REGIONE TRENTO (Prov.) L.P. n. 5, 09-04-2001

DISPOSIZIONI SULLO STATO GIURIDICO DEL PERSONALE DOCENTE ED ISPETTIVO PER L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

BUR della Regione Trentino Alto Adige n. 16 del 17 aprile 2001


Testo modificato da:

L.R. Trento (Prov.) n. 7 del 2004, art. 6


IL CONSIGLIO PROVINCIALE

ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

promulga

la seguente legge


ARTICOLO 1

Finalità

1. La presente legge disciplina lo stato giuridico del personale docente ed ispettivo per l'insegnamento della religione cattolica in provincia di Trento e opera in riferimento agli articoli 21, 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento).


ARTICOLO 2

Istituzione di posti a tempo indeterminato

1. Ai fini dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole a carattere statale di ogni ordine e grado della provincia di Trento, sono istituiti posti a tempo indeterminato di docente di religione cattolica, distinti per grado di scuola, rientranti nel ruolo di cui all'articolo 38 (Istituzione del ruolo e inquadramento del personale della scuola) della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2, come modificato dall'articolo 38 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13.


2. Ai docenti di religione cattolica di cui al comma 1 si applicano, per quanto non diversamente disposto dalla presente legge, le norme di stato giuridico ed il trattamento economico previsti per il personale docente del corrispondente ordine e grado di scuola della provincia di Trento.


ARTICOLO 3

Accesso ai posti a tempo indeterminato del personale docente

1. Per l'accesso ai posti a tempo indeterminato del personale docente di religione cattolica di cui all'articolo 2 trova applicazione l'articolo 399 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), come sostituito dall'articolo 1 della legge 3 maggio 1999, n. 124.


2. I titoli di qualificazione professionale per partecipare alle procedure concorsuali sono quelli stabiliti al punto 4 (Profili della qualificazione professionale degli insegnanti di religione) di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751 (Esecuzione delI'intesa tra l'autorità scolastica italiana e la Conferenza episcopale italiana per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche), come modificato dall'intesa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990, n. 202. Ai docenti di cui alla lettera b) del punto 4.4 del decreto del Presidente della Repubblica 751/1985 è richiesto anche il possesso di un diploma di formazione teologica o di scienze religiose riconosciuto dall'ordinario diocesano di Trento.


3. Ai candidati dei concorsi previsti dal comma 1 è richiesto, oltre ai titoli di cui al comma 2, anche il possesso del riconoscimento di idoneità previsto dal protocollo addizionale, punto 5, lettera a), reso esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121 (Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede), rilasciato dall'ordinario diocesano di Trento.


4. Almeno la metà dei componenti della commissione esaminatrice devono essere in possesso di titoli specifici riferiti al concorso, stabiliti dalla Giunta provinciale d'intesa con l'ordinario diocesano. La Giunta provinciale definisce altresì i programmi d'esame, d'intesa con l'ordinario diocesano di Trento, nonché le ulteriori modalità e criteri di svolgimento dei concorsi di cui al comma 1.


5. L'assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato è disposta dal sovrintendente scolastico d'intesa con l'ordinario diocesano di Trento, ai sensi del protocollo addizionale, punto 5, lettera a), reso esecutivo con la legge 121/1985, e del punto 2.5 del decreto del Presidente della Repubblica 751/1985.


ARTICOLO 4

Assunzione di personale docente a tempo determinato

1. Per tutti i posti non coperti da docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, si provvede mediante contratti a tempo determinato stipulati dalla competente autorità scolastica d'intesa con l'ordinario diocesano di Trento. Analogamente si provvede per le sostituzioni dei docenti assenti, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di sostituzioni.


2. Qualora per la copertura dei posti di cui al comma 1 venga assunto personale docente di religione cattolica già incaricato stabilizzato ai sensi dell'articolo 3, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 399 (Norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 del 9 giugno 1988 relativo al personale del comparto scuola), allo stesso continuano ad applicarsi le disposizioni di stato giuridico ed economico previste per detto personale.


ARTICOLO 5

Revoca dell'idoneità

1. Ferme restando le norme vigenti sulla mobilità del personale docente della scuola a carattere statale, il personale docente di religione con contratto a tempo indeterminato al quale viene revocata l'idoneità da parte dell'ordinario diocesano, può fruire, a domanda e previa verifica della disponibilità dei posti, della mobilità professionale nel comparto del personale della scuola, purché in possesso dei prescritti titoli professionali.


2. Nel caso in cui il docente al quale sia stata revocata l'idoneità dall'ordinario diocesano non fruisca della mobilità di cui al comma 1, e abbia almeno dieci anni di servizio, lo stesso può essere utilizzato per i fini di cui ai commi 7 e 8 dell'articolo 49 (Norme sul personale della scuola a carattere statale e sull'organizzazione dell'insegnamento) della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3, articolo come da ultimo modificato dall'articolo 66 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3.


3. Qualora non trovino applicazione i commi 1 e 2, ai motivi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dalle vigenti disposizioni si aggiunge la revoca dell'idoneità da parte dell'ordinario diocesano, divenuta esecutiva a norma dell'ordinamento canonico.



