rispondere adeguatamente tra l' altro alle richieste presentate dalla situazione locale, acquistano rilevanza l'attaccamento alla propria terra, la partecipazione consapevole alla cultura locale come pure il sincero rispetto delle convinzioni altrui. Ne consegue l' adeguato riconoscimento anche dei valori cristiani, e più generalmente religiosi, nella vita dei singoli e della società .


[...]

Educazione alla convivenza democratica

Il fanciullo sarà portato a rendersi conto che << tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali >> (art. 3 Cost.).

La scuola è impegnata ad operare perché questo fondamentale principio della convivenza democratica non venga inteso come passiva indifferenza e sollecita gli alunni a divenire consapevoli delle proprie idee e responsabilità delle proprie azioni, alla luce di criteri di condotta chiari e coerenti, che attuino valori riconosciuti.

Il fanciullo, quando inizia la sua esperienza scolastica, ha già cumulato un patrimonio di valori e di esperienze relative a comportamenti familiari, civici, religiosi, morali e sociali. La scuola ha il compito di sostenere l'alunno nella progressiva conquista della sua autonomia di giudizio, di scelte e di assunzione di impegni e nel suo inserimento attivo nel mondo delle relazioni interpersonali, sulla base dell'accettazione e del rispetto dell'altro, del dialogo e della partecipazione al bene comune, eventualmente espresso da decisioni di maggioranza.

[...]

La scuola elementare, nell'accogliere tutti i contenuti di esperienze, di cui l'alunno è portatore, contribuisce alla formazione di un costume di reciproca comprensione e di rispetto anche in materia di credo religioso.

La scuola statale non ha un proprio credo da proporre nè un agnosticismo da privilegiare.

Essa riconosce il valore della realtà religiosa come un dato storicamente, culturalmente e moralmente incarnato nella realtà sociale di cui il fanciullo ha esperienza e, in quanto tale, la scuola ne fa oggetto di attenzione nel complesso della sua attività educativa, avendo riguardo per l'esperienza religiosa che il fanciullo vive nel proprio ambito familiare ed in modo da maturare sentimenti e comportamenti di rispetto delle diverse posizioni in materia di religione e di rifiuto di ogni forma di discriminazione.


Parte generale II Parte UNA SCUOLA ADEGUATA ALLE ESIGENZE FORMATIVE DEL FANCIULLO

[...]


Parte generale EDUCAZIONE AL SUONO E ALLA MUSICA

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1.1 Percezione e comprensione

Un'intonazione precisa, una ripresa giusta da parte degli alunni ed un inizio contemporaneo sono importanti. L' educazione del senso di percezione ritmica e melodica come pure l'educazione della voce e della dizione servono soprattutto alla comprensione e alla raffigurazione linguistica e melodica della canzone. I testi di alcune canzoni più note per bambini, canzoni popolari e religiose dovrebbero essere imparati a memoria.

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L'educazione linguistica, l' insegnamento storico - sociale, geografico ed ambientale, l'educazione motoria e all'immagine nonchè quella religiosa sono in stretta correlazione con l' educazione al suono e alla musica.

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Parte generale RELIGIONE

I. Natura e finalità

1. L'insegnamento della Religione si colloca nel quadro delle finalità della scuola elementare in aderenza a quanto è stabilito nella premessa generale dei presenti programmi didattici. All'interno del progetto educativo della scuola, l'insegnamento della religione si realizza con specifiche ed autonome attività di insegnamento - apprendimento, in stretto riferimento ed in conformità alla dottrina della Chiesa, alle consolidate tradizioni locali nelle quali ha trovato espressione privilegiata il Cristianesimo nella dimensione cattolica.

L'insegnamento della Religione trova il suo fondamento giuridico nelle dichiarazioni basilari e nelle modalità enunciate agli artt. 35 - 38 del DPR n. 89 del 10 febbraio 1983, concernente le norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino - Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Bolzano.

Tale normativa, che viene a riconfermare la disciplina vigente in questa regione, è stata recepita nell'accordo di revisione del Concordato Lateranense tra lo Stato Italiano e la Santa Sede (legge n. 121 del 25 marzo 1985) attraverso il chiaro disposto del punto 5, sub c) del protocollo addizionale, che, parte integrante dello stesso, dà alla disciplina vigente nelle regioni di confine copertura concordataria e ancoraggio internazionale e pattizio.

