REGIONE FRIULI - VENEZIA GIULIA DGR n.3745, 28.11.2003

IPAB "CASA DI RIPOSO G. MICOLI-TOSCANO E PENSIONATO CAV. NICOLA BRUSSA" - CASTIONS DI ZOPPOLA (PN). DEPUBBLICIZZAZIONE E TRASFORMAZIONE IN FONDAZIONE DI DIRITTO PRIVATO


PREMESSO:


- che con sentenza 7 aprile 1988, n. 396, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge 17 luglio 1890, n. 6972, nella parte in cui detta norma non prevede che le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza regionali e infra regionali possano continuare a sussistere assumendo la personalità giuridica di diritto privato, qualora abbiano i requisiti propri della persona giuridica privata;


- che con la citata sentenza la Corte costituzionale ha altresì assunto che, pur in mancanza di apposita normativa, appare possibile procedere all'accertamento della sussistenza dei requisiti di istituzione privata delle I.P.A.B. regionali ed infra regionali, seguendo la via amministrativa sulla base dell'esercizio dei poteri di cui sono titolari sia l'Amministrazione statale che quella regionale in tema di riconoscimento, trasformazione ed estinzione delle persone giuridiche private;


- che ai sensi degli articoli 4, 12 e 22 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, nonché ai sensi degli articoli 2 e 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto 16 febbraio 1990, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 23 febbraio 1990, n. 45, ha provveduto ad impartire direttive alle Regioni (delegate, in virtù dell'articolo 14 del citato D.P.R. 616/1977, all'esercizio delle funzioni amministrative spettanti agli Organi centrali e periferici dello Stato relative alle persone giuridiche private riconosciute ai sensi del codice civile) in materia di riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato alle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza a carattere regionale ed infra regionale;


- che nella Regione Friuli-Venezia Giulia il citato D.P.R. 616/1977 trova applicazione a seguito dell'entrata in vigore del D.P.R. 15 gennaio 1987, n. 469;


- che la materia della trasformazione in persone giuridiche di diritto privato delle I.P.A.B. trova ora disciplina organica negli articoli 16 e ss. del D. Lgs. 4 maggio 2001, n. 207 .Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.;


VISTA la domanda del 5 giugno 2003, con la quale il legale rappresentante della .Casa di riposo Gianni Micoli-Toscano e pensionato Nicola Brussa., Istituzione di pubblica assistenza e beneficenza, con sede a Castions di Zoppola (PN), ha chiesto la depubblicizzazione e il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato della medesima con decorrenza dal 1 gennaio 2004;


VISTI il D.P.R. n. 838 del 2 maggio 1963, con il quale la suddetta Istituzione è stata eretta in Ente morale e ne è stato approvato lo Statuto, nonché i decreti dell'Assessore regionale per le autonomie locali n. 99 del 29 luglio 1986, n. 29 del 13 aprile 1987, n. 43 del 29 dicembre 1997 e n. 35 del 15 dicembre 2000, con i quali sono state approvate modifiche statutarie;


VISTA la documentazione relativa alla provenienza e alla consistenza del patrimonio dell'istituzione;


VISTA la relazione storica sull'attività dell'ente;


ACCERTATO, sulla base dei documenti prodotti, che l'Istituzione in parola, rientra nella previsione dell'art. 1, comma 3, lettera b) del D.P.C.M. 16 febbraio 1990, in quanto istituzione assistenziale promossa e amministrata da privati, per la quale ricorrono congiuntamente gli elementi indicati al comma 5 del medesimo articolo 1 di detto D.P.C.M.;


VISTA la deliberazione n. 9 del 5 giugno 2003, con cui il Consiglio di Amministrazione dell'Istituzione ha espresso la volontà di chiedere la depubblicizzazione della medesima ed ottenere il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato . segnatamente, nella forma della Fondazione - e di adottare un nuovo statuto più conforme alla nuova natura privatistica dell'ente;


RISCONTRATA la conformità alle norme di legge del nuovo statuto;


