REGIONE TOSCANA L.R. n. 6, 16-01-1975


NORME TRANSITORIE SULLA RIPARTIZIONE DEL FONDO REGIONALE PER L' ASSISTENZA OSPEDALIERA E SUL BILANCIO DI PREVISIONE DEGLI ENTI OSPEDALIERI.


BUR TOSCANA n. 4 del 17 gennaio 1975





Legge modificata da:

L. R. Toscana n. 7 del 1976, artt. 1 - 2


Legge abrogata da:

L. R. Toscana n.12 del 1999





ARTICOLO 1


Lo stanziamento assegnato alla Regione a norma dell' art. 17 del DL 8 luglio 1974, n. 264, convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386, costituisce il Fondo regionale per l' assistenza ospedaliera.

Il Fondo è iscritto, a partire dall' esercizio finanziario 1975, negli stati di previsione del bilancio della Regione in due appositi capitoli delle contabilità speciali, uno per l' entrata e uno per la spesa. Il capitolo relativo alla spesa è ripartito in articoli secondo i seguenti gruppi di spesa:

1) spesa per l' assistenza erogata dagli enti ospedalieri anche convenzionati con cliniche ed istituti universitari di ricovero e cura ai sensi dell' art. 4 del DPR 27 marzo 1969, n. 129, nonchè dagli ospedali clinicizzati;

2) spesa per l' assistenza resa per convenzione dalle istituzioni sanitarie ai sensi dell' art. 18, 1º comma, DL 8 luglio 1974, n. 264, convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386; spesa per l' assistenza ospedaliera erogata in forma indiretta dalla Regione ai sensi dell' art. 12, 2º e 3º comma del DL 8 luglio 1974, n. 264, convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386; spesa per l' assistenza ospedaliera resa all' estero, secondo i vigenti ordinamenti degli enti mutualistici, nei confronti degli aventi diritto che si trovino fuori del territorio nazionale per ragioni di lavoro e per i rimborsi alle Casse marittime per l' assistenza ospedaliera all' estero a norma dell' art. 12, 5º e 7º comma, del DL 8 luglio 1974, n. 264 convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386;

3) spesa per la gestione dello stanziamento di cui al primo comma, ivi compresa la spesa per il personale di cui all' art. 19 del DL 8 luglio 1974, n. 264 convertito nella legge 17- 8- 1974, n. 386, nonchè la spesa per il decentramento di funzioni relative alla predetta legge;

4) spesa d' investimento relativa agli enti di cui al punto 1 ed altri oneri comunque afferenti il DL 8 luglio 1974, n. 264 convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386, nonchè spese impreviste riguardanti i precedenti gruppi di spesa.

Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, delibera annualmente l' entità e le eventuali successive variazioni dei predetti gruppi di spesa.


ARTICOLO 2


Lo stanziamento concernente il gruppo di spesa di cui all' art. 1, è ripartito tra gli enti ivi indicati secondo i seguenti criteri:

a) stipendi, assegni, indennità , compensi ed oneri diversi per il personale, nonchè oneri riflessi.

La Regione corrisponde una somma pari alla spesa per il personale in servizio al 31 dicembre di ogni anno maggiorata degli incrementi automatici spettanti al personale nell' arco del nuovo esercizio, degli oneri conseguenti all' applicazione di contratti collettivi di lavoro, degli oneri relativi a mutamenti di qualifica del personale formalmente riconosciuti e degli oneri per nuove assunzioni preventivamente autorizzate dalla Regione.

La Regione corrisponde altresì , con i criteri di cui sopra in quanto applicabili, una somma pari agli oneri a carico degli enti per il personale in quiescenza;

b) compensi per consulenze mediche a regime forfettario; spese per gli organi dell' ente; canoni reali di locazione.

La Regione corrisponde una somma pari alla spesa sostenuta annualmente dagli enti ospedalieri;

c) rate di ammortamento mutui e prestiti pluriennali; canoni di locazioni finanziarie mobiliari e immobiliari.

La Regione corrisponde una somma annua pari alle rate di mutui e prestiti e ai canoni dipendenti da contratti stipulati al 31 dicembre 1974.

Per gli impegni assunti ma non perfezionati entro la stessa data gli enti ospedalieri, qualora intendano portare a compimento l' operazione, debbono chiedere alla Giunta regionale la relativa autorizzazione;

d) medicinali e gas terapeutici, materiali di laboratorio, materiale radiologico, materiale di medicazione e vario, esami e terapie affidati ad esterni.