ARTICOLO 6

Incarichi ispettivi

1. Al fine dello svolgimento delle funzioni ispettive relative all'insegnamento della religione cattolica, il sovrintendente scolastico conferisce, per la durata di cinque anni, rinnovabili, un incarico ispettivo ad uno dei docenti di religione cattolica ritenuto idoneo dall'ordinario diocesano di Trento.


2. Per i fini di cui al comma 1 trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 28 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell'ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento). La nomina è disposta previo collocamento in aspettativa senza assegni, con diritto al mantenimento del posto, per la durata dell'incarico.


3. Per quanto riguarda il trattamento economico si fa riferimento a quello previsto per il personale ispettivo dai contratti collettivi statali e provinciali di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405, come sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 433. 4. A richiesta della Giunta provinciale, il personale di cui al comma 1 può esercitare funzioni ispettive anche nei corsi della formazione professionale di base di cui alla legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21 (Ordinamento della formazione professionale).


ARTICOLO 7

Norme transitorie

1. In prima applicazione della presente legge hanno titolo all'assunzione nei posti a tempo indeterminato di cui all'articolo 2, comma 1, i docenti di religione in servizio con incarico nelle scuole a carattere statale della provincia di Trento in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3, commi 2 e 3, che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto servizio di insegnamento della religione cattolica per almeno otto anni, anche non continuativi, previo superamento di un concorso riservato per soli titoli.


2. Hanno titolo altresì ad essere immessi nei predetti posti a tempo indeterminato, fino alla concorrenza dei posti a tale fine disponibili e successivamente all'esaurimento della graduatoria di cui al comma 1, i docenti di religione in servizio con incarico nelle scuole a carattere statale della provincia di Trento in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3, commi 2 e 3, che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto servizio di insegnamento della religione cattolica per almeno quattro anni, anche non continuativi, previo superamento di un concorso riservato per titoli integrato da un colloquio.


3. Al fine del riconoscimento degli anni di servizio di cui ai commi 1 e 2 si intendono gli anni di servizio comunque prestati con incarico annuale.


4. Le modalità e i criteri di svolgimento dei concorsi di cui ai commi 1 e 2 sono definiti con provvedimento della Giunta provinciale.


5. In prima applicazione l'incarico ispettivo è confermato al personale che abbia svolto da almeno dieci anni in provincia di Trento funzioni ispettive per l'insegnamento della religione cattolica. Allo stesso si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6. Nel caso di mancato rinnovo dell'incarico, il personale di cui al presente comma è inquadrato, anche in soprannumero e purché in possesso dei requisiti di cui all'articolo 3, commi 2 e 3, tra il personale docente di religione cattolica di cui all'articolo 2.


ARTICOLO 8


Disposizioni finanziarie

1. All'onere derivante dall'applicazione della presente legge si fa fronte con i fondi di cui all'unità previsionale di base 10.6.110 (capitolo 21876/001) del bilancio provinciale annuale 2001 e pluriennale 2001-2003.


Formula Finale:

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia.

Trento, 9 aprile 2001


IL PRESIDENTE DELLA

GIUNTA PROVINCIALE

L. Dellai



VISTO

IL COMMISSARIO DEL GOVERNO

PER LA PROVINCIA DI TRENTO

VICE PREFETTO

(dott. S. Iuni)



Note:

Avvertenze

Note redatte dal servizio legislativo del Consiglio provinciale, con la collaborazione dei servizi della giunta, al solo fine di facilitare la lettura del testo. Restano invariati valore ed efficacia della legge e degli atti trascritti.


Nota all'articolo 1


- Il decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 405 (G.U. 17 settembre 1988, n. 219) concernente "Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino - Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento" è stato modificato da ultimo dal decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 433 (G.U. 23 agosto 1996, n. 197 — suppl. ord.).


- Gli articoli 21, 22 e 23 del citato DPR n. 405 del 1988 dispongono:

"Art. 21

1. L'applicazione nella provincia di Trento dell'articolo 9, comma 2, dell'accordo di modificazione del Concordato lateranense, ratificato con legge 25 marzo 1985, n. 121, e dell'intesa stipulata tra il Ministro della pubblica Istruzione ed il Presidente della Conferenza episcopale italiana, approvata con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751, non pregiudica, ai sensi del punto 5, lettera c), del protocollo addizionale in data 18 febbraio 1984 al predetto accordo, il regime vigente in detta provincia per l'insegnamento della religione cattolica così come previsto nei successivi commi.

2. Nella provincia di Trento, pertanto, l'insegnamento della religione cattolica, secondo le consolidate tradizioni locali, è compreso nella programmazione educativa della scuola definita nel rispetto delle competenze della provincia ed è impartito, sia nella scuola elementare che in quella secondaria, da appositi docenti che siano sacerdoti o religiosi, oppure laici riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, nominati dall'autorità scolastica competente, d'intesa con l'ordinario stesso.

3. L'insegnamento di cui al comma 2 è impartito, secondo le norme stabilite dal vigente Concordato, per il numero di ore previsto dall'ordinamento scolastico e comunque per non meno di un'ora settimanale; nella scuola dell'obbligo possono essere stabilite fino a due ore settimanali.

4. A ciascun docente è assegnato un numero di ore settimanali non superiore a 18 nella scuola elementare ed a 15 nella scuola secondaria; le predette ore settimanali costituiscono posto orario ai fini dell'intero trattamento economico spettante.

