REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA L.R. n. 33, 19-05-1988

PIANO SOCIO - ASSISTENZIALE DELLA REGIONE AUTONOMA FRIULI - VENEZIA GIULIA

BUR n. 63 del 20 maggio 1988


Il Consiglio Regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta Regionale

promulga la seguente legge


CAPO I

Disposizioni generali

[...]

ARTICOLO 4

Testo modificato da:

L.R. Friuli - Venezia Giulia n. 23 del 2004, art. 16


Principi e finalità

1. Il piano si ispira ai seguenti principi:

a) rispetto della persona e della sua dignità civile ed umana, delle convinzioni personali, politiche e religiose, della riservatezza attinente sia alla sfera psicofisica, sia a quella sociale del cittadino;

b) adeguatezza dell'intervento al bisogno e alle esigenze familiari, relazionali ed esistenziali del cittadino;

c) autonomia dell'assistenza sociale, pur nella garanzia del necessario raccordo con gli altri servizi sociali;

d) concorso della famiglia, compresa quella prevista e definita dagli articoli 25 e 51, quarto comma della legge regionale 1°settembre 1982, n. 75 e successive modificazioni e integrazioni, del volontariato, delle altre componenti private con fini di solidarietà sociale, alla realizzazione del sistema di cui al comma 2;

e) pari dignità dell'intervento prestato da tutti i servizi che concorrono al conseguimento delle finalità di cui al comma 2.


2. Il sistema dei servizi socio - assistenziali è rivolto al raggiungimento delle seguenti finalità :

a) concorrere alla crescita civile e sociale della comunità, promuovendo una convivenza responsabile e solidale;

b) prevenire e rimuovere, anche in collaborazione con i servizi preposti alla sanità , all'educazione e al lavoro, le cause di ordine economico, ambientale, sociale e culturale che provocano situazioni di bisogno e di emarginazione;

c) assicurare le fruibilità delle prestazioni, dei servizi e delle strutture secondo modalità che garantiscano la libertà personale, l' uguaglianza di trattamento a parità di bisogno, trattamenti diversificati in rapporto ad esigenze specifiche, il diritto di scelta per l' utente fra le prestazioni erogate dai soggetti di cui all'articolo 6, senza che creino immotivato aggravio economico e discriminazione;

d) sviluppare il massimo di autonomia e di autosufficienza delle persone, anche attraverso il coordinamento e l' integrazione dei servizi socio – assistenziali e sanitari e del sistema scolastico e formativo;

e) agire a sostegno della famiglia, intesa anche come luogo privilegiato di accoglienza e di recupero, favorendo per quanto possibile la permanenza o il rientro dei suoi membri in difficoltà ;

f) agire a tutela dei soggetti non autosufficienti privi di famiglia o la cui famiglia sia impossibilitata o inidonea a provvedere nei loro confronti.


3. La politica sociale della Regione, in conformità ai principi e alle finalità enunciati ai commi 1 e 2, promuove la disponibilità dei seguenti servizi:

a) uno standard essenziale di prestazioni garantite dal comparto pubblico a tutta la popolazione e fornite dai soggetti pubblici o da idonei soggetti privati, per la prevenzione e la rimozione delle situazioni di maggiore bisogno e disagio;

b) prestazioni integrative fornite dal settore pubblico o da idonei soggetti privati, finanziate e coordinate dall'ente pubblico;

c) altre prestazioni agevolate dagli enti pubblici, ma direttamente erogate e finanziate da forme di volontariato o di mercato.


4. La Regione assicura ai cittadini l' informazione sulla natura, sugli standards e sulla funzionalità dei servizi cui hanno diritto.


TP