REGIONE LIGURIA L.R. 02-09-1974, n. 31 (abrogato) [1] [2]
Norme in materia di assistenza scolastica e delega delle relative funzioni amministrative.
B.U.R. LIGURIA 04-09-1974, n. 35

Note:
1 Abrogata dall'art. 23, comma 1, L.R. 20 maggio 1980, n. 23.
2 G.U. 25 ottobre 1974, n. 279.

Titolo I

Art. 1
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati interventi a favore delle scuole materne statali e degli enti locali territoriali per il servizio di mensa, per la fornitura di materiale didattico e per i trasporti, ivi compresi l'acquisto di appositi mezzi e i relativi oneri assicurativi per i trasportati. I servizi sono gratuiti per gli alunni di disagiate condizioni economiche.
Anche al fine di assicurare l'assistenza al maggior numero possibile di popolazione scolastica interessata gli interventi di cui al comma precedente sono estesi alle altre scuole materne che assicurino ai loro alunni un trattamento educativo equipollente a quello delle scuole statali nell'ambito degli orientamenti sanciti dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1969, n. 647 e degli scopi istituzionali della legge 18 marzo 1968, n. 444.

Art. 2 [1]
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati i seguenti interventi a favore degli studenti delle scuole dell'obbligo statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato:
a) servizio di trasporto per gli alunni provenienti da località, frazioni o comuni diversi da quello ove ha sede la scuola frequentata, sempre che sussistano, o per la distanza o per la mancanza di idonei mezzi di pubblico trasporto, obiettive difficoltà di accesso alla scuola. Gli interventi regionali tendono a realizzarne la gratuità. Il servizio di trasporto può essere attuato mediante appositi scuolabus nei casi in cui le situazioni logistiche ambientali lo rendano necessario; in ogni caso gli alunni devono essere assicurati dal momento in cui lasciano il proprio domicilio fino allo ingresso della scuola e viceversa;
b) servizio di refezione rivolto anche a favorire gli alunni che si trovano in condizioni di disagio per il rientro alla propria abitazione o che permangono nelle sedi scolastiche in attuazione della scuola a tempo pieno; la refezione è gratuita per gli alunni che versano in condizioni economiche disagiate;
c) assegnazione di contributi per l'acquisto di libri di testo, di pubblicazioni, di materiale didattico ad uso collettivo ed individuale, tenuto conto delle condizioni economiche degli alunni, e per attività di sperimentazione didattica, nel rispetto delle competenze dello Stato; il materiale ad uso individuale può essere erogato anche a titolo di comodato;
d) concessione di contributi per l'acquisto di libri o di altro materiale didattico a favore dei corsi per i lavoratori, organizzati dalla competente autorità scolastica, diretti al conseguimento, nell'ambito dei relativi istituti contrattuali, del diploma di scuola media inferiore, dei corsi di recupero scolastico per adulti e dei corsi di orientamento musicale;
e) erogazione di contributi per l'espletamento anche di altri compiti di assistenza scolastica.
Ai servizi di cui alle lettere a) e b) del presente articolo si provvede direttamente o, in via subordinata, mediante concessione di contributi alle scuole.
All'attuazione di quanto previsto alla lettera c) del presente articolo, si provvede mediante attribuzione di un fondo alle singole scuole o istituti in proporzione al numero degli alunni frequentanti l'anno scolastico precedente ed in relazione alle caratteristiche socio-economiche delle zone dove le scuole o gli istituti hanno sede.
Le scuole od istituti di cui al precedente comma provvedono a quanto di loro competenza per quanto concerne la lettera c) tramite i Consigli di istituto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 416 i quali predispongono i relativi programmi d'intervento, sentiti i Consigli di classe di cui al decreto stesso.
All'attuazione di quanto previsto alla lettera d) del presente articolo si provvede mediante assegnazione di contributi all'organo scolastico responsabile dei corsi.

All'attuazione di quanto previsto alla lettera e) del presente articolo si provvede mediante assegnazione di contributi ai Consigli di circolo o di istituto di cui al precitato decreto del Presidente della Repubblica n. 416.
Per quanto concerne gli adempimenti previsti dal presente articolo, le scuole ed istituti non statali provvedono tramite le rappresentanze delle componenti della comunità scolastica.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 1, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.

Art. 3
Agli studenti degli istituti professionali sono erogati i servizi di cui agli articoli precedenti; potranno essere inoltre attuati altri interventi quali posti gratuiti in convitti o pensionati tendenti a realizzare la gratuità della frequenza.