5. Il ruolo istituito con l'articolo 5 del regio decreto 27 agosto 1932, n. 1127, integrato dall'articolo 11 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 maggio 1947, n. 555, è trasformato in

ruolo ad esaurimento. I relativi posti sono soppressi con la cessazione, per qualsiasi causa, dal servizio dei docenti ad essi assegnati alla data di entrata in vigore del presente decreto.


Art. 22

1. L'articolo 53, ultimo comma, della legge 11 luglio 1980, n. 312, si applica anche agli insegnanti di religione nelle scuole elementari della provincia di Trento, in possesso dei requisiti ivi previsti, con riferimento al livello retributivo attribuito al personale docente appartenente a detto ordine di scuole.


Art. 23

1. Per lo svolgimento delle funzioni previste dall'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417, relative all'insegnamento religioso cattolico nelle scuole della provincia di Trento, il sovrintendente scolastico conferisce incarichi ispettivi, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 119 dello stesso decreto, ad uno degli insegnanti di religione in servizio nelle predette rispettive scuole, il quale sia ritenuto idoneo dall'ordinario diocesano anche per le suddette funzioni."


Nota all'articolo 2

- La legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2 (B.U.11 febbraio 1997, n. 7 - suppl. n. 1) concernente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1997 e pluriennale 1997-1999 della provincia autonoma di Trento (legge finanziaria)" è stata da ultimo modificata dalla legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3 (B.U. 28 marzo 2000, n. 13 - suppl. n. 2; avviso di rettifica in B.U,. 20 giugno 2000, n. 26).

- L'articolo 38 della citata LP n. 2 del 1997, come modificato dall'articolo 38 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13 (B.U. 11 settembre 1997, n. 43 - straord.), dispone:

"Art. 38

Istituzione del ruolo e inquadramento del personale della scuola

1. E' istituito il ruolo del personale insegnante della scuola della Provincia autonoma di Trento.

2. La consistenza organica del personale del ruolo del personale insegnante della scuola è stabilita dalla allegata tabella B.

3. omissis

4. omissis

5. Il personale insegnante — ispettivo, direttivo e docente — in ruolo alla data del 1° settembre 1996 nelle scuole e istituti d'istruzione elementare e secondaria della Provincia di Trento, è inquadrato, con effetto dalla medesima data, nel ruolo del personale insegnante della scuola della Provincia, conservando la posizione giuridica e il trattamento economico in godimento. Il personale la cui posizione giuridica od economica di provenienza subisca variazioni retroattive è oggetto di una nuova operazione di inquadramento.

6. Tra il personale di cui al comma 5 è comunque compreso il personale collocato, fuori ruolo e quello di ruolo, anche se in servizio all'estero, in carico alla Sovrintendenza scolastica provinciale di Trento.

7. La Provincia assicura la messa a disposizione del Ministero degli affari esteri del personale inquadrato ai sensi del presente articolo per la sua utilizzazione presso istituzioni scolastiche italiane all'estero, secondo le disposizioni vigenti per il personale della scuola del restante territorio nazionale.

8. I contratti provinciali per il personale di cui al presente articolo disciplinano la mobilità in modo da assicurare la continuità didattica nonché la più efficace organizzazione della scuola. Nel rispetto delle medesime esigenze la Giunta provinciale determina, tra l'altro, i termini per la presentazione delle domande di mobilità del personale stesso.

9. Fino all'adozione di diversa disciplina sono fatte salve le posizioni del personale insegnante inquadrato in ruolo e in utilizzo in altra provincia, nonché le posizioni del personale insegnante appartenente ai ruoli di altra provincia e in utilizzo in provincia di Trento, fermo restando che l'onere della retribuzione è a carico della amministrazione di utilizzo e che il contratto collettivo applicabile è quello in vigore nel territorio di utilizzo.

10. Al pagamento delle spese relative al personale di cui al presente articolo si può provvedere mediante funzionario delegato ai sensi dell'articolo 62 e seguenti della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento), come da ultimo modificata con la legge provinciale 9 settembre 1996, n. 8.

11. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo si fa fronte con gli stanziamenti autorizzati in bilancio per il personale insegnante delle scuole a carattere statale (capitolo 21303)."


Nota all'articolo 3

- Il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (G.U. 19 maggio 1994, n. 115 - suppl. ord.) concernente "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado" è stato da ultimo modificato dalla legge 3 maggio 1999, n. 124 (G.U. 19 maggio 1994, n. 115 - suppl. ord.).

- L'articolo 399 del citato D.lgs. n. 297 del 1994, come sostituito dall'articolo 1 della legge 3 maggio 1999, n. 124 (G.U. 19 maggio 1994, n. 115 - suppl. ord.), dispone:

"Art. 399

Accesso ai ruoli

1. L'accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401.

2. Nel caso in cui la graduatoria di un concorso per titoli ed esami sia esaurita e rimangano posti ad esso assegnati, questi vanno ad aggiungersi a quelli assegnati alla corrispondente graduatoria permanente. Detti posti vanno reintegrati in occasione della procedura concorsuale successiva.

3. I docenti immessi in ruolo non possono chiedere il trasferimento ad altra sede nella stessa provincia prima di due anni scolastici e in altra provincia prima di tre anni scolastici. La disposizione del presente comma non si applica al personale di cui all'articolo 21 della legge 5 febbraio 1992, n. 104."


