REGIONE LOMBARDIA L.R. n. 21, 27-03-1990

NORME PER LA DEPUBBLICIZZAZIONE DI ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICIENZA( IPAB)

BUR n. 13 del 29 marzo 1990

Supplemento Ordinario n. 2, 29 marzo 1990


Testo modificato da:

L.R. Lombardia n. 1 del 1998, art. 4


IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato

IL VISTO DEL COMMISSARIO DEL GOVERNO

SI INTENDE APPOSTO PER DECORSO

DEL TERMINE DI LEGGE

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

promulga

la seguente Legge Regionale

[...]

ARTICOLO 4

(Criteri di depubblicizzazione)

1. Nell'assumere i provvedimenti di cui all'art. 1 della presente Legge, la Giunta Regionale considera indici sufficienti per negare la natura pubblica di una istituzione i seguenti:

a) che si tratti di istituzione avente struttura associativa; questa struttura sussiste quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

a1) che la costituzione dell'ente sia avvenuta per iniziativa volontaria di soci o di promotori privati;

a2) che l'amministrazione e il governo dell'istituzione siano, per disposizione statutaria, determinati dai soci; questa condizione si verifica quando i soci eleggano almeno la metà dei componenti l'organo collegiale deliberante, ovvero quando ai soci stessi siano comunque riservate le competenze deliberative in ordine all'adozione dei fondamentali atti per la vita dell'istituzione;

a3) che il patrimonio risulti prevalentemente formato da beni derivanti da apporti dei soci o da atti di liberalità ;

b) che si tratti di istituzione promossa ed amministrata da privati e operanti con mezzi di provenienza privata; questa circostanza sussiste quando ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

b1) che l' atto costitutivo o l' atto di fondazione siano stati posti in essere da privati;

b2) che almeno la metà dei componenti l'organo collegiale deliberante sia, per disposizione statutaria, designata da privati;

b3) che il patrimonio risulti prevalentemente costituito da beni provenienti da atti di liberalità privata, o dalla trasformazione dei beni stessi; che il funzionamento sia avvenuto, nel quinquennio immediatamente precedente la data di entrata in vigore della presente Legge, in prevalenza con contributi, reddito, rendite e altri mezzi patrimoniali o finanziari propri o di provenienza privata o comunque derivante dall'esercizio delle proprie attività istituzionali; che comunque l' istituzione non abbia beneficiato di contributi pubblici di gestione, fatta esclusione per i contributi in conto retta ed i contributi erogati sul Fondo Sanitario Nazionale per le prestazioni a carattere e a rilievo sanitario in attuazione del DPCM 8 agosto 1985, in misura superiore ad un terzo delle entrate dell'ente nel quinquennio, sia anche, sempre in detto periodo di riferimento, di finanziamenti in conto capitale in misura superiore ad una quota del 10% della consistenza patrimoniale, fatta esclusione in tal caso per i finanziamenti pubblici finalizzati alla conservazione dei beni artistici e culturali, nonché all'acquisto, costruzione, ristrutturazione e riconversione di strutture adibite a servizi socio - assistenziali, purché queste ultime garantite dall'accensione di specifici vincoli di destinazione per i tempi minimi previsti dalla relativa vigente normativa;

c) che si tratti di istituzioni di ispirazione religiosa; tale circostanza sussiste quando ricorrano congiuntamente i seguenti elementi:

c1) che l'attività statutariamente prevista persegua indirizzi e finalità proprie di confessioni religiose;

c2) che risulti collegata ad una confessione religiosa mediante la designazione prevalente negli organi collegiali deliberanti, in forza di disposizioni statutarie, di ministri del culto o di appartenenti a istituti religiosi o di rappresentanti di autorità religiose;

d) che si tratti di istituzioni la cui attività consista nella gestione di seminari o di case di riposo per religiosi o di cappelle ed istituzioni di culto, o che, comunque, per statuto, assistano esclusivamente o prevalentemente religiosi;

e) che si tratti di istituzioni per le quali sia stato riconosciuto, ai sensi dell'art. 25 del DPR 24 luglio 1977 nº616, lo svolgimento in modo precipuo di attività inerenti alla sfera educativo - religiosa;

f) che si tratti di istituzioni che non offrano attualmente i requisiti previsti dall'art. 1 della Legge 17 luglio 1890, n. 6972, recante << Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza >>, e successive integrazioni, in quanto rientrati fra gli enti contemplati nel primo comma dell'art. 2 della stessa Legge.


TP