T.A.R. MILANO, SEZ. III

SENTENZA 20 MARZO 2000, N. 2135


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha pronunciato la seguente


SENTENZA


sul ricorso n.1742/1990 proposto da Philippe Jacques

rappresentato e difeso dall’Avv. G. Furfari ed elettivamente domiciliato presso lo studio dello stesso in Milano, Via S. Senatore n.2;


contro


la Scuola Europea di Varese, costituitasi in giudizio, rappresentata e difesa dagli Avv.ti C. Ribolzi e A. Lozito ed elettivamente domiciliata presso il primo in Milano, Piazza S. Ambrogio n.5;


per l’annullamento


del provvedimento in data 5 marzo 1990 con il quale la Scuola Europea ha risolto il rapporto di lavoro;


Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Ente resistente;

Vista la memoria prodotta dalla Scuola Europea a sostegno delle proprie difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Udito, alla pubblica udienza del 10 febbraio 2000, il relatore dott. Carlo Deodato;

Premesso che con il ricorso non risulta formulata alcuna censura né dedotto alcun vizio nei riguardi dell’atto impugnato;


Rilevato, comunque, che la revoca da parte dell’Autorità Ecclesiastica della nomina del ricorrente quale insegnante della religione cattolica ha imposto all’Ente resistente di adottare la risoluzione impugnata, qualificabile come atto dovuto e vincolato, in considerazione del sopravvenuto difetto di un presupposto necessario del peculiare rapporto di lavoro esistente tra le parti;


Considerato, pertanto, che il provvedimento di decadenza dall’incarico di insegnamento si appalesa del tutto legittimo e che, in mancanza di notizie in ordine all’esito del ricorso gerarchico ecclesiastico proposto dal ricorrente avverso la revoca dell’incarico all’insegnamento della religione cattolica, deve respingersi il ricorso, con conseguente condanna del ricorrente, per la soccombenza, alla rifusione in favore della controparte delle spese processuali, nella misura liquidata in dispositivo;


P.Q.M.


il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sez.III respinge il ricorso indicato in epigrafe e condanna il ricorrente al pagamento in favore dell’Ente resistente delle spese di giudizio che liquida in complessive L.2.000.000.


Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.


Così deciso in Milano, il 10 febbraio 2000, dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia in Camera di Consiglio, con l'intervento dei signori:


Francesco Mariuzzo - Presidente

Carlo Testori - Consigliere

Carlo Deodato - Referendario Est.



TP