REGIONE TOSCANA L.R. 07-06-1975, n. 71 (abrogato) [1]
Interventi per il diritto allo studio e delega delle relative funzioni agli Enti locali.
B.U.R. TOSCANA 13-06-1975, n. 26

Note:
1 A decorrere dall'anno scolastico 1981/82, abrogata dall'art. 16, comma 1, L.R. 19 giugno 1981, n. 53, successivamente modificato dall'art. 9, L.R. 23 giugno 1993, n. 41.

Art. 1. - (Scuola materna)
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati interventi a favore delle scuole materne statali e degli Enti locali territoriali per il servizio di mensa, per la fornitura di materiale didattico e per i trasporti, ivi compresi l'acquisto di appositi mezzi e i relativi oneri assicurativi per i trasportati.
Gli interventi di cui al precedente comma possono essere estesi alle scuole materne private situate in aree non ancora servite da scuole statali o degli Enti locali territoriali ed alla condizione che offrano parità di trattamento e di insegnamento con queste ultime.

Art. 2. - (Scuola dell'obbligo)
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati i seguenti interventi a favore delle scuole dell'obbligo statali:
a) fornitura di mezzi finanziari per l'acquisto di pubblicazioni per biblioteche di classe e di istituto e di altro materiale didattico di uso collettivo nonché di pubblicazioni e di altro materiale didattico di uso individuale per gli alunni in condizioni di disagio economico;
b) servizio di mensa;
c) trasporti, ivi compresi l'acquisto di appositi mezzi e relativi oneri assicurativi, per gli alunni provenienti da località prive di scuole statali.

Art. 3. - (Assistenza sociale e psico – pedagogica)
L'assistenza sociale e psico - pedagogica per gli alunni frequentanti le scuole e i corsi di cui al presente titolo è attuata da Comuni, Province e loro Consorzi, secondo le rispettive competenze e le funzioni ad esse delegate dalle leggi regionali.

Art. 4. - (Scuola secondaria superiore) [1]
Al fine di assicurare il diritto allo studio, sono attuati i seguenti interventi nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica statali, ivi compresi gli istituti professionali:
a) fornitura di mezzi finanziari per l'acquisto di pubblicazioni per biblioteche di classe e di istituto e di altro materiale didattico collettivo, ivi compresi l'acquisto di strumenti scientifici per laboratori nonché di pubblicazioni e di altro materiale didattico di uso individuale per gli allievi in condizione di disagio economico;
b) servizi di mensa;
c) trasporti, ivi compresi i relativi oneri assicurativi per i trasportati;
d) alloggio per gli alunni residenti fuori sede sia sotto forma di posti gratuiti o semigratuiti in convitti e pensionati, sia sotto forma di contributi in denaro a favore di coloro che si trovano in condizioni di disagio economico.
Gli interventi di cui alle lettere b) e c) del precedente comma saranno attuati, ove possibile, utilizzando gli stessi servizi previsti dall'articolo 12 della legge regionale n. 39/ 75 (atti del consiglio) del 9 dicembre 1975.
Note:
1 Articolo modificato dall'art. 1, L.R. 4 febbraio 1976, n. 10.

Art. 5. - (Corsi di formazione professionale) [1]
Note:
1 Articolo abrogato dall'art. 2, L.R. 4 febbraio 1976, n. 10.

TITOLO II
DELEGA DELLE FUNZIONI

Art. 6. - (Delega per la scuola materna)
Le funzioni di cui all'art. 1 della presente legge sono delegate ai Comuni che le eserciteranno, a norma dell'art. 65 dello Statuto secondo i seguenti indirizzi:
a) gli interventi saranno attuati in modo da assicurare la loro destinazione collettiva in luogo di una destinazione individuale;
b) gli interventi saranno attuati in modo da assicurare la gestione sociale della scuola;
c) gli interventi saranno attuati in modo da favorire lo sviluppo e la diffusione delle scuole statali e degli Enti locali territoriali.

