TAR LOMBARDIA – SEZIONE I

SENTENZA N. 2028/06

DEPOSITATA IL 17.10.2006


Reg. Dec.

3200/05 Reg. Ric.


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione prima

ha pronunciato la seguente


S E N T E N Z A


sul ricorso n. 3200 del 2005 proposto da Italia Hospital s.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dagli Avvocati Riccardo Villata e Andreina Degli Esposti, con domicilio eletto in Milano, via Fontana 25.


contro


Regione Lombardia, in persona del Presidente, rappresentato e difeso dagli Avvocati Pio Dario Vivone e Maria Emilia Moretti, con domicilio eletto in Milano, via Filzi 22


e nei confronti


ASSOCIAZIONE LA NOSTRA FAMIGLIA, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli Avvocati Antonio Romano, Michele Romano, Pietro Romano, con domicilio eletto in Rho Piazza dei Martiri 3;


REHAB SPA , in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli Avvocati Rocco Mangia e Andrea Sorgato, con domiclio eletto in Milano Corso Magenta 45;


FOND. S. MAUGERI CLINICA DEL LAVORO E DELLA RIABILITAZIONE, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli Avvocati Loriana Zanuttigh e Cristiano Romano, con domiclio eletto in Milano via Fontana 25 ;


CASA DI CURA LE TERRAZZE,

CASA DI CURA QUARENGHI

CASA DI CURA S.CAMILLO

CASA DI CURA VILLA ESPERIA SPA

CASA DI CURA VILLA GEMMA

CENTRO CARDIOLOGICO MONZINO

CLINICHE GAVAZZENI SPA

CONGREGAZIONE DELLE SUORE ANCELLE DELLA CARITÀ

CONGREGAZIONE SUORE INFERMIERE DELL'ADDOLORATA

FERB ONLUS

FONDAZIONE F.LLI PAOLO E TITO MOLINA ONLUS

IST. GERIATRICO E CENTRO DIAGN. TER. FOND. BORGHI & C SAS

ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO

ISTITUTO SUORE CAPPUCCINE DI MADRE RUBATTO

POLO RIABILITATIVO SRL

PROV. ITAL. CONGR. SUORE OSPEDALIERE DEL S. CUORE DI GESÙ

RESIDENZA ANNI AZZURRI SPA

SAN DONATO SRL


Controinteressati


per l’annullamento


previa sospensione

della delibera della Giunta regionale n° 8/501 del 4-8-2005, pubblicata il 25 agosto 2005 di riordino della rete delle attività di riabilitazione.


visto il ricorso;

visto l’atto di costituzione della amministrazione resistente;

Visti l’ atto di integrazione del contraddittorio;

visti gli atti di costituzione dei controinteressati;

visti gli atti tutti del giudizio;

Udito alla camera di consiglio del 17 maggio 2006 il relatore referendario Cecilia Altavista;

Uditi altresì i procuratori delle parti, come da verbale in atti;

Ritenuto in fatto e diritto quanto segue:


FATTO


La Regione Lombardia, con la delibera n° 19883 del 2004 ha approvato la riforma della rete dell’attività di riabilitazione. Tale delibera ha previsto la messa a contratto di 900 nuovi posti letto di cui 450 per il primo anno, a cui potevano partecipare le strutture provviste di nulla osta ai sensi dell’art 15 comma 15 della legge regionale n° 31 del 1997 ( conformità alla programmazione sanitaria regionale).


L’allegato 4 della delibera ha previsto le modalità per partecipare alla messa a contratto dei nuovi posti letto; in particolare prevedendo la presentazione delle istanze nei novanta giorni dalla pubblicazione della delibera, con allegata l’autocertificazione del possesso dei requisiti minimi organizzativi autorizzativi e di accreditamento.


Le varie strutture sanitarie, compresa la ricorrente, hanno presentato domande entro il 31 marzo 2005, indicando il numero di letti richiesti.


Successivamente , con delibera del 4-8-2005 n° 8/501, la Giunta regionale in attuazione della delibera 19883 autorizzava la accreditamento di nuovi posti letto nei numeri indicati nell’allegato.


La Italia Hospital ha avuto 79 nuovi posti letto quanti ne aveva richiesti nella istanza presentata il 24 marzo 2005.


Con la delibera del 2005 era altresì dato mandato alle Asl competenti di provvedere agli adempimenti finalizzati alla messa a contratto dei primi 450 posti letto dal 1 ottobre 2005 e, successivamente, degli altri 450 dal 1 gennaio 2006.


Avverso tale ultimo provvedimento è stato proposto il presente ricorso per i seguenti motivi:


violazione e falsa applicazione della delibera 7/19883; eccesso di potere per contraddizione tra provvedimenti; illogicità manifesta; violazione del giusto procedimento; carenza di motivazione; inosservanza dell’affidamento del privato;


Si è costituita la Regione Lombardia contestando la fondatezza del ricorso.


Alla Camera di consiglio dell’11-1-2006 la società ricorrente rinunciava all’istanza cautelare di sospensione del provvedimento impugnato e procedeva all’integrazione del contraddittorio a tutti i controinteressati.