- Il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1985, n. 751 (G.U. 20 dicembre 1985, n. 299) concernente "Esecuzione dell'intesa tra autorità scolastica italiana e conferenza episcopale italiana per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche" è stato modificato dall'intesa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990, n. 202 (G.U. 25 luglio 1990, n. 172).


- Il punto 4 del citato DPR n. 751 del 1985 dispone:

"4. Profili della qualificazione professionale degli insegnanti di religione.

4.1. Premesso che:

a) l'insegnamento della religione cattolica, impartito nel quadro delle finalità della scuola, deve avere dignità formativa e culturale pari a quella delle altre discipline;

b) detto insegnamento deve essere impartito in conformità alla dottrina della Chiesa da insegnanti riconosciuti idonei dall'autorità ecclesiastica e in possesso di qualificazione professionale adeguata, i profili della qualificazione professionale sono determinati come segue:

4.2. Per l'insegnamento della religione cattolica si richiede il possesso di uno dei titoli di qualificazione professionale di seguito indicati:

4.3. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l'insegnamento della religione cattolica può essere affidato a chi abbia almeno uno dei seguenti titoli:

a) titolo accademico (baccalaureato, licenza o dottorato) in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche, conferito da una facoltà approvata dalla Santa Sede;

b) attestato di compimento del regolare corso di studi teologici in un Seminario maggiore;

c) diploma accademico di magistero in scienze religiose, rilasciato da un Istituto di scienze religiose approvato dalla Santa Sede;

d) diploma di laurea valido nell'ordinamento italiano, unitamente a un diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana.

4.4. Nella scuola materna ed elementare l'insegnamento della religione cattolica può essere impartito, ai sensi del punto 2.6, dagli insegnanti del circolo didattico che abbiano frequentato nel corso degli studi secondari superiori l'insegnamento della religione cattolica, o comunque siano riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano.

Nel caso in cui l'insegnamento della religione cattolica non venga impartito da un insegnante del circolo didattico, esso può essere affidato:

a) a sacerdoti e diaconi, oppure a religiosi in possesso di qualificazione riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana in attuazione del can. 804, par. 1, del codice di diritto canonico e attestata dall'ordinario diocesano;

b) a chi, fornito di titolo di studio valido per l'insegnamento nelle scuole materne ed elementari, sia in possesso dei requisiti di cui al primo comma del presente punto 4.4; oppure a chi, fornito di altro diploma di scuola secondaria superiore, abbia conseguito almeno un diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana.

4.5. La Conferenza episcopale italiana comunica al Ministero della pubblica istruzione l'elenco delle facoltà e degli istituti che rilasciano i titoli di cui ai punti 4.3 e 4.4 nonché delle discipline ecclesiastiche di cui al punto 4.3, lettera a).

4.6. I titoli di qualificazione professionale indicati ai punti 4.3 e 4.4 sono richiesti a partire dall'anno scolastico 1990-91. I docenti di religione cattolica in servizio nell'anno scolastico 1989-1990, già in possesso del diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana, possono conseguire nelle sessioni dell'anno accademico 1989-1990 il titolo prescritto.

4.6.1. Sino a tale data l'insegnamento della religione cattolica può essere affidato a chi non è ancora in possesso dei titoli richiesti, purché abbia conseguito un diploma di scuola secondaria superiore e sia iscritto alle facoltà o agli istituti di cui al punto 4.5.

4.6.2. Sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica:

a) gli insegnanti della scuola materna e della scuola elementare in servizio nell'anno scolastico 1985-86;

b) gli insegnanti di religione cattolica delle scuole secondarie e quelli incaricati di sostituire nell'insegnamento della religione cattolica l'insegnante di classe nelle scuole elementari, che con l'anno scolastico 1985-86 abbiano cinque anni di servizio.

4.7. Per l'aggiornamento professionale degli insegnanti di religione in servizio, la Conferenza episcopale italiana e il Ministero della pubblica istruzione attuano le necessarie forme di collaborazione nell'ambito delle rispettive competenze e disponibilità, fatta salva la competenza delle regioni e degli enti locali a realizzare per gli insegnanti da essi dipendenti analoghe forme di collaborazione rispettivamente con le conferenze episcopali regionali o con gli ordinari diocesani."


- Il protocollo addizionale alla legge 25 marzo 1985, n. 121 (G.U. 10 aprile 1985, n. 85 — suppl. ord.) concerne "Ratifica ed esecuzione dell'accordo, con protocollo addizionale firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra le Repubblica italiana e la Santa Sede".


- Il punto 5, lettera a), del citato protocollo addizionale dispone:

"5. In relazione all'articolo 9

a) L'insegnamento della religione cattolica nelle scuole indicate al n. 2 è impartito — in conformità alla dottrina della Chiesa e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunni — da insegnanti che siano riconosciuti idonei dall'autorità ecclesiastica, nominati, d'intesa con essa, dall'autorità scolastica.

Nelle scuole materne ed elementari detto insegnamento può essere impartito dall'insegnante di classe, riconosciuto idoneo all'autorità ecclesiastica, che sia disposto a svolgerlo."


- Il punto 2.5 del sopra citato DPR n. 751 del 1985 dispone:

"2.5 L'insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall'ordinario diocesano e da esso non revocata, nominati, d'intesa con l'ordinario diocesano, dalle competenti autorità scolastiche ai sensi della normativa statale.