Art. 7. - (Delega per la scuola dell'obbligo)
Le funzioni di cui all'art. 2 della presente legge sono delegate ai Comuni che le eserciteranno, a norma dell', secondo i seguenti iart. 65 dello Statutondirizzi:
a) gli interventi di cui alla lettera a) dell'art. 2 saranno attuati in modo da assicurare agli insegnanti, alle famiglie e alle formazioni sociali interessate attraverso apposite forme di consultazione democratica, la partecipazione alla scelta dei criteri e della misura dei mezzi da destinare rispettivamente agli interventi di natura collettiva ed individuale e comunque nel rispetto dell'autonomia didattica della scuola;
b) gli interventi di cui alla lettera b) dell'art. 2 saranno attuati in modo da favorire, nel rispetto delle competenze dello Stato, la sperimentazione didattica e la realizzazione della scuola a pieno tempo;
c) gli interventi di cui alla lettera c) dell'art. 2 saranno attuati in modo da favorire, nella prospettiva della istituzione del distretto scolastico, la razionalizzazione e la pubblicizzazione dei servizi di trasporto nonché, nel rispetto delle competenze dello Stato, una distribuzione delle sedi scolastiche nel territorio che consenta la soppressione delle pluriclassi e garantisca anche attraverso adeguate dimensioni delle scuole, una maggiore efficacia del processo educativo e la economicità della gestione.
d) tutti gli interventi saranno attuati in modo da assicurare la gestione sociale della scuola.

Art. 8. - (Delega per la scuola secondaria superiore)
Le funzioni di cui all'art. 4 della presente legge sono delegate alle Province che le eserciteranno, a norma dell'art. 65 dello Statuto, secondo i seguenti indirizzi:
a) le Province stabiliranno gli opportuni contatti con i Comuni ai fini della costituzione dei Consorzi previsti dal successivo art. 13 della presente legge;
b) gli interventi di cui alla lettera a) dell'art. 4 saranno attuati in modo da assicurare agli insegnanti, alle famiglie, agli studenti e alle formazioni sociali interessate, attraverso apposite forme di consultazione democratica, la partecipazione alla scelta dei criteri e della misura dei mezzi da destinare rispettivamente agli interventi di natura collettiva ed individuale e comunque nel rispetto dell'autonomia didattica della scuola;
c) gli interventi di cui alla lettera b) dell'art. 4 potranno essere attuati in economia o in appalto, sia direttamente da parte delle Province sia sotto forma di contributi agli istituti e favoriranno gli studenti in condizioni di disagio economico, con particolare riguardo agli studenti lavoratori e agli studenti pendolari;
d) gli interventi di cui alla lettera c) e d) dell'art. 4 potranno essere attuati sia direttamente da parte delle Province, sia sotto forma di contributi agli istituti;

e) tutti gli interventi di cui all'art. 4 saranno attuati in modo da favorire, nel rispetto delle competenze dello Stato, la sperimentazione didattica e la realizzazione della scuola a tempo pieno;
f) tutti gli interventi di cui all'art. 4 saranno attuati in modo da assicurare la gestione sociale della scuola;
g) una parte degli interventi di cui all'art. 4 sarà riservata gratuitamente a studenti capaci e meritevoli, oltre che in condizioni di disagio economico, mediante appositi concorsi da bandirsi da parte degli Enti delegati, su direttive impartite dal Consiglio Regionale ai sensi dell'art. 65, secondo comma, dello Statuto.

Art. 9. - (Delega per i corsi di formazione professionale) [1]
Note:
1 Articolo abrogato dall'art. 2, L.R. 4 febbraio 1976, n. 10.

Art. 10. - (Limiti territoriali alla competenza degli Enti delegati)
Gli Enti delegati eserciteranno le funzioni di cui alla presente legge con riferimento alle scuole, agli istituti e alle sezioni staccate aventi sede nel rispettivo territorio ed a favore degli alunni che li frequentano.

Art. 11. - (Delega delle funzioni sui Patronati Scolastici)
Tutte le funzioni già degli organi centrali e periferiti dello Stato, in ordine ai Patronati Scolastici ed ai Consorzi dei Patronati Scolastici previste dalla legge 4 marzo 1958, n. 261 e del relativo regolamento di esecuzione emanato con D.P.R. 16 maggio 1961, numero 636 e trasferite alla Regione con il D.P.R. 14 gennaio 1972, n. 3, sono rispettivamente delegate ai Comuni per i Patronati Scolastici ed alle Province per i Consorzi dei Patronati Scolastici.

