REGIONE TOSCANA L. R. n. 15, 7-04-1976


INTERVENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA SOCIALE E DELEGA DI FUNZIONI AGLI ENTI LOCALI.


BUR TOSCANA n. 18 del 16 aprile 1976




Legge modificata da:

L. R. Toscana n. 35 del 1978, artt. 2 - 24

L. R. Toscana n. 40 del 1979, artt. 1 - 5

L. R. Toscana n. 7 del 1985, artt. 1

L. R. Toscana n. 36 del 1985

L. R. Toscana n. 40 del 1985, artt. 1 - 2

L. R. Toscana n. 35 del 1986, art. 12


Legge abrogata da:

L. R. Toscana n. 1 del 1985, art. 4

L. R. Toscana n. 72 del 1997, art. 67




TITOLO I


Interventi di sostegno economico e per l' istituzionedi servizi di assistenza sociale - Delega di funzioni agli Enti locali.


ARTICOLO 1


Finalità


Al fine di prevenire e rimuovere le situazioni e le cause che ostacolano il pieno, libero e dignitoso sviluppo della persona umana, in attuazione dell' articolo 4 dello Statuto, sono stabiliti interventi per assicurare prestazioni e servizi di assistenza sociale, con le forme e le modalità contenute nella presente legge.


ARTICOLO 2


Soggetti e fini degli interventi


L' assistenza sociale è volta a garantire ad ogni persona mezzi adeguati ad assicurare il soddisfacimento delle esigenze vitali e l' eguaglianza di prestazioni a parità di bisogni.

In particolare l' assistenza sociale tende:

a) a prevenire o rimuovere situazioni di abbandono e di bisogno;

b) ad assicurare il mantenimento od il reinserimento dei soggetti nel proprio nucleo familiare, ovvero l' inserimento in altro nucleo ritenuto idoneo e, comunque, la permanenza nel proprio ambiente;

c) a favorire il recupero dei soggetti socialmente disadattati od affetti da minorazioni psico – fisiche e sensoriali ed il loro inserimento o reinserimento nel normale ambiente familiare e comunitario;

d) a realizzare gli obiettivi prioritari stabiliti dal Consiglio regionale ai sensi del successivo articolo 23.

Gli interventi di assistenza sociale si attuano garantendo ai destinatari una autonoma e libera scelta fra le possibili prestazioni.


ARTICOLO 3


Modalità di intervento


Le finalità di cui al precedente articolo si realizzano con:

a) istituzione di servizi sociali per attività di indagine e interventi di prevenzione, assistenza domiciliare, assegnazione di alloggi, formazione di nuclei comunitari nonchè il ricovero nei limiti previsti dal successivo articolo 4;

b) interventi di sostegno economico, mediante erogazione di assegni integrativi che consentano il mantenimento, l' educazione e l' assistenza dei minori nonchè l' assistenza ed il mantenimento degli adulti inabili al lavoro e, comunque, privi di sufficienti mezzi di sussistenza. Tali interventi sono disposti direttamente a favore dell' interessato oppure, nel caso di minori o di adulti comunque incapaci, a favore della famiglia. Sono inoltre disposti interventi economici a favore delle famiglie affidatarie di minori o ospitanti adulti inabili, come corrispettivo del servizio sociale svolto;

c) interventi occasionali di sostegno economico a favore di persone che, in via temporanea o per circostanze eccezionali o urgenti, devono fronteggiare situazioni particolari di bisogno e non dispongono di adeguate risorse finanziarie;

d) istituzione di servizi sociali per il tempo libero e di centri di vacanza.


ARTICOLO 4


Interventi di ricovero


Il ricovero ed il mantenimento di minori e di adulti presso istituzioni assistenziali, è disposto a seguito della constatata impossibilità di garantire le esigenze vitali con interventi diversi e limitatamente al tempo in cui permane tale impossibilità .

Alla scelta dell' istituto di ricovero partecipa direttamente la persona interessata o la famiglia.


ARTICOLO 5


Centri di vacanza


L' istituzione e la gestione dei centri di cui alla lettera d) dell' articolo 3 è sottoposta ad autorizzazione annuale.

