REGIONE MOLISE L.R. 13-01-1975, n. 1 (abrogato) [1]
Interventi per l'attuazione del diritto allo studio. [2] [3]
B.U.R. MOLISE 14-01-1975, n. 1

Note:
1 Abrogata dall'art. 29, comma 2, L.R. 7 gennaio 2000, n. 1.
2 Sul prezzo degli abbonamenti riservati agli utenti di cui alla presente legge vedi l'art. 12, comma 2, L.R. 25 marzo 1981, n. 6 e l'art. 6, comma 2, L.R. 31 agosto 1981, n. 18.
3 Sulle condizioni per il rilascio da parte delle aziende concessionarie degli abbonamenti riservati agli utenti di cui alla presente legge vedi l'art. 10, L.R. 25 marzo 1981, n. 6 e l'art. 5, L.R. 31 agosto 1981, n. 18.

Titolo I
Finalità della legge

Art. 1
La regione Molise, in attuazione dell'art. 34 della Costituzione della Repubblica italiana e dell'art. 4 dello statuto regionale, attua e promuove iniziative intese a rendere pieno ed effettivo il diritto allo studio e a favorire la gestione sociale della scuola.
La Regione stabilisce altresì norme ed indennizzi al fine di agevolare il compito educativo delle famiglie [1].
Note:
1 Comma aggiunto dall'art. 1, L.R. 21 marzo 1990, n. 14.

Art. 2
Per la realizzazione del diritto allo studio, in favore degli alunni residenti nel Molise frequentanti scuole materne, dell'obbligo, dell'istruzione secondaria superiore ed artistica, degli istituti professionali, delle scuole magistrali e dei conservatori musicali, la Regione promuove i seguenti servizi:
a) fornitura gratuita di libri e di altri strumenti didattici individuali agli alunni della scuola dell'obbligo - se non prevista dagli interventi statali -; contributi fino al 50% della spesa, per l'acquisto di libri agli studenti delle scuole secondarie superiori appartenenti a famiglie in disagiate condizioni economiche;
b) fornitura gratuita di libri a favore delle biblioteche di classe e di istituto e di ogni altro materiale didattico di uso collettivo ed in particolare del materiale utile alla sperimentazione didattica;
c) trasporti gratuiti o altre facilitazioni di viaggio, con eventuali conseguenti oneri assicurativi;
d) mense scolastiche o altri interventi sostitutivi;
e) attività parascolastiche connesse all'attuazione della scuola a tempo pieno, da predisporre anche per il periodo estivo, e acquisto di materiale per tale attività;
f) assistenza sociale e interventi, anche economici, per eliminare i casi di evasione e di inadempienza dell'obbligo scolastico;
g) interventi particolari per minorati, i disadattati e gli invalidi;
h) servizi sociali e psico-pedagogici per l'orientamento delle famiglie e degli alunni in relazione a particolari condizioni ed esigenze ambientali;
i) interventi che favoriscano i servizi di sostegno didattico e di recupero nel rendimento scolastico in relazione a particolari condizioni ed esigenze ambientali;
l) assegnazione di posti gratuiti o semigratuiti in convitti e pensionati o assegno di residenza;
m) ogni altra iniziativa volta a favorire il diritto allo studio.
I servizi, di cui alla presente legge, sono destinati agli alunni delle scuole statali o che rilascino titoli di studio riconosciuti dallo Stato.

Art. 3
Ad integrazione del sistema scolastico istituzionale, la Regione:
a) istituisce nuove attività formative extrascolastiche aventi lo scopo di vanificare l'analfabetismo di ritorno e consentire un dinamico aggiornamento culturale e professionale di tutti i cittadini;
b) istituisce corsi facoltativi per la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti in relazione a particolari condizioni ed esigenze ambientali;
c) coordina, ai fini del diritto allo studio e della educazione permanente, i servizi delle biblioteche, dei musei ed altri organismi culturali.