Ai fini del raggiungimento dell'intesa per la nomina dei singoli docenti l'ordinario diocesano, ricevuta comunicazione dall'autorità scolastica delle esigenze anche orarie relative all'insegnamento in ciascun circolo o istituto, propone i nominativi delle persone ritenute idonee e in possesso dei titoli di qualificazione professionale di cui al successivo punto 4."


Nota all'articolo 4

- Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 399 (G.U. 10 settembre 1988, n. 213 - suppl. ord.) concerne "Norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 del 9 giugno 1988 relativo al personale del comparto scuola".


- L'articolo 3 del citato DPR n. 399 del 1988 dispone:

"Art. 3

1. Al personale di cui all'articolo 1 competono, nelle misure e con le decorrenze sottoindicate, gli stipendi annui iniziali lordi sotto indicati:

Area dei servizi ausiliari, tecnici ed amministrativi:

a) ausiliari, guardarobieri ed aiutanti cuochi:

dal 1° luglio 1988: L. 6.031.000

dal 1° gennaio 1989: L. 6.325.000

dal 1° maggio 1990: L. 6.564.000

a1) ausiliari, guardarobieri ed aiutanti cuochi, con sei anni di anzianità giuridica di servizio:

dal 1° luglio 1988: L. 6.759.000

dal 1° gennaio 1989: L. 7.306.000

dal 1° maggio 1990: L. 7.752.000

b) collaboratori tecnici e collaboratori amministrativi, infermieri e cuochi:

dal 1° luglio 1988: L. 7.247.000

dal 1° gennaio 1989: L. 7.962.000

dal 1° maggio 1990: L. 8.544.000

b1) collaboratori tecnici e collaboratori amministrativi, infermieri e cuochi, con sei anni di anzianità giuridica di servizio:

dal 1° luglio 1988: L. 8.161.000

dal 1° gennaio 1989: L. 9.212.000

dal 1° maggio 1990: L. 10.068.000

c) coordinatori amministrativi:

dal 1° luglio 1988: L. 9.104.000

dal 1° gennaio 1989: L. 10.224.000

dal 1° maggio 1990: L. 11.136.000.

Gli stipendi annui lordi del personale appartenente ai profili di guardarobiere e aiutante-cuoco sono incrementati, in ciascuna posizione stipendiale, dell'importo pari a due aumenti biennali convenzionali nelle misure indicate in calce alla tabella A allegata al presente decreto.


Area della funzione docente:

a) docenti della scuola materna; docenti della scuola elementare; accompagnatori al pianoforte e pianisti accompagnatori; docenti diplomati della scuola secondaria superiore; personale educativo dei convitti e degli educandati femminili; assistenti delle scuole speciali statali:

dal 1° luglio 1988: L. 9.143.000

dal 1° gennaio 1989: L. 10.242.000

dal 1° maggio 1990: L. 11.136.000

b) docenti della scuola media; vice rettori aggiunti dei convitti; docenti laureati delle scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica; assistenti delle accademie di belle arti e dei licei artistici:

dal 1° luglio 1988: L. 10.628.000

dal 1° gennaio 1989: L. 11.894.000

dal 1° maggio 1990: L. 12.924.000

c) docenti dei conservatori di musica, delle accademie di belle arti e dell'accademia nazionale di danza:

dal 1° luglio 1988: L. 12.519.000

dal 1° gennaio 1989: L. 14.548.000

dal 1° maggio 1990: L. 16.200.000

d) docenti confermati dei conservatori di musica, delle accademie di belle arti e dell'accademia nazionale di danza:

dal 1° luglio 1988: L. 14.163.000

dal 1° gennaio 1989: L. 16.278.000

dal 1° maggio 1990: L. 18.000.000.


Area della funzione direttiva ed ispettiva:

a) direttori didattici; presidi delle scuole medie; presidi delle scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica; direttori dei conservatori di musica; direttori delle accademie nazionali di arte drammatica e di danza; rettori e vice rettori dei convitti nazionali; direttrici e vice direttrici degli educandati femminili; direttori e vice direttori delle scuole speciali dello Stato:

dal 1° luglio 1988: L. 14.991.000

dal 1° gennaio 1989: L. 17.748.000

dal 1° maggio 1990: L. 19.992.000

b) ispettori tecnici periferici:

dal 1° luglio 1988: L. 15.789.000

dal 1° gennaio 1989: L. 18.933.000

dal 1° maggio 1990: L. 21.492.000.

2. Al personale supplente competono, oltre all'indennità integrativa speciale prevista dalle norme vigenti, gli stipendi annui iniziali lordi previsti nel comma 1.

3. La progressione economica per tutto il personale di ruolo di cui all'art. 1 si sviluppa secondo le posizioni stipendiali indicate nella tabella A allegata al presente decreto.

4. Nel periodo di permanenza in ciascuna posizione stipendiale sono altresì attribuiti, per nascita di figli o altre situazioni previste dalle disposizioni vigenti, aumenti biennali convenzionali, nella misura indicata per ciascuna qualifica in calce alla tabella di cui al comma 3. Detti aumenti biennali convenzionali, maturati in ciascuna posizione stipendiale, salvo che la norma attributiva non disponga diversamente, sono riassorbiti al conseguimento delle posizioni stipendiali successive. L'anzianità, riconosciuta ai soli fini economici, è considerata utile per l'attribuzione di aumenti biennali convenzionali nella posizione stipendiale di primo inquadramento ed in quelle successive.