Apposito regolamento regionale stabilisce i presupposti per le autorizzazioni indicate al primo comma e le modalità del controllo igienico, sanitario, socio - educativo e contabile nei confronti degli enti gestori, sia pubblici che privati, disciplinando altresì l' adozione dei provvedimenti di diffida e di revoca delle autorizzazioni nel caso di iregolarità o di non osservanza delle disposizioni impartite. Il regolamento in particolare determina:

- i requisiti e le caratteristiche di località , ambienti ed attrezzature;

- il numero ed i requisiti professionali del personale addetto ai centri;

- gli accertamenti sanitari e le misure di profilassi igienica cui devono sottoporsi gli utenti ed il personale;

- le registrazioni e le documentazioni obbligatorie;

- i servizi prescritti per i diversi tipi di soggiorno;

- le modalità e la periodicità delle visite ispettive.

Il regolamento interno degli enti gestori deve consentire l' accesso e le visite, in particolare dei familiari, ai locali dei centri di vacanza.

Minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali non possono costituire motivo di esclusione dal soggiorno nei centri.

Nel caso in cui siano ospitati soggetti affetti da tali minorazioni, i centri devono istituire o avvalersi di servizi idonei di educazione, assistenza e riabilitazione.

La Regione concorre alle spese per i servizi di cui al comma precedente, con contributi previsti dall' articolo 27.


ARTICOLO 6


Idoneità delle strutture di ospitalità e dei nuclei famigliari affidatari od ospitanti


I criteri per l' accertamento e per la determinazione dei requisiti di idoneità delle strutture di ospitalità , nonchè dei nuclei familiari previsti dall' articolo 3, sono stabiliti dai comuni, o, per gli interventi di loro competenza, dalle province in conformità alle condizioni stabilite con apposito regolamento regionale.

Le strutture di ospitalità , di cui al comma precedente, quando non siano istituite direttamente dagli enti locali territoriali, sono sottoposte a preventiva autorizzazione.



ARTICOLO 7


Interventi di competenza regionale


Gli interventi di competenza regionale in materia di assistenza sociale e, in particolare, gli interventi

a favore degli appartenenti alle categorie post - belliche - ex combattenti, ex partigiani, ex prigionieri di guerra ed internati militari, ex deportati ed internati civili, invalidi civili per fatti di guerra, invalidi per residuati bellici - nei limiti di cui ai Decreti legislativi luogotenenziali 31 luglio 1945, n. 425 e 28 settembre 1945, n. 646, dei profughi e dei rimpatriati di cui alla legge 12 dicembre 1973, n. 922; degli inabili al lavoro, il cui mantenimento è posto a carico della Regione ai sensi dell' articolo 1, lettera d) del DPR 15 gennaio 1972, n. 9, nonchè degli assegnatari di alloggi economici e popolari ai sensi dell' articolo 5, lettera g) del DPR 30 dicembre 1972, n. 1036, sono attuati per i fini di cui all' articolo 2, con le modalità indicate ai precedenti articoli 3 e 4.

Gli interventi a favore di minori ed anziani, il cui mantenimento, a qualsiasi titolo, è attualmente posto a carico della Regione, ai sensi dell' articolo 1 del DPR 15 gennaio 1972, n. 9, sono attuati per

i fini di cui all' articolo 2, con le modalità di cui ai

precedenti articoli 3 e 4.


ARTICOLO 8


Provvidenze economiche a favore di hanseniani e affetti da tubercolosi


Le provvidenze economiche previste dalle leggi 3 giugno 1971, n. 404 e 12 gennaio 1974, n. 4 a favore degli hanseniani e loro famiglie a carico, nonchè quelle stabilite dall' articolo 5 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088 a favore degli affetti da tubercolosi e loro familiari a carico e l' erogazione dei rispettivi assegni, sono assicurati dalla Regione anche quando si trovino ricoverati fuori dal territorio regionale, previo accertamento delle condizioni necessarie per la concessione.


ARTICOLO 9


Delega delle funzioni di competenza regionale ed indirizzi generali


La funzione di cui all' articolo 7, nonchè quelle di autorizzazione, diffida e revoca di cui all' articolo 5, primo e secondo comma di autorizzazione di cui all' art. 6 ultimo comma, sono delegate ai comuni, che le esercitano, a norma dell' articolo 65 dello Statuto, secondo i seguenti indirizzi generali:

a) i servizi e le strutture utilizzate per la realizzazione degli interventi, pur nella salvaguardia di particolari esigenze di specializzazione, sono rivolte alla generalità della popolazione, con esclusione di destinazioni di carattere settoriale o per categorie di cittadini;

b) la gestione sociale delle strutture di ospitalità è assicurata comunque dalla partecipazione degli utenti, o delle loro famiglie, e degli operatori. Le funzioni di cui agli articoli 5 e 6 sono esercitate

dal comune in cui è ubicato il centro di vacanza o la struttura di ospitalità .

