REGIONE TOSCANA L. R. n. 35, 30-05-1978


INTEGRAZIONI E MODIFICHE DELLA LR 7- 4- 1976, N. 15 IN ATTUAZIONE DELLE NORME DEL DPR 24 LUGLIO 1977, N. 616.


BUR TOSCANA n. 28 del 9 giugno 1978





Legge abrogata da:

L. R. Toscana n. 42 del 1992, art. 34

L. R. Toscana n. 19 del 2000



ARTICOLO 1


In attuazione del DPR 24 luglio 1977, n. 616 sono introdotte nella legge regionale 7 aprile 1976, n. 15 le modifiche e le integrazioni di cui agli articoli seguenti.

Nella presente legge, la legge regionale 7 aprile 1976, n. 15 è indicata con le parole << legge regionale >>.


ARTICOLO 2


Il titolo primo della legge regionale è così modificato << interventi di sostegno economico e per l' istituzione dei servizi di assistenza sociale da parte degli enti locali >>.


ARTICOLO 3


L' articolo 5 della legge regionale è sostituito dal seguente:


Art. 5


(centri di vacanza)


I comuni autorizzano l' istituzione e la gestione dei centri di vacanza di cui alla lettera d) dell' articolo 3.

Apposito regolamento regionale stabilisce i presupposti per le autorizzazioni indicate al primo comma e le modalità del controllo igienico, sanitario, socio - educativo e contabile nei confronti degli enti gestori, sia pubblici che privati, disciplinando altresì l' adozione dei provvedimenti di diffida e di revoca delle autorizzazioni nel caso di irregolarità o di non osservanza delle disposizioni impartite. I provvedimenti di autorizzazione, diffida e revoca sono adottati dal comune in cui è ubicato il centro di vacanza.

Il regolamento in particolare determina:

- i requisiti e le caratteristiche di località , ambienti ed attrezzature;

- il numero ed i requisiti professionali del personale addetto ai centri;

- gli accertamenti sanitari e le misure di profilassi igienica cui devono sottoporsi gli utenti ed il personale;

- le registrazioni e le documentazioni obbligatorie;

- i servizi prescritti per diversi tipi di soggiorno;

- le modalità e la periodicità delle visite ispettive.

Il regolamento interno degli enti gestori deve consentire l' accesso e le visite, in particolare dei familiari, ai locali dei centri di vacanza.

Minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali non possono costituire motivo di esclusione dal soggiorno nei centri.

Nel caso in cui siano ospitati soggetti affetti da tali minorazioni, i centri devono istituire o avvalersi di servizi idonei di educazione, assistenza e riabilitazione.


ARTICOLO 4


L' articolo 6 della legge regionale è sostituito dal seguente:


Art. 6


(idoneità delle strutture di ospitalità e dei nuclei familiari affidatari o ospitanti)


I criteri per l' accertamento e per la determinazione dei requisiti di idoneità delle strutture di ospitalità , nonchè dei nuclei familiari previsti dall' articolo 3, sono stabiliti dai comuni, o, per gli interventi di loro competenza, dalle province in conformità alle condizioni stabilite con apposita legge regionale.

Le strutture di ospitalità , di cui al comma precedente, quando non siano istituite direttamente dagli enti locali territoriali, sono sottoposte a preventiva autorizzazione da parte del comune ove le strutture medesime sono ubicate.


ARTICOLO 5


L' articolo 7 della legge regionale è così modificato:


Art. 7


(interventi dei comuni)


Gli interventi di competenza dei comuni ai sensi dell' articolo 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, sono attuati dal comune di residenza dell' assistito per i fini di cui all' articolo 2 e con le modalità indicate ai successivi articoli della presente legge.

Tali interventi possono essere attuati anche a favore di non residenti, previo accertamento della necessità ed urgenza della prestazione da effettuare. Dell' intervento realizzato è data comunicazione al comune di residenza dell' assistito.