5. Al personale docente preposto alla direzione delle accademie di belle arti, limitatamente ai periodi di effettiva preposizione alla predetta direzione, compete la differenza, non pensionabile tra l'importo dello stipendio iniziale spettante ai direttori dei conservatori di musica e quello iniziale della qualifica di appartenenza.

6. Il personale docente di cui all'ultimo comma dell'art. 53 della legge 11 luglio 1980, n. 312, che si trovi nelle condizioni previste dal comma stesso ha titolo ad un trattamento economico corrispondente, a seconda del tipo di scuola in cui presta servizio, a quello spettante ai docenti laureati della scuola secondaria superiore ovvero ai docenti della scuola materna o elementare. Il posto orario di insegnamento con trattamento economico intero è costituito nelle scuole materne con ventisette ore settimanali a decorrere dal 1° settembre 1988 e con venticinque ore settimanali dal 1° settembre 1990.

7. Nei confronti del personale che maturi i requisiti previsti dall'ultimo comma dell'art. 53 della legge 11 luglio 1980, n. 312

(3/a), successivamente al 30 giugno 1988, i periodi computati ai sensi della normativa concernente l'attribuzione degli aumenti periodici di stipendio sono utili, nei limiti previsti per il personale docente di ruolo, per l'inquadramento economico di cui all'art. 4. Le predette disposizioni si applicano anche al personale con orario settimanale di attività educativa o di insegnamento non inferiore a dodici ore nelle scuole materne ed elementari, nonché, qualora sia stato imposto da ragioni strutturali, nelle scuole secondarie. Il relativo trattamento economico è corrisposto in misura proporzionale all'orario settimanale di attività educativa o di insegnamento rispetto a quello previsto per la costituzione del posto orario.

8. Il personale docente di cui al comma 6, in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, ha diritto ad assentarsi dal servizio per gravi motivi per un periodo non superiore a nove mesi in un triennio scolastico. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante è corrisposta per intero nel primo mese e nella misura del cinquanta per cento nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.

9. Le disposizioni di cui al comma 8 si applicano al personale docente supplente annuale, nominato ai sensi dell'art. 15, commi primo e terzo, della legge 20 maggio 1982, n. 270 (4), il quale si trovi almeno nel secondo anno di servizio scolastico continuativo.

10. Il personale docente della scuola secondaria, ivi compreso quello dei licei artistici e degli istituti di arte, può prestare, a domanda, limitatamente agli anni scolastici 1988-89 e 1989-90, servizio di

insegnamento, in eccedenza all'orario d'obbligo, fino a ventiquattro ore settimanali. Le ore eccedenti prestate per la sostituzione dei docenti assenti sono retribuite nella misura prevista dal comma 1 dell'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1987, n. 209, aumentata del venti per cento; per le ore eccedenti prestate in classi collaterali, in quanto disponibili per l'intero anno scolastico, ferma restando la struttura delle singole cattedre funzionanti, i compensi sono stabiliti nella misura prevista dal comma 2 del medesimo art. 6.

11. I nuovi stipendi di cui al presente articolo rappresentano l'avvio del ripristino del rapporto, da definire contrattualmente nel triennio 1991- 93, fra i livelli retributivi del personale dell'area docente ed i livelli retributivi previsti per i docenti universitari."


Nota all'articolo 5

- La legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3 (B.U. 3 marzo 1998, n. 10 - suppl. n. 2) concernente "Misure collegate con la manovra di bilancio di previsione per l'anno 1998" è stata da ultimo modificata dalla legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3 (B.U. 28 marzo 2000, n. 13

- suppl. n. 2; avviso di rettifica in B.U. 20 giugno 2000, n. 26).


- I commi 7 e 8 dell'articolo 49 della citata LP n. 3 del 1998, come modificati dall'articolo 54 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3 (B.U. 31 agosto 1999, n. 40 - suppl. n. 3; errata corrige in B.U. 12 ottobre 1999, n. 46) dispongono:

"7. La Giunta provinciale può disporre l'utilizzazione del personale direttivo e docente, nel limite massimo di 60 unità, per compiti connessi con la scuola, presso l'Istituto provinciale di ricerca, aggiornamento e sperimentazione educativi per la provincia di Trento (IPRASE), le strutture della Provincia, gli enti e le associazioni. La Giunta provinciale può altresì disporre, nei limiti previsti dall'accordo di programma di cui all'articolo 1 bis della legge provinciale 2 novembre 1993, n. 29 (Norme per favorire la collaborazione tra la Provincia e l'università degli studi di Trento), l'utilizzazione presso l'Università degli studi di Trento di personale docente, anche prevedendo l'esonero parziale dal servizio, per compiti di supervisione del tirocinio e di coordinamento del medesimo con altre attività didattiche, nell'ambito di corsi di laurea in scienze della formazione primaria e di scuole di specializzazione per l'insegnamento nelle scuole secondarie.

8. Il regolamento per l'applicazione del comma 7 è approvato dalla Giunta provinciale nel rispetto, in relazione alle tipologie dell'utilizzo del personale direttivo e docente, dell'ordinamento universitario ovvero dei principi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 35 (Riordino della normativa in materia di utilizzazione del personale della scuola, a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e individua tra l'altro le condizioni di mobilità tra il personale provinciale del ruolo amministrativo e del ruolo del personale insegnante della scuola, nonché le modalità di gestione del personale utilizzato."


