REGIONE SICILIA L. R. n.. 10, 12-01-1993
Nuove norme in materia di lavori pubblici e di forniture di beni e servizi, nonchè modifiche ed integrazioni della legislazione del settore.
BUR SICILIA N. 3, 16 gennaio 1993

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Capo III
Norme sulla programmazione delle opere pubbliche

ARTICOLO 18
1. L' art. 3 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21 è sostituito dal seguente:
<< Art. 3
Programmi triennali delle opere pubbliche
1. Gli enti di cui all' art. 1, nel rispetto delle linee e degli obiettivi del piano di sviluppo socio - economico della Regione e degli altri strumenti programmatori pubblici che interessino il loro operare, adottano, in concomitanza con l' approvazione del bilancio di previsione, un programma triennale delle opere di competenza dell' Amministrazione regionale, la Presidenza e ciascun Assessore predispongono il programma tenendo conto di quanto proposto dagli uffici periferici.
2. Il Presidente della Regione, su proposta dell' Assessore regionale per i lavori pubblici e previa deliberazione della Giunta regionale, emana un decreto contenente la schema di programma triennale, articolato per settori di interventi, sul quale gli enti di cui al comma 1 devono modellare il proprio programma.
Ciascun ente deve indicarvi l' ordine a ciascuno dei settori di intervento. A tali priorità gli enti devono attenersi, salvi gli interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi, nonchè le modifiche dipendenti da nuove disposizioni legislative. Restano escluse dall' inserimento
nei programmi le opere di cui agli articoli 38 e 39 della presente legge.
3. Il progetto di programma è reso pubblico, mediante affissione nella sede dell' ente per almeno quindici giorni consecutivi. Chiunque, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione, può formulare sul progetto osservazioni e proposte, sulle quali l' organo competente si pronunzia. L' avviso del periodo di affissione dovrà essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana almeno sette giorni prima.
4. Il progetto di programma deve essere inviato per il parere ai Comuni territorialmente interessati dalle opere. I Comuni potranno formulare osservazioni entro trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere. Trascorso tale termine il parere si intende reso positivamente.
5. Il programma è formulato coerentemente con le previsioni e con lo stato di attuazione di quello adottato nell' anno precedente e tenendo conto dei mezzi finanziari di cui l' ente può disporre nel triennio di riferimento, nonchè di quelli che esso prevede di acquisire mediante assegnazioni da parte della Regione, dello Stato, delle Amministrazioni preposte alla politica di sostegno delle aree depresse, della Comunità economica europea e di altre istituzioni pubbliche.
6. Costituiscono parte integrante ed essenziale del programma una cartografia su scala non inferiore ad 1: 10.000 che indichi la localizzazione di tutte le opere previste ed una relazione generale che illustri la concreta utilità di ciascuna delle opere in rapporto alla situazione complessiva delle strutture localmente esistenti o inserite nel programma raffrontata all' effettivo
bacino di utenza ed evidenzi le condizioni che possono influire sulla realizzazione delle singole opere alla stregua delle previsioni degli strumenti urbanistici e della eventuale esistenza di vincoli a tutela di interessi pubblici.
7. Il programma adottato dall' ente è trasmesso a ciascuno degli Assessori regionali competenti a finanziare le opere inseritevi, nonchè alla Presidenza della Regione. Il programma è altresì inviato per conoscenza alle Province regionali nel cui territorio le opere devono essere realizzate.
8. Nell'adottare il programma gli enti possono modificare le previsioni o l' ordine delle priorità di quello precedente solo in dipendenza di nuove disposizioni legislative o di sopravvenute circostanze di fatto, da indicare nella relativa delibera, che rendano opportuno il mutamento nell' interesse pubblico. Le modifiche richiedono il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell' organo deliberante.
9. Restano riservati all' Amministrazione regionale i programmi delle opere marittime e portuali che vengono formulati tenendo conto delle richieste o dei pareri degli enti locali interessati.
10. E', altresì , riservata all' Amministrazione regionale la formulazione di programmi di opere riguardanti gli enti di culto e di formazione religiosa. Analogamente si provvede per gli istituti pubblici di assistenza e beneficenza.
11. E', altresì , riservata all' Amministrazione regionale la programmazione degli interventi di sistemazione idraulica e idraulico - forestale, tenuto conto delle proposte degli Ispettori forestali e dei pareri degli enti locali interessati.
12. Gli enti di cui all' art. 1, nel provvedere al conferimento di incarichi di progettazione e agli atti conseguenziali tendenti alla realizzazione di opere pubbliche, si attengono all' ordine di priorità contenuto nel programma di cui al presente articolo >>.