Si sono costituite l’ASSOCIAZIONE LA NOSTRA FAMIGLIA, la REHAB SPA , e la FOND. S. MAUGERI CLINICA DEL LAVORO E DELLA RIABILITAZIONE, sostenendo la infondatezza del ricorso.


Alla udienza pubblica del 17 maggio 2006 il ricorso è stato trattenuto in decisione.


DIRITTO


Il ricorso è infondato.


Sostiene la società ricorrente la illegittimità della delibera n° 501 del 2005 per violazione e falsa applicazione della delibera n°19883 e eccesso di potere, in quanto avrebbe assegnato tutti i 900 posti letto invece dei 450 previsti dalla prima delibera, della quale avrebbe dovuto essere mera attuazione.


Tale profilo di censura non è suscettibile di accoglimento.


Nella delibera n° 19883, in primo luogo, viene fatto sempre riferimento alla messa a contratto di 900 nuovi posti letto; inoltre in tale delibera sono state indicate espressamente le modalità di presentazione della domanda ( scadenza entro novanta giorni dalla pubblicazione delle delibera, documenti da presentare), i requisiti da possedere al momento della presentazione della domanda ( da documentare tramite apposita autocertificazione). Dalla specificità di tali previsioni deriva chiaramente che la delibera n° 19883 non si potesse ritenere un mero atto programmatorio ma un vero e proprio bando per l’attribuzione dei posti letto complessivi. Pertanto risulta evidente che la domanda avrebbe dovuto essere compilata in relazione alla messa a contratto dei nuovi novecento posti letto.


A conferma di tale interpretazione, nella stessa delibera la distinzione dei primi 450 posti letto è sempre posta in relazione esclusivamente ad una ripartizione temporale della stipulazione dei contratti, in relazione evidentemente alle previsioni finanziarie del bilancio regionale.


In particolare è previsto che “con provvedimento successivo all’approvazione del presente atto la Giunta regionale dovrà definire ad aggiornare le tariffe; aggiornare periodicamente le durate massime delle prestazioni; definire la tempistica della messa a contratto, secondo le necessità e le risorse disponibili ”.


E’ evidente quindi che quello così definito sia l’unico ambito in cui potesse operare la delibera di attuazione successiva, n° 501 del 4-8-2005, qui impugnata.


Ancora il punto 20 della delibera n° 19883 prevede espressamente che “possano partecipare alla messa a contratto dei nuovi 900 posti letto”, di cui 450 per il nuovo anno, le strutture provviste del nulla osta di conformità ai sensi dell’art 15 comma 15 della legge regionale n°31 del 1997…, che la effettiva messa a contratto delle strutture avverrà entro i primi due anni di attuazione del presente atto di riordino.


Dalla lettura della deliberazione risulta che tutte le prescrizioni che riguardano i requisiti delle strutture , le modalità di partecipazione e le modalità di presentazione della domanda sono direttamente riferite ai 900 posti letto e devono ritenersi immediatamente operative; invece solo le previsioni relative alla effettiva messa a contratto dei posti letto sono configurate come nella disponibilità della Regione per i successivi tempi di attuazione e per la stipula dei contratti.


Né tale provvedimento può ritenersi per questo illegittimo; anzi trattandosi di una delibera di riordino della rete dell’attività di riabilitazione, la Regione aveva necessità di acquisire tutti i dati, ovvero le richieste di posti letto da parte delle varie strutture sanitarie, anche al fine di programmare le effettive spese in base alle risorse disponibili.


La successiva delibera del 5 agosto 2005, di attuazione della delibera n° 19883, si inquadra perfettamente in questo ambito.


Infatti, riconosce i posti letto spettanti ad ogni struttura, che ne abbia fatto richiesta, e attribuisce alle Asl, rispettivamente competenti, il potere di stipulare i contratti relativi ai posti letto ammessi, i primi 450 ovvero il 50% di quelli complessivamente attribuiti a ciascuna struttura a far data dal 1 ottobre 2005 e i successivi dal 1 gennaio 2006.


Né si può ritenere tale scansione temporale illogica e irrazionale, dovendo la Regione confrontarsi con le risorse annualmente disponibili.


Il riferimento ai 450 posti per il primo anno, dunque, deve intendersi alla ripartizione dei posti secondo le risorse disponibili non potendosi invece considerare l’ avvio di due procedure separate per l’assegnazione degli stessi .


Quanto agli altri profili di censura, devono essere dichiarati inammissibili per carenza di interesse, in quanto relativi alla riclassificazione delle strutture sanitarie. Infatti alla società ricorrente sono stati attribuiti tutti posti letto che aveva richiesto, quindi non ha interesse a far valere altre censure che quelle relative all’ aver errato nel calcolo della domanda di posti letto.


Il ricorso è pertanto infondato e deve essere respinto.


In relazione alla complessità della vicenda, sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese processuali.


P. Q. M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sez. I, respinge il ricorso in epigrafe;

Spese compensate.

Così deciso in Milano nella Camera di Consiglio del 17 maggio 2006, con l'intervento dei Magistrati:

Piermaria Piacentini - Presidente

Elena Quadri Primo Referendario

Cecilia Altavista - Referendario Est.


IL PRESIDENTE

L’ESTENSORE


TP