Nota all'articolo 6

- La legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (B.U. 15 aprile 1997, n. 18 - suppl. n. 2), concerne "Revisione dell'ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento" ed è stata da ultimo modificata dalla legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3 (B.U. 28 marzo 2000, n. 13 - suppl. n. 2; avviso di rettifica in B.U. 20 giugno 2000, n. 26).


- L'articolo 28 della citata LP n. 7 del 1997 dispone:

"Art. 28

Dirigenti a contratto a tempo determinato

1. Nel limite massimo del dieci per cento dei posti in organico le funzioni di dirigente generale e di dirigente possono essere conferite a persone estranee all'amministrazione.

2. I requisiti richiesti e le modalità di scelta sono definite nel regolamento di cui al comma 4 dell'articolo 21. Sono richiesti comunque il possesso del diploma di laurea e la dimostrata professionalità e attitudine alla direzione in misura analoga a quella richiesta per i dirigenti generali e i dirigenti della Provincia.

3. L'incarico è disposto con contratto a tempo determinato di durata non superiore a quella della legislatura in corso. Il contratto definisce il trattamento economico con riferimento a quello previsto per la dirigenza della Provincia, tenuto conto della particolarità dell'incarico conferito."


- Per il decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n.

405 vedi la nota all'articolo 1.


- L'articolo 2 del citato DPR n. 405 del 1988 dispone:

"Art. 2

1. Tra le attribuzioni previste dall'art. 1 sono comprese le funzioni esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato in materia di stato giuridico ed economico del personale insegnante – ispettivo, direttivo e docente - delle scuole ed istituti di istruzione elementare e secondaria della provincia di Trento. Fatto salvo quanto disposto dai commi 14 e 15, la provincia esercita le predette funzioni a decorrere dal 10 gennaio 1996.

2. Con legge provinciale, da emanarsi nel rispetto dei princìpi fondamentali delle leggi dello Stato, la provincia istituisce i ruoli del personale di cui al comma 1 e ne determina la consistenza organica.

3. La provincia disciplina con proprie leggi, nel rispetto dei princìpi fondamentali delle leggi dello Stato, lo stato giuridico del personale di cui al comma 1 per l'attuazione delle modifiche degli ordinamenti didattici introdotte ai sensi dell'art. 7, di quanto disposto dall'art. 2 del decreto legislativo 16 dicembre 1993, n. 592, in materia di tutela delle popolazioni di lingua ladina della provincia di Trento, nonché per la migliore utilizzazione del personale stesso anche al fine di soddisfare le esigenze di continuità didattica nonché per una più efficace organizzazione della scuola.

4. Gli istituti e le materie del rapporto di lavoro riservati alla contrattazione collettiva sono disciplinati, dopo l'adeguamento, nei limiti di cui all'art. 4 dello statuto, della legislazione provinciale ai princìpi recati dall'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, da contratti provinciali volti al perseguimento degli obiettivi posti dall'ordinamento scolastico e al perseguimento delle finalità di cui al comma 3. La contrattazione collettiva provinciale è rivolta al perseguimento dei predetti obiettivi e finalità, salvo restando in ogni caso il rispetto delle norme dei contratti nazionali concernenti il trattamento economico fondamentale, l'inquadramento nei livelli o nelle qualifiche funzionali, il trattamento di previdenza e quiescenza nonché gli altri aspetti fondamentali degli istituti dello stato giuridico vigenti per il corrispondente personale in servizio presso gli uffici, le scuole ed istituti funzionanti nel restante territorio dello Stato, al fine di assicurare la mobilità in ambito nazionale del personale iscritto nei ruoli di cui al comma 2.

5. I predetti contratti collettivi provinciali prevedono, altresì, le disposizioni volte a disciplinare l'inquadramento secondo le vigenti disposizioni del contratto collettivo nazionale del personale di cui al comma 1 all'atto del suo eventuale trasferimento ad uffici, istituti o scuole del restante territorio dello Stato. I medesimi contratti collettivi devono in ogni caso prevedere che all'atto del trasferimento del personale di cui al comma 1 ad uffici, istituti o scuole del restante territorio dello Stato cessano di applicarsi i contratti collettivi provinciali e riacquistano integralmente vigore i contratti collettivi nazionali anche per il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza.

6. Al fine di assicurare l'osservanza dei princìpi fondamentali contenuti nei contratti collettivi nazionali di cui al comma 4, secondo periodo, nonché delle disposizioni di cui al comma 5, la sottoscrizione del contratto collettivo provinciale del personale iscritto nei ruoli di cui al comma 2 è subordinata all'acquisizione di apposito parere vincolante del Ministero della pubblica istruzione sulla ipotesi di contratto di cui al comma 4. Tale parere deve essere reso alla provincia entro dieci giorni dalla data in cui la richiesta è pervenuta al Ministero. Ove tale parere non pervenga nel termine predetto si applica quanto previsto dall'art. 16, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

7. Fino all'adozione delle leggi provinciali di cui al comma 3 e dei contratti collettivi provinciali di cui al comma 4, ovvero per quanto dagli stessi non disciplinato, al personale insegnante appartenente ai ruoli di cui al comma 2 e al personale docente supplente in servizio nelle scuole della provincia si applicano, per quanto concerne lo stato giuridico e il trattamento economico, le norme vigenti per il corrispondente personale degli uffici, scuole ed istituti funzionanti nel restante territorio dello Stato. All'atto del trasferimento ad uffici, istituti e scuole del restante territorio dello Stato cessano in ogni caso di applicarsi al personale di cui al comma 1 le leggi provinciali e riacquistano vigore le corrispondenti norme statali. Resta in ogni caso ferma, nei confronti del personale insegnante trasferito alla provincia, l'applicazione delle norme statali concernenti il trattamento di previdenza e di quiescenza e l'iscrizione agli istituti previdenziali.