Art. 4 [1]
Al fine di assicurare il diritto allo studio sono attuati i seguenti interventi a favore degli studenti degli istituti e scuole d'istruzione secondaria superiore ed artistica statali o autorizzati a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato:
a) concorso nelle spese di viaggio agli studenti provenienti da comuni diversi da quelli ove ha sede la scuola frequentata; ai fini del presente intervento hanno precedenza gli studenti di famiglia a basso reddito;
b) contributi per usufruire di posti in convitti e residenze gestiti da enti o privati agli studenti che, ai fini della frequenza scolastica, risiedono fuori famiglia;
c) servizio di mensa o corresponsione di un concorso nelle spese sostenute per i pasti dai singoli studenti che si trovino in condizioni di difficoltà per il rientro nella propria abitazione in ragione della distanza o degli orari scolastici: gli studenti concorrono al costo del servizio con una quota determinata in base alle loro condizioni economiche. Tali interventi possono essere svolti nell'ambito dei servizi esistenti nel territorio;
d) assegnazione di contributi per l'acquisto di libri di testo, di pubblicazioni, di materiale didattico ad uso collettivo ed individuale, tenuto conto delle condizioni economiche degli alunni, e per attività di sperimentazione didattica nel rispetto delle competenze dello Stato: il materiale ad uso individuale può essere erogato anche a titolo di comodato;
e) erogazione di contributi per l'espletamento anche di altri compiti di assistenza scolastica.
All'attuazione degli interventi previsti alle lettere a) e b) del presente articolo si provvede mediante i Consigli di istituto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 416.
All'attuazione del servizio di mensa di cui alla lettera c) del presente articolo si può provvedere o mediante i Consigli di istituto o direttamente, di intesa con i Consigli stessi.
All'attuazione di quanto previsto alla lettera d) del presente articolo, si provvede mediante attribuzione di un fondo alle singole scuole od istituti in proporzione al numero degli alunni frequentanti l'anno scolastico precedente.
Le scuole od istituti di cui al precedente comma provvedono a quanto di loro competenza, per quanto concerne la lettera d), tramite i Consigli di istituto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 416, i quali predispongono i relativi programmi di intervento, sentiti i Consigli di classe di cui al decreto stesso.
Alla attuazione di quanto previsto alla lettera e) del presente articolo si provvede mediante assegnazione di contributi ai Consigli di istituto di cui al precitato decreto del Presidente della Repubblica n. 416 [2].
Per quanto concerne gli adempimenti previsti dal presente articolo le scuole ed istituti non statali provvedono tramite le rappresentanze delle componenti della comunità scolastica.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 2, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.
2 Comma modificato dall'art. 1, L.R. 28 febbraio 1978, n. 15.

Art. 5
Nei confronti degli alunni minorati fisici, psichici e sensoriali, sono previsti oltre agli interventi di cui agli articoli precedenti iniziative nella forma dei servizi di assistenza sociale e psicopedagogica, di accompagnamento e trasporto speciale, di integrazione didattica e di fornitura di protesi individuali per consentire l'apprendimento scolastico.
Tali interventi vengono coordinati con quelli previsti dalle leggi regionali 9 giugno 1975 n. 32 e 31 gennaio 1977 n. 10 [1].

Note:
1 Comma aggiunto dall'art. 3, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.

Titolo II

Art. 6 [1]
Le funzioni amministrative di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge sono delegate ai comuni e loro consorzi appositamente costituiti ai sensi degli articoli 156 e seguenti del TU della legge comunale e provinciale 3 marzo 1934 n. 383 e successive modificazioni. I comuni o loro consorzi esercitano le funzioni loro delegate nei confronti degli alunni che frequentano le scuole materne e dell'obbligo situate nei rispettivi territori, salvo quelle concernenti il trasporto degli alunni delle scuole suddette che vengono esercitate dai comuni o loro consorzi nel cui territorio risiedono gli alunni stessi.
Gli enti delegati esercitano le funzioni di cui al primo comma con l'osservanza dei seguenti criteri:
1) per l'espletamento dei servizi possono avvalersi dei patronati scolastici e loro consorzi provinciali;
2) per realizzare una maggior efficienza, economicità ed uniformità di trattamento nella prestazione dell'assistenza scolastica i comuni, anche se non consorziati, operano d'intesa ai fini della realizzazione dei servizi, particolarmente nel caso in cui ad una stessa scuola affluiscano alunni provenienti da comuni diversi;
3) in ordine agli interventi di cui all'art. 2 lettera b) provvedono a stabilire i criteri per la definizione delle priorità di intervento tenuto conto delle caratteristiche socio-economiche delle zone dove le singole scuole od istituti hanno sede nonchè delle condizioni economiche degli alunni;
4) in ordine agli interventi di cui all'art. 2 lettera c) provvedono:
a stabilire le modalità e i criteri da applicare per la valutazione dei requisiti e delle condizioni economiche dei richiedenti i libri di testo ed il materiale didattico ad uso individuale;
a stabilire le modalità di rendicontazione da parte delle scuole dei fondi ad esse assegnati.
5) provvedono al riparto dei fondi destinati ai Consigli di circolo e di istituto ed alle rappresentanze della comunità scolastica di cui all'ultimo comma dell'art. 2 della presente legge, in base al numero degli studenti delle singole scuole od istituti ed alle condizioni socio-economiche delle zone ove le scuole od istituti hanno sede [2];
6) coordinano con quanto previsto dalla presente legge le attività finanziate con fondi dei propri bilanci.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 4, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.
2 Numero modificato dall'art. 2, L.R. 28 febbraio 1978, n. 15.

