REGIONE ABRUZZO L. R. n. 20, 2-04-1985


NORME DI SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL' UTENTE DEI SERVIZI DELLE UNITÀ LOCALI SOCIO SANITARIE.


BUR ABRUZZO n. 6 del 20 aprile 1985




Legge modificata da:

L. R. Abruzzo n. 89 del 1991


ARTICOLO 1


Le Unità Locali Socio Sanitarie operano nel rispetto dei principi fissati dall' art. 32 della Costituzione, per il soddisfacimento dei diritti individuali e degli interessi della collettività inerenti la tutela della salute fisica e psichica, sanciti dalla legge 23/ 12/ 1978, n. 833 e successive integrazioni e modificazioni.

L' attività degli amministratori e degli operatori delle Unità Locali Socio - Sanitarie è obiettivamente finalizzata ad assicurare prestazioni adeguate ai bisogni dell' utente della Unita Locale Socio - Sanitaria, anche attraverso la partecipazione dei cittadini.


ARTICOLO 2


Agli effetti del trattamento sanitario e assistenziale nell' ambito dei servizi e dei presidi delle Unità Locali Socio - Sanitarie, gli operatori devono tenere comportamenti che non inducano in stato di soggezione l' utente, rispettando, altresì , le sue convinzioni religiose, filosofiche e politiche secondo i principi della pari dignità umana.

Analogamente a quanto dispongono le norme contenute negli artt. 19 e 25 della legge 23/ 12/ 1978 n. 833, gli operatori sono tenuti al rispetto della volontà del cittadino di ricorrere a luoghi di diagnosi e cura, sia ambulatoriali che di ricovero, nei limiti effettivi della organizzazione dei servizi sanitari e conformemente alle vigenti disposizioni.


ARTICOLO 3


I servizi delle Unità Locali Socio – Sanitarie erogano agli utenti prestazioni compatibili con i modelli organizzativi e funzionali fissati dalle leggi nazionali e regionali, perseguendo la migliore utilizzazione delle risorse a disposizione e costantemente verificando la corrispondenza della struttura a tipo e grado delle infermità accettate.

E' compito principale degli organi di gestione delle Unità Locali Socio - Sanitarie rimuovere ostacoli di carattere organizzativo, tecnico ed amministrativo che non permettano o ritardino la regolare erogazione delle prestazioni.

Al fine di promuovere migliori interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione nel complesso dei servizi di cui alla legge regionale n. 10/ 80, gli operatori delle Unità Locali Socio - Sanitarie, anche su istanza degli utenti, inoltrano, in forma congiunta o individuale, all' ufficio di direzione, motivati rilievi e proposte in merito alla erogazione delle prestazioni e al grado di efficienza delle attrezzature. L' Ufficio di direzione, nel rispetto delle competenze dei singoli servizi delle Unità Locali Socio - Sanitarie, esprime ai competenti organi di gestione il proprio parere in ordine ai criteri e alle proposte di cui al precedente comma.


ARTICOLO 4


La Giunta regionale, nell' ambito del piano per l' edilizia sanitaria, su richiesta degli organi di gestione della Unità Locale Socio - Sanitaria, propone al Consiglio regionale interventi per opere di costruzione o ristrutturazione di locali da destinare a biblioteche o sale di soggiorno, affinchè i malati possano continuare i propri rapporti familiari e sociali durante la degenza, nonchè coltivare i propri interessi culturali.

L' Ufficio di direzione della Unità Locale Socio - Sanitaria predispone un programma articolato per consentire il realizzarsi nei presidi di una degenza personalizzata attraverso spazi riservati al ricoverato.


ARTICOLO 5


Gli utenti hanno diritto ad ottenere informazioni essenziali riguardanti la organizzazione dei servizi, i compiti e le attribuzioni di amministratori ed operatori. A tal fine il Comitato di gestione delle Unità Locali Socio - Sanitarie è impegnato a rendere manifesti con opportuni mezzi di informazione i dati di conoscenza necessari.

L'utente deve essere posto in condizioni di identificare, in base ad elementi obiettivi, il profilo professionale e la posizione funzionale degli operatori e quindi di conoscere il nome dei medici direttamente responsabile del coordinamento e l' espletamento della diagnosi e delle cure.

Il ricoverato ha diritto di chiedere loro una informazione completa riguardante la diagnosi, anche provvisoria e la prognosi in termini per lui facilmente comprensibili.

Qualora il sanitario ravvisi l' inopportunità di una informazione diretta, i dati di cui al precedente comma sono messi a disposizione dei familiari.

Nei rispettivi reparti sono stabiliti i giorni e le ore durante i quali gli operatori forniscono infomazioni sullo stato di salute del degente, salvo parere contrario dello stesso.

