REGIONE VENETO L.R. n. 49, 22-10-1999

DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DI ALCUNE STRUTTURE RICETTIVE EXTRALBERGHIERE

BUR n. 93 del 26 ottobre 1999



Testo modificato da:

L.R. Veneto n. 19 del 2000, art. 16


Il Consiglio regionale ha approvato

Il Commissario del Governo ha apposto il visto

Il Presidente della Giunta regionale

promulga

la seguente legge regionale


CAPO I

Norme generali

ARTICOLO 1

Finalità.


1. Con la presente legge la Regione, in attuazione degli articoli 6 e 7 della legge 17 maggio 1983 n. 217, definisce e disciplina le seguenti strutture ricettive extralberghiere:

a) esercizi di affittacamere;

b) attività ricettive in esercizi di ristorazione;

c) attività ricettive a conduzione familiare - bed & breakfast;

d) unità abitative ammobiliate ad uso turistico;

e) strutture ricettive - residence;

f) attività ricettive in residenze rurali.

g) case per ferie;

h) ostelli per la gioventù;

i) foresterie per turisti;

l) case religiose di ospitalità;

m) centri soggiorno studi.


2. La presente legge non disciplina le strutture ricettive all'aria aperta e i rifugi, disciplinati da specifica normativa regionale.


ARTICOLO 2

Delega alle Province.


1. Le funzioni amministrative di cui alla presente legge, ad esclusione di quelle espressamente riservate alla Regione, sono delegate alle Province.


2. Le Province nell'esercizio delle funzioni delegate osservano le direttive e gli atti di programmazione, indirizzo e coordinamento emanati dalla Giunta regionale.


3. La Giunta regionale esercita, ai sensi dell'articolo 55 dello Statuto regionale, i poteri di iniziativa e di vigilanza in ordine all'esercizio delle funzioni amministrative delegate.


4. La Giunta regionale, in caso di accertato inadempimento e previa formale diffida al Presidente della Provincia, propone al Consiglio regionale la revoca della delega.


[...]

CAPO II

Definizioni e caratteristiche delle strutture ricettive extralberghiere


[...]

ARTICOLO 9

Case per ferie.


1. Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti statutariamente senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive nonché da enti o aziende per il soggiorno dei loro dipendenti o loro familiari.


2. Nelle case per ferie possono altresì essere ospitati dipendenti, e relativi familiari, di altre aziende e assistiti dagli enti di cui al comma 1 con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.


3. In aggiunta alla dizione case per ferie è consentita la denominazione di centri di vacanze per ragazzi per le attività ricettive caratterizzate dal tipo di clientela, individuata di norma al di sotto dei 14 anni, aperte nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate oltre che al soggiorno, allo sviluppo sociale e pedagogico. Nei centri di vacanze per ragazzi deve essere inoltre assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nei settori pedagogico, medico o, tramite specifica convenzione, assistenza sanitaria con medico e/o struttura sanitaria per le necessità di pronto intervento.


4. Nelle case per ferie è garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1. Le case per ferie possono essere altresì dotate di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti, secondo autonome modalità organizzative, compresa la disponibilità di cucina e punti cottura per uso autonomo, sotto la responsabilità del titolare dell'autorizzazione.


5. Gli immobili, adibiti a case per ferie, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all'allegato VI.


[...]

ARTICOLO 11

Foresterie per turisti.


1. Sono foresterie per turisti le strutture ricettive normalmente adibite a collegi, convitti, istituti religiosi, pensionati e, in genere, tutte le altre strutture pubbliche o private, gestite senza finalità di lucro che, in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previa comunicazione al Comune e per periodi non superiori a 60 giorni all'anno, offrono ospitalità a persone singole e a gruppi organizzati da enti e associazioni che operano nel campo del turismo sociale e giovanile, per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose e sportive.


2. Gli immobili adibiti a foresterie per turisti devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie.


ARTICOLO 12

Case religiose di ospitalità.


1. Sono case religiose di ospitalità le strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell'ente gestore che offre, a pagamento, ospitalità a chiunque lo richieda nel rispetto del carattere religioso dell'ospitalità stessa e con accettazione delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni di servizio.


2. Ai sensi del comma 1 sono considerati enti a fini religiosi gli enti ecclesiastici riconosciuti in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222.


3. Non rientrano nella definizione di cui al comma 1 le case di convivenza religiosa, che provvedono ad offrire ospitalità temporanea nella forma e nella partecipazione alla vita della rispettiva comunità.


4. Gli immobili, adibiti a case religiose di ospitalità, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico-sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all'allegato VI.

[...]


CAPO III

Classificazione e modalità di esercizio


ARTICOLO 14

Classificazione.


