REGIONE VENETO L.R. n. 18, 12-04-1999

NUOVE NORME PER L'ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO

BUR n. 33 del 13 aprile 1999


Il Commissario di Governo ha apposto il visto

Il Presidente della Giunta regionale

promulga

la seguente legge regionale


CAPO I

Principi generali


ARTICOLO 1

Comitato regionale di controllo.


1. La funzione regionale di controllo è ordinata secondo quanto previsto nella presente legge, nel rispetto dei principi di leale collaborazione fra tutti i soggetti delle autonomie locali e di responsabilità degli organi deliberanti circa le decisioni assunte.


2. Il comitato regionale di controllo esercita il controllo sugli atti degli enti locali e delle loro forme associate nei modi e per gli effetti stabiliti dalla legge 15 maggio 1997, n. 127 “Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo”, come da ultimo modificata ed integrata dalla legge 16 giugno 1998, n. 191.


3. Il comitato regionale di controllo, organo unico, ha sede in Venezia.


ARTICOLO 2

Competenze del comitato regionale di controllo.


1. Il comitato regionale di controllo esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti:

a) delle province e della città metropolitana se costituita;

b) dei comuni;

c) delle unioni di comuni di cui all’articolo 26 della legge 8 giugno 1990, n. 142 “Ordinamento delle autonomie locali”;

d) delle comunità montane;

e) dei consorzi costituiti ai sensi dell’articolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni;

f) delle istituzioni pubbliche di assistenza e di beneficenza (IPAB).


2. Il comitato regionale di controllo svolge inoltre il servizio di consulenza di cui all’articolo 17, comma 35, della legge 15 maggio 1997, n. 127, su richiesta degli organi istituzionali degli enti secondo le modalità di cui all’articolo 5.


ARTICOLO 3

Controllo di legittimità.


1. Ai sensi dell’articolo 17, comma 33 della legge n. 127/1997, il controllo preventivo di legittimità sugli atti degli enti di cui all’articolo 2 si esercita su:

a) statuti;

b) regolamenti, esclusi quelli attinenti all’autonomia organizzativa e contabile dei rispettivi organi assembleari;

c) bilanci annuali e pluriennali, e relative variazioni;

d) conti consuntivi.


2. Sono altresì soggette al controllo preventivo di legittimità le deliberazioni che l’organo deliberante delle IPAB, di propria iniziativa e contestualmente alla approvazione dell’atto, intende

sottoporre al comitato regionale di controllo.


3. Ove gli atti sottoposti a controllo presentino vizi di legittimità che investono solo una parte degli atti medesimi, senza coinvolgere le parti residue, il comitato regionale di controllo può disporne l’annullamento parziale.



TP