VISTO il parere favorevole all'accoglimento dell'istanza espresso dalla Direzione regionale per le autonomie locali con nota n. 15271/4.450/1-2 del 16 ottobre 2003 e l'assenza di rilievi da parte della Direzione regionale della sanità e delle politiche sociali;


VISTI gli articoli 14 e seguenti del Codice Civile e le relative disposizioni d'attuazione, il D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 e gli articoli 16 e ss. del D. Lgs. 4 maggio 2001, n. 207;


VISTO l'articolo 6 dello Statuto di autonomia;


VISTI l'articolo 14 del D.P.R. 27 luglio 1977, n. 616 e l'articolo 8 del D.P.R. 15 gennaio 1987, n. 469;


La Giunta regionale, all'unanimità


D E L I B E R A


L'Istituzione di pubblica assistenza e beneficenza .Casa di riposo Gianni Micoli-Toscano e pensionato Nicola Brussa., con sede a Castions di Zoppola (PN), è depubblicizzata e trasformata in Fondazione di diritto privato.


E' approvato il nuovo statuto di detta Fondazione, nel testo che viene allegato al presente provvedimento, quale parte integrante e sostanziale.


La Fondazione acquista la personalità giuridica di diritto privato mediante l'iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche.


Alla presente deliberazione verrà data esecuzione con decreto del Presidente della Regione.


REGIONE AUTONOMA FRIULI - VENEZIA GIULIA

STATUTO DELLA FONDAZIONE .CASA DI RIPOSO GIANNI MICOLI-TOSCANO E PENSIONATO NICOLA BRUSSA.


Articolo 1 . Natura, denominazione e sede.


Nel 1946 la ND. Evelina Quaglia Algarotti ved. Micoli-Toscano, ad onorare la memoria del marito, provvide a costruire in Castions di Zoppola (PN), su terreno appartenente all'O.P. Asilo Infantile Favetti, un edificio perché venisse destinato a Casa di Riposo per vecchi ed inabili, con la denominazione .Casa di Riposo Gianni Micoli-Toscano. e la fondazione venisse eretta in Ente Morale autonomo non appena raggiunta la dotazione patrimoniale adeguata.

L'Asilo accettò dette condizioni con delibera 9.11.1945, approvata il 16.6.1946, n. 52241.

La donatrice provvide quindi a fornire la casa dell'arredamento necessario e nel 1952 ne promosse l'attivazione demandando all'Asilo Infantile predetto la funzione di amministratore provvisorio della fondazione.

Successivamente, nel 1958, la sorella ND. Maria Quaglia Algarotti ved. Brussa, volle concorrere ad integrare l'istituzione negli scopi e nel patrimonio provvedendo alla costruzione ed all'arredamento di un padiglione contiguo perché venisse destinato a pensionato e venisse intitolato alla memoria del marito Cav. Nicola Brussa, col vincolo di provvedere alla manutenzione e conservazione della tomba della famiglia Brussa nel Cimitero locale.

L'Asilo Favetti accettò la proposta con deliberazione 1.8.1958, n. 14, approvata il 17 dicembre 1958 n. 46787 e nel 1959 il pensionato entrò in attività.

Le Signore fondatrici, compensato l'Asilo stesso per le aree cedute, con atto 23 giugno 1962 n. 25400 rep. Notaio Salice promossero la fondazione del nuovo ente che assume la denominazione: .CASA DI RIPOSO GIANNI MICOLI-TOSCANO E PENSIONATO NICOLA BRUSSA. con sede in Castions di Zoppola. Esso venne eretto in Ente Morale con il Decreto Presidenziale che approvava il primo Statuto.

Con il Decreto dell'Assessore per le Autonomie Locali del 15.12.2000, n. 35, la .CASA DI RIPOSO GIANNI MICOLI-TOSCANO E PENSIONATO NICOLA BRUSSA. pur mantenendo tale denominazione, per quanto concerne il fine ha stabilito di svolgere l'attività di casa di riposo.


Articolo 2 . Finalità


La Fondazione, ha per scopo di dare ospitalità a pagamento agli anziani ed inabili di ambo i sessi, aventi domicilio di soccorso in qualsiasi Comune della Provincia.