Art. 12. - (Personale assegnato ai Patronati Scolastici)
Gli insegnanti elementari di ruolo assegnati, ai sensi delle vigenti leggi, alle direzioni didattiche per servizi da svolgere presso i Patronati Scolastici ed i Consorzi Provinciali dei Patronati Scolastici, sono, a loro domanda, trasferiti alla Regione ai sensi dell'art. 6, secondo comma, del D.P.R. 14 gennaio 1972, n. 3. Gli stessi potranno essere comandati presso gli Enti delegati ai sensi dell'art. 13 della legge regionale 30-4-1973, n. 30, dopo il loro inquadramento nel ruolo organico del personale regionale.
Gli insegnanti elementari di cui al citato articolo 6 del D.P.R. 14 gennaio 1972, n. 3, che siano in aspettativa per mandato politico o amministrativo al momento della domanda prevista dal comma precedente, sono ammessi a richiedere il trasferimento nei ruoli regionali, ai sensi del predetto articolo 6, entro sei mesi dalla cessazione del mandato.

Art. 13. - (Consorzi tra Comuni e Province)
Per l'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge i Comuni hanno facoltà di unirsi in Consorzi fra loro e con le Province, ai sensi degli articoli 156 e seguenti del R.D. 3 marzo 1934, n. 383 e successive modificazioni.
Per l'esercizio delle funzioni di cui agli articoli 4 e 5 della presente legge le Province hanno facoltà di unirsi in consorzi fra loro e con i Comuni, ai sensi degli articoli 156 e seguenti del R.D. 3 marzo 1934, n. 383 e successive modificazioni.
Lo stesso Consorzio può esercitare le funzioni previste sia dal primo che dal secondo comma del presente articolo.
I Comuni e le Province che si consorziano seguendo le ipotesi di aggregazione territoriale indicate con apposita deliberazione del Consiglio Regionale, ricevono un incentivo finanziario nella misura del 10 per cento dell'ammontare del finanziamento per le funzioni delegate da essi attribuito al Consorzio.
La deliberazione di cui al comma precedente è adottata tenendo conto di eventuali proposte dei Comuni e delle Province interessate o comunque previa loro consultazione. In mancanza della deliberazione suddetta gli enti consorziati ricevono l'incentivo finanziario di cui al comma precedente qualora l'ambito territoriale del Consorzio sia ritenuto adeguato dal Consiglio Regionale.
A partire dall'inizio dell'anno finanziario successivo a quello della sua costituzione, il Consorzio subentra nel rapporto di delega con la Regione a tutti gli effetti previsti dalla presente legge.
Nel caso che il Consorzio sia stato costituito per esercitare solo una parte delle funzioni comprese in ciascuno dei settori organici di cui agli articoli 1, 2, 4 e 5 della presente legge la Regione erogherà direttamente al consorzio la percentuale delle somme spettanti agli enti delegati che questi ultimi sono tenuti e versare al Consorzio a norma dell'articolo 15.

Art. 14. - (Organi dei Consorzi)
Gli statuti dei Consorzi prevedono oltre all'Assemblea, al Consiglio direttivo e al presidente, organi di partecipazione popolare alla programmazione, gestione e controllo delle attività.
Dei predetti organi fanno parte le formazioni sociali presenti nel territorio, gli organismi rappresentativi del personale docente della scuola, dei genitori, degli alunni, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Nelle assemblee dei Consorzi è garantita la presenza delle minoranze dei Consigli comunali e provinciali.

Art. 15. - (Partecipazione alle spese di funzionamento dei Consorzi)
Il concorso dei Comuni e delle Province nelle spese consorziali è fissato nello Statuto del Consorzio tenendo conto di ogni elemento utile a determinare l'interesse di ciascuno di essi.
La quota degli enti delegati è costituita dall'intero ammontare del finanziamento ad essi spettante a norma della presente legge per ciascuno dei settori organici di cui agli articoli 1, 2, 4 e 5 o da una sua percentuale, salva la facoltà per l'ente delegato di integrarla con autonomi finanziamenti.

