REGIONE UMBRIA L.R. 23-02-1973, n. 13 [1]
Provvedimenti in materia di assistenza scolastica. Fondo speciale per interventi assistenziali a studenti di famiglie bisognose.
B.U.R. UMBRIA 28-02-1973, n. 6

Note:
1 G.U. 25 maggio 1973, n. 135.

Art. 1
In attesa di un riordinamento organico della materia connessa con l'assistenza scolastica per la sua trasformazione in servizi, è istituito un fondo speciale di lire 40.000.000 per l'anno scolastico 1972-73 per interventi assistenziali preferibilmente da erogarsi in servizi nell'ambito del diritto allo studio per alunni frequentanti scuole di istruzione secondaria ed artistica statali o autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato, appartenenti a famiglie bisognose. La gestione del fondo e l'attribuzione delle assegnazioni spetta a due commissioni provinciali, una per provincia, composta ciascuna da cinque membri nominati dal Consiglio provinciale con voto limitato.
I presidenti delle amministrazioni provinciali provvedono ad insediare le rispettive commissioni le quali procedono, come primo atto, ad eleggere nel proprio seno il presidente, a maggioranza di voti.
Le commissioni di cui ai precedenti commi debbono, entro sessanta giorni dall'insediamento, esaurire l'esame delle domande pervenute, di cui al successivo art. 4, e deliberare le assegnazioni.
I provvedimenti delle commissioni sono definitivi.

Art. 2
La spesa è ripartita in lire 28.000.000 per la provincia di Perugia e lire 12.000.000 per la provincia di Terni, proporzionalmente al numero degli alunni di scuola media secondaria inferiore e superiore.
L'importo massimo per ogni assegnazione è pari a lire 150.000 pro-capite, una tantum per ogni anno scolastico, e non deve essere inferiore a lire 50.000.
L'importo stabilito dalla commissione viene erogato in unica soluzione al padre dell'alunno o a chi ne fa le veci.

Art. 3
I soggetti beneficiari dell'assegnazione di cui all'art. 2 sono tutti gli studenti frequentanti qualsiasi scuola di istruzione secondaria o artistica statale o autorizzata a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato, che, indipendentemente dal risultato scolastico, si trovino in gravi e comprovate situazioni di disagio economico.
Nell'assegnazione dei benefici sono preferiti gli studenti appartenenti a famiglie il cui reddito imponibile ai fini dell'imposta complementare del capo famiglia non superi:
L. 1.200.000 con un figlio a carico;
L. 1.300.000 con due figli a carico;
L. 1.400.000 con tre figli a carico.
Per ogni altro figlio a carico si aggiungono lire 100.000. Sono anche considerati a carico i figli maggiorenni fino al ventiseiesimo anno di età, qualora siano studenti universitari e non abbiano redditi propri, ovvero di età superiore se riconosciuti inabili ad ogni proficuo lavoro.
Costituiscono ulteriore titolo preferenziale le seguenti situazioni:
a) capo famiglia disoccupato;
b) capo famiglia con lavoro saltuario o inabile al lavoro o emigrato;
c) carico di famiglia, con particolare riferimento al numero di persone a carico;
d) difficoltà logistiche;
e) reddito familiare inferiore a quello previsto dal comma secondo del presente articolo;
f) handicap psicofisico del candidato;
g) particolari condizioni di disagio familiare (decesso del capo famiglia, capo famiglia invalido o temporaneamente impedito, capo famiglia in cassa integrazione, ecc.).

Art. 4
La domanda di assegnazione del beneficio indirizzata al presidente della provincia e redatta in carta semplice, dovrà pervenire entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge nel "Bollettino Ufficiale" della Regione ed essere corredata dei seguenti documenti, pure in carta semplice:
a) certificato di iscrizione ad una scuola di istruzione secondaria o artistica statale o autorizzata a rilasciare titoli di studio riconosciuti dallo Stato per l'anno scolastico 1972-73;
b) stato di famiglia, rilasciato dal comune di residenza;
c) certificato rilasciato dall'ufficio distrettuale delle imposte dirette attestante il reddito imponibile definito o accertato ai fini della imposta complementare progressiva per il capo famiglia per l'anno 1971;
d) ogni altro eventuale documento atto a comprovare lo stato di bisogno in riferimento alle situazioni indicate dall'art. 3 (lettera a), b), d), f), g) e ad altre eventuali.

Art. 5
Il godimento delle assegnazioni di cui alla presente legge non è cumulabile con quello di borse, assegni, premi, sussidi, posti gratuiti in collegi e convitti comunque concessi da amministrazioni ed enti pubblici o privati.

Art. 6
Agli effetti di quanto previsto dai precedenti articoli, la giunta regionale è autorizzata a stabilire i necessari accordi con le province per la utilizzazione dei loro uffici ai fini della erogazione degli interventi di cui alla presente legge.
Alle due province vengono accreditate a tale scopo le somme di cui al primo comma dell'art. 2 con provvedimento della giunta regionale; le stesse sono tenute a presentare dettagliati rendiconti entro il 30 settembre.

Art. 7
Per l'attuazione della presente legge è autorizzata la spesa complessiva di lire 40.000.000, così ripartita: lire 15.000.000 con imputazione al cap. 232 del bilancio 1972; lire 25.000.000 con imputazione ad apposito capitolo del bilancio 1973.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel "Bollettino Ufficiale" della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione dell'Umbria.