REGIONE CALABRIA L.R. 03-06-1975, n. 29 (abrogato) [1]
Diritto allo studio.
B.U.R. CALABRIA 09-06-1975, n. 32

Note:
1 Abrogata dall'art. 24, L.R. 8 maggio 1985, n. 27.


Art. 1. - (Finalità)
Al fine di concorrere all'attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione e in adempimento dell'art. 56 dello Statuto, la Regione promuove e programma i servizi previsti dalla presente legge, in modo da perseguire le seguenti finalità:
a) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale all'effettivo esercizio ed alla piena utilizzazione di tutte le opportunità del processo educativo nel contesto di una formazione continua;
b) assicurare il proseguimento degli studi ai capaci e meritevoli privi di mezzi;
c) favorire il compimento dell'obbligo scolastico da parte degli adulti e l'accesso ai vari gradi di istruzione;
d) garantire l'esercizio della sperimentazione predisponendo servizi collettivi, al fine di una piena ed omogenea funzionalità educativa di tutte le scuole.
I servizi di cui alla presente legge sono destinati agli alunni delle scuole statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato, nonchè agli alunni della scuola materna pubblica che la Regione è impegnata a potenziare nella prospettiva di una progressiva generalizzazione.
Aiuti possono essere concessi, nell'ambito dei piani distrettuali d'intervento di cui ai successivi articoli, alle scuole materne private delle quali venga accertata la gratuità e l'efficienza.

Art. 2. - (Compiti dei distretti scolastici)
Al fine di realizzare le finalità di cui all'art. 1, la Regione affida al distretto scolastico, nel quadro delle funzioni ad esso riconosciute dalla legge 30 luglio 1974, n. 477 e dal decreto del presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 416, i compiti di programmazione e di coordinamento nel quadro delle linee programmatiche generali fissati dal Consiglio regionale, in modo da realizzare l'adeguamento costante della scuola al tempo e allo spazio in cui opera e garantire la paritaria ed effettiva fruizione dei servizi scolastici da parte di tutti i cittadini.

Art. 3. - (La programmazione)
Entro il 31 maggio di ogni anno i consigli comunali deliberano il programma degli interventi per l'anno scolastico successivo sentiti i consigli di circolo e di istituto.
I programmi di cui al comma precedente sono trasmessi ai consigli distrettuali scolastici competenti.
I consigli distrettuali coordinano i programmi comunali e formulano motivata proposta alla Giunta regionale entro il 31 luglio successivo.
La Giunta regionale, entro il 30 settembre successivo, predispone il piano regionale annuale tenuto conto dei seguenti criteri di priorità:
1) mensa per le scuole materne statali;
2) tutti gli interventi necessari per assicurare ai meno abbienti la frequenza della scuola dell'obbligo, la trasformazione di essa a tempo pieno ed il consolidamento delle scuole uniche e pluriclassi;
3) i trasporti gratuiti agli studenti della scuola secondaria superiore e la convittualizzazione per coloro che non possono raggiungere la scuola da frequentare con mezzi di trasporto; sussidi di uso individuale per i meno abbienti. Sono da considerare "meno abbienti" coloro che non appartengono a famiglie il cui reddito globale non supera i tre milioni di lire.


Il piano è approvato dal Consiglio regionale unitamente al bilancio di previsione dell'anno cui si riferisce.

Art. 4. - (Interventi straordinari)
Nel riparto dei fondi la Giunta regionale riserva una quota pari all'1 per cento della somma destinata al diritto allo studio, per interventi straordinari e di carattere eccezionale da adottare su conforme parere della Commissione consiliare competente.

Art. 5. - (Scuola materna)
Gli interventi regionali a favore della scuola materna sono volti ad accrescere l'efficienza educativa, ai fini di un effettivo decondizionamento e di una piena promozione della personalità infantile, mediante la istituzione o il potenziamento del servizio di mensa, la fornitura di materiale didattico ed i trasporti, ivi compresi l'acquisto di appositi mezzi ed i relativi oneri assicurativi.

Art. 6. - (Scuola dell'obbligo)
Al fine di assicurare il diritto allo studio sono attuati i seguenti interventi a favore delle scuole dell'obbligo statali:
a) fornitura di mezzi finanziari per l'acquisto di pubblicazioni per biblioteche di classe e di istituto o di altro materiale didattico di uso collettivo, nonchè di pubblicazioni o di altro materiale didattico di uso individuale per gli alunni meno abbienti;
b) servizi di mensa, anche al fine di favorire la graduale generalizzazione della scuola a tempo pieno;
c) servizio di trasporti, ivi compresi l'acquisto di appositi mezzi e relativi oneri assicurativi.