Art. 16. - (Attribuzioni di funzioni delegate alle Comunità Montane)
Ciascun Comune facente parte di una o più Comunità Montane, costituite ai sensi delle leggi regionali 1-12-1972, n. 31 e 2-1-1973, n. 1 ha facoltà di attribuire alle Comunità Montane delle quali fa parte le funzioni delegate ai sensi della presente legge o anche una parte di esse.
Le Comunità Montane, subentrano nel rapporto di delega con la Regione a tutti gli effetti previsti dalla presente legge dall'inizio dell'anno finanziario successivo a quello in cui hanno ricevuto la delega.
Nei casi in cui la delega avvenga per una parte delle funzioni comprese in ciascuno dei settori organici di cui agli articoli 1 e 2 della presente legge, la Regione erogherà direttamente alla Comunità la percentuale della somma spettante al Comune per le funzioni delegate concordata tra quest'ultimo e la Comunità e previa comunicazione dei due enti alla Giunta Regionale.

TITOLO III
MODALITA' DI FINANZIAMENTO

Art. 17. - (Finanziamento delle funzioni delegate per la scuola materna)
Gli oneri derivanti dal finanziamento degli interventi di cui all'art. 1 della presente legge, a decorrere dall'anno finanziario 1977, sono determinati con le relative leggi di bilancio, e saranno ripartiti tra i Comuni e i Consorzi di cui all'art. 13 con le seguenti modalità [1]:
a) per il 10 per cento in proporzione diretta al numero di alunni frequentanti le scuole materne esistenti nel territorio di ciascun Comune, secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
b) per il 40 per cento in proporzione diretta alla popolazione in età da 3 a 5 anni residente nel territorio di ciascun Comune, secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
c) per il 5 per cento in proporzione diretta al rapporto tra popolazione residente in case sparse e popolazione totale residente nel territorio di ciascun Comune, secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
d) per il 10 per cento in proporzione inversa alle condizioni socio - economiche del territorio di ciascun Comune, determinate in base al successivo articolo 21;
e) per il 35 per cento in base ai programmi di intervento presentati dai Comuni o dai Consorzi di cui all'articolo 13 della presente legge.

Note:
1 Alinea modificato dall'art. 1, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 18. - (Finanziamento delle funzioni delegate per la scuola dell'obbligo)
Gli oneri derivanti dal finanziamento degli interventi di cui all'art. 2 della presente legge, a decorrere dall'anno finanziario 1977, sono determinati con le relative leggi di bilancio e saranno ripartiti tra i Comuni ed i Consorzi di cui all'art. 13 con le seguenti modalità [1]:
a) per il 50 per cento in proporzione diretta al numero di alunni frequentanti le scuole dell'obbligo di cui all'articolo 2 della presente legge, esistenti nel territorio di ciascun Comune, secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
b) per il 10 per cento in proporzione diretta al rapporto tra popolazione residente in case sparse e popolazione totale residente nel territorio di ciascun Comune, secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
c) per il 10 per cento in proporzione diretta alla superficie del territorio di ciascun Comune classificata zona montana ai sensi della legge 25-7-1952, n. 991 e della legge 30-7-1957, n. 657;
d) per il 10 per cento in proporzione inversa alle condizioni socio - economiche del territorio di ciascun Comune, determinate in base al successivo articolo 21;
e) per il 20 per cento in base a programmi di intervento presentati dai Comuni o dai Consorzi di cui all'articolo 13 della presente legge.

Note:
1 Alinea modificato dall'art. 2, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 19. - (Finanziamento delle funzioni delegate per la scuola secondaria superiore)
Gli oneri derivanti dal finanziamento degli interventi di cui all'art. 4 della presente legge, a decorrere dall'anno finanziario 1977, sono determinati con le relative leggi di bilancio e saranno ripartiti tra le Provincie ed i Consorzi di cui all'art. 13 con le seguenti modalità [1]:
a) per il 30 per cento in proporzione diretta al numero di studenti frequentanti le scuole ed istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica, di cui all'articolo 4 della presente legge, esistenti nel territorio di ciascuna Provincia o di ciascun Consorzio secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
b) per il 10 per cento in proporzione diretta alla popolazione in età da 15 a 19 anni residente nel territorio di ciascuna Provincia o di ciascun Consorzio secondo gli ultimi dati disponibili prima della ripartizione;
c) per il 25 per cento in proporzione inversa alle condizioni socio - economiche del territorio di ciascuna Provincia o di ciascun Consorzio, determinante in base al successivo articolo 21;
d) per il 35 per cento in base a programmi organici di intervento presentati dalle Province o dai Consorzi di cui all'articolo 13 della presente legge.