La Regione corrisponde:

1) una somma pari al 4% dell' introito lordo annuo per prestazioni ambulatoriali e di pronto soccorso;

2) una somma, per le giornate complessive di degenza, determinata in rapporto al costo effettivo per giornata di degenza desunto dal consuntivo dell'esercizio precedente;

e) vitto.

La Regione corrisponde, per le giornate complessive di degenza, una somma determinata in rapporto al costo effettivo per giornata di degenza desunto dal consuntivo dell' esercizio precedente;

f) manutenzione dei beni immobili, manutenzione e rinnovo di minute, attrezzature sanitarie, economali e tecniche.

La Regione corrisponde una somma non superiore al 2,5% della previsione di spesa complessiva annua di parte corrente, escluso il fondo di riserva;

g) altre voci di spesa.

La Regione corrisponde una somma pari alla spesa ragguagliata al 31 dicembre di ogni anno e rivalutata di un coefficiente non superiore al presunto incremento dei prezzi;

h) fondo di riserva.

La Regione corrisponde una somma non superiore allo 0,5% della previsione di spesa complessiva annua di parte corrente.

Per l' anno 1975, su proposta della Giunta, da presentarsi entro e non oltre il 30 maggio, il Consiglio regionale delibera indici di costi ottimali per le voci indicate ai paragrafi d) ed e) al fine di conseguire una razionalizzazione della spesa ospedaliera, tenendo conto delle indicazioni fornite dalle iniziative previste agli artt. 8 e 9. Tale determinazione comporterà obbligatoriamente da parte degli enti ospedalieri l' adozione di provvedimenti atti ad effettuare le opportune variazioni di bilancio.

Per gli anni successivi tale provvedimento dovrà essere proposto dalla Giunta entro e non oltre il 30 settembre precedente l' esercizio cui si riferisce.

Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, determina annualmente i coefficienti di variazione degli indici dei prezzi.

Resta escluso il finanziamento della spesa degli enti ospedalieri dipendente da impegni assunti prima del 31 dicembre 1974 o comunque riferentesi a periodi precedenti l' anno 1975, salvo le quote di spesa dipendenti da impegni pluriennali.

Dal 1º gennaio 1975 gli impegni pluriennali di spesa possono essere assunti solo previa autorizzazione della Giunta regionale.


ARTICOLO 3


Il bilancio di previsione degli enti ospedalieri, redatto in conformità dei criteri di finanziamento di cui alla presente legge e della determinazione di cui al 2º e 3º comma dell' articolo precedente, è deliberato entro il 30 novembre dell' anno che precede lo esercizio e trasmesso all' organo regionale di controllo per gli effetti dell' art. 16 della legge 19 febbraio 1968, n. 132.

Il bilancio di previsione è altresì inviato alla Giunta regionale munito del parere espresso dal Consiglio comunale o dal Consorzio socio - sanitario ove l' ente ospedaliero ha sede.

In attesa della normativa regionale sull' amministrazione e contabilità degli enti ospedalieri, la materia rimane disciplinata dalle norme RD 5 febbraio 1891, n. 99, in quanto applicabili.

Il bilancio di previsione degli enti ospedalieri è compilato in conformità del modello allegato nonchè dei prospetti dimostrativi delle poste di spesa e degli altri dati occorrenti per una prima individuazione e valutazione di centri di costo, redatti secondo le indicazioni fornite dalla Giunta regionale previa informazione della competente commissione consiliare.


ARTICOLO 4


In relazione al flusso del Fondo nazionale per l' assistenza ospedaliera la Giunta regionale corrisponde acconti periodici sui finanziamenti previsti dall'art. 2 in base ad un bilancio previsionale di Cassa predisposto trimestralmente dagli enti ospedalieri.

Il bilancio previsionale di cassa è trasmesso alla Giunta entro il giorno 15 del mese precedente l' inizio di ogni trimestre.

I relativi acconti sono concessi per la quota parte afferente la competenza dell' esercizio finanziario in corso.

La determinazione finale del finanziamento spettante a ciascun ente ospedaliero è effettuata a chiusura dell' esercizio dalla Giunta regionale sulla base dei criteri di riparto e degli indici di spesa, in rapporto all' attività svolta dall' ente, tenuto conto altresì delle somme corrisposte direttamente dai soggetti che si avvalgono delle prestazioni dell' ente.

Per effetto di tale determinazione gli enti ospedalieri apportano ai rispettivi bilanci le necessarie modificazioni.