Gli interventi di cui all' articolo 7 sono effettuati dal comune di residenza dell' assistito. Tali interventi possono essere attuati anche a favore di non residenti, previo accertamento della necessità ed urgenza della prestazione da effettuare. Dell' intervento attuato è data comunicazione al comune di residenza dell' assistito.

I provvedimenti di ricovero ai sensi dell' articolo 154 del TU approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773, sono delegati ai comuni, che li attuano nei limiti previsti dall' articolo 4 della presente legge e nel caso di non residenti, alle condizioni di cui al comma precedente.

Sono altresì delegate ai comuni di residenza dei beneficiari, le funzioni di cui al precedente articolo

8, nonchè l' erogazione degli assegni di cui alla legge regionale 13 gennaio 1973, n. 4.



TITOLO II

Controversie per le spese di soccorso e di assistenza e delega di funzioni agli enti locali.



ARTICOLO 10


Delega delle decisioni delle controversie


La decisione delle controversie tra comuni ed altri enti pubblici per il rimborso delle spese di soccorso e di assistenza, rese obbligatorie da particolari disposizioni di legge o statutarie, comprese quelle relative al mantenimento degli inabili al lavoro a norma dell' articolo 154 del TU approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773, è delegata alla provincia nel cui territorio ha sede l' ente o l' istituzione che ha erogato la prestazione, ovvero, nell' ipotesi di cui all' articolo 1 lettera c), seconda parte, del DPR 15 gennaio 1972, n. 9, alla provincia nel cui territori si trova il comune di residenza del ricoverato.

Qualora nel corso del procedimento siano accertati interessi patrimoniali della provincia, la controversia è decisa dalla Giunta regionale.

Le controversie in cui siano parte i consorzi provinciali antitubercolari sono decise dalla Giunta regionale.

Le funzioni di cui al secondo e terzo comma del presente articolo possono essere delegate dalla Giunta regionale al suo Presidente.


ARTICOLO 11


Contestazione del debito


L' ente o istituzione che effettua il ricovero provvede a darne comunicazione scritta agli enti presunti debitori, entro 5 giorni dalla data dell' ammissione.

Dopo 3 mesi di ricovero e, comunque, all' atto della dimissione del beneficiario della prestazione, l' ente ricoverante comunica all' ente ritenuto debitore la distinta delle spese sostenute, indicando il titolo su cui si fonda il credito e richiedendone il pagamento.

Entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al precedente comma, l' ente che intenda

contestare in tutto o in parte il debito, deve produrre all' ente ricoverante motivata opposizione.

In caso di omessa opposizione, il debito si intende riconosciuto a tutti gli effetti.

Tutte le comunicazioni, nonchè l' inoltro delle opposizioni, vengono effettuate con lettera raccomandata.


ARTICOLO 12


Decisione delle controversie


Per la decisione delle controversie, l' ente ricoverante trasmette alla provincia l' opposizione pervenuta, unitamente alle proprie controdeduzioni, nonchè ogni altro elemento utile per la decisione.

La provincia decide la controversia sulla base dei motivi contenuti nell' opposizione, nonchè di ogni altro elemento istruttorio che ritenga utile acquisire.

Qualora, nel corso dell' istruttoria, emergano fondati motivi per ritenere che il debito sia, in tutto o in parte, di competenza di altro ente, la provincia dà comunicazione a quest' ultimo dei termini essenziali della controversia, assegnando un termine non inferiore a trenta giorni per formulare le proprie deduzioni.

Trascorso il termine assegnato, la provincia decide la controversia, indica l' ente tenuto al pagamento ed emette l' ordine relativo, ai sensi dell' ultimo comma dell' articolo 125 del DPR 5 febbraio 1891, n. 99.

Per le controversie di cui al secondo e terzo comma dell' articolo 10, la provincia, acquisiti gli atti relativi, li trasmette alla Giunta regionale per i provvedimenti di competenza.



