REGIONE LOMBARDIA L.R. n. 13, 07-03-1981

MODALITÀ DI TRASFERIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 25 DEL DPR 24 LUGLIO 1977, N. 616, DEI BENI E DEL PERSONALE RELATIVI A TALUNE IPAB OPERANTI NELL'AMBITO REGIONALE

BUR n. 10 del 11 marzo 1981

Supplemento Ordinario n. 1


Il Consiglio Regionale ha approvato.

Il Commissario del Governo ha apposto

il visto.

Il Presidente della Giunta Regionale

promulga la seguente legge


ARTICOLO 1

(Individuazione delle IPAB soggette al trasferimento)

La regione, in attuazione del disposto di cui al 7º comma dell'art. 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, al fine di favorire un graduale e corretto trasferimento ai comuni dei beni, delle funzioni e del personale delle IPAB operanti nell'ambito regionale, disciplina con la presente legge le modalità di trasferimento applicabili alle IPAB comprese nelle seguenti categorie:

1) IPAB il cui organo collegiale deliberante sia composto, in maggioranza da membri designati da comuni, provincie, regioni od altri enti pubblici, salvo che il Presidente non sia, per disposizione statutaria, un' autorità religiosa od un suo rappresentante;

2) IPAB già concentrate o amministrate dai disciolti ECA;

3) IPAB che alla data del 30 giugno 1979 non esercitavano le attività previste nello statuto, né altra attività assistenziale ai sensi della legge 17 luglio 1890, n. 6972, e successive integrazioni e modificazioni.

La regolamentazione delle IPAB non rientranti nelle categorie predette, compreso il trasferimento, verrà effettuata sulla base dei principi e criteri generali della legge di riforma dell'assistenza pubblica e comunque con successiva legge regionale.

La giunta regionale, sentito il comune ove ha sede legale la IPAB, su conforme parere della commissione consiliare competente, individua entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge le IPAB di cui al primo comma del presente articolo, enuto conto dei limiti di applicazione di cui ai successivi artt. 2 e 3.


ARTICOLO 2

(Limiti di applicazione)

Le modalità di trasferimento disciplinate dalla presente legge non si applicano alle IPAB per le quali sia intervenuto l'espresso provvedimento di esclusione di cui all'art. 25, 6º comma, DPR 24 luglio 1977, n. 616, nonché alle IPAB le quali:

1) documentino di aver proposto domanda di esclusione ai sensi dell'annotazione finale tabella B) allegata al DPR 24 luglio 1977, n. 616 nonché ai sensi dell'art. 25, 6º comma, DPR 24 luglio 1977, n. 616, nonché alle IPAB le quali:

2) abbiano presentato domanda di esclusione ai sensi del decreto legge 29 marzo 1979, n. 113 ovvero del decreto legge 19 giugno 1979, n. 209.

Le domande di cui al comma precedente comportano la sospensione delle procedure di trasferimento sino all'entrata in vigore della legge di riforma dell'assistenza pubblica e comunque sino alla successiva legge regionale di cui al penultimo comma dell'art. 1.

Le predette modalità di trasferimento non si applicano:

a) alle IPAB che svolgono attività prevalentemente di istruzione, ivi compresa quella prescolare, e di istruzione professionale, salvo che tale attività consista nella gestione di convitti, istituti di ricovero od orfanotrofi, anche se all'interno si svolgano attività scolastiche;

b) alle IPAB la cui attività consiste nella gestione di seminari, case di riposo per religiosi, cappelle ed istituzioni di culto.


ARTICOLO 3

(Ulteriori limiti di applicazione)

Le procedure di trasferimento non si applicano altresì alle IPAB di cui ai punti 1) e 2) del primo comma del precedente art. 1 che presentino alla giunta regionale, entro e non oltre 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, domanda di sospensione dalle procedure stesse motivata con l' esercizio di attività avente congiuntamente i seguenti requisiti:

a) ricovero geriatrico e riabilitativo con prestazioni di natura sanitaria e parasanitaria assicurate, attraverso un organico adeguato e regolarmente approvato, da personale alle dirette dipendenze dell'IPAB stessa con esclusione di ogni rapporto convenzionale;

b) di gestione di patrimoni essenziali per l' esercizio delle attività di cui alla precedente lettera a).