Note:
1 Alinea modificato dall'art. 3, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 20. - (Finanziamento delle funzioni delegate per i corsi di formazione professionale) [1]
Note:
1 Articolo abrogato dall'art. 2, L.R. 4 febbraio 1976, n. 10.

Art. 21. - (Determinazione delle condizioni socio - economiche)
Le condizioni socio - economiche del territorio di ciascun Comune per gli effetti di cui all', articolo 17lett. d), articolo 18, lett. d), articolo 19, lett. c), sono determinate annualmente con deliberazione del Consiglio Regionale sulla base delle informazioni statistiche più recenti idonee a stimare il reddito pro-capite, le variazioni della popolazione, la densità di occupazione, il gettito tributario.

Art. 22. - (Ripartizione dei finanziamenti)
Le somme di cui ai precedenti articoli 17, lettere a), b), c) e d), 18, lettere a), b), c) e d), 19, lettere a), b) e c), e 20, sono ripartite fra gli enti delegati con deliberazione della Giunta Regionale, ed erogate entro il primo marzo di ogni anno. Nella prima applicazione l'erogazione avverrà entro 60 giorni dalla entrata in vigore della presente legge.

Art. 23. - (Presentazione e finanziamento dei programmi di intervento)
I programmi di intervento di cui alla lett. e) dell'art. 17, alla lett. c) dell'articolo 18 ed alla lett. d) dell'articolo 19 sono redatti secondo i criteri e nei termini stabiliti con deliberazione del Consiglio Regionale.
Il Consiglio Regionale impartisce con la stessa deliberazione le direttive di cui all'articolo 65 dello Statuto con le quali sono indicati gli obiettivi prioritari da perseguire nel quadro della programmazione regionale.
Il Consiglio Regionale approva annualmente il piano di ripartizione dei finanziamenti sulla base dei programmi di intervento di cui al primo comma.
Le somme di cui al precedente comma eventualmente non impegnate possono essere utilizzate nel successivo esercizio per l'approvazione del piano annuale ad esso relativo.

Art. 24. - (Rendiconto delle spese per le funzioni delegate)
Gli enti delegati trasmettono annualmente entro il 31 gennaio alla Giunta Regionale una relazione, con allegati i prospetti di informazione statistica che saranno richiesti dalla Giunta medesima sui risultati raggiunti nell'esercizio delle funzioni delegate nonché il rendiconto delle spese sostenute compresi gli oneri aggiuntivi di cui al successivo articolo 26.
Le relazioni ed i prospetti allegati contengono altresì, al fine di una più organica informazione, i dati relativi alle funzioni proprie degli enti delegati nella stessa materia.
Le somme non impegnate dagli enti delegati sono computate per l'esercizio successivo in diminuzione di quelle spettanti agli stessi enti ed in aumento di quelle spettanti agli altri enti nella ripartizione di cui all'articolo 22.

Art. 25. - (Relazione annuale al Consiglio)
La Giunta presenta annualmente al Consiglio Regionale una relazione contenente dati informativi, contabili e statistici sull'esercizio delle funzioni delegate, nonché tutti gli elementi, anche relativi alle funzioni proprie degli enti delegati nella stessa materia, che possano consentire al Consiglio la più completa valutazione dei risultati raggiunti.