8. Salvo quanto disposto dai commi 14 e 15, il trattamento economico

del personale appartenente ai ruoli di cui al comma 2 e del personale supplente, ivi compresi gli oneri contributivi relativi alla previdenza e all'assistenza previsti per il corrispondente personale della scuola statale, è a carico del bilancio della provincia.

9. Il Consiglio scolastico provinciale esercita, in materia di stato giuridico del personale appartenente ai ruoli di cui al comma 2, le competenze attribuite al Consiglio nazionale della pubblica istruzione.

10. Il personale appartenente ai ruoli di cui al comma 2 può essere trasferito, a domanda, ad uffici, istituti e scuole del restante territorio nazionale, con passaggio ai relativi ruoli; parimenti il corrispondente personale in servizio presso uffici, istituti e scuole del restante territorio nazionale può essere trasferito, a domanda, con passaggio ai ruoli di cui al comma 2, ai corrispondenti uffici, istituti e scuole della provincia.

11. Per le finalità di cui al comma 10 si applicano le norme vigenti per i trasferimenti del personale ispettivo, direttivo e docente, eventualmente modificate e integrate ai sensi dei commi 3, 4 e 5.

12. Il servizio prestato nei ruoli di provenienza è valutato a tutti gli effetti. Per la ricongiunzione dei servizi ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza si applicano le norme vigenti in materia.

13. Il personale insegnante di cui al comma 1, di ruolo e non di ruolo, delle scuole elementari e secondarie della provincia di Trento partecipa sul piano nazionale alla formazione delle rappresentanze delle rispettive categorie in seno al Consiglio nazionale della pubblica istruzione.

14. Il personale insegnante di cui al comma 1, in ruolo alla data del 1° settembre 1996 nelle scuole ed istituti d'istruzione elementare e secondaria della provincia di Trento, è inquadrato, con effetto dalla medesima data, nei ruoli istituiti ai sensi del comma 2, conservando la posizione giuridica ed il trattamento economico in godimento.

15. Dalla data del 1° gennaio 1996 e fino all'inquadramento nei ruoli di cui al comma 2 il personale di ruolo e non di ruolo di cui al presente articolo è messo a disposizione della provincia. In tale periodo alla gestione giuridica, retributiva e previdenziale di detto personale continua a provvedere la competente amministrazione statale, con rivalsa a carico della provincia, in relazione a quanto disposto dal comma 2 dell'art. 34 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, degli oneri complessivamente sostenuti dal 1° gennaio 1996 fino alla data di inquadramento nei ruoli di cui al comma 2. Detti oneri sono recuperati dal Ministero del tesoro, per ciascun anno di riferimento, sulle erogazioni spettanti alla provincia a qualunque titolo.

16. A far data dal 1° settembre 1996 il personale avente titolo alla nomina in ruolo per effetto dell'inclusione in graduatorie di concorsi per titoli ed esami o per soli titoli operanti alla data predetta, ovvero che sarà utilmente incluso in graduatorie conseguenti a concorsi per titoli ed esami o per soli titoli già banditi alla medesima data, all'atto della nomina è iscritto nei ruoli di cui al comma 2."


- La legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21 (B.U. 15 settembre 1987, n. 41) concerne "Ordinamento della formazione professionale" ed è stata da ultimo modificata dal decreto del Presidente della Giunta provinciale 5 giugno 2000, n. 9-27/Leg.(B.U. 18 luglio 2000, n. 30).


Lavori preparatori


- Disegno di legge 16 settembre 1999, n. 49, d'iniziativa dei consiglieri Pino Morandini, Guaglielmio Valduga, Paola Vicini Conci e Nerio Giovanazzi (Il Centro - U.P.D.), concernente "Disposizioni relative agli insegnanti e agli ispettori per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole elementari e secondarie della provincia di Trento".

- Assegnato alla Quarta commissione permanente il 23 settembre 1999.

- Disegno di legge 8 maggio 2000, n. 79, d'iniziativa della giunta provinciale (su proposta dell'assessore Claudio Molinari), concernente "Disposizioni sullo stato giuridico del personale docente e ispettivo per l'insegnamento della religione cattolica".

- Assegnato alla Quarta commissione permanente il 19 maggio 2000.

- Parere favorevole della Quarta commissione permanente espresso il 24 ottobre 2000 sul testo unificato dal titolo "Disposizioni sullo stato giuridico del personale docente ed ispettivo per l'insegnamento della religione cattolica".

- Approvato dal Consiglio provinciale il 6 marzo 2001

— Vistato dal Commissario del Governo il 6 aprile 2001


TP