1. Gli esercizi di affittacamere, le attività ricettive in esercizi di ristorazione, le unità abitative ammobiliate a uso turistico di cui all'articolo 6, comma 4, lettere a) e b), le strutture ricettive - residence, sono classificati in terza, seconda e prima categoria in base ai requisiti posseduti e così definiti con apposito provvedimento della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.


2. Le attività ricettive in residenze rurali, le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, le case religiose di ospitalità e i centri soggiorno studi sono classificati in una unica categoria sulla base dei requisiti e servizi di cui agli allegati V e VI e di quanto previsto all'articolo 13 comma 3 per i centri soggiorno studi.


3. Per gli esercizi di cui ai commi 1 e 2, la classificazione è obbligatoria e ha validità per un quinquennio a partire dal 1° gennaio del quinquennio stesso.


4. É fatto obbligo di esporre in modo ben visibile all'esterno di ciascuna struttura ricettiva il segno distintivo, corrispondente alla categoria assegnata e conforme al modello approvato dalla Giunta regionale.



ARTICOLO 15

Procedure per la classificazione.


1. La classificazione di cui all'articolo 14, è effettuata dalla Provincia competente per territorio e ha validità quinquennale a partire dal 1° gennaio 2000.


2. Per le nuove strutture, aperte durante il quinquennio, la classificazione ha validità dal momento dell'attribuzione e per la frazione di quinquennio rimanente.


3. Per l'esercizio delle attività ricettive di cui all'articolo 14 la domanda di classificazione è presentata alla Provincia dall'interessato, corredata della documentazione di cui all'allegato VII.


4. Qualora, per qualsiasi causa, la struttura ricettiva venga a possedere i requisiti di una classificazione diversa da quella attribuita, la Provincia procede in ogni momento, su domanda, a una nuova classificazione o, d'ufficio, solo per i casi di declassamento.


5. La classificazione è assegnata dalla Provincia sulla base degli elementi denunciati di cui all'allegato VII a seguito di verifica e sentito il parere dell'Azienda di promozione turistica competente per territorio da fornirsi entro quindici giorni dalla richiesta. Nel caso di silenzio la Provincia provvede, comunque, alla classificazione entro quaranta giorni dalla presentazione della domanda.


6. Entro il mese di aprile dell'ultimo anno di ogni quinquennio, il modulo di classificazione deve essere inviato dalla Provincia all'interessato, con la copia della denuncia dell'attrezzatura. I moduli pervenuti, con la conferma o la modifica dei dati in essi contenuti, devono essere ripresentati dall'interessato alla Provincia entro il mese di giugno. La ripresentazione di tutta la documentazione di cui all'allegato VII è obbligatoria solo in caso di modifiche strutturali intervenute.


ARTICOLO 16

Notifica della classificazione e ricorsi.


1. Il provvedimento di classificazione delle strutture ricettive è notificato all'interessato e comunicato al Comune in cui è ubicato l'esercizio, alla Giunta regionale e all'Azienda di promozione turistica competente per territorio.


2. Avverso il provvedimento di classificazione è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della notifica, al Presidente della Giunta regionale, che decide entro il termine perentorio di novanta giorni dalla sua presentazione.


ARTICOLO 17

Denuncia di inizio attività.


1. Le attività ricettive di cui all'articolo 14 possono essere intraprese su denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, così come modificato dall'articolo 2 comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.


2. La denuncia è presentata al Comune, ove ha sede l'esercizio dell'attività, su modulo approvato dalla Giunta regionale, indicante la classificazione assegnata, la capacità ricettiva, i periodi di apertura e l'ubicazione della struttura, corredata dalla relativa autocertificazione riguardante i requisiti soggettivi da parte del titolare dell'esercizio medesimo.


3. Nella dichiarazione di cui al comma 2 deve essere altresì indicata l'iscrizione del titolare alla sezione speciale del Registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217, con esclusione delle strutture ricettive case per ferie, ostelli per la gioventù, case religiose di ospitalità e centri soggiorno studi.


4. Copia delle denuncia di cui al comma 2 deve essere inviata per conoscenza alla Provincia competente per territorio.


[...]

ARTICOLO 21

Forme di pubblicità dei prezzi.


1. È fatto obbligo di esporre in modo visibile al pubblico, nella zona di ricevimento, recapito degli ospiti, una tabella con i prezzi conformi all'ultima regolare comunicazione, praticati per l'anno solare in corso.


2. È fatto obbligo di esporre, in luogo visibile, in ogni camera o in ogni unità abitativa di struttura ricettiva indicata all'articolo 14, fatta esclusione per le case per ferie, ostelli per la gioventù, foresterie per turisti, case religiose di ospitalità, un cartellino contenente i dati di cui all'allegato VIII, aggiornati all'anno solare in corso.