Art. 26. - (Oneri finanziari aggiuntivi) [1]
Gli oneri finanziari aggiuntivi di finanziamento previsti dall'ultimo comma dell'art. 13 della LR 30-4-1973, n. 30 a partire dall'anno finanziario 1977 sono stabiliti con le relative leggi di bilancio in una quota comunque non superiore al 10 per cento del finanziamento complessivo previsto per ciascun anno finanziario.
La Giunta regionale, previo accordo con gli Enti delegati secondo quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 13 della LR 30-4-1973, n. 30, sottopone annualmente all'approvazione del Consiglio regionale il piano di ripartizione delle somme di cui al precedente comma e la determinazione del contingente del personale da comandare agli enti medesimi per l'esercizio delle funzioni delegate.
Note:
1 Articolo sostituito dall'art. 4, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 27. - (Oneri finanziari aggiuntivi. Comando di personale) [1]
Note:
1 Articolo soppresso dall'art. 5, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 28. - (Oneri finanziari aggiuntivi. Assegnazione di beni) [1]
Note:
1 Articolo soppresso dall'art. 5, L.R. 1° settembre 1977, n. 69.

Art. 29. - (Imputazione della spesa)
Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge sono previste annualmente in L. 8.760.000.000, di cui L. 7.300.000.000 per l'esercizio delle funzioni delegate, L. 730.000.000 per oneri aggiuntivi di cui all'articolo 26 e L. 730.000.000 per incentivi finanziari di cui all'articolo 13.
Per gli interventi previsti dalla presente legge relativi all'esercizio 1974 le spese sono così determinate:
- Interventi per la scuola materna (art. 17) L. 300.000.000
- Interventi per la scuola dell'obbligo (art. 18) L. 1.800.000.000
- Interventi per la scuola secondaria superiore (art. 19) L. 700.000.000
- Interventi per corsi di formazione professionale (art. 20) L. 280.000.000
- Oneri aggiuntivi (art. 26) L. 308.000.000
- Oneri finanziari (art. 13) L. 308.000.000 totale interventi per il 1974, L. 3.696.000.000
Alla spesa di cui al comma precedente si fa fronte con lo stanziamento previsto al capitolo 12850 "Spese per le funzioni delegate in materia di diritto allo studio" che si istituisce con la variazione di cui all'articolo successivo.
Per gli interventi previsti dalla presente legge per gli esercizi successivi, si farà fronte con apposito stanziamento nel corrispondente capitolo di Bilancio.
La maggiore spesa di L. 5.064.000.000 trova la sua copertura nella riduzione di pari importo dei capitoli 10500, 10600, 10700 e 10800 del Bilancio 1974 il cui stanziamento viene impinguato con la variazione di cui all'articolo successivo.