2. L'insegnamento della religione intende favorire lo sviluppo della personalità degli alunni nella dimensione religiosa attraverso il graduale incontro con i valori della religione e della fede nella loro espressione storica, culturale e sociale, nonché mediante la conoscenza e il rispetto delle posizioni che le persone variamente adottano in ordine alla realtà religiosa. Pertanto promuove anche la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuisce a dare specifica risposta al bisogno di significato di cui essi sono portatori. A tal fine l'insegnamento della religione persegue un primo accostamento, culturalmente fondato, alla storia e ai contenuti della Rivelazione cristiana, introduce alla conoscenza delle fonti, delle espressioni e delle testimonianze storico - culturali del cattolicesimo; propone la comprensione e l'apprezzamento dei valori che il messaggio cristiano porta con sè, valori che hanno particolarmente contribuito al definirsi della realtà storico – culturale locale; allarga in modo progressivo l'orizzonte degli alunni, facendo loro acquisire conoscenze relative anche ad altre esperienze religiose a partire da

quelle presenti in Alto Adige.

3. L'insegnamento della religione si realizza in un rapporto di continuità con l'azione educativa delle famiglie di cui rispetta la scelta e gli orientamenti.

Esso inoltre si svolge secondo criteri di continuità con l'educazione religiosa nella scuola materna e l' insegnamento della religione nella scuola media, in modo da stabilire, negli obiettivi, nei contenuti e nei criteri metodologici - didattici, una progressione che corrisponde ai processi di maturazione della personalità degli alunni.


II. Obiettivi e contenuti

L'insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare intende sviluppare nel fanciullo e per il fanciullo i valori della religione e della fede.

1. Nel corso della scuola elementare, l'alunno sarà reso capace gradualmente di:

- cogliere la dimensione religiosa nell'esistenza e nella storia, in particolare a riguardo dei grandi perché della vita, e conoscere le risposte che offre il cristianesimo;

- accostarsi alla natura e alla vita come dono di Dio da accogliere e custodire con rispetto e responsabilità ;

- maturare atteggiamenti di attenzione, di stupore e di domanda, di fronte alla realtà percepita nel suo significato più profondo;

- conoscere la persona, la vita e il messaggio di Gesù Cristo, centro della religione cristiana, testimoniato dalla Scrittura ed annunciato dalla Chiesa;

- riconoscere i principali segni della religione cattolica (avvenimenti, luoghi, tempi, manifestazioni, riti) e comprenderne il significato religioso ed umano;

- conoscere le manifestazioni maggiori della vita comunitaria di una parrocchia e conoscere l'anno liturgico;

- apprezzare la ricchezza dei valori etici cristiani nella vita della persona e della società ;

- sapersi avvicinare con un metodo corretto alla Bibbia e in particolare ai Vangeli, fonte privilegiata per la conoscenza del messaggio cristiano;

- apprendere gli elementi essenziali del linguaggio religioso mediante il quale la religione cattolica esprime i suoi contenuti;

- dimostrare rispetto nei confronti delle persone che vivono scelte religiose diverse, o che non aderiscono ad alcun credo religioso.

2. Fanno diretto riferimento agli obiettivi proposti alcuni nuclei tematici, qui di seguito indicati.

Al centro come contenuto fondamentale e principio di interpretazione sta la figura e l' opera di Gesù Cristo, secondo la testimonianza della Bibbia e l' intelligenza di fede della Chiesa.

a) Gli interrogativi che anche l' alunno si pone di fronte alla realtà del mondo e ai fatti umani più significativi, quali la nascita, la morte, l'amore, la sofferenza, il futuro dell'uomo, aprono alla scoperta di Dio e trovano in Lui piena risposta.

Gesù Cristo rivela il volto di Dio creatore e padre universale dal quale la vita ed ogni cosa traggono origine, senso e speranza. Alla luce di questa rivelazione bibliocristiana si leggono le grandi tappe del disegno di Dio nella storia: nella creazione, il principio; nella Pasqua di Cristo, la salvezza; nella vita eterna, il compimento.

b) Di Gesù di Nazaret si pongono in risalto gli aspetti fondamentali che lo rivelano nella sua profonda umanità e suscitano, fin dalla sua nascita, l'interrogativo sul mistero della sua persona.

Uomo tra gli uomini, partecipe della storia e della vita del popolo ebraico, Gesù porta a compimento con le sue opere e le sue parole le promesse di Dio a Israele; si manifesta Figlio di Dio e Salvatore e introduce al mistero trinitario di Dio. Amico dei piccoli e dei poveri, va incontro a chi soffre e a chi ha bisogno di perdono: insegna a tutti ad amare Dio come Padre e il prossimo come se stessi.

Nella Pasqua offre la vita, risorge da morte il terzo giorno, dona lo Spirito Santo alla sua Chiesa, che egli ha fondato e mandato nel mondo.

c) La vita della comunità cristiana e la sua presenza nella storia, nell'ambiente e nel mondo si coglie attraverso il segno dell'annuncio del vangelo, della celebrazione liturgica e sacramentale, del servizio di carità e della testimonianza offerta dalle figure dei santi.

