REGIONE VENETO L.R. n. 5, 27-02-2004

VALORIZZAZIONE DEI BENI IMMOBILI DELLA REGIONE VENETO E UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE MEDIANTE CARTOLARIZZAZIONE

BUR n. 24 del 2 marzo 2004


Il Consiglio regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta regionale

promulga

la seguente legge regionale


ARTICOLO 1

Finalità.


1. La Regione, nell'ambito delle proprie finalità volte allo sviluppo economico e sociale del territorio ed al fine di migliorare la gestione del proprio patrimonio immobiliare e valorizzarne il rendimento, promuove la costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare chiuso, di seguito chiamato fondo, o di società veicolo con apporto di beni immobiliari di proprietà della Regione o di enti e società da essa controllati comprese le aziende ULSS e ospedaliere e con l’esclusione delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale (ATER) provinciali.


2. La Regione può procedere al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 anche mediante il trasferimento di parte degli immobili di proprietà della Regione ad una o più società veicolo aventi per oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione dei proventi derivanti dalla dismissione di parte del patrimonio immobiliare della Regione. Alle operazioni di cartolarizzazione degli immobili di proprietà della Regione, si applicano per quanto compatibili le disposizioni della legge 23 novembre 2001, n. 410 “Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 25 settembre 2001, n. 351, recante disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare” e della legge 30 aprile 1999, n. 130 “Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti”. I conferimenti sono estesi anche ai beni immobiliari conferiti da Comuni, Province e Consorzi esistenti nel territorio veneto.


3. Possono partecipare al fondo i soggetti che apportino esclusivamente denaro in misura complessivamente non inferiore al dieci per cento del valore del fondo stesso.


ARTICOLO 2

Individuazione dei beni immobili.


1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale provvede ad emanare un bando per il conferimento del seguente incarico:

a) inventariare tutto il patrimonio immobiliare della Regione del Veneto;

b) procedere alla stima e redazione della relativa perizia dei beni di cui alla lettera a) con esclusione dei beni di cui all’articolo 3;

c) svolgere tutte le attività propedeutiche e strumentali alla strutturazione ed al completamento dell’operazione in questione, incluse tra l’altro la definizione delle modalità di trasferimento dei beni immobili al fondo oppure alla società veicolo;

d) definire e strutturare la più efficiente strategia di finanziamento dell’acquisto degli immobili da parte della società veicolo o del fondo e le modalità di vendita e valorizzazione degli immobili che la società o il fondo dovrà perseguire in modo da massimizzare i proventi ottenibili dall’intera operazione da parte della Regione Veneto.


2. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale una specifica relazione nella quale viene dato conto degli esiti delle operazioni di cui al comma 1 e, successivamente individua, sentita la Commissione consiliare competente, i beni da conferire al fondo o da alienare alla società veicolo.


3. I beni e/o i diritti reali immobiliari conferiti al fondo devono essere in misura non inferiore al cinquantuno per cento del fondo stesso. Nel caso di società veicolo le quote della società sono detenute dalla Regione al 100 per cento, per il tramite della Veneto Sviluppo S.p.A..


ARTICOLO 3

Beni immobili esclusi dal conferimento


1. Sono esclusi dal conferimento:

a) i beni immobili culturali e ambientali vincolati ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352” e successive modificazioni;

b) i beni immobili di proprietà delle aziende ULSS ed ospedaliere utilizzati per servizi sanitari e socio sanitari;

c) i beni immobili funzionali all’attività istituzionale della Regione e degli enti e società dalla stessa controllati;

d) gli edifici addetti ad attività religiosa o di culto.



TP