Art. 4
Gli interventi previsti dalla presente legge sono estesi ai lavoratori che usufruiscono degli accordi contrattuali per il diritto allo studio.
Sono altresì estesi, a domanda, agli alunni molisani che, per cause di documentata necessità, frequentino scuole ubicate in regioni limitrofe.
Detti interventi sono infine estesi a tutti coloro che frequentino corsi di formazione professionale, gestiti direttamente dalla Regione, e connessi a particolari ed urgenti necessità del mercato di lavoro.

Art. 5 [1]
La Regione, al fine di incoraggiare la frequenza della scuola materna e di eliminare condizioni di arretratezza e disuguaglianza, ripartisce annualmente tra i comuni fondi vincolati per coprire gli eventuali disavanzi di gestione delle scuole materne non statali, comprese le spese per l'attuazione integrale del diritto allo studio, fino al 75% del disavanzo accertato, fermo restando l'obbligo per gli utenti di dette scuole di concorrere al costo dei servizi, in misura non inferiore a quella stabilita dalla normativa statale per gli utenti della scuola materna statale.
Il contributo, cumulabile con altri interventi finanziari pubblici fino al limite di cui al comma precedente, è subordinato all'osservanza delle seguenti ulteriori condizioni:
a) durata della scuola per un periodo dell'anno non inferiore a quello della scuola statale;
b) formazione di sezioni con non meno di dieci e non più di trenta alunni, nei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti;
c) formazione di sezioni con non meno di venti e non più di trenta alunni, nei comuni con più di 5.000 abitanti;
d) accoglienza di tutti gli alunni che chiedano l'ammissione, senza alcuna discriminazione e con l'unico limite della capienza dei posti;
e) rispetto degli "Orientamenti per l'attività educativa" di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1969, n. 647; f) erogazione al personale di trattamenti economici previsti nei contratti di categoria;
g) istituzione di organi collegiali analoghi a quelli esistenti per le scuole statali;
h) determinazione di rette di frequenza, al netto del contributo dovuto per il concorso al costo del servizio, non superiori ai massimali stabiliti dalla Regione;
i) possesso da parte del personale dei titoli e requisiti richiesti dall'ordinamento statale.
La utilizzazione del contributo di gestione è sottoposta a controllo degli organi collegiali di ciascuna scuola.
Le scuole, al termine di ogni anno scolastico, inviano al competente comune il conto consuntivo ed una relazione finale sull'andamento della gestione.

Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 3, L.R. 21 marzo 1990, n. 14.

Titolo II
Programma annuale regionale
Art. 6
Entro il 31 gennaio ai distretti scolastici dovranno pervenire richieste documentate, con previsioni di spesa, da parte:
a) dei consigli di circolo e di istituto per quanto riguarda gli interventi di cui alle lettere a), b), e), g), h) e i) dell'art. 2 della presente legge;
b) dei comuni, per quanto riguarda gli interventi di cui alle lettere d) e f) dell'art. 2, e per i trasporti scolastici nell'ambito comunale.
Per la formazione delle richieste i comuni consulteranno comitati comunali per il diritto allo studio in cui sia assicurata la presenza dei genitori degli alunni, dei sindacati dei lavoratori, del personale dirigente e docente delle scuole presenti nell'ambito del territorio comunale.
Entro il 31 marzo, i consigli scolastici distrettuali trasmettono alla giunta regionale, sulla base delle indicazioni dei consigli di circolo e di Istituto e dei comuni, organiche proposte di interventi.
Entro il 31 maggio, in relazione alle richieste dei distretti scolastici, il consiglio regionale, su proposta della giunta regionale, approva il programma annuale regionale per il diritto allo studio, fissando criteri relativi alla ripartizione dei finanziamenti e tenendo conto della popolazione scolastica e delle condizioni economiche di ciascun distretto.
Il consiglio regionale indica i criteri generali per l'organizzazione e la gestione delle attività, per le eventuali priorità nella scelta dei servizi gratuiti, per il regolamento dei relativi oneri e per gli obiettivi che gli enti destinatari devono concorrere a perseguire nel rispetto della legislazione e della programmazione regionale.
La giunta presenta annualmente al consiglio regionale una relazione contenente dati informativi, contabili e statistici sull'attuazione del programma annuale regionale.