Art. 7
Sono delegate ai Comuni le funzioni, trasferite alle Regioni, sui Patronati scolastici di cui agli articoli 3, terzo comma, 4, 5 e 10 della legge 4 marzo 1958, n. 261 e di cui agli articoli 2, 3, 5, 6 e 7, terzo comma, 11, 25, 29, 40 e 64 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1961, n. 636.
Sono inoltre delegate ai Comuni le funzioni relative alle Casse scolastiche, trasferite alle Regioni a norma dell'art. 4, secondo comma del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Art. 8 [1]
Le funzioni amministrative di cui agli articoli 3, 4 e 5 sono delegate alle province che le esercitano con l'osservanza dei seguenti criteri:
1) predispongono il programma degli interventi e la ripartizione dei fondi disponibili tra le diverse scuole ed istituti, sentiti i distretti scolastici a norma dell'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974 n. 416, anche al fine di realizzare, nel modo più economico possibile, interventi che assicurino agli studenti prestazioni uniformi su tutto il territorio provinciale;
2) stabiliscono le modalità di ammissione ai benefici previsti all'art. 4 lettere a), b) e c) fissando i criteri di valutazione delle condizioni economiche degli studenti e determinando l'entità del concorso spese;
3) stabiliscono in ordine a quanto previsto alla lettera d) dell'art. 4:

le modalità ed i criteri da applicare per la valutazione dei requisiti e delle condizioni economiche dei richiedenti i libri di testo ed il materiale didattico ad uso individuale;
le modalità di rendicontazione da parte delle scuole dei fondi ad esse assegnati;
4) provvedono all'attuazione di quanto previsto all'art. 5 anche tramite i comuni, loro consorzi, enti, associazioni, comitati o organismi che operano nel settore promuovendo iniziative per favorire, d'intesa con le competenti autorità scolastiche, l'inserimento degli alunni nelle normali strutture della scuola;
5) provvedono al riparto dei fondi di cui alla lettera e) dell'art. 4 della presente legge destinati ai Consigli di istituto e alle rappresentanze della comunità scolastica di cui all'ultimo comma del predetto art. 4 in base al numero degli studenti delle singole scuole od istituti [2];
6) possono avvalersi, nell'esercizio delle funzioni delegate, dei consorzi provinciali dei patronati scolastici;
7) coordinano con quanto previsto dalla presente legge le attività finanziate con fondi dei propri bilanci.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 5, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.
2 Numero modificato dall'art. 3, L.R. 28 febbraio 1978, n. 15.

Art. 9
Sono altresì delegate alle Province le funzioni trasferite alle Regioni a norma del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3 sui Consorzi provinciali dei Patronati scolastici e sulle Casse scolastiche delle scuole o istituti di istruzione secondaria di 2° grado.

Titolo III

Art. 10
I provvedimenti emanati nell'esercizio delle funzioni delegate sono imputati agli enti delegati.

Art. 11
Le direttive emanate dal Consiglio regionale costituiscono il quadro di riferimento agli effetti della vigilanza da parte della Giunta regionale sull'esercizio delle funzioni delegate.

Art. 12
Entro il 30 novembre di ogni anno i Comuni, loro consorzi e le Province debbono trasmettere alla Giunta regionale una documentata relazione sulle attività svolte nell'esercizio delle funzioni delegate nel decorso anno scolastico nonchè il rendiconto dell'impiego dei fondi assegnati.