I servizi e le strutture utilizzati per assicurare le prestazioni, pur nella salvaguardia di particolari esigenze di specializzazione, sono rivolti alla generalità della popolazione, con esclusione di destinazioni di carattere settoriale o per categorie di cittadini.


ARTICOLO 6


L' articolo 8 della legge regionale è così modificato:


Art. 8


(interventi in materia di assistenza a categorie)


Gli interventi di cui all' articolo precedente concernono, tra l' altro, le attività relative a:

a) l' assistenza economica in favore delle famiglie bisognose dei detenuti e delle vittime del delitto;

b) l' assistenza post - penitenziaria;

c) gli interventi in favore dei minori soggetti a provvedimenti delle autorità giudiziarie minorili nell'ambito della competenza amministrativa e civile;

d) gli interventi di protezione sociale di cui agli articoli 8 e seguenti della legge 20 febbraio 1958, n. 75;

e) gli interventi in favore di profughi stranieri,

non riservati allo Stato dall' articolo 24, n. 2 del DPR 24 luglio 1977, n. 616.

Tra le funzioni assistenziali attribuite ai comuni ai sensi dell' articolo 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, sono inoltre comprese quelle già di competenza regionale tra cui, in particolare, quelle in favore:

1) delle categorie post - belliche nei limiti di cui ai decreti legislativi luogotenenziali 31 luglio 1945, n. 425, e 28 settembre 1945, n. 646;

2) dei profughi e dei rimpatriati di cui alla legge 19 ottobre 1970, n. 744 e successive integrazioni e modificazioni;

3) degli inabili al lavoro ai sensi dell' articolo 154 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773;

4) degli assegnatari di alloggi economici e popolari ai sensi dell' articolo 5, lettera g, del DPR 30 dicembre 1972, n. 1036;

5) degli hanseniani e loro familiari a carico ai sensi delle leggi 3 giugno 1971, n. 404 e 12 gennaio 1974, n. 4, e della legge regionale 28 aprile 1977, n. 26;

6) degli affetti da tubercolosi e loro familiari ai sensi dell' articolo 5 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088;

7) delle coltivatrici dirette, delle lavoratrici artigiane e delle lavoratrici esercenti attività commerciali ai sensi degli articoli 1 e 2 della legge regionale 13 gennaio 1973, n. 4;

8) dei lavoratori emigrati ai sensi dell' articolo 4 della legge regionale 4 agosto 1977, n. 46.


ARTICOLO 7


L' articolo 9 della legge regionale è così modificato:


Art. 9


(interventi a favore di minori soggetti a provvedimenti della magistratura)


Gli interventi a favore dei minori soggetti ai provvedimenti di cui all' articolo 23, lettera c, del DPR 24 luglio 1977, n. 616, sono attuati nell' ambito del servizio istituito dalla legge regionale 12 marzo 1977, n. 18, indipendentemente dalla residenza anagrafica dell' assistito, su richiesta ed in collaborazione con le autorità giudiziarie operanti nella Regione.

Il recupero delle spese per i ricoveri e gli affidamenti familiari, sostenute nell' ambito degli interventi di cui al primo comma, è attuato, esclusivamente nei confronti dei comuni non toscani, in base alle disposizioni previste dall' articolo 72 e seguenti della legge 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modifiche e integrazioni.


ARTICOLO 8


Sono introdotti dopo l' articolo 9, i seguenti articoli:


Art. 9/ bis


(interventi ai sensi dell' articolo 154 del TU delle leggi di ps)


I provvedimenti di ricovero ai sensi dell' articolo 154 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773, sono attuati nei limiti previsti dall' articolo 4 della presente legge e alle condizioni di cui al secondo comma dell'articolo 7 anche a favore di non residenti.