Ha inoltre lo scopo di accogliere ed assistere, in qualità di conviventi a pagamento, persone anziane ed inabili di ambo i sessi, desiderose di quiete e bisognose di cure nei limiti consentiti dai mezzi dell'istituzione.

La Fondazione può inoltre mettere a disposizione di persone, Enti ed Associazioni, pubblici o privati, i propri locali e le attrezzature, quando non utilizzati direttamente dalla struttura, regolamentando con apposito atto l'uso e la gestione ed impiegando gli eventuali utili per i fabbisogni degli ospiti residenti.

Inoltre, in relazione alle condizioni socio demografiche ed alle esigenze, anche lavorative, delle famiglie, la Fondazione - per la popolazione del territorio del Comune di Zoppola e di quelli viciniori - assumerà ogni altra iniziativa utile a soddisfare i bisogni di assistenza a vantaggio di soggetti appartenenti alle categorie più deboli, quale che sia l'età e condizione, anche per la loro istruzione e crescita culturale.


Articolo 3 . Il Consiglio di Amministrazione


La fondazione: .CASA DI RIPOSO GIANNI MICOLI-TOSCANO E PENSIONATO NICOLA BRUSSA. è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, compreso il Presidente, scelti di preferenza fra le persone del luogo. Essi sono singolarmente nominati dall'Ordinario diocesano, dall'Amministrazione Provinciale, dal Sindaco di Zoppola, dal Consiglio di Amministrazione dell'O.P. Asilo Infantile Favetti, dai Parroci del Comune, salvo quanto disposto al successivo capoverso.

L'erede più prossimo e più anziano della famiglia Micoli - Toscano che risiede nel Comune di Zoppola fa parte di diritto del Consiglio di Amministrazione finché non si verifichi esplicita rinuncia o l'estinzione.

L'erede suddetto sostituisce in via temporanea il componente di nomina dei Parroci del Comune.

Tanto il Presidente quanto i consiglieri durano in carica cinque anni e possono essere confermati senza interruzione.

Il Consiglio di Amministrazione è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell'Ente; definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare e verifica la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive generali impartite.

Al Presidente ed ai Consiglieri può competere un'indennità di carica da determinarsi con apposito atto del Consiglio sulla base dei programmi in essere relativi alla gestione e nel rispetto dell'equilibrio di bilancio.

In caso di rinuncia o di impedimento non temporaneo di uno dei componenti, questo è surrogato dall'Ente o Autorità che ha provveduto alla sua nomina.


Articolo 4 - Funzionamento del Consiglio di Amministrazione


Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente ogni qual volta questi lo ritenga opportuno, o quando ne facciano motivata richiesta almeno due Consiglieri.

Il Consiglio di Amministrazione è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri e delibera a maggioranza dei voti dei presenti.

Le votazioni vengono fatte per appello nominale o a voti segreti; hanno sempre luogo a voti segreti quando si tratti di questioni concernenti persone.

Il Consiglio di Amministrazione , convocato dal Presidente uscente o, in mancanza, dal membro più anziano in carica o, a parità, più anziano di età, elegge nella prima seduta utile il Presidente nel suo seno a scrutinio segreto.

Per la validità dell'elezione del Presidente è richiesta la maggioranza assoluta dei voti.

Il Presidente dura in carica quanto il Consiglio di Amministrazione, e può essere rieletto senza interruzione.

Il Presidente rappresenta la fondazione a tutti gli effetti di fronte ai terzi ed in giudizio, salvo delega

specifica al Direttore Generale. Il Presidente sovrintende in particolare all'attuazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione.

Il Presidente in via transitoria può delegare ad uno o più dei consiglieri parte dei suoi compiti.

I membri del Consiglio di Amministrazione che, senza giustificato motivo, non intervengono a tre sedute consiliari consecutive, decadono dalla carica. La decadenza può essere altresì promossa e dichiarata dall'autorità tutoria regionale. La decadenza o la cessazione della carica per le dimissioni, morte o impedimento permanente, quando è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione, è tempestivamente comunicata ai soggetti di cui al precedente art. 3 per la sostituzione, nonché all'autorità tutoria per quanto di competenza.