Assume, inoltre, grande importanza la conoscenza del linguaggio con cui i cristiani esprimono i contenuti della loro religione: i simboli di fede, la preghiera, le feste, l'arte, la religiosità popolare, le tradizioni religiose radicate nella cultura locale. La Chiesa manifesta così la sua realtà di popolo di Dio, animato dallo Spirito Santo, guidato dai Pastori, segno e strumento di salvezza, di unità e di pace per tutti gli uomini.

d) il Vangelo di Cristo predicato dalla Chiesa rivela il progetto di Dio sull'uomo, di cui promuove i genuini valori. In questo ambito si evidenziano i tratti principali della morale cristiana: il comandamento dell'amore, e alla sua luce il decalogo, fondamento del rapporto dell'uomo con Dio e degli uomini fra loro; la dignità della persona e il valore della vita, a partire dai piccoli e dai poveri, e quindi il rifiuto di ogni discriminazione; la comune convivenza nella giustizia, nella solidarietà e nella pace.


III. Indicazione metodologiche

Il programma per l' insegnamento della religione intende servire tali finalità ed obiettivi attraverso la parola, il canto, la celebrazione, il gioco ed altre forme creative di espressione. L'insegnamento della religione tende a corrispondere all'età evolutiva degli alunni, ad essere rapportato ai loro problemi di vita e a fondarsi su modelli significativi concreti.

Questo insegnamento opera una stretta correlazione tra messaggio biblico, messaggio di fede ed esperienza di vita. Esso cerca di essere particolarmente aperto verso la famiglia. L'insegnamento religioso – secondo le tradizioni di questa provincia - è pure aperto alla vita della comunità parrocchiale.

Il programma per l' insegnamento della religione tende anche ad aprirsi al piano di insegnamento globale della scuola elementare; si tratta sempre dell'ambiente del fanciullo, che deve essere illuminato dalla religione e dalla fede; così molti testi, canti, immagini, disegni, potranno trovare in genere un'applicazione nell'insegnamento.

L'introduzione dei mezzi audiovisivi nella didattica è particolarmente importante per l'insegnamento religioso nella scuola elementare: serie di diapositive, diapositive sonorizzate, dischi, audiocassette, immagini, ecc.


1.1 Primo ciclo

Meta dell'insegnamento della religione nel primo ciclo è di promuovere i primi approcci alla dimensione religiosa della vita.

I fanciulli imparano a capire ed aprirsi al fatto che:

- nella nostra vita vi sono doni piccoli e grandi da riscoprire in continuazione;

- anche la nuova situazione di scolarità ha il carattere di un dono;

- nella via percorsa dalla fede nella nostra terra si può cogliere il dono di Dio: i fanciulli scoprono come essa si è diffusa, come è giunta a noi e in quali forme essa si manifesta;

- che tutte le cose create vengono da Dio (creazione);

- Dio si manifesta nella sua creazione ed anzitutto in Gesù Cristo (Natale e Pasqua);

- Gesù porta il messaggio del Padre.

I fanciulli imparano a conoscere e capire che

- gli uomini sono educati da Gesù ad avere fiducia in Dio e a sentirsi da Lui protetti;

- Gesù ha radunato intorno a sè degli uomini (battesimo, chiesa);

- i cristiani hanno molte ragioni per fare festa con Lui (penitenza, eucarestia, anno liturgico).


1.2 Secondo ciclo

Meta dell'insegnamento religioso nel secondo ciclo è lo sviluppo maggiormente articolato e approfondito degli elementi costitutivi della religione e della fede:

- nell'esperienza di una comunità fiduciosa;

- nel capire che Dio sceglie e guida il suo popolo nell'Antico e Nuovo Testamento;

- nell'apertura verso i grandi personaggi di questo popolo

(Mosè , Abramo, Davide, Geremia, Giovanni Battista, Maria, Paolo, ...) che trovano in Gesù il loro pieno compimento;

- nei precetti principali di una vita di fede (amore di Dio e del prossimo, i dieci comandamenti);

- nel processo di rinnovamento al quale sono chiamati i cristiani nella loro conversione a Cristo, nella loro partecipazione responsabile alla vita della Chiesa e ai problemi della società e del mondo;

- nella comprensione che Religione e fede non sono giustificate solo dall'intelligenza e dall'iniziativa dell'uomo, bensì primariamente dallo spirito e dall'azione di Dio, che assume forma concreta nella vita, morte e resurrezione di Cristo e nella sua Chiesa (Pasqua, Pentecoste).



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