TITOLO III


Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza ed enti comunali di assistenza - Riordinamento e delega di funzioni agli enti locali.




ARTICOLO 13


Delega di funzioni concernenti le IPAB.


Tutte le funzioni amministrative di cui all' articolo 1 lettera a) del DPR 15 gennaio 1972, n. 9, concernenti le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, già disciplinate con la legge 17 Luglio 1890, n. 6972, e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè con i relativi regolamenti di esecuzione, ad eccezione di quelle indicate al successivo articolo 14, sono delegate ai comuni nel cui territorio ha sede l' istituzione. In particolare sono delegate le funzioni concernenti la vigilanza ispettiva, il coordinamento, la sospensione o lo scioglimento di amministrazioni, la nomina di commissari, le modifiche statutarie, escluse quelle indicate al successivo articolo 14.

Le funzioni di cui al precedente comma sono eccezionalmente delegate alle province qualora le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza svolgano prevalente attività nei settori di competenza propri delle province stesse.

I comuni e le province esercitano la delega, ai sensi dell' articolo 65 dello Statuto, attenendosi ai seguenti indirizzi:

a) i provvedimenti saranno diretti a superare l' isolamento e l' emarginazione dei ricoverati;

b) sarà assicurato il coordinamento dell' attività degli enti e l' adattamento degli Statuti alla disciplina contenuta nella presente legge;

c) sarà assicurato il coordinamento degli interventi sociali svolti dalle IPAB con gli interventi sanitari e, più generalmente, di sicurezza sociale attuati nel territorio;

d) i servizi sociali delle IPAB saranno organizzati in modo da assicurare la loro apertura a tutti i cittadini e la partecipazione alla loro gestione;

e) saranno favorite la riconversione e l' utilizzazione dei servizi delle IPAB secondo le finalità e le modalità d' intervento previste dal Titolo I della presente legge.

La gestione temporanea di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, nel caso previsto dall' articolo 49 della legge 17 Luglio 1890, n. 6972, è affidata ad un commissario nominato dal comune o, nel caso contemplato dal secondo comma del presente articolo, dalla provincia nel cui territorio ha sede l' istituzione.

L' indennità spettante al commissario è a carico dell' istituzione stessa, salvo rivalsa verso chi di ragione.

Entro sei mesi dalla nomina dovrà provvedersi alla ricostituzione dell' amministrazione ordinaria.


ARTICOLO 14


Funzioni esercitate direttamente dalla Regione


Sono esercitate direttamente dalla Regione le funzioni disciplinate con legge 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè con i relativi regolamenti d' esecuzione, concernenti la costituzione, il concentramento, il raggruppamento, il frazionamento, il consorzio, le modificazioni statutarie relative alle fusioni, alla mutazione dei fini ed alla composizione dei consigli di amministrazione, le trasformazioni e la estinzione, l' approvazioneo la costituzione d' ufficio di federazioni.

La Regione esercita comunque il potere di iniziativagià esercitato dal Prefetto ai sensi dell' articolo 62 della legge 17 Luglio 1890, n. 6972.

I provvedimenti di cui al primo comma sono adottati con deliberazione del Consiglio regionale.

Le funzioni di cui al secondo comma sono di competenza della Giunta regionale, che le esercita nel quadro degli indirizzi di programmazione nel settore della sicurezza sociale approvati dal Consiglio regionale.



ARTICOLO 15


Istituzioni a carattere associativo


Le disposizioni del presente titolo relative alla delega di funzioni non si applicano nè alle istituzioni

a carattere associativo le cui attività , a norma di statuto, si fondano su prestazioni volontarie e personali dei soci, nè alle confraternite soggette al secondo comma dell' articolo 77 del RD 2 dicembre 1929, n. 2262.

Le istituzioni di cui al comma precedente riconosciute quali istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza devono raccordare la loro attività con quella dei comuni, delle province e dei loro consorzi nel quadro della programmazione regionale.

I comuni, le province e i loro consorzi promuovono intese perchè nello stesso quadro possa raccordarsi anche l' attività delle istituzioni private.


ARTICOLO 16


Delega di funzioni concernenti gli ECA.