Entro i successivi 60 giorni la giunta regionale, su conformi pareri della commissione consiliare competente, del comune ove l' IPAB ha sede legale, nonché del comune ove l'IPAB gestisce il servizio nel caso di comune diverso, individua le IPAB aventi i previsti requisiti per le quali non si applicano le procedure di trasferimento.

Tali IPAB saranno trasferite, in armonia ai principi ed ai criteri delle leggi di cui al penultimo comma del precedente art. 1 e sulla base delle indicazioni dei piani regionali sanitario e socio - assistenziale, alle USSL nel caso in cui sia individuata con deliberazione della giunta regionale una prevalente attività di ricovero, diagnosi e cura, ovvero ai comuni in ogni altro caso.

Per le IPAB non ammesse alla sospensione si applicano le disposizioni di cui agli articoli seguenti, nei termini ivi indicati, a decorrere dalla data di formale comunicazione del provvedimento di non ammissibilità da parte della giunta regionale.


ARTICOLO 4

(Commissioni di liquidazione)

I consigli di amministrazione delle IPAB soggette al trasferimento in base alle disposizioni degli articoli precedenti, ovvero gli organi aventi funzioni equivalenti, con formale atto deliberativo da adottarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, si costituiscono in commissioni di liquidazione per l' espletamento delle procedure di cui ai successivi articoli.

Il provvedimento di cui al precedente comma va contestualmente inoltrato alla giunta regionale e al comune in cui l' IPAB pur essendo soggetta alle procedure di trasferimento, ometta di adottare il provvedimento di cui al 1º comma e di effettuare le relative comunicazioni nei termini indicati, il presidente della giunta, o l' assessore competente se delegato, d' ufficio o su segnalazione dei comuni interessati, procede con proprio decreto a notificare formale diffida. L' istituzione può fare opposizione alla diffida entro il termine di 30 giorni dalla notificazione della stessa. La giunta regionale in mancanza di opposizione ovvero qualora ritenga infondata l' opposizione proposta decreta la decadenza del consiglio di amministrazione e la nomina di un commissario.

In ogni caso, qualora risulti che l' organo di amministrazione di una IPAB soggetta alle modalità di trasferimento previste dalla presente legge si trovi in condizioni di persistente, accertata impossibilità di funzionamento, la giunta regionale, d' ufficio o su segnalazione dei comuni interessati, nomina un commissario straordinario.


ARTICOLO 5

(Funzioni delle commissioni di liquidazione)

Le commissioni di liquidazione di cui al precedente art. 4 provvedono alle attività di ricognizione e di accertamento preliminari al trasferimento, con le modalità di cui ai successivi articoli ed assicurano, per il tempo strettamente necessario, la continuità delle prestazioni e dei servizi secondo le direttive loro impartite dal comune nel cui territorio l'ente ha la sede legale, d'intesa con gli altri comuni nel cui territorio esistano presidi assistenziali dell'ente medesimo.

Le commissioni predette provvedono altresì :

- alla compilazione dei rendiconti relativi agli esercizi finanziari successivi all'ultimo consuntivo adottato e approvato;

- alla compilazione del rendiconto relativo al periodo di gestione commissariale straordinaria.


