REGIONE ABRUZZO L. R. n. 11, 3-03-1999


ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO 1998, N. 112: INDIVIDUAZIONE DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE CHE RICHIEDONO L’UNITARIO ESERCIZIO A LIVELLO REGIONALE E CONFERIMENTO DI FUNZIONI E COMPITI AMMINISTRATIVI AGLI ENTI LOCALI ED ALLE AUTONOMIE FUNZIONALI.


BUR ABRUZZO n. 9 del 12 marzo 1999





Legge modificata da:

L. R. Abruzzo n. 6 del 2000, art. 23

L. R. Abruzzo n. 26 del 2000, artt. 1 – 3

L. R. Abruzzo n. 110 del 2000, art. 1

L. R. Abruzzo n. 35 del 2001, artt. 1 – 2

L. R. Abruzzo n. 52 del 2001, art. 1

L. R. Abruzzo n. 64 del 2001, art. 1

L. R. Abruzzo n. 7 del 2003, artt. 71, 77

L. R. Abruzzo n. 18 del 2003, art. 1

L. R. Abruzzo n. 26 del 2003



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CAPO II


SERVIZI SOCIALI





ARTICOLO 77


(Competenze di comuni, province e camere di commercio Livelli ottimali di esercizio dei servizi sociali)


1. Ai comuni è attribuita la generalità delle funzioni amministrative e dei compiti di erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali non riservati ad altri enti locali o alla Regione. Ad essi compete, inoltre, nel rispetto delle scelte programmatiche regionali in materia sociale e sanitaria, la progettazione e la realizzazione della rete dei servizi sociali, anche con il concorso delle province.

2. I comuni esercitano, in particolare, secondo le forme e i modi di cui alla L.R. n. 22/98 e nell’ambito della programmazione adottata in sede di piano sociale regionale, le funzioni e i compiti amministrativi concernenti i servizi sociali relativi a:

a. i minori, inclusi i minori a rischio di attività criminose;

b. i giovani;

c. gli anziani;

d. la famiglia;

e. i portatori di handicaps, i non vedenti e gli audiolesi;

f. i tossicodipendenti e alcooldipendenti;

g. gli invalidi civili, provvedendo anche alla concessione ed erogazione dei nuovi trattamenti economici di cui all’art. 130 del D.lgs. n. 112/98 nel rispetto della disciplina statale e regionale;

h. l’autorizzazione al funzionamento e vigilanza sulle strutture e sui servizi socio-assistenziali, secondo quanto previsto dagli atti di programmazione regionale;

i. istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB), compresa la nomina dei consiglieri già di competenza regionale.

3. In sede di prima applicazione della presente legge, a parziale deroga di quanto stabilito dal comma precedente, le province continuano ad esercitare le funzioni e i compiti amministrativi di cui all’art. 3 della L.R. 9 aprile 1997, n. 32 in materia di non vedenti e audiolesi, fino alla data del 31 dicembre 2000, e quelli di cui all’art. 9 della medesima L.R. n. 32/97 in materia di minori, fino alla data del 31 dicembre 1999.

4. Le Aziende USL continuano ad esercitare le funzioni relative alla erogazione dei contributi economici per le modifiche, agli strumenti di guida o all’autoveicolo privato, necessarie per i soggetti in situazione di handicap ai sensi dell’art. 2 della L.R. 28/7/1998, n. 57 e a quelle inerenti l’erogazione dei contributi economici per la fruizione di cure termali, così come disposta con L.R. 5/5/1998, n. 33, facendo salve, in quanto compatibili, le disposizioni della L.R. 20/6/1980, n. 60 e successive leggi di modificazione ed integrazione.

5. Le province esercitano, nell’ambito della programmazione regionale, le funzioni di rilevazione dei bisogni socio-assistenziali e delle risorse del proprio territorio, unitamente alle funzioni e ai compiti relativi alla promozione ed al coordinamento operativo dei soggetti e delle strutture che agiscono nell’ambito dei servizi sociali, con particolare riguardo a:

a. le istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza (IPAB);

b. il volontariato;

c. l’associazionismo sociale.

6. Alle province sono, in particolare, delegate le funzioni amministrative di cui alla L.R. n. 37/93 in materia di volontariato, e alla L.R. n. 142/96 in materia di associazionismo.

L’esercizio delle funzioni amministrative di cui al presente comma da parte delle Province, decorre dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di modifica delle LL.RR. n. 37/93 e n. 142/96.

7. Alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura compete l’esercizio delle funzioni di promozione e coordinamento operativo dei soggetti che agiscono nell’ambito della cooperazione sociale, di cui alla L.R. n. 85/94. Ad esse sono delegate, in particolare, le funzioni e i compiti amministrativi concernenti la tenuta dell’albo delle cooperative sociali di cui alla L.R. 85/94.

Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura esercitano le funzioni ed i compiti amministrativi di cui al presente comma, con decorrenza dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di modifica della L.R. n. 85/94.

8. Con riferimento a quanto previsto dall’art. 3, comma 2, del D.lgs. n. 112/98, e in attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 8 della presente legge, la Giunta regionale individua i livelli ottimali per l’esercizio delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di servizi sociali, tenendo conto degli Ambiti territoriali stabiliti nella Parte II della L.R. n. 22/98.

9. Fino alla data del 31 dicembre 2000, i soggetti, le forme e le metodologie per la gestione associata delle funzioni in materia di servizi sociali negli Ambiti territoriali formati da più comuni, sono quelli previsti dalla L.R. n. 22/98.


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