Articolo 5 - Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione


Il Consiglio di Amministrazione:

• programma l'attività dell'Ente, specificando gli obiettivi da raggiungere e le relative priorità ed individuando le risorse personali, organizzative ed economiche necessarie per il loro perseguimento;

- approva il bilancio annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo;

- delibera le modifiche allo Statuto da sottoporre all'autorità competente per l'approvazione secondo le modalità di legge;

- controlla l'andamento della gestione, verifica lo stato di realizzazione dei programmi annuali e pluriennali e dei progetti;

- valuta la qualità dei servizi erogati ed assume le iniziative necessarie per il loro miglioramento;

- approva i regolamenti di funzionamento interno;

- nomina e revoca il Direttore Generale, determinandone funzioni e competenze;

- nomina e revoca l'organo di revisione contabile;

- ratifica nella prima seduta utile le ordinanze presidenziali assunte per motivo d'urgenza;

- delibera l'accettazione di eredità, legati e donazioni;

- delibera l'acquisto e la vendita di beni immobili e l'iscrizione e le richieste di cancellazione su questi di vincoli pregiudizievoli;

- delibera l'eventuale partecipazione dell'Ente ad attività economiche di volta in volta individuate, ai sensi e nei limiti di cui all'articolo 10, comma 5 del d. lgs. 4 dicembre 1997, n. 460;

- delibera l'esercizio di attività e l'assunzione di iniziative ritenute utili per il raggiungimento delle finalità della fondazione da sottoporre, se necessario, all'autorità competente per l'approvazione secondo le modalità di legge;

- delibera ogni altro atto dell'Ente non attribuito alle competenze del Direttore generale.


Articolo 6 . Direttore Generale


La gestione tecnico-operativa della fondazione è affidata al Direttore Generale.

Questi è individuato e nominato dal Consiglio di amministrazione, anche con incarico professionale e/o rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

Il Direttore Generale predispone gli atti del Consiglio di Amministrazione e adotta ogni provvedimento di gestione necessario al buon funzionamento dell'Ente nell'ambito delle direttive fornite dal Consiglio di Amministrazione e delle competenze da questi attribuitegli, assumendone le relative responsabilità tecniche e amministrative.

Il Direttore Generale assiste alle sedute del Consiglio di Amministrazione con funzioni di segretario, ed in tale veste sottoscrive, unitamente al Presidente ed ai Consiglieri, i verbali di deliberazione.


Articolo 7 . Personale


Le figure professionali necessarie allo svolgimento delle attività istituzionali, e la loro consistenza, sono previste nell'apposito regolamento organico che disciplinerà anche il rapporto di lavoro del personale dipendente.


Articolo 8 . Attività regolamentare


Il funzionamento interno della struttura, le attribuzioni del Direttore Generale, le modalità di assunzione del personale dipendente e la disciplina applicabile al rapporto di lavoro, sono stabiliti dall'apposito regolamento organico. Sono pure materia di disposizioni regolamentari le modalità di ammissione ai servizi ed i rapporti con l'utenza, le formalità relative e comunque tutte le materie non disciplinate da disposizioni normative o statutarie.


Articolo 9 - Apporto del volontariato e assistenza religiosa


La Fondazione riconosce l'utilità sociale del volontariato, ne favorisce l'apporto ed il coordinato utilizzo, nell'interesse degli utenti dei servizi erogati.

Gli interventi resi da organizzazioni di volontariato o da singoli cittadini, svolti ai sensi della normativa vigente, devono essere fondati su prestazioni spontanee, gratuite, di norma continuative e concordate preventivamente con l'Ente.

L'assistenza religiosa è assicurata all'interno dei servizi residenziali mediante accordi con le Autorità religiose locali.


Articolo 10 . Patrimonio


Il patrimonio della Fondazione è costituito:

a) dai beni immobili e mobili donati dai fondatori all'atto della costituzione,

b) da elargizioni e contributi che a qualsiasi titolo pervengono alla fondazione e che siano destinate al suo patrimonio,

c) dai beni immobili e mobili che pervengono alla fondazione a qualsiasi titolo e che siano destinati al suo patrimonio,

d) dalla quota degli utili e degli avanzi di amministrazione che il Consiglio di amministrazione, con il consenso dell'organo di revisione, destini a incremento del patrimonio.


