Ric. n. 1105/05 Sent. n. 2347/05


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda Sezione, costituito da:

Lorenzo Stevanato Presidente, f.f.

Elvio Antonelli Consigliere

Alessandra Farina Consigliere, relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA


sul ricorso n. 1105/05 proposto dall’ASSOCIAZIONE AL-WAQF AL-ISLAM ITALIA, in persona del legale rappresentante pro tempore, e dall’ASSOCIAZIONE CULTURALE ISLAMICA DI TREVISO, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentate e difese dall’ avv. Francesco Volpe, con domicilio presso la segreteria del T.A.R. ai sensi dell’art. 35 del R.D. 26.6.1924 n. 1054;


CONTRO


il Comune di Villorba in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Bruno Barel, con elezione di domicilio presso lo studio dell’avv. Emanuela Rizzi in Venezia, S.Croce 312/a;

per l’annullamento


del provvedimento assunto dal responsabile del Settore Urbanistica, dd. 1.4.2005 prot. 9904, con il quale si diffida le ricorrenti associazioni “dall’utilizzare l’immobile sito in Villorba, via Volta n. 40, identificato al catasto fabbricato Sez. B, Fg. 3, mapp. 125 sub 7, in modo difforme dalla destinazione legittimata giusto permesso a costruire n. 7 del 19.1.2004 e successiva variante (e cioè “commercio all’ingrosso di pelletteria”), in quanto sprovvisto del necessario titolo abilitativo (certificato di agibilità)”; del verbale di sopralluogo nella sede dell’Associazione Culturale Islamica di Treviso, in Villorba, via Volta n. 40, redatto in data 30 marzo 2005 ad opera del Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Villorba,

nonché per il risarcimento del danno derivante dall’esecuzione dell’impugnato provvedimento.

Visto il ricorso, notificato il 16.5.2005 e depositato presso la Segreteria il 19.5.2005, con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Villorba, depositato il 28.5.2005;

Visti gli atti tutti di causa;

Uditi alla camera di consiglio del 31 maggio 2005, convocata a’ sensi dell’art.. 21 della L. 6 dicembre 1971 n. 1034 così come integrato dall’art. 3 della L. 21 luglio 2000 n. 205 - relatore il Consigliere Alessandra Farina – gli avv.ti F. Volpe, per la parte ricorrente e E. Caucci, in sostituzione di B. Barel, per il Comune resistente;

Rilevata, a’ sensi dell’art. 26 della L. 6 dicembre 1971 n. 1034 così come integrato dall’art. 9 della L. 21 luglio 2000 n. 205, la completezza del contraddittorio processuale e ritenuto, a scioglimento della riserva espressa al riguardo, di poter decidere la causa con sentenza in forma semplificata;

Richiamato in fatto quanto esposto nel ricorso e dalle parti nei loro scritti difensivi;

considerato

che l’atto impugnato consiste in una diffida dalla prosecuzione dell’utilizzo dell’immobile con destinazione incompatibile con quella per la quale lo stesso è stato assentito e dichiarato agibile;

che, pertanto, per la sua natura di invito a non proseguire nell’illegittimità riscontrata ed a ripristinare la legalità violata, la stessa non assume carattere sanzionatorio, né comprime altrimenti la sfera giuridica del destinatario;

pertanto, essa costituisce ex se comunicazione di avvio del procedimento, nel corso del quale sarà facoltà ed onere dell’interessato formulare le proprie osservazioni.

Trattandosi, quindi, di atto di diffida, lo stesso non assume carattere provvedimentale, da cui l’inammissibilità del gravame avverso lo stesso proposto.

In ogni caso, atteso che non sussistono dubbi in ordine all’attuale destinazione d’uso dell’immobile, utilizzato per scopi di culto implicanti un uso collettivo dello stesso, l’agibilità dell’immobile dovrà essere nuovamente valutata in relazione al cambio di destinazione d’uso cui ora l’immobile è destinato, la quale implicherà necessariamente una valutazione estesa anche ai profili di igiene e di sicurezza.

Ritenuto di poter compensare integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio;


P.Q.M.


il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, seconda sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in premessa, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, lo dichiara inammissibile.

Compensa integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Venezia, nella Camera di Consiglio del 31 maggio 2005.

Il Presidente f.f.

L’Estensore

Il Segretario


SENTENZA DEPOSITATA IN SEGRETERIA

il……………..…n.………

(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)

Il Direttore della Seconda Sezione



TP