TAR LOMBARDIA - SEZIONE STACCATA DI BRESCIA

SENTENZA N.1425 / 2001


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata di Brescia - ha pronunciato la seguente


SENTENZA


sul ricorso n. 900/2000 proposto da

RADIO MONTORFANO S.R.L. (PER RADIO GARDA)

rappresentata e difesa dagli avv.ti Giambattista Scalvi, Filippo Almici e Piermario Sasso ed elettivamente domiciliata presso il primo in Brescia, via Diaz n.13;


contro


MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato con domicilio eletto in Brescia, via S. Caterina n.6, presso la sua sede;


e nei confronti di


E.C.Z. – ASSOCIAZIONE EMITTENTE CATTOLICA ZONALE,

rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanni Raffaglio e Giorgio Orrico ed selettivamente domiciliata presso il primo in Brescia, via Crispi n. 26;


RADIO EUROPA INTERNATIONAL DI BEGNI MARIO & C. S.A.S.

non costituitasi in giudizio;


per l'annullamento


dell’ordinanza del Ministero delle Comunicazioni – Ispettorato Territoriale Lombardia - n. 7158 del 4.7.2000 di cessazione dall’utilizzazione dell’impianto di radiodiffusione con trasmettitore dalla postazione del Monte Vedetta, unitamente a tutti gli atti preordinati, consequenziali e connessi;


Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata e della E.C.Z. ;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese e domande;

Visti gli atti tutti della causa;

Udito il ref. Elena Quadri, designato relatore per l’udienza del 30.10.2001;

Uditi i difensori delle parti;

Ritenuto in fatto ed in diritto quanto segue:


FATTO


Con ricorso notificato il 3.8.2000 e depositato il 8.8.2000, la ricorrente impugna il provvedimento indicato in epigrafe, deducendo:


Eccesso di potere per falsa applicazione di legge e per contraddittorietà manifesta: il provvedimento impugnato non avrebbe considerato la cessione alla ricorrente dell’intera emittente Radio Garda, che la legittimerebbe all’esercizio della concessione, travisando i fatti e non valutando il mutamento della situazione rispetto a quella precedente alla nota ministeriale del 22.4.99.

Eccesso di potere per falsa applicazione di legge: in particolare, la situazione delle emittenti dei soggetti interessati: il provvedimento farebbe erroneo riferimento all’art. 1, comma 7, della legge 30.4.1998, n.122 invece che all’art. 1, comma 13, della legge 23.10.96, n. 545, in quanto la fattispecie in esame non si identificherebbe nella cessione di un mero impianto, bensì di un’intera emittente radiofonica. .

Si è costituita l’amministrazione intimata, che ha in via preliminare dedotto l’inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione di atto presupposto immediatamente lesivo ed ha, comunque, chiesto la reiezione del gravame per infondatezza nel merito.


Si è costituita la E.C.Z., che ha chiesto la reiezione del gravame per infondatezza nel merito.


Alla pubblica udienza del 30.10.2001, il gravame è stato, quindi, trattenuto per la decisione.


DIRITTO


Con il ricorso all’esame la ricorrente impugna il provvedimento descritto in epigrafe, con il quale è stata ordinata la cessazione dall’utilizzazione dell’impianto di radiodiffusione operante sulla frequenza 87.750 Mhz dalla postazione del Monte Vedetta in Brescia.


Il ricorso deve ritenersi inammissibile, per le seguenti considerazioni.


La ricorrente deduce censure in buona parte riferibili alla nota del Ministero delle Comunicazioni del 22.4.1999, non tempestivamente impugnata e nemmeno oggetto del ricorso all’esame, che costituisce senza dubbio atto presupposto rispetto al provvedimento censurato ed altresì a contenuto immediatamente lesivo per la ricorrente medesima.


Per le suesposte considerazioni il ricorso va dichiarato inammissibile.

Le spese di giudizio, per il principio della soccombenza, sono da porre a carico della ricorrente ed a favore delle restanti parti costituite, compensandole con l’altra controinteressata e si liquidano come in dispositivo.


P.Q.M.


il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata di Brescia – dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe.


Condanna la ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio per metà a favore dell’amministrazione intimata e per l’altra metà dell’E.C.Z., liquidandole nella complessiva somma di lire 5.000.000, compresi gli onorari di giudizio. Compensa le spese tra la ricorrente e la Radio Europa International.


La presente sentenza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.


Così deciso, in Brescia, il 30.10.2001, dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:


Francesco Mariuzzo Presidente

Elena Quadri Giudice est.


Giulio Bacosi Giudice


NUMERO SENTENZA 1425 / 2001

DATA PUBBLICAZIONE 17 – 12 - 2001


TP