Articolo 11 . Mezzi finanziari


L'Ente realizza i suoi fini mediante:

- i proventi delle rette;

- i proventi dei servizi svolti per conto terzi;

- i contributi pubblici e privati;

- le rendite del suo patrimonio;

- le elargizioni e donazioni di eventuali benefattori ed ogni altro introito non espressamente destinati ad incremento del patrimonio;

- i proventi derivanti da attività di qualsiasi natura che la Fondazione ritenesse di intraprendere, finalizzata al miglioramento dei servizi istituzionalmente svolti ed alla riduzione degli oneri a carico dell'utenza.


Articolo 12 . Esercizio finanziario e Bilancio


L'esercizio finanziario della Fondazione ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.

Entro il 30 giugno di ogni anno il Consiglio provvederà ad approvare il bilancio dell'esercizio chiusosi al 31 dicembre dell'anno precedente.

Gli avanzi e gli utili dell'esercizio verranno destinati preliminarmente alla copertura dei disavanzi e delle perdite registrate in precedenti esercizi e per il rimanente secondo la destinazione stabilita dal consiglio di amministrazione che approva il bilancio.


Articolo 13 . Organo di revisione


L'organo di revisione è composto da un Revisore iscritto all'albo dei Dottori commercialisti o dei Ragionieri e all'Albo dei revisori contabili.

L'organo di revisione è nominato dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'art. 5.

Esso esercita le proprie funzioni a norma degli artt. 2403 e ss.. cod. civ., in quanto applicabili. Può assistere, qualora invitato, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

Il revisore dura in carica tre anni e può essere riconfermato.

All'organo di revisione spetterà un compenso determinato dal Consiglio al momento dell'incarico.


Articolo 14 . Liquidazione


La Fondazione è costituita senza limiti di durata. Se lo scopo della Fondazione diviene impossibile o di scarsa utilità, o se il patrimonio risulta insufficiente, o più in generale, quando ricorrano le cause di estinzione previste dall'art. 27 cod. civ., o quelle di scioglimento previste dall'art. 28, primo comma, del cod. civ., la Fondazione si estingue anche ai sensi dell'art. 28, secondo comma, cod. civ.

In caso di estinzione, da qualsiasi causa determinata, tutti i beni della Fondazione sono devoluti, secondo quanto deliberato dal Consiglio, all'ente o agli enti che perseguano finalità uguali o analoghe a quelle della Fondazione. Se la devoluzione avviene a favore di associazioni riconosciute, resterà escluso ogni diritto individuale dei soci di dette associazioni sui beni medesimi, anche in caso di estinzione e di scioglimento di essi.

A tali ultimi beneficiari sarà parimenti devoluto l'intero patrimonio della Fondazione, nel caso che non si verifichino le altre ipotesi di devoluzione previste dai paragrafi precedenti.

Nel caso si addivenisse per qualsiasi motivo alla liquidazione della Fondazione, il Consiglio di Amministrazione nominerà tre liquidatori, determinandone i poteri, che potranno essere scelti anche fra membri del Consiglio di Amministrazione.


Articolo 15 . Norme finali e transitorie


Il presente statuto abroga quello precedente ed entra in vigore dalla data dell'approvazione da parte degli Organi competenti.

Il Consiglio di Amministrazione in carica all'entrata in vigore del presente Statuto porta a termine il proprio mandato fino alla sua naturale scadenza.

Il Consiglio di Amministrazione dovrà adeguare i regolamenti interni al presente Statuto ed alla normativa vigente; i regolamenti vigenti alla data di approvazione del presente Statuto restano in vigore, per quanto compatibile, fino all'adozione dei nuovi regolamenti.

Per le materie non contemplate nel presente Statuto, si osservano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti e quelle che in avvenire saranno emanate in materia di assistenza e beneficenza pubblica.


TP