ARTICOLO 19
1. L' art. 4 della legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, è sostituito dal seguente:
<< Art. 4
Programmi regionali di finanziamento di opere pubbliche
1. Salvo quanto imposto da eventi imprevedibili o calamitosi che richiedono interventi urgenti e indifferibili, è vietato all' Amministrazione regionale concedere finanziamenti a carico di fondi propri, o di cui abbia la gestione, in favore degli enti di cui all' art. 1, per la realizzazione di opere pubbliche estranee ai programmi di cui al precedente articolo o quando la richiesta dello ente non ne rispetti l' ordine delle priorità .
2. Le determinazioni assunte dall' Amministrazione regionale nel caso di eventi imprevedibili o calamitosi che richiedano interventi urgenti e indifferibili sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
3. La Presidenza e ciascuno degli Assessorati regionali ripartiscono annualmente le somme disponibili per il finanziamento di opere pubbliche secondo un programma di spesa, cui potranno aggiungersene altri solo in caso di economie o di sopravvenute disponibilità finanziarie. Il programma è corredato da una relazione contenente l' elenco delle richieste di finanziamento pervenute e l' enunciazione dei criteri di selezione delle stesse.
4. In aderenza agli obiettivi indicati dal piano regionale di sviluppo socio - economico i programmi di spesa identificano i settori di intervento, gli ambiti territoriali di intervento prioritari per ciascun settore, le priorità per ogni settore ed indicano tutte le risorse disponibili e le fonti regionali ed extra regionali che concorrono alla formazione delle risorse.
5. Possono essere incluse nei programmi di spesa regionali solo opere dotate di progetto di massima munito di tutte le autorizzazioni ed i pareri ottenibili in riferimento a detto stato di elaborazione del progetto.
Le istanze di finanziamento, insieme con i programmi di cui all' art. 3, sono presentate annualmente dagli enti interessati alla Presidenza della Regione ed ai singoli Assessorati in relazione alle rispettive competenze; nelle stesse istanze deve essere specificato se per la medesima opera è stata o sarà presentata richiesta di finanziamento ad enti diversi dalla Regione o
ad altro ramo dell' Amministrazione regionale.
6. I programmi di spesa si attengono, fatti salvi i criteri determinati in piani di settore o in disposizioni legislative attinenti alle singole categorie di opere, ai seguenti criteri generali di selezione delle richieste pervenute:
a) attuazione di priorità contenute nel piano di sviluppo socio - economico regionale e nei relativi progetti di attuazione;
b) esigenza di completamento di progetti generali di opere, parte delle quali siano state già realizzate;
c) realizzazione di interventi per la prevenzione del rischio sismico;
d) recupero del patrimonio edilizio esistente;
e) equa ripartizione territoriale dei finanziamenti.
7. Nel programma di spesa ciascun progetto è sempre finanziato per intero. E' tuttavia possibile il finanziamento di progetti che, pur facendo parte di un più ampio progetto generale, siano già dotati di una distinta funzionalità e prevedano la realizzazione di opere autonomamente fruibili da parte degli utenti.
8. I programmi di cui al presente articolo devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
9. L'insieme dei programmi deve comprendere l' intera disponibilità offerta dal bilancio regionale e da risorse finanziarie gestite dalla Presidenza o dagli Assessorati.
I programmi devono assicurare che una parte delle disponibilità possa essere impiegata per la copertura di eventuali maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva. Restano estranei ai programmi di cui al presente articolo le somme destinate agli interventi di cui agli articoli 69 e 70 del regio decreto 25 maggio 1985, n. 350.
10. La Presidenza e ciascuno degli Assessorati regionali provvedono con decreto al finanziamento delle singole opere, dopo l' approvazione del progetto esecutivo, che l' ente deve inoltrare corredato dagli atti
che comprovano la realizzabilità dell' opera alla stregua della normativa urbanistica, nonchè la positiva acquisizione delle autorizzazioni e dei pareri, ivi compresi quelli relativi alla eventuale valutazione di impatto ambientale, richiesti dalle leggi vigenti. Si ha riguardo all' approvazione del progetto di massima quando la gara deve essere bandita sul medesimo. Contestualmente al finanziamento viene disposto l' accreditamento delle somme occorrenti per i pagamenti che si prevede debbano essere effettuati entro l' esercizio finanziario.
11. Qualora gli enti destinatari dei finanziamenti disposti dall' Amministrazione regionale non provvedano ad avviare le procedure per l' appalto dei lavori entro quattro mesi dalla comunicazione del decreto di finanziamento, l' Assessore che ha concesso il finanziamento provvede, senza necessità di diffida, alla nomina di un commissario ad acta per gli adempimenti di competenza e per quelli di cui al primo o al secondo comma dell' art. 25 >>.

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ARTICOLO 81

Norma finanziaria
1. Per le finalità degli articoli 1 e 6 della presente legge r' autorizzata la spesa di lire 5.000 milioni per lo esercizio finanziario in corso e di lire 10.000 milioni per l' esercizio 1993.
2. Per le finalità dell' articolo 21 della presente legge è autorizzata per l' esercizio finanziario 1993 la spesa di lire 90.000 milioni.
3. Agli oneri derivanti dall' applicazione della presente legge e ricadenti nell' esercizio finanziario in corso, si provvede con parte delle disponibilità del capitolo 21257 del bilancio della Regione per l' anno finanziario medesimo, cod. 1009 - Attività ed interventi vari conformi agli indirizzi di piano o collegati all' emergenza.
4. Gli oneri ricadenti nell' esercizio 1993 trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione quanto a lire 10.000 milioni nel cod. 1009 e quanto a lire 90.000 milioni nel cod. 2010.
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