Gli enti ospedalieri che nel corso dell' esercizio registrino per cause impreviste maggiori spese di gestione, comunque non finanziabili, possono presentare alla Regione documentata richiesta di finanziamenti integrativi.

Il Consiglio regionale adotta gli opportuni provvedimenti.


ARTICOLO 5


Le eventuali minori spese conseguenti a compressione dei costi di gestione e le altre disponibilità degli enti ospedalieri sono destinate, in misura non inferiore al 50%, ad integrazione degli stanziamenti per interventi cui consegua un miglioramento del grado di efficienza dei servizi, compresi gli interventi manutentivi di carattere ospedaliero, con esclusione della spesa per il personale.


ARTICOLO 6


La somma di cui all' art. 1, punto 4), eccezion fatta per le spese impreviste, è ripartita separatamente fra gli enti ospedalieri in quote comprendenti:

a) spese per interventi cui consegue una compressione dei costi di gestione e/ o un miglioramento o ripristino del grado di efficienza dei servizi, per ammodernamento, acquisti di attrezzature sanitarie e tecnico - economali e di automezzi;

b) spese per la didattica medica e non medica, per l' educazione sanitaria e per la ricerca scientifica;

c) spese per l' istituzione di nuove divisioni, sezioni e servizi autorizzate nei modi di legge;

d) spese per l' informatica e per l' introduzione e lo sviluppo di sistemi automatizzati;

e) spese per attività di cui al penultimo comma dell' art. 2 legge 12 febbraio 1968, n. 132.

Il Consiglio regionale, entro tre mesi dall' entrata in vigore della presente legge, approva la disciplina relativa al finanziamento delle spese di cui al comma precedente.

In attesa di tale disciplina sono finanziate per l' esercizio 1975 le spese necessarie all' espletamento dei programmi di formazione e qualificazione professionale in atto, purchè debitamente autorizzati dalla Regione, nonchè le spese di cui al punto e) nell' importo previsto per l' esercizio precedente.


ARTICOLO 7


Ai fini del controllo sull' andamento della gestione gli enti ospedalieri sono tenuti ad inviare alla Giunta regionale periodicamente un rendiconto dell' attività e delle spese sostenute, redatto secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla Giunta.

Il rendiconto deve essere corredato del parere del Collegio dei Revisori.


ARTICOLO 8


Il Consiglio regionale su proposta della Giunta, da presentarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, approva una tabella contenente medie teoriche della degenza media ottimale per le varie attività ospedaliere.

Gli enti ospedalieri segnalano nei modi e nei tempi indicati dalla Giunta regionale, le differenze accertate rispetto alle medie teoriche di cui al precedente comma.

La Giunta regionale interviene nei confronti degli enti ospedalieri le cui degenze effettive superino tali valori ottimali al fine di accertarne ed eliminarne le eventuali cause. A questo scopo la Giunta può istituire, sentito il Consiglio regionale, una commissione tecnica consultiva, presieduta dal Presidente della Giunta o da un componente della Giunta stessa all' uopo delegato, con il compito di esprimere pareri in ordine alle migliori condizioni di efficienza dell' intervento ospedaliero.

Delle iniziative adottate la Giunta informa la competente commissione consiliare.


ARTICOLO 9


La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con università ed altri organismi di ricerca per la costituzione di un osservatorio farmacologico avente il compito di fornire periodiche indicazioni cliniche sull' uso dei farmaci e di formulare proposte di orientamento atte a realizzarne un uso razionale negli enti ospedalieri della Toscana.


ARTICOLO 10


Il Collegio dei Revisori degli enti ospedalieri è composto da un rappresentante del Ministero del Tesoro e da due rappresentanti effettivi e due supplenti nominati dal Consiglio regionale.

Il Collegio elegge nel proprio seno il presidente.

I componenti del Collegio durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati.

Il Collegio esercita la vigilanza sulla gestione del bilancio e del patrimonio dell' ente e sulla regolarità degli atti amministrativi. Vigila altresì il rispetto degli indirizzi e sulla realizzazione degli obiettivi posti dalla Regione all' ente ospedaliero ed esercita ogni altra attività eventualmente attribuita al medesimo con legge regionale.

Il Collegio trasmette copie dei verbali delle proprie riunioni e fornisce, a richiesta, informazioni al presidente dell' ente ospedaliero e alla Giunta regionale.


ARTICOLO 11


Le norme della presente legge si applicano anche alle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, classificate infermerie ai sensi del RD 30 settembre 1938, n. 1631, che svolgono attività di assistenza ospedaliera.


FB