Le dichiarazioni dell' utente all' operatore nonchè le indagini e i trattamenti cui egli è sottoposto hanno carattere riservato.


ARTICOLO 6


Fatti salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, nessun intervento chirurgico, terapia tradizionale o sperimentale, nè alcun intervento assistenziale sono praticati contro la volontà dell' interessato, che, salvo i casi d' urgente necessità , è messo in condizione di rendersi conto di quanto gli viene proposto.

Il paziente ha diritto di chiedere all' operatore e di ottenere informazioni chiare ed esaurienti prima di qualsiasi indagine o trattamento, soprattutto per quanto concerne i disagi, i rischi, la durata.

Il paziente ha diritto di essere informato su indagini o trattamenti alternativi, anche se eseguiti altrove.

Qualora l' utente rifiuti il consenso ad un intervento ritenuto indispensabile, il medico richiede il rilascio di una dichiarazione liberatoria da parte dell' interessato o dei suoi familiari o di chi lo rappresenta.

Il malato ha diritto di dettare brevi informazioni, da inserire per iscritto in apposita sezione della cartella clinica, su eventuali incompatibilità con la terapia in atto e su quant'altro egli crede opportuno per informare ufficialmente i sanitari delle sue condizioni e allo scopo di rendere possibile, in caso di errori diagnostici o terapeutici, l' accertamento di eventuali responsabilità .

Allorchè il malato è parzialmente incapace, di diritto e di fatto, di far valere i diritti di cui ai commi precedenti, gli stessi sono esercitati dalla persona che lo rappresenta per legge.


ARTICOLO 7


I servizi delle Unità Locali Socio – Sanitarie sono organizzati in modo da assistere, finchè possibile, gli utenti nel proprio ambiente di vita, evitando istituzionalizzazioni non necessarie nei presidi residenziali.


ARTICOLO 8


L' utente ha diritto di essere informato con anticipo ogni volta che, per motivi organizzativi, anche di carattere contingenti, nel presidio in cui è ospitato non si può provvedere in tempi ragionevoli alle sue necessità di assistenza, diagnosi e cura.

Il trasferimento in altro presidio può avvenire solo nell' interesse dell' utente o per un più vasto interesse generale, quando le condizioni dell' interessato lo consentano e, salvo i casi di urgenza, quando egli ha ricevuto tutte le informazioni sulla necessità di un simile provvedimento e sulle alternative ad esso.

Se la degenza in ospedale si prolunga senza apparenti giustificazioni, il malato ha diritto di conoscere il motivo in modo esauriente.


ARTICOLO 9


Il medico operante nei vari presidi e il medico di fiducia del paziente si consultano per una maggiore conoscenza degli elementi utili alla diagnosi e alla cura.

Al momento delle dimissioni dall' ospedale sono forniti per iscritto al medico di fiducia tutti i dati utili a garantire una continuità di trattamento.


ARTICOLO 10


Il malato utente dei presidi residenziali ha diritto al rispetto del pudore del suo corpo e alla protezione della sua vita privata.


ARTICOLO 11


In tutti i presidi delle Unità Locali Socio -Sanitarie gli utenti con ridotta autonomia sono messi in grado di svolgere adeguatamente le proprie funzioni vitali e la propria vita di relazione.


ARTICOLO 12


L'Ufficio di direzione ed i coordinatori di settore predispongono piani per rendere quanto più compatibili le esigenze organizzative con gli orari e i modi della vita civile dell'utente senza cotituire intralcio all' attività sanitaria.

Per il fine di cui al precedente comma il Comitato di gestione della Unità Locale Socio -Sanitaria adotta appositi provvedimenti in conformità di quanto disposto dal quarto comma dell' art. 32 del DPR n. 761 del 20/ 12/ 1979.


ARTICOLO 13


Durante la degenza in ospedale il paziente ha diritto di mantenenre i suoi rapporti familiari e sociali negli orari fissati per ogni reparto, compatibilmente con le strutture esistenti e con le esigenze terapeutiche ed organizzative.

Il personale che ha assistito la donna durante la gravidanza partecipa all' assistenza in tutte le fasi del parto che si svolge nelle strutture pubbliche o convenzionate.


ARTICOLO 14


Secondo modalità stabilite dal Comitato di Gestione della Unità Locale Socio - Sanitaria, i pazienti possono riunirsi all' interno dell' ospedale, anche con la presenza dei familiari, per discutere i problemi che riguardano la condizione di ricoverati e promuovere iniziative in merito, eventualmente anche con la presenza delle associazioni aventi per finalità statutaria la tutela dei diritti degli utenti del servizio sanitario.


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