Le funzioni relative agli enti comunali di assistenza, disciplinate dalla legge 3 giugno 1937, n. 847 e successive modificazioni ed integrazioni, concernenti, in particolare, la integrazione dei bilanci, l' approvazione della relazione contenente il consuntivo dell'attività decorsa e il programma futuro, la vigilanza, la sospensione e lo scioglimento degli organi amministrativi e la nomina dei commissari, sono delegate al comune nel cui territorio ha sede ciascun ente e sono esercitate, ai sensi dell' articolo 65 dello Statuto, secondo i seguenti indirizzi:

a) gli interventi di sostegno finanziario saranno disposti dopo l' approvazione della relazione di cui al presente comma;

b) l' approvazione sarà subordinata alla positiva valutazione dell' attività e dei programmi dell' ente, che, nei limiti delle proprie finalità , stabilite dall'articolo 7 della legge 3 giugno 1937, n. 847, dovranno essere coordinati all' attività svolta dai comuni, secondo i principi fissati dalla presente legge.


ARTICOLO 17


Delega di funzioni concernenti i comitati di soccorso e le istituzioni private di assistenza


Le funzioni relative alle istituzioni private di assistenza ed ai comitati di soccorso, disciplinate dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modificazioni e integrazioni, nonchè dai relativi regolamenti di esecuzione, concernenti, in particolare, l' attività ispettiva e l' autorizzazione a promuovere pubbliche sottoscrizioni, sono delegate ai comuni in cui hanno sede le istituzioni.

Resta ferma la competenza regionale per i provvedimenti di chiusura delle istituzioni con fini di ricovero per abuso della pubblica fede e per cattivo funzionamento su proposta del comune in cui ha

sede l' istituzione. I suddetti provvedimenti sono adottati dal Consiglio regionale.




TITOLO IV


Ambiti territoriali e coordinamento degli interventi di assistenza sociale.




ARTICOLO 18


Ambiti territoriali – Consorzi


Le funzioni amministrative delegate agli enti locali con la presente legge saranno esercitate, ai sensi dell' articolo 65 dello Statuto, in modo da assicurare l' organizzazione ed il coordinamento dei servizi secondo gli ambiti territoriali determinati dalla legge regionale 7 dicembre 1973, n. 64.

A tal fine gli enti delegati possono costituirsi in consorzio, secondo gli ambiti di cui al precedente comma, ai sensi degli articoli 156 e segg. del RD 3 marzo 1934, n. 383, ovvero in altre forme associative.

Per la costituzione dei consorzi sono osservate le disposizioni contenute nella legge regionale del 28

agosto 1974, n. 50.


ARTICOLO 19


Rapporto di delega tra Regioni e Consorzi


A decorrere dall' anno finanziario successivo a quello della sua costituzione, il consorzio subentra nel rapporto di delega con la Regione a tutti gli effetti previsti dalla presente legge.

La quota degli enti delegati è costituita dall' intero ammontare del finanziamento ad essi spettante a norma della presente legge, salva la facoltà per l' ente delegato di integrarla con autonomi finanziamenti.


ARTICOLO 20


Coordinamento degli interventi di Assistenza Sociale


I comuni appartenenti allo stesso ambito territoriale pluricomunale, di cui alla legge regionale 7 dicembre 1973, n. 64, coordinano fra loro i servizi previsti dall' articolo 3 della presente legge. A tale scopo possono essere utilizzati i consorzi di cui al precedente articolo 18.

Onde evitare duplicazione dei servizi e assicurare una organica utilizzazione delle strutture esistenti,

le province, fino all' entrata in funzione dei consorzi, coordinano i loro servizi con i comuni territorialmente interessati, comunicando tempestivamente le prestazioni effettuate o i contributi erogati al comune di residenza del soggetto assistito.

Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, gli enti comunali di assistenza, i consorzi provinciali antitubercolari e tutti gli altri enti e associazioni pubbliche che attuano interventi a carattere locale disciplinati dalla presente legge, comunicano tempestivamente le prestazioni effettuate e i contributi erogati al comune di residenza del soggetto assistito.

La Regione promuove intese con tutti gli altri enti o associazioni pubbliche o private, che, per specifiche competenze legislative o statutarie, attuano interventi di assistenza sociale, per la trasmissione delle notizie, di cui al comma precedente, al comune di residenza del soggetto assistito.

Il comune determina l' ammontare dell' assegno integrativo di cui alla lettera b) dell' articolo 3, evitando il cumulo con interventi assicurati a altri enti.

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FB