Art. 13
Gli enti delegati sono tenuti a fornire alla Regione informazioni e dati statistici relativi allo svolgimento delle funzioni delegate al fine di consentire l'espletamento delle attività di indirizzo e coordinamento.
La Regione a sua volta mette a disposizione degli stessi ogni utile elemento conoscitivo in suo possesso per favorire lo svolgimento delle funzioni delegate.

Art. 14
Per l'esercizio delle deleghe previste dalla presente legge la Giunta regionale è autorizzata a disporre il comando di personale secondo i contingenti che verranno indicati con successiva legge regionale.
Per il comando presso gli enti destinatari della delega si applicano le disposizioni della legge regionale sullo stato giuridico, sull'ordinamento delle qualifiche, sulle strutture e sul trattamento economico dei dipendenti.

Art. 15
In caso di ritardo o di omissione nell'emanazione di singoli atti necessari per l'esercizio delle funzioni delegate, la Giunta regionale, previo invito a provvedere e sentite le amministrazioni interessate, si sostituisce all'ente nell'emanazione del singolo atto.

Art. 16
In caso di persistente inattività o di contrasto con gli indirizzi e le direttive della Regione la Giunta regionale promuove ai sensi dell'art. 64 dello Statuto la revoca della delega.

Art. 17
La definizione dei procedimenti amministrativi in corso prima dell'entrata in vigore della presente legge rimane di competenza della Regione.
Resta inoltre di competenza della Regione la conferma delle borse di studio precedentemente assegnate in conformità alla normativa in vigore.

Art. 18 [1]
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore incaricato, entro il 31 maggio di ogni anno ripartisce tra gli enti delegati i fondi occorrenti all'esercizio delle funzioni delegate, nei limiti degli stanziamenti previsti in bilancio per ogni tipo di intervento, sulla base delle rilevazioni e dei dati relativi all'anno scolastico precedente applicando i seguenti parametri:
1) per i servizi di trasporto della scuola materna e dell'obbligo:
70 per cento in rapporto al numero degli alunni trasportati moltiplicato per la percorrenza chilometrica media per alunno;
20 per cento in rapporto inversamente proporzionale alla densità della popolazione;
10 per cento per i comuni classificati montani o depressi ai sensi della legge 25 luglio 1952 n. 991 e della legge 22 luglio 1966 n. 614 al fine di provvedere ad esigenze di carattere straordinario o temporaneo anche in corso di esercizio, da porre a disposizione della Giunta che lo eroga sentita la Commissione consiliare competente;
2) per i servizi di trasporto degli istituti e scuole di istruzione secondaria, superiore ed artistica:
80 per cento in rapporto al numero degli studenti trasportati moltiplicato per la percorrenza chilometrica media per alunno;
20 per cento in rapporto inversamente proporzionale alla densità della popolazione;
3) per i servizi di mensa e di convitto per gli studenti degli istituti di istruzione secondaria, superiore ed artistica ed eccezionalmente per alunni della scuola dell'obbligo:
80 per cento da ripartire per entrambi i servizi in rapporto al numero degli studenti;
20 per cento da ripartire per gli interventi di cui alla lettera b) dell'articolo 4 della presente legge al fine di provvedere ad esigenze di carattere straordinario o temporaneo, in rapporto alle condizioni economiche delle famiglie degli studenti, alla distanza chilometrica ed alle obiettive condizioni di disagio per l'accesso alla scuola, da porre a disposizione della Giunta regionale che, sentita la Commissione consiliare competente, lo ripartisce tra gli enti delegati in rapporto alle richieste ad essi pervenute ed ai relativi programmi [2].
Gli interventi di cui alla lettera b) del presente numero possono anche essere eccezionalmente erogati per servizi di convitto a favore di alunni della scuola dell'obbligo qualora i comuni di residenza ne facciano richiesta, presentito i relativi programmi e ricorrano le condizioni di straordinarietà e temporaneità sopra citata.
4) per tutti gli altri tipi di intervento:
90 per cento in rapporto al numero degli alunni;
10 per cento da ripartirsi tra i comuni classificati montani o depressi ai sensi della legge 25 luglio 1952 n. 991 e della legge 22 luglio 1966 n. 614 in rapporto alla popolazione residente.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 6, L.R. 18 agosto 1977, n. 34.
2 Alinea modificato dall'art. 4, L.R. 28 febbraio 1978, n. 15.

Art. 19
I fondi previsti in bilancio per il finanziamento delle spese di gestione delle funzioni delegate, sono ripartiti dalla Giunta regionale fra gli enti delegati in rapporto alle somme loro assegnate ai sensi del precedente art. 18.