Sono introdotti dopo l' articolo 9, i seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 9/ ter


(funzioni di controllo e vigilanza)


Rientrano tra le funzioni attribuite ai comuni per effetto delle disposizioni di cui al DPR 24 luglio 1977, n. 616, quelle relative a:

a) la vigilanza sull' attività assistenziale ai sensi dell' articolo 2 della legge 17 luglio 1890, n. 6972, e dell' articolo 4 del RD 5 febbraio 1891, n. 99;

b) la vigilanza e il controllo di cui all' articolo 4, punto 4 e all' articolo 5 del RD 24 dicembre 1934, n. 2316.


ARTICOLO 9


L' articolo 13 della legge regionale è così modificato:


Art. 13


(delega di funzioni concernenti le IPAB.


Tutte le funzioni amministrative concernenti le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, già disciplinate dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972 e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè con i relativi regolamenti di esecuzione, ad eccezione di quelle indicate al successivo articolo 14, sono delegate ai comuni nel cui territorio ha sede l' istituzione. In particolare sono delegate le funzioni concernenti la vigilanza ispettiva, il coordinamento, la sospensione o lo scioglimento di amministrazioni, la nomina di commissari, le modifiche statutarie, escluse quelle indicate al successivo articolo 14, l' autorizzazione all' acquisto di immobili e all' accettazione di donazioni, eredità e legati.

I comuni esercitano la delega, ai sensi dell' articolo 65 dello Statuto, attenendosi ai seguenti indirizzi:

a) i provvedimenti saranno diretti a superare l' isolamento e l' emarginazione dei ricoverati;

b) sarà assicurato il coordinamento dell' attività degli enti e l' adattamento degli Statuti alla disciplina contenuta nella presente legge;

c) sarà assicurato il coordinamento degli interventi sociali svolti dalle IPAB con gli interventi sanitari e, più generalmente, di sicurezza sociale attuati nel territorio;

d) i servizi sociali delle IPAB saranno organizzati in modo da assicurare la loro apertura a tutti i cittadini e la partecipazione alla loro gestione;

e) saranno favorite la riconversione e l' utilizzazione dei servizi delle IPAB secondo le finalità e la modalità d' intervento previste dal Titolo I della presente legge.

La gestione temporanea di istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, nel caso previsto dall' articolo 49 della legge 17 luglio 1890, n. 6972, è affidata ad un commissario nominato dal comune.

L' indennità spettante al commissario è a carico dell'istituzione stessa, salvo rivalsa verso chi di ragione.

Entro sei mesi dalla nomina dovrà provvedersi alla ricostituzione dell' amministrazione ordinaria. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano ad ogni altro ente pubblico locale operante nella materia di cui all' articolo 22 del DPR 24 luglio 1977, n. 616.


ARTICOLO 10


Sono introdotti dopo l' articolo 14 i seguenti articoli:


Art. 14/ bis


(delega delle funzioni concernenti le persone giuridiche private)


Le funzioni concernenti le persone giuridiche di cui all' articolo 12 del codice civile, le cui finalità statutarie si esauriscono nell' ambito della Regione e che operano nella materia di cui all' articolo 22 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, sono sub - delegate ai comuni in cui gli enti hanno la propria sede legale. Sono riservate alla Regione le funzioni di cui all' articolo 14/ ter.

La delega concerne in particolare:

1) la nomina e la sostituzione di amministratori e di rappresentanti quando le disposizioni contenute nell' atto di fondazione non possono attuarsi (articolo 25 codciv);

2) la sospensione dell' esecuzione di deliberazioni contrarie all' ordine pubblico ed al buon costume (articolo 23, ultimo comma, codciv);

3) il controllo e la vigilanza sull' amministrazione delle fondazioni ivi compreso l' annullamento delle deliberazioni di fondazioni contrarie a norme imperative, all' atto di fondazione, all' ordine pubblico e al buon costume (articolo 25 codciv);

4) lo scioglimento dell' amministrazione delle fondazioni e la nomina di commissari (articolo 25 codciv);

5) l' autorizzazione all' azione di responsabilità nei confronti degli amministratori (articolo 25 codciv);

6) il coordinamento dell' attività di più fondazioni (articolo 25 codciv) Gli enti delegati si atterranno agli indirizzi stabiliti dall' articolo 13.