Art. 7. - (Scuola secondaria superiore)
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati i seguenti interventi nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica statali, ivi compresi gli istituti professionali:
a) fornitura di mezzi finanziari per l'acquisto di pubblicazioni per biblioteche di classe e di istituto o di altro materiale didattico di uso collettivo, ivi compreso l'acquisto di strumenti scientifici per laboratori, nonchè di pubblicazioni e di altro materiale didattico di uso individuale per gli allievi meno abbienti;
b) servizio di mensa;
c) trasporti, ivi compresi l'eventuale acquisto di mezzi e relativi oneri assicurativi;
d) alloggio per gli alunni residenti fuori sede meno abbienti, che non possono raggiungere con mezzi di trasporto normali la sede più vicina nella quale si trova l'indirizzo di studi prescelto; tale servizio viene offerto sotto la forma di posti gratuiti o semigratuiti in strutture convittuali.
I consigli scolastici distrettuali, nell'ambito dei programmi e dei finanziamenti approvati dalla Regione, fissano i criteri e le modalità di erogazione dei servizi di mensa e di alloggio di cui alle lettere b) e d).
Nell'ambito dei criteri e con le modalità di cui al comma precedente, l'organizzazione e la gestione dei servizi di cui alle lettere b) e d) può essere affidata, con delibera del consiglio scolastico distrettuale, ai comuni nel cui territorio tali servizi sono organizzati, oppure ai consorzi di comuni, dei quali la Regione sollecita e promuove la costituzione, ovvero ai consigli di istituto.
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, fissa i criteri e le modalità per la attuazione del servizio di trasporto di cui alla lettera c).
La Giunta regionale, su conforme parere della commissione consiliare competente, ove criteri di economicità lo consiglino, stipula convenzioni con enti traspotatori pubblici e privati.
L'accertamento del diritto ad usufruire del servizio di trasporti e l'assegnazione delle tessere di viaggio agli aventi diritto vengono demandati ai consigli di istituto.


Art. 8. - (Assistenza sociale e medico - psicopedagogica - lavoratori studenti)
La Regione interviene con contributi per assicurare una più efficace organizzazione e attuazione dei servizi di assistenza sociale medico - psicopedagogica e di orientamento a favore degli alunni frequentanti le scuole di cui alla presente legge, nonchè l'assistenza a favore dei lavoratori studenti e degli adulti che frequentano scuole o corsi per il compimento dell'obbligo scolastico o degli studi di grado superiore.
Uguali interventi la Regione opera perchè i distretti scolastici possano adeguare alle esigenze spazio - temporali e strutture parascolastiche ed interscolastiche a tutti i livelli: le provvidenze a favore degli alunni minorati; la realizzazione e la gestione dei convitti e di case dello studente.

Art. 9. - (La sperimentazione)
La Regione concorre, con contributi ai distretti, alla attività di sperimentazione previste dal decreto del presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419, al fine di adeguare le strutture scolastiche alle esigenze della crescita culturale autonoma degli individui e delle comunità ed alla realtà della situazione socio - culturale della Calabria.
Nel rispetto delle competenze degli organismi chiamati ad attuare la sperimentazione, di cui al decreto del presidente della Repubblica sopra citato, la Regione promuove il coordinato impegno e la collaborazione dell'Università statale della Calabria.

Art. 10. - (Delega delle funzioni)
Le funzioni di cui agli articoli 5 e 6 sono delegate ai comuni che per il loro esercizio possono avvalersi dei consigli di circolo e di istituto.
Le funzioni di cui agli articoli 7, 8 e 9, sono delegate ai distretti scolastici i quali possono affidare la gestione dei fondi ai consigli di istituto.
Gli enti delegati sono tenuti a trasmettere alla Giunta regionale - assessorato alla pubblica istruzione, entro il 1 ottobre di ogni anno una relazione sulla attività svolta e sui risultati conseguiti nell'anno scolastico precedente, nonchè il rendiconto della spesa.

Art. 11. - (Accreditamento dei fondi agli enti delegatari)
I fondi accreditati agli enti delegatari sono versati su speciale conto corrente con la denominazione "fondi regionali per il diritto allo studio" e non possono in alcun caso essere distratti dalle finalità per le quali sono stati erogati.
Gli interessi maturati su tale fondi sono accreditati direttamente alla Regione.
Per far fronte alle spese da sostenere per l'esercizio delle funzioni delegate ai sensi della presente legge, i distretti scolastici ed i comuni potranno trattenere rispettivamente l'1 per cento ed il 2 per cento delle somme loro assegnate.