3. Per le strutture ricettive previste dall'articolo 14, è fatto altresì obbligo di esporre in ogni camera o in ogni unità abitativa, oltre il piano terra, un apposito cartello indicante il percorso di emergenza antincendio.


4. La tabella e il cartellino di cui ai commi 1 e 2, sono predisposti e forniti dalle Province su modello regionale.



ARTICOLO 22

Adempimenti specifici per le attività ricettive a conduzione familiare bed & breakfast, per le unità abitative ammobiliate non classificate, per le foresterie per turisti.


1. L'attività ricettiva a conduzione familiare bed & breakfast e le foresterie per turisti possono essere intraprese su denuncia di inizio attività, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificato dall'articolo 2 comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.


2. La denuncia deve essere inviata al Comune, su modulo predisposto e fornito dall'Azienda di promozione turistica su modello regionale.


3. Chi intende locare direttamente le unità abitative ammobiliate ad uso turistico nella forma non imprenditoriale, di cui all'articolo 6, comma 4, lettera c), lo comunica alla Azienda di promozione turistica competente per territorio, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa Azienda su modello regionale, allegando la dichiarazione di cui all'articolo 6 comma 5.


4. L'Azienda di promozione turistica competente per territorio, alla quale sono inviate dagli interessati le denunce di inizio attività di cui ai commi 2 e 3, provvede entro trenta giorni ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della rilevazione statistica della consistenza ricettiva, dandone quindi comunicazione alla Regione e alla Provincia competente.


5. Chi esercita le attività di cui ai commi 1 e 3 può comunicare all'Azienda di promozione turistica competente, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa Azienda su modello regionale, entro il 1° ottobre di ogni anno, i prezzi minimi e massimi e rispettivamente il periodo apertura dell'attività e il periodo di messa in locazione, con validità dal 1° gennaio dell'anno successivo. Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre successivo. Copia della comunicazione deve essere esposta all'interno della struttura ricettiva.


6. Le agenzie immobiliari alle quali si rivolgono i titolari delle unità abitative ad uso turistico, che non intendano gestire tali strutture né in forma imprenditoriale né in forma non imprenditoriale diretta comunicano, annualmente, entro la data del 1° ottobre, con eventuali integrazioni entro il 31 dicembre, al Comune e all'Azienda di promozione turistica competente, l'elenco delle strutture che a loro si sono rivolte con le seguenti indicazioni:

a) l'indirizzo della struttura e l'eventuale denominazione;

b) la eventuale classificazione attribuita alla stessa;

c) il numero dei posti letto e bagni a disposizione degli ospiti;

d) il periodo di messa in locazione;

e) i prezzi praticati, anche suddivisi per tipologia.


7. Sulla base della comunicazione di cui ai commi 5 e 6, l'Azienda di promozione turistica redige annualmente l'elenco di attività ricettive di bed & breakfast, di unità abitative ammobiliate a uso turistico non classificate e di foresterie per turisti, comprensivo dei prezzi praticati, dandone comunicazione alla Regione e alla Provincia competente, ai fini dell'attività di informazione turistica.


8. Coloro che esercitano le attività di cui ai commi 1 e 3, non necessitano di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217.


ARTICOLO 23

Registrazione delle persone alloggiate.


1. Ai fini della rilevazione statistica è fatto obbligo di comunicare all'Azienda di promozione turistica competente, su apposito modello ISTAT fornito dalla stessa Azienda, il movimento dei turisti ospiti di tutte le strutture ricettive disciplinate dalle presente legge.


CAPO IV

Norme comuni e finali


ARTICOLO 24

Reclami e vigilanza.


1. La vigilanza sull'osservanza delle norme della presente legge è esercitata dalla Provincia ad eccezione delle norme concernenti le attività ricettive a conduzione familiare bed and breakfast, di cui all'articolo 5, e le unità abitative ammobiliate ad uso turistico, di cui all'articolo 6, comma 4, lettera c), le foresterie per turisti di cui all'articolo 11 sulle quali la vigilanza viene esercitata dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio. La Provincia e l'Azienda di promozione turistica nell'esperimento di accertamenti possono chiedere la collaborazione di dipendenti della Regione.


2. I clienti delle strutture ricettive ai quali siano stati richiesti prezzi non conformi a quelli indicati nella prescritta tabella o che riscontrino carenze nella gestione o nelle strutture, possono presentare documentato reclamo al Presidente della Giunta provinciale entro trenta giorni dall'evento. Per i clienti ospiti delle strutture ricettive di cui agli articoli 5, 6, comma 4, lettera c) e 11, che abbiano comunicato i prezzi all'Azienda di promozione turistica, il reclamo documentato è inviato al Presidente dell'Azienda di promozione turistica competente per territorio, entro trenta giorni dall'evento.


