REGIONE SICILIA N. 22 DEL 9-05-1986
Riordino dei servizi e delle attività socio - assistenziali in Sicilia.
BUR SICILIA, N. 23, del 10 maggio 1986

Titolo I
Principi generali

ARTICOLO 1


Obiettivi e principi
In attuazione delle norme e dei principi sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, la Regione promuove, nel quadro della sicurezza sociale, la riorganizzazione delle attività assistenziali attraverso un sistema di servizi socio - assistenziali finalizzato a garantire ai cittadini che ne hanno titolo interventi adeguati alle esigenze della persona.
Salva restando la libertà dell' iniziativa privata, la Regione partecipa al sostegno finanziario dei relativi oneri quando la stessa concorre al conseguimento dei fini previsti dalla presente legge.

Titolo III
Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi socio - assistenziali

ARTICOLO 22

Associazioni di volontariato
Al conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge possono concorrere le associazioni di volontariato liberamente costituite, aventi finalità che attengono alla materia socio - assistenziale.
Tra le associazioni di volontariato di cui al comma precedente sono comprese anche le istituzioni a carattere associativo, le cui attività si fondano, a norma di statuto, su prestazioni volontarie e personali dei soci.
La partecipazione dei volontari dovrà ispirarsi ai seguenti criteri:
- impegno a prestare la loro attività in modo coordinato con quella svolta dal personale addetto alle attività assistenziali;
- rimborso delle sole spese effettivamente sostenute.
Le prestazioni dei volontari non devono comportare una utilizzazione a tempo pieno.
si applicano le disposizioni di cui all' art. 3 della legge regionale 25 marzo 1986, n. 14.

[...]

Titolo V
Disposizioni sulle Istituzioni pubbliche di assistenza
e beneficenza( IPAB)

ARTICOLO 30

Privatizzazione delle IPAB
Le istituzioni in atto qualificate quali IPAB per atto positivo di riconoscimento o per possesso di stato, che, avuto riguardo alle disposizioni della legge fondamentale sulle Opere pie 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modifiche, agli atti di fondazione ed agli statuti delle istituzioni medesime, nonchè ai criteri selettivi da determinare con le procedure di cui al successivo comma, per prevalenza di elementi essenziali sono classificabili quali enti privati, sono incluse dal Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per gli enti locali, in apposito elenco ai fini del riconoscimento ai sensi dell'art. 12 del codice civile.
Per l'attuazione del precedente comma i criteri selettivi, entro i limiti prefissati al precedente comma, sono determinati dalla Giunta regionale su proposta del Presidente della Regione, di concerto con l'Assessore regionale per gli enti locali, sentita la competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, che si pronuncia entro tre mesi dalla ricezione delle proposte.
Qualora risulti che fra gli enti di cui al primo comma taluni hanno caratteristiche di enti ecclesiastici, il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per gli enti locali, forma l'elenco di tali istituzioni e, d'intesa con l'autorità ecclesiastica, lo trasmette al Ministero dell'interno per le procedure di riconoscimento della personalità giuridica agli effetti civili.
Le operazioni previste dal presente articolo sono completate entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro i successivi sei mesi le IPAB con prevalenti finalità assistenziali ricevono il provvedimento declaratorio, avente carattere di atto definitivo.
I provvedimenti adottati a norma del presente articolo sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e trasmessi ai sindaci per la pubblicazione nell'albo pretorio per la durata di quindici giorni consecutivi.

ARTICOLO 34
Fusione ed estinzione delle IPAB
L' Assessore regionale per gli enti locali avvia il procedimento amministrativo per la fusione delle
istituzioni pubbliche, proprietarie delle strutture non utilizzabili o non riconvertibili, con altre IPAB che dispongono di strutture giudicate utilizzabili o riconvertibili in esito alle procedure di cui ai precedenti articoli o con IPAB che, mediante l' integrazione delle strutture, su proposta del comune territorialmente competente, possono attivare servizi socio - assistenziali e socio - sanitari conformi alle previsioni degli articoli 31 e 32 della presente legge.
In subordine l' istituzione è estinta e i beni patrimoniali sono devoluti al comune, che assorbe anche il personale dipendente, facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato economico.
La fusione e l' estinzione non hanno luogo qualora la struttura non utilizzabile o riconvertibile appartenga ad istituzione che disponga di altre strutture agibili e riconvertibili.
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ARTICOLO 37
Immobili ad uso di culto
Gli immobili destinati a fini di culto appartenenti ad IPAB assoggettate alla procedura di estinzione
prevista dall' art. 34 o facenti parte di complessi immobiliari che, ai sensi dei precedenti articoli, vengono acquisiti dai comuni a domanda dell' ordinario diocesano sono assegnati in uso all' autorità ecclesiastica competente. Il provvedimento è adottato dal Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per gli enti locali, con vincolo di destinazione alla sopraddetta finalità .
Cessata la destinazione a fini di culto, l' immobile è restituito al comune territorialmente competente.
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