Art. 20
Le entrate e le spese relative all'esercizio delle funzioni delegate devono essere comprese nei bilanci degli enti delegati fra le contabilità speciali ai sensi dell'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1970, n. 1171.

Art. 21
Agli oneri derivanti dalla applicazione della presente legge, previsti in lire 3.785.000.000 per l'anno 1974, si provvede mediante le seguenti variazioni da apportare al bilancio 1974:
I) variazioni nello stato di previsione della entrata aumento di lire 1.172.000.000 al titolo III, cat. I, cap. 40 "Quota di partecipazione al fondo per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo";
II) variazioni nello stato di previsione della spesa aumento di lire 1.172.000.000 al titolo I, sezione VI, rubrica I, categoria VIII, Cap. 380 "Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso";
III) riduzione dello stanziamento relativo al cap. 380 "Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso" di lire 3.785.000.000;
IV) soppressione dei seguenti capitoli: 170, 180, 181, 182, 183, 184, 185, 186, 187 e 188;
V) istituzione dei seguenti nuovi capitoli:
170 "Interventi per il trasporto degli alunni e relativa assicurazione":
art. 1 - delle scuole materne lire 150.000.000;
art. 2 - delle scuole dell'obbligo lire 750.000.000;
art. 3 - degli istituti professionali lire 50.000.000;
art. 4 - degli istituti e delle scuole di istruzione secondaria superiore e artistica lire 150.000.000;
180 "Interventi per l'assistenza scolastica ai minorati psichici e fisici e sensoriali" lire 70.000.000;
181 "Contributi a favore dei corsi per lavoratori e dei corsi di ricupero scolastico per adulti (art. 2 lett. d)" lire 45.000.000;
182 "Interventi in favore degli alunni degli istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica (mensa, posti in convitto, altri interventi)" lire 180.000.000;
184 "Interventi per la dotazione di libri di testo e di altro materiale didattico per gli alunni frequentanti":
art. 1 - le scuole medie lire 380.000.000;
art. 2 - gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica lire 220.000.000;
185 "Interventi per la refezione degli alunni":
art. 1 - delle scuole materne lire 400.000.000;
art. 2 - delle scuole dell'obbligo lire 950.000.000;
186 "Contributi per l'espletamento dei compiti assistenziali":
art. 1 - dei Patronati scolastici lire 80.000.000;
art. 2 - dei Consorzi provinciali dei Patronati scolastici lire 20.000.000;
187 "Contributi per l'espletamento dei compiti assistenziali delle Casse scolastiche":
art. 1 - delle scuole medie L. 50.000.000;
art. 2 - delle scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica lire 50.000.000;
188 "Borse di studio da confermarsi agli alunni delle scuole secondarie ed artistiche" lire 190.000.000;
VI) dotazione di stanziamento al capitolo 381 "Fondo per la delega di funzioni amministrative regionali agli enti locali (art. 64 dello Statuto)" lire 50.000.000.

Norme transitorie
Art. 22
Fino a quando non entreranno in funzione gli Organi collegiali di cui alla legge 30 luglio 1973, n. 477 e comunque limitatamente all'anno scolastico 1974-75 agli adempimenti di cui all'art. 2 si provvede per il tramite delle Casse scolastiche.
Nelle scuole sprovviste di Casse scolastiche si provvede per il tramite del collegio dei docenti integrato da una rappresentanza della assemblea dei genitori.
Per gli adempimenti di cui all'art. 4 si provvede per il tramite delle Casse scolastiche e dei Consigli di amministrazione degli istituti dotati di autonomia amministrativa.
Nelle scuole sprovviste di Casse scolastiche si provvede per il tramite del Collegio dei docenti integrato da una rappresentanza dei genitori e degli studenti.

Art. 23
Gli insegnanti assegnati, ai sensi dell'art. 3 della legge 31 dicembre 1967, n. 1213, ai Patronati scolastici ed ai loro Consorzi provinciali, e che, alla data di entrata in vigore della presente legge, prestano servizio presso tali enti, possono ottenere il trasferimento alla Regione, ai sensi del secondo comma dell'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, a seguito di presentazione di apposita domanda da inoltrarsi entro 60 giorni dal termine di cui sopra.
La posizione giuridica di detto personale sarà disciplinata con successiva legge regionale.
All'onere derivante dall'applicazione del presente articolo ammontante, per l'anno 1974, a presuntive lire 10.000.000 si provvede mediante imputazione di pari somma al capitolo 20 "Stipendi, retribuzioni, assegni fissi, contributi previdenziali, assistenziali, ecc. al personale in servizio" del bilancio dell'anno in corso.

Art. 24
La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.