REGIONE ABRUZZO L. R. n. 95, 18-05-2000


NUOVE NORME PER LO SVILUPPO DELLE ZONE MONTANE.


BUR ABRUZZO n. 18 del 28 giugno 2000




Legge modificata da:

L. R. Abruzzo n. 11 del 2001, art. 32

L. R. Abruzzo n. 33 del 2001, art. 1

L. R. Abruzzo n. 7 del 2002, art. 5

L. R. Abruzzo n. 11 del 2003, art. 14

L. R. Abruzzo n. 20 del 2003, art. 1

L. R. Abruzzo n. 34 del 2004, art. 1

L. R. Abruzzo n. 15 del 2004, artt. 133, 168




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TITOLO II


AZIONI ED INTERVENTI NEL SISTEMA ECONOMICO E TERRITORIALE




ARTICOLO 22


Turismo rurale montano


1. La Regione Abruzzo valorizza le potenzialità produttive, ricreative e culturali dell'ambito montano attraverso interventi a favore del turismo rurale montano, al fine di ampliare l'offerta turistica complessiva e favorire il mantenimento e la creazione di nuove opportunità di lavoro.

2. Per turismo rurale montano si intendono le attività di ricezione ed ospitalità, di ristorazione, somministrazione di pasti e bevande, commercializzazione diretta di prodotti agro-alimentari propri, di artigianato artistico e tradizionale, attività sportive, del tempo libero e di servizio, nonché le attività agrituristiche, finalizzate alla fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale montano.

3. Le attività di turismo rurale montano possono essere svolte da soggetti in possesso delle autorizzazioni necessarie per:

a) esercizi alberghieri;

b) esercizi extra-albeghieri;

c) esercizi di ristorazione per la somministrazione di pasti e bevande;

d) esercizi agrituristici;

e) esercizi per la gestione di servizi di organizzazione di supporto ad attività didattiche all'aria aperta, lo sport ed il tempo libero;

f) tutte le attività riconducibili al turismo rurale montano.

4. Per beneficiare della qualifica di operatore turistico rurale montano, nei settori della ricettività e della ristorazione, devono ricorrere le seguenti condizioni:

a) l'attività deve essere svolta in immobili ubicati all'esterno del territorio urbanizzato, ovvero nei centri storici o in nuclei abitati con popolazione fino a 500 abitanti;

b) in particolare l'attività di ristorazione deve essere basata sulla gastronomia tipica della zona, con l'utilizzazione di materie prime provenienti, in prevalenza, da aziende operanti nell'ambito montano.

5. Il Servizio regionale competente per materia predispone gli elenchi degli operatori turistici rurali montani suddivisi nelle tipologie di esercizi di cui al comma 3.

6. Gli imprenditori iscritti negli elenchi di cui al comma 5 possono accedere ai contributi finanziari previsti dai programmi comunitari a gestione regionale e dalle leggi regionali.

7. La Giunta Regionale, con il supporto dell’Azienda di Promozione Turistica Regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, realizza un idoneo marchio del turismo rurale montano, ai sensi dell'articolo 2570 del codice civile, in eventuale aggiunta ai marchi o simboli regionali e locali.

8. Gli operatori del turismo rurale montano devono esporre il marchio di cui al comma 7 unitamente al documento comprovante l'iscrizione nell'elenco regionale.

9. Le Comunità Montane possono concedere incentivi per l'attuazione dei programmi di turismo rurale montano, per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio rurale di particolare valore storico, paesaggistico e architettonico, nonché per il restauro di edifici nei centri storici e dei nuclei abitativi fino a 500 abitanti, valorizzando le tipologie edilizie tradizionali.

10. Le Comunità Montane, attraverso le dotazioni del Fondo, ed i Comuni montani possono favorire l'accessibilità della generalità dei turisti alle offerte di turismo rurale montano e possono concedere contributi finalizzati ad Associazioni e Comitati non aventi fini di lucro, per l'organizzazione di manifestazioni tradizionali, anche di carattere religioso, e di iniziative promozionali dei prodotti agro-alimentari ed artigianali della montagna abruzzese.


ARTICOLO 25


Deroghe per lo svolgimento di manifestazioni tradizionali


1. In occasione di manifestazioni tradizionali, feste popolari e religiose o sagre che si svolgono in territori montani e che prevedono la somministrazione di cibi e bevande in luoghi pubblici o aperti al pubblico, in deroga alla normativa vigente, il Sindaco rilascia le necessarie autorizzazioni previo parere favorevole dell’ufficiale sanitario competente.

2. La deroga è consentita per manifestazioni che non superino le cinque giornate continuative di svolgimento ed a condizione che siano assicurati i requisiti minimi di sicurezza igienica per la manipolazione, trasporto, conservazione, distribuzione e vendita di alimenti e bevande, per i contenitori e per le persone addette.

3. Le manifestazioni devono essere promosse da Associazioni o Comitati non aventi fini di lucro ovvero da operatori del settore della ristorazione.

4. Le manifestazioni denominate "Sagre" ovvero le manifestazioni promozionali di prodotti agro-alimentari che possono beneficiare della deroga di cui al comma 1, devono prevedere la somministrazione prevalente di prodotti tipici dell'area montana abruzzese.


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