REGIONE VENETO L.R. n. 51, 18-12-1986

INTERVENTI REGIONALI PER LA REALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DI STRUTTURE EDUCATIVO - ASSISTENZIALI

BUR n. 58 del 19 dicembre 1986


Il Consiglio Regionale ha approvato.

Il Commissario del Governo ha

apposto il visto.

Il Presidente della Giunta

Regionale promulga la seguente legge


ARTICOLO 1

Finalità

La Regione del Veneto, in armonia con le finalità della legge 4 maggio 1983, n. 184 e della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 55 e successive modifiche e integrazioni, promuove, la realizzazione, la riconversione e la riqualificazione di strutture da destinare a servizi sociali al fine di adeguarne la consistenza e la qualità agli standards stabiliti, in applicazione dell'articolo 23 della

legge regionale 15 dicembre 1982, n. 55.


ARTICOLO 2

Testo modificato da:

L.R. Veneto n. 28 del 1996, art. 40


Interventi

1. Per il conseguimento delle finalità della presente legge, la Regione eroga contributi per:

a) l'acquisto, la trasformazione, la ristrutturazione, e l'arredamento di strutture da destinare a: servizi di accoglienza, gruppi famiglia, comunità alloggio, comunità terapeutiche e centri educativo - occupazionali;

b) la trasformazione, la ristrutturazione e l'adeguamento funzionale di strutture residenziali destinate a servizi educativo - assistenziali con priorità per quelle che favoriscono anche portatori di handicaps non autosufficienti.


2. L'entità del contributo, per gli interventi di cui al punto a) del comma precedente è determinato nella misura dell'80 per cento della spesa ritenuta ammissibile e, in ogni caso, nell'importo massimo di lire 300 milioni.


3. L'entità del contributo per gli interventi di cui al punto b) è determinato nella misura dell'80 per cento della spesa ritenuta ammissibile e, in ogni caso, nell'importo massimo di lire 500 milioni. I contributi di cui ai commi precedenti sono assegnati per progetti funzionali o per stralci funzionali degli stessi.


ARTICOLO 3

Priorità

1. Rientrano nelle finalità della presente legge:

1) centri o servizi di pronta accoglienza;

2) gruppi famiglia;

3) comunità - alloggio;

4) comunità terapeutiche;

5) centri educativo - occupazionali;

6) istituti educativo – assistenziali.


2. Al fine dell'assegnazione del contributo le priorità saranno determinate con riferimento alla legge 4 maggio 1983, n. 184 e in osservanza del rapporto strutture popolazione - punto D/ 1 - del regolamento regionale 17 dicembre 1984, n. 8 e successive modifiche.


ARTICOLO 4

Beneficiari

1. Possono beneficiare dei contributi previsti dalla presente legge:

a) i comuni singoli o associati, le comunità montane;

b) le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza ( IPAB), le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato disciplinate dall'articolo 12 del codice civile, dotate di personalità giuridica, che gestiscono servizi socio - assistenziali.


ARTICOLO 5

Presentazione delle domande

1. Le domande, rivolte a ottenere i contributi previsti dalla presente legge devono conformarsi ai programmi regionali socio - assistenziali ed essere corredate da relazione illustrativa che precisi i dati demografici e sociali della zona di influenza della struttura, le caratteristiche della stessa, l' ammontare complessivo delle spese di realizzazione e delle spese previste per la gestione con la indicazione dei relativi mezzi di copertura.


2. Le domande di cui alla lettera b) del precedente articolo 4 devono essere altresì corredate da parere del comune singolo o associato.


3. Le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato disciplinate dall'articolo 12 del codice civile dotate di personalità giuridica dovranno trasmettere la dichiarazione dalla quale risulti l' accettazione a porre vincolo decennale di destinazione d' uso sulla struttura realizzata con il concorso finanziario regionale.


4. Le domande di cui al presente articolo devono essere inoltrate alla Giunta regionale entro e non oltre il mese di febbraio di ogni anno.


[...]


ARTICOLO 7

Assegnazione e revoca del contributo.

1. Ferme restando le disposizioni di cui alla legge regionale 16 agosto 1984, n. 42, la Giunta regionale dispone, con proprio provvedimento, l' assegnazione del contributo e i termini per l' inizio e per l' ultimazione dei lavori in favore delle associazioni, delle fondazioni e delle altre istituzioni di carattere privato disciplinate dall'articolo 12 del codice civile dotate di personalità giuridica.


2. L'erogazione del contributo avrà luogo:

a) per i comuni singoli o associati, le comunità montane e le IPAB con le modalità stabilite dalla legge regionale 16 agosto 1984, n. 42;

b) per le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato disciplinate dall'articolo 12 del codice civile, dotate di personalità giuridica con le seguenti modalità :

1) all'atto della concessione edilizia e del contratto di affidamento lavori: erogazione del 70 per cento del contributo;

2) a rendicontazione dei lavori, e/ o degli acquisti effettuati, vistata dall'Ufficio tecnico comunale competente: erogazione al saldo.


3. Per gli acquisti e per l' esecuzione di opere che non richiedono progetto specifico, le erogazioni (anticipo e saldo) sono effettuate a seguito di relazione da parte dell'Ufficio tecnico comunale. Per i lavori di importo superiore a 300 milioni dovrà essere richiesto il sopralluogo da parte del Genio civile.


4. I fondi disponibili a seguito di revoca o decadenza o per accertamenti di economia, vengono riassegnati dalla Giunta regionale, con provvedimenti di surroga nella graduatoria.


5. Gli adempimenti di cui alla lettera b) del presente articolo sono istruiti a cura del Dipartimento per l' assistenza sociale.


ARTICOLO 8

Acquisto, progettazione ed esecuzione delle opere

1. Le scelte dell'area, della tipologia edilizia, del dimensionamento, dell'arredo e degli accessori della struttura, sono adottate nel rispetto della vigente normativa e degli standards stabiliti dal regolamento regionale 17 dicembre 1984, n. 8, per la specifica struttura.


ARTICOLO 9

Vincolo di destinazione d' uso

1. Sugli immobili per i quali è concesso contributo regionale per l'acquisto o la ristrutturazione è costituito vincolo decennale di destinazione d' uso.


2. La diversa destinazione d' uso è autorizzata, su motivata istanza dell'ente interessato e su conforme parere del comune singolo o associato per le istituzioni di cui al punto b) del precedente articolo 4 con decreto del Presidente della Giunta regionale.


3. La diversa destinazione d' uso non autorizzata dalla Regione, comporta, previa contestazione, la restituzione della somma a suo tempo assegnata, maggiorata degli interessi legali nel frattempo maturati.



TP