ARTICOLO 6

(Modalità di svolgimento delle ricognizioni e degli accertamenti)

Entro 60 giorni dal provvedimento con il quale sono comunque attribuite le funzioni di liquidazione, i collegi e gli organi di cui all'art. 4 provvedono, in attuazione al disposto del precedente art. 5 ad effettuare:

a) la rilevazione della consistenza patrimoniale desunta dagli inventari esistenti presso l' Ente, da iscrizioni catastali o ipotecarie e da trascrizioni sui registri immobiliari; l'elencazione e la ricognizionee dei beni; la loro descrizione e catalogazione, nonché la identificazione dei beni patrimoniali appartenenti alle eventuali IPAB raggruppate, anche essi descritti, catalogati e distinti secondo la pertinenza a ciascuna IPAB; la predisposizione degli inventari di consistenza degli archivi ai sensi del DPR 30 settembre 1963, n. 1409;

b) la ricognizione dei rapporti giuridici pendenti, distinti secondo la rispettiva pertinenza alle eventuali IPAB raggruppate;

c) la ricognizione del personale, mediante elenco nominativo da cui risulti natura e decorrenza del rapporto, orario di lavoro, qualifiche, trattamento economico e previdenziale in atto, anche esso distinto in ragione della pertinenza a servizi resi da IPAB eventualmente raggruppate, secondo criteri di prevalenza e salvaguardando la funzionalità dei servizi decentrati.

Alle attività di ricognizione e di accertamento interviene un rappresentante designato dal Consiglio comunale del comune in cui l' Ente ha sede legale, il quale può formulare eventuali osservazioni in ordine al compimento delle attività e alle risultanze relative.

Entro lo stesso termine di cui al precedente 1º comma gli organi di liquidazione provvedono a trasmettere le deliberazioni conclusive delle attività di cui sopra alla giunta regionale, per i provvedimenti di cui ai successivi articoli e contestualmente al comune nel cui territorio ha sede l'istituzione nonché agli altri comuni nel cui territorio hanno sede presidi assistenziali dell'ente

Decorso il termine di cui al 1º comma senza che l' organo di liquidazione, abbia adottato la deliberazione conclusiva delle attività ivi previste, la giunta regionale, sentiti i comuni interessati, previa diffida, procede d' ufficio al compimento delle stesse.


ARTICOLO 7

(Decreto di trasferimento)

A seguito delle deliberazioni pervenute ai sensi del 3º comma dell'articolo precedente, o degli elementi acquisiti d' ufficio ai sensi dell'ultimo comma del precedente art. 6, la giunta regionale sentita la commissione consiliare competente, con distinto provvedimento per ciascun ente, attribuisce ai comuni, ai sensi dell'art. 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, le funzioni, i beni ed il personale delle IPAB interessate, secondo le modalità di cui ai successivi artt. 8 e 9, fatto salvo quanto disposto dalla legge 2o dicembre 1978, n. 833 e dal DPR 20 dicembre 1979, n. 761 e dalle relative leggi regionali di attuazione.

Con lo stesso provvedimento la giunta regionale dispone altresì che l'organo di liquidazione provveda entro 30 giorni a chiudere la contabilità dell'IPAB ed a compiere le operazioni di consegna all'ente locale, individuato nel medesimo provvedimento, dei beni e dei servizi e di messa a disposizione del personale.

L'ente locale provvede con proprio atto deliberativo al recepimento dei verbali di ricognizione redatti a mente del precedente art. 6 e dei verbali di consegna di cui al comma precedente.

Il trasferimento dei beni, dei rapporti giuridici e del personale ha effetto a far tempo dalla data di esecutività della deliberazione della giunta regionale di cui al 1º comma.


ARTICOLO 8

(Modalità di trasferimento dei beni)

Salvo quanto disposto dai commi successivi i beni immobili e mobili degli enti di cui all'art. 1 utilizzati per l'erogazione dei servizi o per lo svolgimento delle loro funzioni, nonché i residui beni mobili compresi il numerario ed i titoli di credito, sono assegnati in proprietà al comune nel cui territorio l' ente ha la sede legale con vincolo di destinazione a favore delle unità socio - sanitarie locali.

