REGIONE VENETO L.R. n. 49, 22-10-1982

COMPETENZA E DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI IN MATERIA DI PREVENZIONE, CURA, RIABILITAZIONE E REINSERIMENTO SOCIALE DEI DIPENDENTI DA SOSTANZE STUPEFACENTI, PSICOTROPE E DA ALCOOL

BUR n. 48 del 27 ottobre 1982


Testo modificato da:

L.R. Veneto n. 52 del 1982

L.R. Veneto n. 52 del 1982

L.R. Veneto n. 40 del 1993, art. 17


Il Consiglio Regionale ha approvato.

Il Commissario del Governo ha

apposto il visto.

Il Presidente della Giunta

Regionale promulga la seguente legge


ARTICOLO 1

(Finalità)

La Regione del Veneto, con la presente legge, nel rispetto della normativa statale vigente e in particolare della legge 22 dicembre 1975, n. 685 e dei decreti del ministro della sanità in data 7 agosto e 10 ottobre 1980 determina gli indirizzi generali, disciplina gli interventi per la prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool e istituisce gli organismi regionali per l'attuazione delle competenze della Regione nella materia.


ARTICOLO 2

(Competenze della Regione)

La Regione, nell'ambito degli indirizzi generali della programmazione e in conformità agli obiettivi dei piani socio - sanitari regionali:

- elabora un piano regionale triennale per la prevenzione, la cura, la riabilitazione e il reinserimento sociale dei dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool di cui al successivo art. 6;

- promuove e favorisce le iniziative volte alla prevenzione, cura, riabilitazione anche attraverso il coinvolgimento delle autorità statali, delle istituzioni scolastiche, delle forze sociali, del volontariato e sostenendo e valorizzando le iniziative degli enti locali;

- indirizza, coordina e vigila sulle attività delle unità sanitarie locali;

- promuove e favorisce le iniziative per l'aggiornamento e la qualificazione del personale socio - sanitario impegnato nel settore;

- concorre nelle iniziative per la lotta al traffico della droga.


ARTICOLO 3

(Compiti dei comuni)

In conformità alla normativa vigente e nello spirito della presente legge, per una più efficace azione nella lotta al traffico della droga, nonché di prevenzione delle cause molteplici che favoriscono il fenomeno, i comuni- di concerto con le unità sanitarie locali, le autorità statali, le istituzioni scolastiche e le forze sociali – esercitano una azione di promozione sull'insieme degli interventi previsti dalla presente legge.

Per i problemi connessi al reinserimento sociale e lavorativo dei tossicodipendenti i comuni esercitano inoltre un ruolo di iniziativa e di stimolo nei confronti delle parti sociali, e operano in forma coordinata e integrata con le unità sanitarie locali per le competenze previste dal successivo art. 4.


ARTICOLO 4

(Competenze delle unità sanitarie locali)

Per la prevenzione, la cura, la riabilitazione e il reinserimento sociale di cui all'art. 90 della legge 22 dicembre 1975, n. 685, nonché per gli adempimenti di cui agli artt. 97 e 100 della stessa legge e di quelli previsti dai DDMM 7 agosto e 10 ottobre 1980, le unità sanitarie locali istituiscono servizi di tipo pluriprofessionale, coordinati funzionalmente dai settori sociale e sanitario di competenza.

In particolare le unità sanitarie locali:

- ai fini della prevenzione:

- promuovono iniziative di informazione ed educazione sanitaria con particolare riferimento ai problemi derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti, psicotrope, alcool e tabacco;

- sostengono le iniziative dei consigli di quartiere, le associazioni delle famiglie e di volontariato, degli enti locali a realizzare occasioni di aggregazione sociale dei giovani anche nell'ambito di più ampi programmi per la gioventù utilizzando le leggi regionali in armonia con questi obiettivi;

- collaborano ad attività di prevenzione con gli organismi della scuola, le autorità militari e gli altri organismi cui la legge attribuisce competenze nella materia;

- provvedono all'aggiornamento del personale sanitario e sociale di base e alla qualificazione professionale degli operatori direttamente impegnati nel settore, secondo quanto previsto all'art. 8 della presente legge;

- provvedono alla raccolta di dati epidemiologici e statistici in conformità alle norme legislative e alle direttive della Regione;

- ai fini della cura:

- assicurano il trattamento dei dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool con il coordinato utilizzo di tutti i presidi e servizi sanitari utilizzando le terapie più idonee ivi comprese quelle previste dai decreti del ministro della sanità in data 7 agosto e 10 ottobre 1980, unificando i momenti di intervento sanitario con quelli psicologico e sociale;

- ai fini della riabilitazione e reinserimento sociale:

- istituiscono e promuovono comunità terapeutiche e comunità alloggio, nonché le iniziative occupazionali integrate a carattere cooperativistico, favorendo le iniziative del volontariato;

- promuovono e organizzano, ove necessario, in forma anche associata, comunità residenziali in cui

il dipendente da sostanze stupefacenti, psicotrope e alcool accetti di impegnarsi in definiti programmi di cura e riabilitazione;

- assicurano interventi di assistenza economica in casi di emergenza;

- facilitano a seconda delle esigenze e in forme molteplici le famiglie che chiedono di accogliere anche temporaneamente dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool;

- favoriscono l' inserimento nel mondo del lavoro in collaborazione con le associazioni dei datori di lavoro, le organizzazioni sindacali, il movimento cooperativo e le associazioni di volontariato;

- assicurano, d' intesa con le autorità giudiziarie e carcerarie, l'assistenza e riabilitazione dei dipendenti da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool detenuti mediante appositi accordi o convenzioni.


ARTICOLO 5

Testo modificato da:

L.R. Veneto n. 40 del 1993, art. 17


(Volontariato)

Le unità sanitarie locali, per l'attuazione degli interventi di cui al precedente articolo, si avvalgono anche delle associazioni e istituzioni pubbliche e private non aventi fini di lucro, degli obiettori di coscienza assegnati ai sensi della legge 5 dicembre 1972, n. 772, del volontariato singolo o associato favorendo, in particolare, i gruppi di impegno e di solidarietà giovanile.

I rapporti tra le unità sanitarie locali e i soggetti di cui al precedente comma sono regolati da apposite convenzioni che dovranno essere conformi alle norme previste dalla presente legge.

Il coordinamento, il controllo e la vigilanza sulla attività dei soggetti di cui al primo comma del presente articolo vengono esercitati dalle unità sanitarie locali.



TP