3. Il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente della Azienda di promozione turistica, entro trenta giorni dal ricevimento, informa del reclamo il responsabile della struttura ricettiva, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, assegnando trenta giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni e si pronuncia sul reclamo stesso entro i successivi trenta giorni.


4. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente dell'Azienda di promozione turistica, comunica, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al reclamante e al responsabile della struttura ricettiva, che il servizio fornito o il prezzo applicato non erano conformi a quanto previsto dalle norme di legge, dando corso al procedimento relativo all'applicazione della sanzione amministrativa prevista dall'articolo 25, comma 8.


5. Se il reclamo accolto riguarda l'applicazione di tariffe, il responsabile della struttura ricettiva, salva l'applicazione della sanzione amministrativa, è tenuto a rimborsare al cliente l'importo pagato in eccedenza, entro quindici giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 e, contemporaneamente, a comunicare gli estremi dell'avvenuto pagamento alla Provincia o all'Azienda di promozione turistica competente.


6. Se il reclamo accolto riguarda carenze nella gestione e nelle strutture, fermo restando quanto previsto dal comma 4, il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente della Azienda di promozione turistica ne dà comunicazione alle autorità competenti per i successivi adempimenti.


ARTICOLO 25

Sanzioni amministrative pecuniarie.


1. Chiunque esercita un'attività ricettiva di cui alla presente legge, anche in modo occasionale, senza avere effettuato la prescritta denuncia di inizio attività al Comune, è soggetto a sanzione amministrativa da lire 2 milioni a lire 10 milioni


2. L'inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni, fermo restando quanto previsto ai commi 5 e 6 dell'articolo 19.


3. La mancata esposizione al pubblico delle tabelle prezzi aggiornate comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.


4. La mancata esposizione del segno distintivo di cui al comma 4 dell'articolo 14, ovvero la mancata esposizione dei cartellini di cui all'allegato VIII, comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a 800 mila.


5. La chiusura della struttura ricettiva nell'ipotesi prevista dal comma 3 dell'articolo 19 comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni, fermo restando quanto previsto dal comma 6 dello stesso articolo in caso di recidiva. 6. Chiunque attribuisca al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, un'attrezzatura non corrispondente a quella autorizzata o una denominazione o una classificazione diversa da quella approvata, è soggetto a sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.


7. La mancata presentazione dei moduli di comunicazione delle attrezzature e dei prezzi nei termini previsti comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.


8. Chiunque applichi prezzi difformi da quelli comunicati è soggetto a sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni.


9. La mancata esposizione del cartello di cui all'articolo 21 comma 3 comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 800 mila.


10. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai fini statistici comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 1 milione.


11. Le sanzioni di cui ai commi 1, 5 e 9 sono comminate dal Comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente, salvo quanto previsto al comma 13.


12. Le sanzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8 sono comminate dalla Provincia competente e le somme introitate sono da essa trattenute, salvo quanto previsto al comma 13.


13. Per le strutture ricettive previste agli articoli 5, 6 comma 4, lettera c) e 11, le sanzioni amministrative previste ai commi 1, 3, 6 e 8 sono comminate dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente. La sanzione prevista al comma 10 è comminata dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.


14. Per le strutture ricettive previste agli articoli 5 e 6, comma 4, lettera c), le sanzioni amministrative previste ai commi 1, 4, 7 e 9 sono comminate dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente. La sanzione prevista al comma 11 è comminata dall'Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.


ARTICOLO 26

Disposizione transitoria per la procedura di classificazione.


1. La Provincia competente entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge provvede alla nuova classificazione delle strutture ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge, valevole per il quinquenni 2000-2005.


2. A tal fine i titolari degli esercizi di affittacamere, di case e appartamenti per vacanze, di case per ferie, di ostelli per la gioventù, di foresterie per turisti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e già disciplinati dalla legge regionale 9 agosto 1988 n. 37 e successive modifiche, sono tenuti a denunciare su appositi moduli, predisposti e forniti dalla Province su modello regionale, i dati necessari per la classificazione medesima entro sessanta giorni dal loro ricevimento.


3. Le strutture ricettive extralberghiere esistenti, di cui al comma 2, che difettano di alcuni requisiti per ottenere una nuova classificazione, in base alle norme della presente legge, possono ottenere una classificazione provvisoria a condizione che provvedano, entro dodici mesi dalla data del provvedimento di classificazione provvisoria, a dotarsi dei requisiti mancanti. Trascorso inutilmente tale termine la Provincia provvede, ove possibile, alla nuova classificazione definitiva.

[...]



TP