Qualora le strutture destinate ai servizi socioassistenziali siano ubicate nel territorio dei comuni non facenti parte della medesima zona socio – sanitaria, la giunta regionale provvede all' attribuzione di detti beni, sentite le amministrazioni locali interessate, in ragione della localizzazione dei servizi assistenziali cui tali strutture si riferiscono, risultante dagli strumenti di programmazione regionale e comprensoriale.

Si applica in ogni caso il vincolo di destinazione a favore delle rispettive unità socio - sanitarie locali.

Gli altri beni immobili non utilizzati direttamente per l'erogazione dei servizi sono di norma assegnati al comune ove l' IPAB ha la sede legale.

Nei casi in cui gli immobili siano situati in comuni diversi da quello in cui l' IPAB ha sede legale, la giunta regionale, d' intesa con la competente commissione consiliare, può assegnare gli immobili anche in deroga al criterio di cui al precedente comma. Nel frattempo la gestione dei beni mobili ed immobili è assicurata provvisoriamente dal comune in cui l'IPAB ha la sede legale.

Dal momento del trasferimento i comuni subentrano nelle situazioni patrimoniali attive e passive e nei rapporti pendenti a qualsiasi titolo inerenti ai beni e alle loro pertinenze.

I proventi netti derivanti dall'amministrazione dei beni gestiti dai comuni in forza delle disposizioni della presente legge, devono essere portati ad incremento dei fondi di bilancio dei comuni stessi relativi allo svolgimento delle attività socio - assistenziali. La gestione finanziaria delle attività di assistenza e di tutti i beni trasferiti ai comuni concernenti le IPAB, viene contabilizzata separatamente sino alla avvenuta assunzione da parte delle associazioni di comuni o delle comunità montane, quali enti responsabili delle unità socio sanitarie locali, delle funzioni socioassistenziali e comunque sino all'entrata in vigore della legge statale di riforma della finanza locale.

Fino alla assunzione delle funzioni socio – assistenziali da parte degli enti responsabili dei servizi di zona eventuali alienazioni o trasformazioni patrimoniali dei beni immobili di cui ai commi 1º e 3º del presente articolo possono essere effettuate solo in casi di particolare necessità e urgenza e previa autorizzazione della giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.

I beni patrimoniali mobili ed immobili attribuiti ai comuni nonché i corrispettivi delle alienazioni o trasformazioni conservano specifica destinazione a servizi sociali ai sensi dell'art. 25, ultimo comma del DPR 24 luglio 1977, n. 616, e sono soggette al vincolo di destinazione a favore delle unità socio – sanitarie locali.


ARTICOLO 9

(Personale)

Il personale di ruolo e quello non di ruolo assunto con formale atto deliberativo a tempo indeterminato è assegnato fino a diverso provvedimento legislativo regionale, con i provvedimenti di cui all'art. 7 della presente legge, ai comuni ai quali è attribuita la titolarità dei presidi, uffici e servizi presso i quali esso presta servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

Il personale assegnato ai comuni ai sensi del comma precedente viene collocato in appositi ruoli transitori fino alla definitiva sistemazione da parte degli enti responsabili dei servizi di zona da effettuarsi in relazione alla definitiva organizzazione territoriale dei servizi medesimi. Al personale continua ad applicarsi il particolare contratto di lavoro di categoria che regola lo stato giuridico ed il trattamento economico in atto alla data di entrata in vigore della presente legge.

I provvedimenti di inquadramento o di promozione a qualifiche superiori, comunque adottati dopo la data di entrata in vigore della presente legge non hanno effetto qualora non siano previsti da norme regolamentari vigenti, ovvero quando essi comportino valutazioni di carattere discrezionale.

Dalla data di assegnazione, il personale sarà iscritto, ai fini del trattamento di quiescenza, previdenza ed assistenza previsti nell'ordinamento di provenienza al CPDEL e all'INADEL fatte salve diverse disposizioni legislative.

