REGIONE TOSCANA L. R. n.18, 12-03-1977



ISTITUZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA ALLA FAMIGLIA, ALLA MATERNITÀ , ALL' INFANZIA E AI GIOVANI IN ETÀ EVOLUTIVA



BUR TOSCANA n. 14 del 18 marzo 1977





Legge modificata da:

L. R. Toscana n. 20 del 2000, art. 5

L. R. Toscana n. n. 37 del 1978, artt. 1 – 4

L. R. Toscana n. 50 del 1982, art. 5

L. R. Toscana n. 36 del 1985



Legge abrogata da:

L. R. Toscana n. 35 del 1978, art. 24

L. R. Toscana n. 47 del 1986, art.19



 

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ARTICOLO 12



(Requisiti, modalità di funzionamento e finanziamento dei servizi consultoriali non gestiti da comuni o loro consorzi)



Istituzioni o enti pubblici e privati che abbiano finalità sociale, sanitarie e assistenziali senza fini di lucro, possono istituire consultori familiari per le attività di cui alla legge 29 luglio 1975, n. 405.

L' istituzione di tali consultori è  autorizzata dalla Giunta regionale che ne accerta i requisiti avvalendosi del consorzio o del comune territorialmente competente.

Ai fini della concessione dell' autorizzazione la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilisce annualmente criteri obiettivi circa la dotazione di strumenti tecnici, ambienti di lavoro e organizzazione funzionale e amministrativa, con rigorosa esclusione di ogni criterio selettivo riferito alle convinzioni politiche, religiose o sociali.  I consultori devono essere dotati di una equipe stabile che presti la propria attività  secondo il metodo del lavoro di gruppo, composta almeno di un medico generico, un ginecologo, un operatore sociale ed uno psicologo.

Il Consiglio regionale, in sede di approvazionedel programma previsto dall' articolo 16, dispone l' erogazione di contributi in favore di istituzioni ed enti autorizzati alla gestione dei consultori di cui al primo comma, utilizzando una quota non superiore al 10% di quanto assegnato dallo Stato alla Regione ai sensi della legge 29 luglio 1975, n. 405, e ripartendola in modo da rispettare le esigenze di funzionalità  di una adeguata dislocazione territoriale e del pluralismo delle iniziative.  A tal fine entro il 30 novembre dell' anno precedente a quello cui si riferisce l' erogazione, le istituzioni e gli enti interessati possono inoltrare domanda al consorzio o al comune competente unitamente ad un programma annuale e ad una relazione attestante il tipo di struttura e il personale disponibile.

Le domande sono trasmesse dal consorzio o dai comuni alla Giunta regionale, con un motivato parere.

Il contributo regionale è  erogato avvalendosi del consorzio o del comune competente.

I consultori familiari istituiti ai sensi del primo comma del presente articolo sono sottoposti alla vigilanza del consorzio o del comune competente, anche in relazione alla utilizzazione del contributo regionale.

La Giunta regionale, sulla base delle indicazioni del consorzio o del comune competente, delibera la revoca dell' autorizzazione in caso di gravi insufficienze di funzionamento.

Le prestazioni erogate dai consultori familiari che ricevono il contributo dalla Regione sono gratuite.

Le istituzioni e gli enti autorizzati ai sensi del primo comma del presente articolo, possono avvalersi,

mediante convenzione, degli ospedali e dei presidi specialistici degli enti mutualistici di assistenza sanitaria esistenti nella regione, per gli esami di laboratorio e radiologici e per ogni altra ricerca strumentale, sulla base di una convenzione tipo approvata con deliberazione dalla Giunta regionale.

La prescrizione dei presidi e dei prodotti farmaceutici, indicati in apposito elenco approvato dalla Giunta regionale, può  essere effettuata dai medici addetti e operanti nei consultori di cui al primo comma del presente articolo, con onere a carico dell' ente cui compete l' assistenza sanitaria.

Per le persone in stato di bisogno indicate all' articolo 3, lettera c, della legge regionale 7 aprile 1976, n. 15, che non fruiscono di assistenza sanitaria a carico di enti pubblici, l' onere delle prescrizioni di cui al comma precedente, è  a carico della Regione che le eroga attraverso farmacie allo scopo convenzionale.

La competente commissione consiliare è  informata dalla Giunta regionale dei provvedimenti di cui al primo sesto, ottavo e nono comma del presente articolo.

 

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FB