Art. 7
Per la realizzazione delle finalità di cui alla presente legge la Regione si avvale, previe opportune intese:
a) dei comuni, per quanto concerne le funzioni di cui alle lettere d) ed f) dell'art. 2 e per i trasporti scolastici nell'ambito comunale;
b) dei consigli di circolo o di istituto per quanto concerne le funzioni di cui alle lettere a), b), e), g), i);
c) dei distretti scolastici per le funzioni di cui all'art. 3.
In applicazione del programma regionale di intervento, la giunta regionale provvede entro il 30 giugno all'assegnazione dei finanziamenti ad enti e soggetti sopra elencati.
La giunta regionale vigila in ordine al puntuale assolvimento delle attività affidate.

Art. 8
La giunta regionale cura direttamente l'esecuzione del servizio, di cui all'art. 11, secondo comma.
E' riservata alla giunta regionale una quota non superiore al 3% del totale della spesa prevista nel programma regionale annuale che può essere assegnata per contributi a singoli enti locali o a consigli di circolo e di istituto per interventi eccezionali di carattere straordinario e temporaneo, a seguito di documentate richieste.
Gli interventi di cui al comma precedente sono effettuati dalla giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.
Qualora la giunta regionale non utilizzi in tutto od in parte i fondi di cui sopra, i medesimi sono ripartiti secondo le previsioni del piano di intervento di cui al precedente art. 6.

Art. 9
Presso ciascun consiglio di circolo o di istituto, costituito ai sensi dell'art. 6 della legge statale 30 luglio 1973, n. 477, è istituito un "Conto per il diritto allo studio" per la realizzazione dei servizi per i quali la Regione si avvale dei consigli medesimi.
A tale "conto" affluiscono le somme messe a disposizione dalla Regione, nonché altre somme di diversa provenienza aventi la medesima destinazione.
Il "Conto per il diritto allo studio" è amministrato dal consiglio di circolo o di istituto, che annualmente entro il 30 novembre, trasmette alla giunta regionale un rendiconto sulla gestione e sull'attività svolta.

Titolo III
Norme per la realizzazione dei servizi

Art. 10
Per i contributi fino al 50% della spesa, per l'acquisto di libri agli studenti delle scuole secondarie superiori, si tiene conto dei criteri stabiliti dal programma regionale, della situazione ambientale e socio-economica della scuola, nonché della classe di frequenza dell'alunno e delle condizioni economiche della sua famiglia.
Per l'acquisto dei testi a favore delle biblioteche di classe o di istituto, ovvero di altro materiale diretto a favorire la sperimentazione didattica, si tiene conto delle proposte degli studenti e degli insegnanti.

Art. 11
Per ogni anno scolastico, secondo i criteri fissati dal programma annuale, la Regione interviene per assicurare il trasporto gratuito, anche con l'eventuale acquisto e assegnazione di scuolabus.
Fino a quando detto servizio non sarà organico e generalizzato, agli studenti pendolari sono estesi gli interventi della legge regionale n. 10 del 10 agosto 1974, con decorrenza 1° ottobre 1974.
Per gli studenti che, per causa di assoluta necessità, non possono usufruire dei trasporti pubblici, la Regione provvede al rimborso totale o parziale delle spese di viaggio comunque effettuato dal luogo di dimora alla sede della scuola.

Art. 12
Al fine di contribuire alla realizzazione della scuola a tempo pieno e di consentirne la frequenza agli alunni che versano in disagiate condizioni economiche e risiedono in località distanti dalla sede della scuola, la Regione provvede, d'intesa con gli enti locali, alla costruzione di centri residenziali studenteschi.
Gli oneri finanziari relativi alla costruzione di detti centri potranno essere previsti nel programma annuale regionale sulla base delle richieste dei comuni, delle indicazioni dei distretti scolastici e in relazione al numero degli studenti pendolari.
Alla costruzione dei centri residenziali studenteschi provvederanno i comuni interessati, su cui graveranno unicamente gli oneri derivanti dalla messa a disposizione o dall'acquisto delle aree occorrenti.
I criteri di costruzione e gestione dei centri saranno fissati in apposito regolamento che sarà predisposto dalla commissione consiliare competente, sentiti i comuni, e approvato dal consiglio regionale.
La regione può altresì intervenire, a richiesta degli interessati, per l'alloggio degli studenti sia con l'assegnazione di posti gratuiti o semigratuiti in convitti o pensionati, sia sotto forma di assegno di residenza con preferenziale considerazione per i figli degli emigrati in disagiate condizioni economiche.
Esso assegno non potrà comunque superare la somma di L. 60.000 (sessantamila) mensili.

Norme transitorie

Art. 13
Per l'anno scolastico 1974-75 il programma annuale, di cui all'art. 6 della presente legge, è approvato dalla giunta regionale, d'intesa con la commissione consiliare competente.
Per lo stesso periodo la Regione svolgerà le funzioni di cui alla presente legge, avvalendosi, per la scuola materna ed elementare, dei comuni, e, per tutti gli altri tipi di scuola, dei rispettivi consigli di amministrazione delle casse scolastiche.
Per l'anno scolastico 1974-75 agli studenti che all'entrata in vigore della presente legge abbiano già acquistato i libri di testo verrà corrisposto il relativo rimborso nella misura prevista dal programma regionale.
Sino all'entrata in funzione dei distretti scolastici, le richieste di cui al primo comma dell'art. 6 dei consigli di circolo e di istituto, nonché quelle dei comuni vanno indirizzate direttamente alla giunta regionale [1].
La disposizione di cui al primo comma del presente articolo è prorogata per l'anno scolastico 1975-76 [1].

Note:
1 Comma aggiunto dall'art. 1, L.R. 10 dicembre 1975, n. 46.

Art. 14
Gli studenti che usufruiranno di borse di studio regionali o di qualsiasi altra provenienza devono optare tra gli interventi previsti dalla presente legge i benefici precedentemente acquisiti.

Norme finanziarie

Art. 15
L'onere derivante dall'attuazione della presente legge è determinato, per l'anno scolastico 1974-75, in L. 1.700.000.000, ivi comprese L. 200.000.000 per la copertura delle spese di cui al precedente art. 11 [1].
Alla spesa di L. 485.000.000, posta a carico del bilancio regionale per l'esercizio finanziario 1974, si provvede con la riduzione dei fondi iscritti ai sottoindicati capitoli:
Cap. 660. - Contributi agli istituti professionali per interventi a favore degli allievi compresi quelli per la gestione dei convitti.
Cap. 680. - Spese e contributi per il trasporto gratuito degli alunni della scuola dell'obbligo, della scuola materna statale e degli istituti professionali.
Cap. 730. - Finanziamento per assegni, premi, sussidi e contributi alle scuole materne non statali.
Cap. 740. - Contributi alle casse scolastiche per interventi atti a favorire il diritto allo studio in favore degli alunni frequentanti le scuole medie, superiori ed artistiche.
Cap. 760. - Contributi ai patronati scolastici per assistenza generica agli alunni delle scuole materne statali e della scuola dell'obbligo.
Cap. 772. - Assistenza scolastica ai subnormali.
Cap. 3648. - Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi regionali in corso.
E con l'iscrizione, nello stato di previsione della spesa, dei seguenti nuovi capitoli:
Cap. 2562. - Interventi per l'attuazione del diritto allo studio (lettere a), b), d), e), f), g), h), i), l), m) art. 2) L. 485.000.000
Cap. 3435. - Interventi per trasporti gratuiti ed altre facilitazioni in viaggio (lettera c) art. 2 e art. 11) . 70.000.000
Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione delle norme della presente legge e ricadenti negli esercizi 1975 e seguenti, si provvederà con parte della quota che sarà attribuita alla Regione ai sensi dell'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281.

Con le leggi formali approvative dei bilanci futuri saranno iscritti gli stanziamenti necessari per l'attuazione della presente legge.
Note:
1 Comma modificato con errata corrige pubblicata nel B. U. n. 8 del 3 marzo 1975.

Art. 16
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello statuto ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione Molise.