Sono introdotti dopo l' articolo 14 i seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 14/ ter


(funzioni concernenti le persone giuridiche private esercitate direttamente dalla Regione)


Sono esercitate dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta, le funzioni concernenti le persone giuridiche private di cui al precedente articolo, relative a:

1) il riconoscimento giuridico (articolo 12 codciv);

2) l' approvazione dello statuto e delle successive modifiche, di associazioni e fondazioni (articoli 12 e 16 codciv);

3) l' unificazione dell' amministrazione di più fondazioni (articolo 26 codciv);

4) la trasformazione di fondazioni (articolo 28 codciv);

5) la devoluzione dei beni di associazioni e fondazioni (articoli 31 e 32 codciv);

6) la dichiarazione di estinzione (articolo 27 codciv) L' autorizzazione all' acquisto di immobili e all' accettazione di donazioni, eredità e legati è rilasciata dalla Regione secondo le norme fissate per l' attuazione del DPR 24 luglio 1977, n. 616.


ARTICOLO 11


E' introdotto dopo l' articolo 15 il seguente articolo:


Art. 15/ bis


(individuazione delle persone giuridiche private operanti in materia di beneficenza pubblica)


Il Consiglio regionale, agli effetti dell' applicazione delle norme di cui agli articoli 14/ bis, 14/ ter e 15, individua, su proposta della Giunta, le persone giuridiche private che operano nelle materie di cui all' articolo 22 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, le cui finalità statutarie si esauriscono nell' ambito della Regione.


ARTICOLO 12


L' articolo 16 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


Art. 16


(trasferimento ai comuni delle funzioni degli enti comunali di assistenza)


Con effetto dal 30 giugno 1978, le funzioni comunque svolte e il patrimonio degli enti comunali di assistenza sono trasferiti ai rispettivi comuni, i quali subentrano nella titolarità di tutte le situazioni giuridiche, attive o passive, di pertinenza degli enti.

Dalla predetta data il personale di ruolo è assegnato ai rispettivi comuni.

E' altresì assegnato ai rispettivi comuni il personale non di ruolo, con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in servizio continuativo presso gli enti comunali di assistenza alla data del 24 luglio 1977.


L' articolo 16 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 16/ bis


(trasmissione della documentazione concernente gli enti comunali di assistenza)


Entro il 30 giugno 1978, il presidente del consiglio di amministrazione dell' ente comunale di assistenza trasmette al rispettivo comune:

1) l' inventario dei beni;

2) l' elenco delle carte, titoli e documenti relativi ai singoli elementi che compongono il patrimonio;

3) la ricognizione dei rapporti giuridici pendenti

con particolare riguardo alla posizione debitoria e creditoria dell' ente;

4) l' ultimo conto consuntivo deliberato;

5) il bilancio preventivo relativo all' anno 1978;

6) l' elenco del personale in servizio, con specificazione di ruoli, qualifiche, mansioni e trattamento economico in atto;

7) il regolamento dell' ente con annessa pianta organica del personale;

8) il verbale di verifica della consistenza di cassa effettuata successivamente alla entrata in vigore della presente legge;

9) il contratto per il servizio di tesoreria.

La documentazione sopraindicata deve essere prodotta altresì per tutte le IPAB concentrate o amministrate dall' ente comunale di assistenza.


L' articolo 16 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 16/ ter


(scioglimento degli enti comunali di assistenza)


Con effetto dal 1 luglio 1978 gli enti comunali di assistenza sono estinti. Dalla stessa data gli amministratori degli enti cessano da tutte le loro funzioni.

Qualora, alla detta data, non risultino compiute o completate le operazioni relative al trasferimento delle funzioni, i comuni provvedono direttamente a tutti gli adempimenti occorrenti, compresi quelli rivolti alla definitiva chiusura della gestione degli enti.

Il comune, sulla base dell' inventario consegnato dagli amministratori o delle rilevazioni direttamente effettuate, provvede a richiedere le trascrizioni relative all' avvenuto trasferimento di diritti su beni immobili o mobili registrati.