Art. 12. - (Intervento sostitutivo)
Qualora gli enti delegatari non adottino le delibere o i provvedimenti cui sono tenuti, la Giunta regionale, sentite le amministrazioni interessate e previa fissazione di un ulteriore breve termine, si sostituiscono nell'adempimento degli atti di loro competenza.

Art. 13. - (Educazione permanente) [1]

Note:
1 Articolo abrogato dall'art. 12, L.R. 26 maggio 1979, n. 8.

Art. 14. - (Istituti Professionali di Stato)
Per gli istituti professionali di Stato resta in vigore l'attuale legislazione.


Art. 15. - (Norma finale)
Cessano di avere applicazione tutte le norme di leggi statali concernenti gli interventi di assistenza scolastica disciplinati dalla presente legge, ad eccezione di quelle espressamente richiamate.
Le scuole materne, enti di diritto pubblico, attualmente gestitte dai patronati scolastici, saranno, in difetto di finanziamento, sovvenzionate dalla Regione e la loro gestione sarà affidata ai rispettivi Comuni.

Art. 16. - (Operatori assistenziali)
La Regione destina gli operatori assistenziali (ex coordinatori scolastici) trasferiti alla Regione Calabria e che hanno operato opzione ai sensi dell'art. 66 della legge regionale 28 marzo 1975, n. 9 al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla presente legge.

Art. 17. - (Norme transitorie)
Le disposizioni che precedeno entrano in vigore dal 1° ottobre 1975. Fino all'entrata in funzione dei consigli scolastici distrettuali le funzioni ad esse delegate dalla presente legge sono esercitate dalla Giunta regionale su conforme parere della Commissione consiliare competente.

Art. 18. - (Prosecuzione degli interventi di assistenza scolastica)
Al fine di assicurare la prosecuzione e la continuità degli interventi in materia di assistenza scolastica per l'anno 1975, la Giunta regionale è autorizzata ad effettuare, per il periodo 1 gennaio - 30 settembre 1975, gli interveni sottospecificati e nei limiti della spesa a fianco di ciascuno indicata, secondo le norme previste dalle leggi regionali 18 settembre 1973, n. 19 e 17 settembre 1974, n. 13, salvo quanto previsto diversamente dal successivo articolo:
a) contributo per il trasporto gratuito dei bambini delle scuole materne statali
L.44.000.000
b) contributi per istituire la refezione e per l'assistenza scolastica varia in favore dei bambini frequentanti la scuola materna statale
L.630.000.000
c) posti gratuiti e semigratuiti a favore degli alunni residenzializzati nei convitti annessi agli istituti professionali di Stato ed agli istituti tecnici
L.380.000.000
d) sussidi scolastici ed assistenza varia per gli alunni degli istituti professionali e tecnici, libri e tasse per gli alunni degli istituti professionali di Stato
L.320.000.000
e) buoni libro agli alunni di disagiate condizioni economiche frequentanti le scuole medie statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciute dallo Stato
L.1.750.000.000
f) buoni libro agli alunni capaci e meritevoli di disagiate condizioni economiche frequentanti istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica statale o autorizzate a rilasciare titoli riconosciuti dallo Stato che non siano beneficiari di borse di studio di cui all'art. 17 della legge 31 ottobre 1966, n. 942
L.750.000.000
g) Contributi per il trasporto gratuito in favore degli alunni della scuola dell'obbligo
L.190.000.000
h) Contributi per il trasporto gratuito in favore degli alunni frequentanti gli istituti professionali di Stato
L.220.000.000
i) Contributi da concedere ai Comuni e agli istituti professionali per lo acquisto di scuolabus per effettuare trasporti scolastici
L. 400.000.000
l) Contributi per la refezione e l'assistenza scolastica varia a favore degli alunni frequentanti la scuola dell'obbligo e della scuola a tempo pieno
L.1.050.000.000
m) Contributi ai Comuni per rimborso spese di trasporto agli alunni in condizioni di bisogno frequentanti le scuole medie superiori ubicate in Comuni diversi da quello di residenza
L.380.000.000
Totale
L.6.114.000.000

Art. 19. - (Disposizioni finaziarie)
All'onere di L. 8 miliardi annui derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede, per il 1975, con i fondi iscritti al capitolo 270 dello stato di previsione della spesa per l'anno 1975 "Servizio scolastico per il diritto allo studio" e con imputazione per gli esercizi successivi al corrispondente capitolo.

Art. 20. - (Dichiarazione di urgenza)
La presente legge è dichiarata urgente e, salvo quanto previsto dall'art. 17 entra in vigore nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e farla osservare come legge della Regione Calabria.