I comuni subentrano altresì nei rapporti di lavoro a tempo determinato e negli altri rapporti di prestazioni d'opera, in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.


ARTICOLO 10

(Disposizioni di salvaguardia)

Gli organi amministrativi o commissariali delle IPAB di cui ai precedenti artt. 1, 2 e 3 per le quali non sia intervenuto espresso provvedimento di esclusione a mente del 7º comma del' art. 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, non possono, senza previa autorizzazione della giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, istituire nuovi posti in organico nè provvedere all'assunzione di personale a tempo indeterminato, nonché di personale a tempo determinato che comporti un aumento complessivo del numero di dipendenti rispetto a quello massimo raggiunto al 30 giugno 1980.

I provvedimenti di inquadramento o di promozione a qualifiche superiori adottati dopo la data di entrata in vigore della presente legge non hanno effetto qualora non siano previste da norme regolamentari vigenti, ovvero quando essi comportino valutazioni di carattere discrezionale.

L'autorizzazione di cui al 1º comma del presente articolo può essere concessa unicamente al fine di garantire servizi indispensabili alla comunità locale, qualora risulti impossibile provvedere ai sensi dell'art. 31, 2º comma, della legge 17 luglio 1890, n. 6972, previo parere favorevole del consiglio comunale.

L'autorizzazione non è richiesta per la sostituzione temporanea prevista dell'art. 11 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 nè per la sostituzione di personale chiamato alle armi per adempiere agli obblighi di leva.

Gli organi di cui al 1º comma non possono altresì procedere ad alienazioni o trasformazioni di destinazione di beni immobili o di titoli, alla costituzione di diritti reali sugli stessi, alla stipulazione di contratti di locazione e di affitto di durata superiore a quella minima prevista dalla legislazione vigente, senza autorizzazione della giunta regionale, salvi i provvedimenti previsti da atti deliberativi adottati e pubblicati prima della data di entrata in vigore della presente legge. Gli atti deliberativi attinenti agli oggetti di cui al presente comma sono trasmessi al comune nel quale ha sede legale l'IPAB, alla giunta regionale e, a cura della giunta regionale, alla competente commissione consiliare, affinché nel termine di 60 giorni esprimono la eventuale opposizione all'atto.

L'opposizione della giunta è vincolante per l'IPAB.

Gli atti compiuti in violazioni di divieto di cui al precedente comma sono nulli di pieno diritto.

Fermo il disposto del 3º comma del presente articolo, le autorizzazioni al compimento degli atti di cui ai commi precedenti, possono essere concesse unicamente quando trattasi di atti strettamente necessari al perseguimento dei fini assistenziali dell'istituzione, previo parere favorevole dei consigli comunali dei comuni interessati.


ARTICOLO 11

(Norma finale)

A decorrere dalla data di assunzione delle funzioni socio - assistenziali da parte degli enti responsabili dei servizi di zona, l'ente responsabile dei servizi di zona nel cui territorio l'IPAB ha la sede legale, subentra al comune interessato nell'espletamento delle procedure eventualmente non ultimate, nonchè nella titolarità delle funzioni e del personale e nell'utilizzo diretto dei beni delle IPAB in conformità alle indicazioni della legge regionale sull'ordinamento dei servizi di zona e dei piani sanitario e socio - assistenziale.

A decorrere dalla data di cui al comma precedente il reimpiego di eventuali alienazioni e trasformazioni patrimoniali deve essere deliberato dal comune titolare del patrimonio, d' intesa con l'ente responsabile dei servizi di zona.


ARTICOLO 12

(Procedura d' urgenza)

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e 43 dello statuto regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul bollettino ufficiale della regione.

La presente legge regionale è pubblicata nel bollettino ufficiale della regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della regione lombarda.

Milano, 7 marzo 1981

(Approvata dal consiglio regionale nella seduta del 29 gennaio 1981 e vistata dal commissario del governo con nota del 28 febbraio 1981 prot. 20702/ 3025)


TP