ARTICOLO 13


L' articolo 17 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


Art. 17


(personale degli enti comunali di assistenza)


Il personale degli enti comunali di assistenza, assegnato ai rispettivi comuni ai sensi del precedente articolo 16, è utilizzato, fino all' inquadramento nei ruoli del comune, per l' esercizio delle attività connesse ai servizi sociali o anche, se necessario, per lo svolgimento di attività proprie di altri servizi.

Tale utilizzazione, avverrà , in ogni caso, nel rispetto della professionalità di ciascun dipendente e senza pregiudizio del futuro inquadramento.

Fino all' inquadramento nei ruoli dei comuni, al personale degli enti comunali di assistenza continueranno ad applicarsi, da parte dei comuni, le norme relative allo stato giuridico ed al trattamento economico previste dall' ordinamento di provenienza.

Tale personale, a decorrere dalla data di assegnazione, sarà iscritto ai fini del trattamento di quiescenza, previdenza e assistenza alla CPDEL e all' INADEL.

Per i rapporti di lavoro subordinato aventi natura diversa da quelli indicati all' articolo 16, i comuni subentrano nella relativa titolarità già facente capo agli enti estinti.


L' articolo 17 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 17/ bis


( IPAB amministrate dagli enti comunali di assistenza)


Fino all' entrata in vigore della legge statale di riforma dell' assistenza pubblica o della legge regionale di cui all' articolo 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, l' amministrazione delle IPAB già concentrate o comunque amministrate dall' ente comunale di assistenza è affidata al comune, che può provvedervi anche attraverso appositi commissari.

Gli organi di amministrazione di IPAB, che siano espressi in parte dal consiglio di amministrazione dell'ente comunale di assistenza, rimangono in carica sino all' esaurimento del mandato in corso.

Alla scadenza, il comune provvede alla nomina degli amministratori già espressi dall' ente comunale di assistenza.


L' articolo 17 della legge regionale è sostituito dai seguenti articoli:


OMISSIS


Art. 17/ ter


(gestione contabile dell' attività assistenziale)


Il comune nell' esercizio delle funzioni assistenziali già spettanti all' ente comunale di assistenza è tenuto ad osservare il disposto dell' ultimo comma dell' articolo 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616, e può far ricorso alle procedure di erogazione di cui all' articolo 11 del RD 5 febbraio 1891, n. 99.

I mandati di pagamento relativi ad interventi assistenziali possono essere estinti dal tesoriere del comune, su richiesta dell' interessato, anche mediante:

a) commutazione in assegno bancario non trasferibile a favore del creditore o dei creditori, da spedirsi agli stessi a mezzo di raccomandata;

b) assegno postale localizzato.


ARTICOLO 14


L' articolo 18 della legge regionale è sostituito dall'articolo seguente:


Art. 18


(consorzi socio - sanitari e coordinamento territoriale)


Le funzioni attribuite o delegate ai comuni per effetto dell' articolo 25 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 e delle norme della presente legge, sono esercitate attraverso i consorzi costituiti ai sensi della legge regionale 28 agosto 1974, n. 50.

Fino alla costituzione dei consorzi, i comuni provvedono ad esercitare direttamente le funzioni loro attribuite o delegate. Onde evitare duplicazioni di servizi ed assicurare un' organica utilizzazione delle strutture esistenti, le province, fino all' entrata in funzione dei consorzi, coordinano i loro servizi con i comuni territorialmente interessati, comunicando tempestivamente le prestazioni effettuate o i contributi erogati al comune di residenza dell' assistito.

Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e gli enti ed associazioni pubbliche che attuano interventi a carattere locale disciplinati dalla presente legge, comunicano tempestivamente le prestazioni effettuate e i contributi erogati al comune o al consorzio territorialmente interessato.


ARTICOLO 15


Gli articoli 19 e 20 della legge regionale sono abrogati.


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