Art. 30. - (Variazioni agli stati di previsione della spesa del Bilancio per l'esercizio finanziario 1974)
Nello stato di previsione della spesa del Bilancio 1974 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione.
Tit. I - SPESE CORRENTI
Sez. 4ª - Oneri non ripartibili
Rubr. 6ª - Fondo globale
Cap. 26000 - Fondo per il finanziamento di provvedimenti legislativi in corso di adozione L. 1.160.000.000
In aumento:
Sez. 2ª - Azione e interventi nel campo dell'istruzione e cultura
Rubr. 2ª - Formazione
Cap. 10500 - Spese e contributi per il funzionamento, i trasporti, la Cap. 10500 - Spese e contributi per il funzionamento, i trasporti, la refezione e l'assistenza agli alunni delle scuole materne statali degli Enti locali e delle scuole materne private situate in aree non ancora servite da scuole statali (legge 18-3-1968, n. 444) L. 200.000.000
Cap. 10600 - Spese e contributi per il trasporto gratuito e l'assistenza agli alunni della scuola dell'obbligo, per il funzionamento dei patronati scolastici e dei loro consorzi; spese per l'acquisto di libri, materiale didattico e di esercitazione per gli alunni della scuola dell'obbligo. Spese e contributi per il funzionamento istituzionale delle casse scolastiche delle scuole medie (legge 24-3-1962, numero 1073. legge 4-3-1958, numero 261. legge 31-10-1966, numero 942) L. 700.000.000
Cap. 10700 - Spese e contributi per il trasporto, il servizio di mensa, l'acquisto di libri e materiale didattico e di esercitazione per gli allievi delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica; borse di studio per gli allievi delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica, compresi i sussidi, incoraggiamenti e borse di tirocinio agli allievi degli Istituti tecnici e professionali; assegnazione agli allievi degli Istituti Professionali Statali di posti gratuiti e semi - gratuiti in convitto; spese per il funzionamento istituzionale delle casse scolastiche delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica (legge 31-10-1966, n. 942. legge 24 marzo 1962, n. 1073. D.L.C.P.S. 27-5-1947, n. 690. LR n. 5 del 13-1-1973) L. 200.000.000
Cap. 10800 - Spese per la gestione ed il funzionamento dei corsi di formazione professionale istituiti presso le scuole regionali e gli Istituti Professionali di Stato comprendenti sia le spese per provvidenze agli allievi, sia tutte le spese per esigenze didattiche generali promozionali (L. 24 aprile 1949, n. 264 e successive modificazioni; L. 4-5-1951, n. 456; L. 19-1-1955, n. 25 modif. articolo 16; L. 8-7-1956, n. 706; D.L. 30-1-1971, n. 5 convertito con modificazioni in L. 30 marzo 1971, n. 424) (compresi i contributi previsti dalla legge 12 febbraio 1967, n. 36) L. 60.000.000
L. 1.160.000.000
In diminuzione.
Sez. 2ª - Azione ed interventi nel campo dell'istruzione e cultura
Rubr. 2ª - Formazione
Cap. 10500 - Spese e contributi per il funzionamento, i trasporti, la refezione e l'assistenza agli alunni delle scuole materne statali degli Enti locali e delle scuole materne private situate in aree non ancora servite da scuole statali (L. 18-3-1968, n. 444) L. 400.000.000
Cap. 10600 - Spese e contributi per il trasporto gratuito e l'assistenza agli alunni della scuola dell'obbligo per il funzionamento dei patronati scolastici e dei loro consorzi; spese per l'acquisto dei libri, materiale didattico e di esercitazione per gli alunni della scuola dell'obbligo. Spese e contributi per il funzionamento istituzionale delle casse scolastiche delle scuole medie (L. 24-3-1962, n. 1073. L. 4-3-1958, n. 261. L. 31 ottobre 1966, n. 942) L. 1.997.000.000
Cap. 10700 - Spese e contributi per il trasporto, il servizio di mensa; l'acquisto di libri e materiale didattico e di esercitazione per gli allievi delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica; borse di studio per gli allievi delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica, compresi i sussidi, incoraggiamenti e borse di tirocinio agli allievi degli Istituti professionali; assegnazione agli allievi degli Istituti professionali statali di posti gratuiti e semigratuiti in convitto; spese per il funzionamento istituzionale delle casse scolastiche delle scuole ed Istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica (L. 31 ottobre 1966, n. 942; L. 24-3-1962, n. 1073; D.L.C.P.S. 27-5-1947, n. 600; LR n. 5 del 13-1-1973) L. 949.000.000
Cap. 10800 - Spese per la gestione ed il funzionamento dei corsi di formazione professionale istituiti presso le scuole regionali e gli Istituti professionali di Stato comprendenti sia le spese per provvidenze agli allievi sia tutte le spese per esigenze didattiche generali e promozionali (L. 24 aprile 1949, n. 264 e successive modificazioni; L. 4-5-1951, numero 456; L. 19-1-1955, n. 25 modif. art. 16; L. 8-7-1956, numero 706; D.L. 30-1-1971, n. 5 convertito con modificazioni in L. 30-3-1971, n. 424) (compresi i contributi previsti dalla Legge 12-2-1967, n. 36) L. 350.000.000
L. 3.696.000.000
Di nuova istituzione.
Rubr. 5ª - Funzioni delegate
Cap. 12850 - Spese per le funzioni delegate in materia di diritto allo studio L. 3.696.000.000

Art. 31. - (Norma finale)
Cessano di avere applicazione tutte le norme di leggi statali concernenti gli interventi di assistenza scolastica disciplinati dalla presnete legge, ad eccezione di quelle espressamente richiamate.
Sono abrogate tutte le disposizioni in materia di assistenza scolastica di cui alla legge regionale 17 aprile 1972, n. 13, incompatibili con le norme della presente legge.
Restano ferme le disposizioni contenute nella legge regionale 30 aprile 1973, n. 30. La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale.E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana.