TAR LOMBARDIA

SENTENZA N.554 / 2000


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione staccata di Brescia - ha pronunciato la seguente


SENTENZA

sul ricorso n.213/96 proposto dall’Istituto Sacra Famiglia, in persona del suo legale rappresentante Madre suor Paola Dentella


rappresentato e difeso dagli avv. Paolo Bonetti e Carlo Zorat ed elettivamente domiciliato presso lo studio di quest’ultimo in Brescia, via delle Battaglie n.50;


contro


Il Comune di Seriate,


in persona del sindaco pro-tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dagli avv.ti Francesco Daminelli e Enrico Codignola ed elettivamente domiciliato presso lo stesso di quest’ultimo in Brescia, via Romanino n.16;


PER L'ANNULLAMENTO


dei provvedimenti con i quali sono stati determinati gli oneri di urbanizzazione relativi: al rilascio di concessione edilizia n.333/93; al rilascio della variante n.3 del 12.04.95; al rilascio di concessione edilizia n.E/9570032 e n. 26/04/95.


nonché per la ripetizione delle somme indebitamente versate a titolo di contributi e oneri di urbanizzazione.


Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del comune di Seriate;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Data per letta, alla pubblica udienza del 12 maggio 2000, la relazione del dr. O.M. Caputo;

Uditi, gli avv.ti C. Zorat per l’Istituto ricorrente ed E. Codignola per l’Amministrazione resistente;

Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue:


FATTO


L’Istituto Sacra Famiglia, ente morale, senza fini di lucro, avente per fini istituzionale lo svolgimento di attività didattiche ed educative, ha impugnato le concessioni edilizie rilasciate in suo favore nella parte in cui determinano a suo carico gli oneri di urbanizzazione.


Le concessioni attengono ad edifici destinati a scuola privata legalmente riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, e dunque di interesse generale; mentre la natura di ente morale dell’Istituto che realizza le opere è, secondo il ricorrente, sostanzialmente coincidente con l’ente istituzionalmente competente di cui alla previsione dell’art. 9 , primo comma, lett. f) della legge 28 gennaio 1977, n.10 che stabilisce l’esenzione del pagamento del contributo di concessione.


Il Comune di Seriate si è costituito, rilevando che difetta nel caso di specie, ai fini dell’esenzione dal contributo urbanistico, il requisito soggettivo della natura pubblica dell’ente che realizza l’opera di interesse generale.


Alla pubblica udienza del 12.05.2000, la causa su richiesta delle parti è stata trattenuta in decisione.


DIRITTO

Il ricorso è infondato


Il tema del contendere riguarda l’applicabilità in favore dell’Istituto ricorrente della c.d. concessione gratuita , di cui all’art. 9 ,comma 1,


lett. f) della L. 28 gennaio 1977, n.10. La disposizione in parola prevede l’esenzione dal contributo di cui all’art. 3 “commisurato all’incidenza delle spese di urbanizzazione eseguite nonché al costo di costruzione” per gli impianti , le attrezzature , le opere pubbliche e di interesse generale realizzate dagli Enti istituzionalmente competenti.


Secondo l’amministrazione resistente nel caso che ne occupa difetta il requisito soggettivo in capo all’ente che realizza le opere di interesse generale, che deve essere un ente pubblico o altro soggetto che agisca per conto di questi, secondo il modello pubblicistico della concessione di opera pubblica o di altre figure organizzatorie ad esso assimilabili.


Tale indirizzo va condiviso.


Costituisce orientamento giurisprudenziale consolidato che il beneficio di cui si discute è subordinato alla duplice e concorrente presenza del requisito oggettivo e soggettivo, segnatamente: che l’opera sia di interesse generale, e che sia realizzata da un Ente pubblico ,ovvero da un soggetto privato che agisca nella qualità di concessionario di opera pubblica o di pubblica utilità ( in termini Cons.St., sez. V, 4 maggio 1998, n. 492, ID, sez. V, 10 maggio 1999, n. 536).


Nel caso oggetto di cognizione difetta il requisito soggettivo: l’Istituto Sacra Famiglia, non è certamente Ente pubblico, né concessionario di opera pubblica. Né è tale da sovvertire il dato positivo di riferimento la parificazione ai fini della validità del titolo di studi. ( Cfr. Cons. St., sez. V, 10 dicembre 1990, n. 857)


Il legale riconoscimento della scuola privata, operata da Ministero della Pubblica Istruzione, consente che i titoli di studi rilasciati dall’Istituto siano parificati a quelli rilasciati dalle scuole pubbliche dallo Stato, ma non muta la natura privatistica della scuola, prerogativa il più delle volte rivendicata con forza dalle stesse scuole private quale attestato della peculiare attività didattica ivi impartita.


Sussistono giustificati motivi per compensare le spese di lite.


P.Q.M.


il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia- Sezione staccata di Brescia-definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso, in Brescia il 12 maggio 2000, dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:

CONTI Sergio, Presidente f.f. - CAPUTO Oreste Mario, Consigliere, estensore – FARINA Alessandra, Consigliere


NUMERO SENTENZA 554 / 2000

DATA PUBBLICAZIONE 20 – 06 - 2000


TP